Rachel Hawkins.
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Prodigium 3. SORTILEGIO.
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2017. Newton Compton Editori, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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La sedicenne Sophie Mercer ha appena scoperto di essere una strega.
Il suo primo incantesimo, per, finisce in un disastro. Sua madre decide allora di spedirla alla Hecate Hall, una scuola speciale dove ragazzi particolarmente dotati, i Prodigium, imparano a usare i loro poteri con discrezione e soprattutto lontano dagli occhi dei normali. Da un giorno all'altro Sophie viene catapultata tra streghe, mutaforma, maghi, licantropi, fate e vampiri. Come se non bastasse, una minaccia incombe sulla scuola: un'organizzazione segreta e potentissima, L'Occhio di Dio, vuole eliminare dalla faccia della terra tutti i Prodigium.
E quando Sophie si rende conto di essere la prima della lista, le domande si affollano nella sua mente. Perch  finita nel mirino dell'Occhio? Quali sono i suoi reali poteri? E soprattutto, che genere di oscuri segreti nasconde la sua famiglia?
Incantesimo, Maleficio e Sortilegio sono i tre capitoli di una serie che ha conquistato i lettori e che prosegue nello spin-off Magico, in cui seguiamo le vicende della quindicenne Izzy Brannick, cacciatrice di mostri che all'improvviso si ritrova a vestire i panni di un'adolescente comune. A volte lasciarsi alle spalle il passato  molto pi difficile di quel che sembra... Benvenuti nella scuola dove  normale essere speciali.
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L'AUTRICE.
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Rachel Hawkins  nata in Virginia e cresciuta in Alabama, e ha insegnato inglese in una scuola superiore.
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SORTILEGIO.
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Alla straordinaria agente Holly Root, per il suo sostegno, la sua abilit nel placare le ansie di Certi Autori e per aver trovato a me e a Sophie una casa ideale!
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Parte Prima.
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Chiss, forse sono cambiata durante la notte. Vediamo
un po': questa mattina, quando mi sono alzata, ero sempre
la stessa? Mi pare quasi di ricordare che mi sentivo un po'
diversa. Ma se non sono la stessa, allora la domanda : chi
mai sono io? Ah, questo  il problema!.
Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie


CAPITOLO 1

A volte la magia fa veramente schifo.
Certo,  fantastico quando la usi per cambiare colore di capelli, o
per volare, o per trasformare il giorno nella notte. Ma, in generale,
la magia tende a finire in esplosioni, o lacrime, o con te che atterri
di schiena nel bel mezzo del nulla, con la sensazione di avere un
nano che ti scava dentro la testa in cerca di diamanti.
Okay, forse quest'ultima parte riguarda soltanto me.
Uno degli inconvenienti di viaggiare con l'Itineris - una specie di
portale magico che ti permette di spostarti da un posto a un altro
- era l'effetto brutale che aveva sul corpo. Ogni viaggio mi aveva
sempre fatta sentire come se mi stessero rivoltando sottosopra, ma
quella volta fu in particolar modo terribile. Stavo letteralmente tremando.
Chiaro, poteva essere per l'adrenalina. Sentivo il cuore che
tentava di schizzare fuori dal petto.
Feci un respiro profondo e cercai di rallentare i battiti. Okay.
L'Itineris mi aveva scaricata... be', da qualche parte. Non avevo
ancora capito bene dove, soprattutto perch per ora non ero in
grado di aprire gli occhi. Ovunque fosse, c'era silenzio e faceva
caldo. Presi a tastare il terreno intorno a me. Erba. Qualche pietra.
Dei rametti.
Sospirai sfinita e decisi di sollevare la testa. Ma il solo pensiero di
muovermi faceva ridere ogni mia terminazione nervosa. Figurati,
non credo proprio.
Con un gemito, serrai i denti e pensai che era un buon momento
per fare il punto della situazione.
Fino a quella mattina ero stata un demone in possesso di svariate
magie veramente fichissime. Ma a causa di un incantesimo vincolante,
quelle magie erano sparite. Be', non proprio sparite; potevo
ancora sentirle svolazzare dentro di me come una farfalla sotto
un bicchiere. Ma non avevo pi accesso a nessuno dei miei poteri,
quindi per quel che mi riguardava potevano anche essere sparite.
Chi altro era sparito? La mia migliore amica, Jenna. E mio padre.
E Archer, il ragazzo di cui ero innamorata. E Cal, il mio fidanzato
(s, la mia vita sentimentale era complicata).
Per un secondo il mal di testa fu nulla paragonato al dolore al petto
che mi provocava il pensiero di loro quattro. Sinceramente non
sapevo di chi mi dovevo preoccupare di pi. Jenna era un vampiro,
il che significava che sapeva badare a se stessa, ma avevo trovato la
sua pietra di sangue frantumata per terra a Thorne Abbey. La principale
funzione della pietra di sangue era quella di proteggere Jenna
da tutti gli effetti collaterali del suo vampirismo. Se gliel'avessero
levata di giorno, la luce del sole l'avrebbe uccisa.
Poi c'era pap. Aveva subito la Rimozione, e quindi aveva ancora
meno poteri di me in quel momento. Almeno io la mia magia l'avevo
ancora, per quanto inutilizzabile. I poteri di pap erano spariti
per sempre. L'ultima volta che l'avevo visto era sdraiato in una cella,
pallido e privo di conoscenza, ricoperto da tatuaggi viola scuro
a causa della Rimozione. Archer era con lui, e per quel che ne sapevo
erano entrambi ancora rinchiusi in quella cella quando Thorne
Abbey era stata attaccata.
Ancora intrappolati l dentro quando il Consiglio aveva usato Daisy,
un altro demone, per incendiare Thorne Abbey.
Cal era entrato nel palazzo in fiamme per salvarli, ma prima si era
fermato a dirmi di prendere l'Itineris per trovare mia madre, la quale,
per qualche ragione, si trovava con Aislinn Brannick, capo di un
gruppo di cacciatori di mostri. E dato che i Brannick consideravano
me uno di quei mostri, non riuscivo proprio a capire cosa ci facesse
mia madre con loro.
Ecco com'ero finita schiena a terra, con la spada di Archer ancora
stretta in mano e la testa dolorante. Magari potevo semplicemente
rimanere l distesa ad aspettare che fosse la mamma a trovare me.
Sarebbe stato decisamente pi comodo cos.
Sospirai mentre il vento faceva stormire le foglie sopra di me. Gi,
era un buon piano. Rimanere stesa a terra e aspettare che qualcuno
venisse a prendermi.
Una luce intensa all'improvviso mi bruci le palpebre chiuse e io
sussultai, sollevando la mano per scacciarla, qualunque cosa fosse. A
dir la verit, prima di aprire gli occhi mi aspettavo di vedere uno dei
Brannick l in piedi, magari con una fiaccola o una torcia elettrica.
Di sicuro non mi aspettavo un fantasma.
Il fantasma di Elodie Parris per l'esattezza, in piedi davanti a
me, che mi gelava con lo sguardo, a braccia incrociate. Emetteva
un tale bagliore che dovetti strizzare gli occhi mentre mi tiravo
su a sedere. Elodie era stata uccisa dalla mia bisnonna circa un
anno prima (lunga storia), e a causa di una piccola condivisione
di magia appena prima che morisse, il suo fantasma ora era
legato a me.
Oh, wow, gracchiai. Stavo proprio pensando che questa serata
non potesse andare peggio di cos. Invece poteva eccome. Toh.
Elodie alz gli occhi al cielo, e per un secondo appena pensai che
il suo bagliore fosse ancora pi intenso. Mosse le labbra, ma non
ne usc alcun suono. Uno degli inconvenienti di essere un fantasma
era che non poteva parlare. Dalla sua espressione, e leggendo quel
poco di labiale, pensai che probabilmente era meglio cos.
Okay, okay, dissi. Non  il momento di essere sarcastici.
Usando la spada di Archer come una stampella riuscii ad alzarmi
in piedi. La luna non c'era ancora, ma grazie alla luminescenza di
Elodie riuscivo a vedere... be', degli alberi. Un sacco di alberi. E
non molto altro.
Hai idea di dove ci troviamo?, le chiesi.
Lei alz le spalle e mim con le labbra: Foresta.
Ma di. Okay, la faccenda del niente sarcasmo non iniziava
proprio benissimo. Sospirai e mi guardai in giro.  ancora notte,
quindi dobbiamo essere nello stesso fuso orario. Questo significa
che non possiamo essere andate troppo lontano. Ma fa caldo. Cio,
molto pi caldo di quanto non facesse a Thorne.
La bocca di Elodie si mosse, e ci vollero diversi tentativi prima
che riuscissi a decifrare quello che stava dicendo. Alla fine, riuscii
a capire: Dove stavi cercando di andare?
Dalle Brannick, le dissi. A quel punto Elodie strabuzz gli occhi
e le sue labbra ricominciarono a volare, sicuramente per dirmi
che razza di idiota fossi.
Lo so, dissi, alzando una mano per stroncare la sua silenziosa
ramanzina. Terrificanti cacciatrici di mostri irlandesi, magari non
 il piano migliore del mondo. Ma Cal ha detto che mia madre 
con loro. E no, dissi, mentre la sua bocca spettrale si spalancava
di nuovo, non lo so il perch. Quello che invece so  che a quanto
pare l'Itineris fa schifo, perch l'unica spaventosa pel di carota nei
paraggi sei tu. Sospirando, mi sfregai la mano libera sugli occhi.
Quindi ora....
Un ululato fendette l'aria.
Deglutii e le mie dita serrarono l'impugnatura della spada. Ora
speriamo che qualunque cosa sia non venga da questa parte, conclusi
poco convinta.
Un altro ululato, questa volta pi vicino. In lontananza, riuscivo
a sentire qualcosa che continuava a sbattere tra gli arbusti. Per un
attimo pensai di mettermi a correre, ma avevo le ginocchia cos flosce
che gi solo stare in piedi era un'impresa. Non sarei mai riuscita
a correre pi veloce di un lupo mannaro. Non rimaneva che
restare e combattere.
Oppure, come dire, restare e farsi sbranare.
Fantastico, mormorai sollevando la spada, con i muscoli delle
spalle che scricchiolavano. Sentivo i miei poteri agitarsi alla bocca
dello stomaco, e fui trafitta da un improvviso terrore. Ero normale,
ricordai a me stessa. Una banale diciassettenne sul punto di affrontare
un lupo mannaro con null'altro che... Okay, va bene, avevo
una spada spaccaculi e un fantasma. Qualcosa dovevano pur valere.
Lanciai un'occhiata a Elodie. Fissava il bosco con aria leggermente
annoiata.
Ehm, salve, dissi. Lupo mannaro in dirittura d'arrivo. Non sei
neanche un po' preoccupata?.
Fece un sorrisetto e dei gesti indicando il suo corpo luminoso.
Lessi il labiale: Gi morta.
Giusto. Ma se ammazzano anche me, scordati di diventare amiche-fantasma
del cuore.
Elodie mi lanci un'occhiata come a dire che non c'era pericolo
che ci accadesse.
I suoni diventarono pi forti, e io sollevai la spada ancora pi in
alto.
Poi, con un ringhio, una cosa grossa e pelosa balz fuori dagli alberi.
Lanciai un piccolo strillo, e perfino Elodie fece un salto all'indietro.
Be', fluttu all'indietro.
Per un momento, rimanemmo tutti e tre immobili, io che impugnavo
la spada come una mazza da baseball, Elodie che si librava
a qualche metro da terra, il lupo accovacciato davanti a noi. Non
avevo idea se fosse un lupo o una lupa mannara, ma pensai che fosse
giovane. Una schiuma bianca gli colava dal muso. I licantropi
sbavano parecchio.
Abbass la testa, e io strinsi ancora pi forte la spada, nell'attesa
del suo balzo. Ma, invece di saltare per azzannarmi alla gola, il
lupo mannaro emise un suono basso, un lamento, quasi come se
stesse piangendo.
Lo guardai negli occhi, inquietantemente umani. Gi, quelle erano
lacrime. E paura. Molta. Aveva il respiro affannato, come se avesse
fatto una lunga corsa.
All'improvviso mi venne in mente che forse l'Itineris non faceva
cos schifo come pensavo. Qualcosa aveva spaventato quel lupo
mannaro, e riuscivo a pensare solo a poche cose che potessero
riuscirci. Terrificanti cacciatrici di Prodigium irlandesi? Alquanto
probabile.
Elodie..., cominciai, ma prima che potessi dire altro, lei si spense
come una lucciola dispettosa.
Io e il lupo mannaro restammo immersi nell'oscurit. Imprecai,
e il lupo emise un ringhio che sembrava la stessa parola. Per qualche
istante, giusto il tempo per pensare che forse mi ero sbagliata,
il bosco rimase quieto e immobile.
E poi esplose tutto all'improvviso.


CAPITOLO 2

Da qualche parte davanti a me qualcuno grid, e il lupo mannaro
latr. Sentii i rumori di una breve zuffa, seguita da un nitido guaito.
Poi l'unico suono fu quello del mio respiro, che tuonava dentro
e fuori i miei polmoni.
Colsi un movimento con la coda dell'occhio e istintivamente feci
un passo in quella direzione, brandendo ancora la spada davanti
a me.
All'improvviso una luce intensa, molto pi intensa di quella di
Elodie, mi lampeggi dritta in faccia. Chiusi gli occhi e inciampai.
A quel punto qualcosa colp la mia mano tesa, cos forte da farmi
urlare. Le dita si intorpidirono immediatamente e la spada di Archer
mi scivol di mano. Un altro colpo, questo dietro alle gambe, e
all'improvviso ero schiena a terra.
Mi ritrovai con un peso sul petto e due ginocchia ossute che mi
schiacciavano entrambe le braccia al suolo. Sentivo una fitta pungente
sotto il mento e cercai di resistere all'urgenza di frignare.
Poi una voce parecchio stridula chiese: Che cosa sei?.
Aprii gli occhi con cautela. La torcia che mi aveva accecata si trovava
a un metro dalla mia testa, ma mi arrivava abbastanza luce per
riuscire a vedere quella che sembrava una ragazzina di dodici anni
seduta sul mio petto.
Mi sono fatta mettere culo a terra da una delle medie? Che cosa
imbarazzante.
Poi il freddo metallo sul collo mi ramment che la suddetta ragazzina
aveva un coltello.
Io... io non sono niente, dissi, cercando di muovere la bocca
il meno possibile. Gli occhi si stavano rapidamente abituando
alla luce fioca, e riuscivo a vedere i capelli rosso chiaro della ragazzina.
E per quanto possa sembrare strano, nonostante avessi
una lama alla gola e tutto il resto, il mio primo pensiero fu: Oh,
grazie a Dio.
Pur essendo pi piccola di quanto mi aspettassi, per molti versi
quella ragazzina era esattamente come immaginavo dovesse essere
una Brannick. Era una grande famiglia di donne - tutte donne,
anche se suppongo che i maschi abbiano avuto un qualche ruolo,
considerato che la famiglia esisteva da pi di mille anni. Discendenti
di una strega bianca megapotente di nome Maeve Brannick, la loro
missione era sbarazzarsi del mondo del male.
Sfortunatamente, io corrispondevo alla loro definizione di male.
La ragazzina aggrott le sopracciglia. Tu sei qualcosa, sibil,
avvicinandosi. Lo sento. Qualunque cosa tu sia, non sei umana.
Quindi, o mi dici che razza di roba sei, o ti taglio in due e lo scopro
da sola.
La fissai. Sei una ragazzina proprio tosta.
Il suo cipiglio aument.
Sto cercando le Brannick, dissi in un fiato. E credo che tu sia
una di loro perch... be', i capelli rossi, la violenza eccetera.
Come ti chiami?, mi chiese mentre la fitta al collo diventava un
dolore vero.
Sophie Mercer, dissi attraverso i denti serrati.
La ragazzina spalanc gli occhi. Impossibile, replic, sembrando
per la prima volta la bambina delle medie che probabilmente era.
Possibile, gracchiai.
Per un secondo lei sembr tentennare, e il coltello che avevo alla
gola arretr, forse solo di pochi centimetri. Non mi serviva altro.
Rotolai a fatica su un fianco. Quel movimento mi caus uno strappo
alla spalla cos forte che mi vennero le lacrime agli occhi, ma
ottenni comunque l'effetto desiderato di togliermi di dosso quella
ragazzina.
Lei strill, e io sentii un colpo attutito che sperai tanto fosse il coltello
che finiva a terra. Ma non mi concessi il tempo di controllare.
Strisciando a quattro zampe, tentai di avvicinarmi alla spada di
Archer. Le mie dita si strinsero sull'impugnatura e trascinai l'arma
verso di me.
Facendo leva sulla spada, mi tirai in piedi e mi voltai verso la ragazza.
Era ancora seduta per terra, appoggiata all'indietro sulle mani, e
respirava affannosamente. L'aria da scout agguerrita era scomparsa
dal suo volto; ora era solo una bambina spaventata.
Mi chiesi il perch. Voglio dire, ero solo appoggiata alla spada,
non gliela stavo mica puntando contro. Le gambe mi tremavano
cos tanto che ero sicura che lei lo potesse vedere, e sapevo di avere
sul volto i segni di lacrime e sudore. Di sicuro non avevo un'aria
molto minacciosa.
Poi ricordai la sua faccia quando aveva sentito il mio nome. Mi conosceva,
o per lo meno sapeva chi ero. E quindi sapeva che cos'ero.
O che cosa ero stata.
Provai a rivolgerle il mio migliore sguardo da principessa demone,
il che era decisamente una sfida, considerati i capelli schiacciati
sulla faccia e il naso che colava. E tu come ti chiami?, le chiesi.
La ragazza teneva gli occhi fissi su di me, ma con le mani continuava
a tastare il terreno attorno a lei, sicuramente alla ricerca del
coltello. Izzy, disse.
Inarcai le sopracciglia. Non era certo un nome che incutesse paura.
Izzy dovette percepirlo dalla mia espressione, perch si accigli.
Sono Isolde Brannick, figlia di Aislinn, figlia di Fiona, figlia di....
Okay, okay, figlia di un sacco di donne feroci, ho capito. Mi passai
una mano sulla faccia, gli occhi mi facevano male e mi bruciavano.
Ero sicura di non essere mai stata cos stanca in vita mia. Mi
sentivo come se avessi avuto la testa piena di cemento, e perfino il
battito del cuore mi sembrava pesante e fiacco. Inoltre avevo una
strana, irritante sensazione in un angolo della mente, come se non
stessi cogliendo qualcosa di importante.
Accantonai questo pensiero e volsi di nuovo l'attenzione verso Izzy.
Sto cercando Grace Mercer. Non appena pronunciai il nome
di mia madre, sentii in gola un nodo grosso e doloroso. Sbattei le
palpebre mentre aggiungevo: Mi hanno detto che  dalle Brannick,
devo trovarla.
E buttarmi tra le sue braccia, e piangere per mille anni, magari,
pensai.
Ma Izzy scosse la testa. Non c' nessuna Grace Mercer con noi.
Quelle parole mi travolsero. No, dev'esserci per forza, dissi. Izzy
titub, capii che la stavo vedendo attraverso le lacrime. Cal ha
detto che stava dalle Brannick, insistei, con la voce rotta.
Izzy si raddrizz. Be', chiunque sia Cal, si  sbagliato. Ci sono
solo Brannick gi al quartier generale.
Trovare la mamma. Era stata l'unica cosa su cui mi ero concentrata
dal momento in cui Cal si era voltato per correre dentro Thorne Abbey.
Se fossi riuscita a trovarla, allora in qualche modo tutto sarebbe
andato a posto, e sarei stata capace di trovare anche tutti gli altri.
Pap, Jenna, Archer e Cal.
Fui travolta da un'ondata di dolore e spossatezza. Se la mamma
non era l, allora mi ero cacciata in territorio nemico per niente.
Niente poteri. Niente genitori. Niente amici.
In quel momento, mi lasciai cullare dall'idea di appoggiare la spada
e stendermi per terra. Sarebbe stato bello sdraiarsi, e poi, visto
che avevo perso tutto, che importava cosa mi avrebbe fatto quell'assassina
in miniatura?
Ma altrettanto velocemente ricacciai indietro quel pensiero. Non
potevo essere sopravvissuta ad attacchi di demoni, duelli con i ghoul
ed esplosioni di vetro demoniaco per finire morta ammazzata da
Anna dai capelli rossi. Che la mamma fosse l o no, dovevo venirne
fuori.
Le mie dita si strinsero intorno all'elsa della spada finch non
sentii il metallo che mi tagliava la pelle. Faceva male, ma era giusto
cos. Mi avrebbe impedito di svenire e avrebbe impedito a Izzy di
dissezionarmi, o qualunque cosa facessero le Brannick ai demoni.
O agli ex demoni. Era uguale.
Quindi voi avete un quartier generale, dissi, cercando di far funzionare
il cervello. Che... figata. Scommetto che ci sono i bunker
e il filo spinato.
Izzy rote gli occhi. Secondo te?
Okay, e questo quartier generale esattamente dove.... La mia
voce si affievol quando il terreno cominci a oscillare. O ero io a
barcollare da una parte all'altra? E tutto era sempre pi sfocato
perch la torcia si stava spegnendo, oppure erano i miei occhi che
non funzionavano pi?
No. No, non sto svenendo.
Ehm... tutto okay?.
Scossi la testa. L'ho detto ad alta voce?.
Izzy si alz in piedi lentamente. Non hai una bella cera.
L'avrei gelata con lo sguardo se i miei occhi non fossero stati concentrati
su cose pi importanti, tipo non uscire dalle orbite. Un fortissimo
rumore mi riemp la testa e mi resi conto che erano i miei
denti che battevano.
Grandioso. Stavo per avere un collasso. Era cos... fuori luogo.
Le ginocchia cominciarono a cedermi e mi appoggiai all'elsa della
spada ancora pi forte, cercando con grande fatica di rimanere in
piedi. La spada di Archer, mi dissi. Non puoi svenire, perch
devi trovarlo e aiutarlo....
Ma era troppo tardi. Mi stavo accasciando a terra, e Izzy si era voltata,
chiaramente alla ricerca del coltello.
All'improvviso notai un tenue bagliore da qualche parte dietro di me.
Confusa, feci per voltarmi in quella direzione, immaginando che potesse
trattarsi di una battuta di caccia delle Brannick. E poi sentii un
ronzio potente, quasi elettrico, scorrermi dentro. Lo riconobbi subito.
Magia.
Rimasi totalmente immobile, disorientata. I miei poteri erano...
no. Qualunque cosa mi scorresse dentro, non sembrava la mia magia.
Avevo sempre sentito i poteri scorrermi dai piedi verso l'alto,
schizzare su dal basso. Questa magia sembrava posarsi leggera e
fredda sulla mia testa. Come neve.
Come la magia di Elodie.
Infatti  la mia magia, stupida. La voce di Elodie mi schern
dentro la mia testa.
Cosa?, cercai di dire. Ma la bocca non si muoveva. Una delle
mie braccia si sollev, ma non ero stata io a muoverla. E certamente
non ero stata io a scagliare dai polpastrelli un lampo dorato di
energia sulla schiena di Izzy.
Izzy ruzzol a terra urlando.
Feci qualche passo in avanti, la spada levata in alto, ma ero sempre
una specie di burattino. Sentivo il metallo intarsiato dell'elsa della
spada tra le mie mani, e il dolore alle spalle per lo sforzo di tenerla
sollevata, ma non avevo il controllo di ci che stavo facendo.
Izzy era riuscita a mettersi in piedi e incespicava cercando di allontanarsi
da me. Indietreggi fino a scontrarsi contro un albero e
io mi vidi posarle la punta della lama sulla gola.
Stavo cominciando a perdere la bussola, ma riuscii lo stesso a percepire
il trionfo di Elodie bruciare dentro di me.
Vattene!, urlai nella mia mente. Non avrei condiviso con te
nemmeno una stanza al dormitorio, figuriamoci il mio corpo.
Scordatelo, fu l'unica risposta di Elodie.
Non hai scampo, mi sentii ringhiare contro Izzy. Quindi, o mi dici
dov' mia madre, o ti riduco come uno spiedino di kebab. Scegli tu.
Izzy respirava affannosamente, e mari di lacrime si accumulavano
nei suoi grandi occhi verdi.
Avr dodici anni, Elodie, pensai.
Chissenefrega, rispose lei. Praticamente potevo percepire dalla
voce i suoi occhi che roteavano.
Io..., disse Izzy, con gli occhi puntati da qualche parte dietro di me.
Provai a voltarmi a guardare, ma Elodie mi fece mantenere lo
sguardo fisso su Izzy.
Pensaci un attimo, dissi, sentendo che le mie labbra si curvavano
in un sorrisetto, una Brannick uccisa da un demone con una
delle spade dell'Occhio di Dio. C' qualcosa di delizioso in tutto
questo, non trovi?.
C' qualcosa alle mie spalle, brutta pazza!, gridai dentro di me.
Smettila di fare la parte della cattiva inquietante e guarda!.
Ma Elodie mi ignor.
Stavo ancora studiando la faccia di Izzy quando il suo sguardo terrorizzato
all'improvviso si distese, sollevato. Non sapevo quale fosse
l'emozione pi forte, se il mio panico o la confusione di Elodie, ma
riuscivo a sentirle ambedue sgorgare dallo stomaco.
Poi entrambe furono eclissate da una lancinante fitta di dolore,
quando qualcosa mi colp con violenza alla nuca.


CAPITOLO 3

Ero morta. Non c'era altra spiegazione per quella sensazione di
trovarmi in un letto comodo, fresco, con lenzuola che sapevano di
pulito, tirate su fino al mento, e con una mano delicata che mi accarezzava
i capelli.
Era piacevole. La morte sembrava piuttosto dolce, tutto sommato.
Specialmente se consisteva in un pisolino per l'eternit. Mi accoccolai
ancora di pi tra le coperte. La mano dai miei capelli si spost
sulla schiena, e mi accorsi che qualcuno stava cantando dolcemente.
La voce era familiare, e per qualche ragione mi faceva stringere
il cuore. Be', c'era da aspettarselo. Le canzoni degli angeli sono
terribilmente struggenti.
Facevo la cameriera in un bar quando ti ho incontrato..., intonava
la voce.
Corrugai la fronte. Non mi sembrava una canzone appropriata per
entrare nelle schiere celesti...
Di colpo realizzai. Mamma!, urlai, mettendomi a sedere. Fu un
errore, perch non appena lo feci, la testa mi esplose.
Delle mani delicate mi adagiarono di nuovo sui cuscini, e all'improvviso
eccola l. La mamma, china su di me, la faccia scavata dalla
preoccupazione e rigata di lacrime, ma cos bella che faceva venire
da piangere.
 tutto reale, vero?, chiesi dando un'occhiata alla stanza. Era
piccola, illuminata da una luce fioca, e odorava impercettibilmente
di bosco, di cedro. A parte il letto e la seggiola accanto, era completamente
spoglia. Una luce rosso-giallognola filtrava dalla finestra,
e capii che era tardo pomeriggio. Non  un sogno o una specie di
allucinazione dovuta alla commozione cerebrale?.
Sentii il braccio di mia madre attorno alle spalle. Poi le sue labbra
calde sulla mia tempia. Sono qui, tesoro, mormor. Sono
davvero qui.
E allora mi misi a piangere. Molto. Grandi, strazianti singhiozzi
che facevano male. Tra l'uno e l'altro, cercavo di raccontare alla
mamma tutto quello che era successo a Thorne, ma ero consapevole
di dire cose senza senso.
Quando la tempesta finalmente pass, mi appoggiai alla mamma,
facendo dei profondi respiri che mi scuotevano tutta. Le lacrime
scendevano anche sul suo volto, bagnandomi il capo. Okay, dissi
alla fine. Questa  la storia delle mie schifosissime vacanze estive.
Ora tocca a te.
La mamma singhiozz e mi abbracci pi forte. Oh, Soph, disse
con una vocina, non so neanche da dove cominciare.
Dove siamo?, domandai.  un buon inizio.
Al quartier generale delle Brannick.
Mi ritorn tutto alla mente. Izzy, la spada, Elodie che aveva trasformato
il mio corpo in un burattino omicida.
Elodie?, chiamai con il pensiero. Ci sei ancora?.
Nessuna risposta. Ero l'unica persona nella mia testa, per il momento.
E a proposito...
Che mi  successo alla testa?
Finley, la sorella maggiore di Izzy,  venuta a cercarla. Izzy ha detto
che tu l'hai attaccata con i tuoi poteri. Credevo che non potessi
pi usare la magia.
Infatti, dissi.  che... te lo spiego dopo. E con che cosa mi ha
spaccato la testa Finley? Una mazza da baseball? Un autocarro?
Una torcia elettrica, rispose la mamma, scostandomi delicatamente
i capelli dietro la nuca, dove sentivo un bernoccolo grande
come una palla da baseball.
Rimanemmo in silenzio, entrambe sapevamo cosa stavo per chiedere:
perch cavolo mia madre, che aveva passato la maggior parte
della sua vita a scappare da qualsiasi cosa assomigliasse lontanamente
alla magia, stava trascorrendo le sue vacanze estive con una
banda di cacciatrici di mostri?
Qualcosa mi diceva che la risposta, qualunque essa fosse, era una
faccenda complicata. E probabilmente sgradevole. E sebbene stessi
morendo dalla voglia di sapere cosa l'avesse portata l, potevamo
rimandare, magari al momento in cui il mio cervello avrebbe smesso
di minacciare di fuoriuscire dal cranio.
Faceva caldo, dissi. Ci sono ben pochi argomenti meno complicati
e sgradevoli del tempo, giusto? Fuori, intendo. Dove si trova
esattamente la casa delle Brannick?
In Tennessee, rispose mia madre.
Okay, allora ... aspetta un attimo, Tennessee?. Mi misi a sedere
per guardarla negli occhi. Ho usato l'Itineris per viaggiare dall'Inghilterra
a qui.  quella specie di portale magico..., cominciai a
spiegare, ma lei annu come se gi lo sapesse. Comunque, ho lasciato
Thorne di notte, e quando sono arrivata qui era notte, quindi
non  possibile che sia andata cos lontano.
Mia madre mi scrut molto attentamente. Sophie, disse, e qualcosa
nella sua voce mi fece gelare lo stomaco. Thorne Abbey  bruciata
circa tre settimane fa.
Sgranai gli occhi.  impossibile. Ero l. Ero l ieri sera.
Scuotendo la testa, mia madre allung le braccia e mi prese il viso
tra le mani. Tesoro, sono passati diciassette giorni da quando abbiamo
sentito cos' successo a Thorne. Pensavo.... Le si ruppe la
voce. Pensavo che fossi stata catturata o uccisa. Quando Finley ti
ha portata qui ieri sera mi  sembrato un miracolo.
Mi girava la testa.
Diciassette giorni.
Ricordavo di essere entrata nell'Itineris, ricordavo lo schianto e
l'oscurit silenziosa. Ma mi sembrava che fosse trascorso appena
un istante prima di ritrovarmi schiena a terra nel bosco. Come
era possibile che in quei pochi secondi fossero passati diciassette
giorni?
Poi mi balen alla mente un altro pensiero. Se  passato cos tanto
tempo da quando Thorne  stata distrutta dall'incendio, saprai
qualcosa di pap. O di Cal, o delle Casnoff.
Non ci sono pi, disse una voce dall'altra parte della stanza.
Mi voltai di scatto e sussultai. C'era una donna appoggiata allo stipite
della porta, con in mano una tazza fumante. Indossava un paio
di jeans e una maglietta casual. I capelli rossi, pi scuri di quelli di
Izzy, le cadevano sulle spalle in una lunga treccia.
Scomparsi dalla faccia della Terra, continu, entrando nella
stanza. Percepii mia madre irrigidirsi accanto a me. James Atherton,
il ragazzo stregone, l'altro stregone, le streghe Casnoff e il loro
cucciolo di demone. Pensavamo fossi scomparsa anche tu, finch
non sei saltata fuori per cercare di uccidere mia figlia.
Dedussi che quella donna cos cazzuta fosse Aislinn Brannick.
Tuttavia, averla davanti mi fece scendere lo stomaco parecchio pi
a sud delle ginocchia. Mi schiarii la gola. Legittima difesa,  stata
lei a tirare fuori il coltello per prima, dissi.
Con mia grande sorpresa, Aislinn emise un suono rauco che poteva
benissimo essere una risata soffocata. Mi porse la tazza. Bevi.
Uhm, anche no, risposi, fissando il contenuto verde scuro. Qualsiasi
cosa fosse quel liquido, aveva un odore di pino e di sporco e,
considerato che quella donna era la madre di Izzy, immaginai che
fosse avvelenato.
Ma Aislinn si limit ad alzare le spalle. E allora arrangiati. Non
me ne importa un fico secco se ti fa male la testa.
 tutto a posto, disse mia madre, senza mai perdere di vista
Aislinn. Ti far sentire meglio.
Facendomi morire?, chiesi. Voglio dire, sono sicura che il mal
di testa sparirebbe, ma  un gran brutto effetto collaterale.
Sophie..., mormor mia madre, con un tono d'ammonimento
nella voce.
Ma Aislinn mi rivolse uno sguardo penetrante, con un lieve sorriso
sulle labbra. Ha la lingua lunga, non c' che dire, osserv. I
suoi occhi si spostarono su mia madre. L'avr presa da lui. Tu sei
sempre stata tranquilla.
Mi girai verso mia madre, confusa, ma lei stava ancora guardando
Aislinn Brannick, pallida in volto.
Devi scendere di sotto tra cinque minuti, disse Aislinn, spostandosi
ai piedi del letto. Riunione di famiglia.
Con grande riluttanza presi un sorso dalla tazza calda. Il sapore
era ancora peggio dell'odore, ma non appena mi scese in gola, sentii
che il dolore alla testa diminuiva lievemente. Chiudendo gli occhi,
mi appoggiai all'indietro sulla spalliera. Perch avete bisogno di
noi?, chiesi. Non potete semplicemente... riunirvi tra voi Brannick
senza di noi?.
Un pesante silenzio cal nella stanza, e quando aprii gli occhi, la
mamma e Aislinn si stavano fissando.
Non lo sa?, chiese infine Aislinn, e io sentii un misto di paura e
rabbia nascermi nel petto. Non volevo affrontare quella cosa. Non
ero pronta ad affrontare quella cosa, non ancora.
Ma quando la mamma si volt verso di me, capii. Lo vidi nella paura
e nella tristezza del suo viso, nel modo in cui le sue mani stringevano
la coperta. E capii che, per quanto non volessi affrontarlo,
c'era un motivo molto semplice per cui lei si trovava l.
Sentii comunque la mia voce chiederle: Mamma?.
Ma fu Aislinn a rispondere. Tua madre  una Brannick, Sophie.
Questo significa che lo sei anche tu.


CAPITOLO 4

Quando la porta si chiuse alle spalle di Aislinn, la mamma si
prese il viso fra le mani con un respiro tremante. Io terminai la
bevanda che Aislinn mi aveva dato. Immediatamente la testa mi
fece meno male. Di fatto, stavo meglio in generale e mi sentivo
quasi... briosa, sebbene mi sembrasse di aver appena leccato
un pino.
Ma quel sapore schifoso in bocca non era male. Mi permetteva
di non concentrarmi sul fatto che praticamente tutto nella mia vita
era stato una bugia. O che in qualche modo avevo perso diciassette
giorni. O che ero stata posseduta da un fantasma.
All'improvviso, mi manc cos tanto Jenna che provai quasi un
dolore fisico. Volevo stringerle la mano e sentirle dire qualcosa che
avrebbe reso tutta quella situazione divertente invece che un incredibile
casino.
Anche Archer sarebbe stato carino. Probabilmente avrebbe alzato
un sopracciglio in quel suo modo irritante e sexy, e avrebbe fatto
una battutaccia sul fatto che Elodie mi aveva posseduto.
Oppure Cal. Non avrebbe detto niente, ma la sua sola presenza
mi avrebbe fatto sentire meglio. E pap...
Sophie, disse la mamma, strappandomi alle mie fantasticherie.
Non... non so neanche da dove cominciare a spiegarti questa storia.
Mi guard, con gli occhi rossi. Avrei voluto, tante volte, ma
era sempre tutto cos... complicato. Mi detesti?.
Feci un profondo respiro. Certo che no. Cio, non sono entusiasta.
E mi riservo il diritto di angosciarmene pi tardi. Ma sinceramente,
mamma... Ora come ora sono cos felice di vederti che non
mi importerebbe neanche se la tua identit segreta fosse quella di
un ninja mandato dal futuro a distruggere aquiloni e arcobaleni.
Lei rise sotto i baffi, un suono soffocato e lacrimoso. Mi sei mancata
cos tanto, Soph.
Ci abbracciammo e io appoggiai il viso alla sua clavicola. Voglio
sapere tutta la storia, comunque, dissi con voce ovattata. Scopriamo
le carte.
Annu. Certamente. Dopo che avremo parlato con Aislinn.
Mi scostai e feci una smorfia. In che modo esattamente siete parenti
tu e lei? Siete tipo cugine?
Siamo sorelle.
Sgranai gli occhi. Aspetta un attimo. Quindi tu sei proprio una
Brannick Brannick? Ma non hai neanche i capelli rossi.
La mamma si alz dal letto, raccogliendo la coda in uno chignon.
Si chiama tinta, Soph. Ora andiamo. Aislinn  gi di cattivo umore.
S, me n'ero accorta, mormorai, sollevando le coperte e alzandomi
dal letto.
Io e la mamma lasciammo la camera e ci dirigemmo verso il pianerottolo
poco illuminato. C'era soltanto un'altra stanza su quel piano,
e all'improvviso mi ritrovai a pensare a Thorne Abbey e a tutti
i suoi corridoi e le sue stanze. Era ancora difficile credere che un
posto del genere fosse semplicemente... andato.
Scendemmo una stretta scalinata che finiva con un basso arco. Oltre
l'arco c'era un'altra stanza buia. Cosa aveva quella gente contro
l'illuminazione?
Notai un vecchissimo frigorifero verde e un tavolo di legno rotondo
sistemato sotto una sudicia finestra. Il profumo di caff aleggiava
nell'aria, e c'era un panino lasciato a met sul piano di lavoro, ma
la cucina era vuota. Saranno nella Stanza della Guerra, disse la
mamma, quasi fra s e s.
Aspetta un attimo, hai detto Stanza della Guerra?, chiesi,
ma la mamma aveva gi oltrepassato la cucina e stava voltando
l'angolo. Arrancai dietro di lei, cercando di cogliere il senso di
quella casa. La prima parola che mi veniva in mente era spartana.
A Thorne c'era cos tanta roba - dipinti, arazzi, ninnoli, bizzarre
armature - che gli occhi non potevano incamerare ogni cosa.
Qui, invece, sembrava che tutto ci che non era strettamente
necessario fosse stato eliminato. Accidenti, perfino alcune cose
che erano necessarie sembravano non esserci. Non avevo ancora
visto un bagno.
Non c'erano finestre, ma solo numerose lampadine fluorescenti
appese al soffitto, che ricoprivano tutto di una luce malsana. E con
tutto, intendo un divano marrone e lercio, qualche sedia pieghevole
di metallo, un paio di librerie straripanti, alcune scatole di cartone
e un enorme tavolo rotondo ricoperto di fogli.
Oh, e le armi.
C'era ogni genere di spaventoso strumento di morte, disseminato
in ogni angolo della stanza. Vicino al divano contai tre balestre,
e c'era una pila di quella specie di stelle ninja in cima a una
delle librerie.
Izzy era seduta a gambe incrociate sul divano, con un libro in mano.
Non alz lo sguardo quando entrammo, e mi chiesi cosa stesse
leggendo che la assorbiva cos tanto. Come ammazzare un mostro -
Guida per principianti, probabilmente.
Le uniche altre persone nella stanza erano Aislinn e una ragazza
che sembrava della mia et. Quando io e la mamma varcammo
la soglia, alzarono immediatamente la testa da un libro che
stavano esaminando. Vidi una torcia infilata sotto la cintura che
cingeva la vita della ragazza. Quindi quella era Finley, la
Branditrice di Torce Elettriche. Mi massaggiai la testa, e lei mi lanci
un'occhiataccia.
Mi voltai verso la mia tranquilla madre amante dei libri, una donna
che sinceramente non avevo mai visto scacciare neanche una
mosca. Scusa, ma  improbabile che tu sia cresciuta qui. Non 
proprio possibile.
Si ud un fruscio, e sentii qualcosa passarmi davanti alla faccia. Con
la coda dell'occhio, vidi la mano della mamma sollevarsi, e all'improvviso
afferrare l'elsa di un pugnale - un pugnale che a quanto
pare le era appena stato scagliato contro la testa. Era successo tutto
in meno di un secondo.
Deglutii. Come non detto.
La mamma non disse niente, ma mantenne lo sguardo fisso su Aislinn,
la quale, avevo notato, aveva ancora una mano leggermente
alzata. Stava sorridendo. Grace  sempre stata la pi veloce di
tutte noi, disse, e mi resi conto che stava parlando con me. Che
stava sorridendo a me.
Okay, dissi infine. Be', questo non l'ho ereditato, nel caso te
lo stessi chiedendo. Non riesco neanche a prendere un pallone.
Aislinn ridacchi, ma lo sguardo di Finley si incup.
E quindi tu saresti la progenie del demone, sentenzi Finley.
Finn!, sbott Aislinn. Oh. Quindi almeno una Brannick mi
odiava. Stranamente, mi fece sentire meglio. Era normale. Se c'era
una cosa che sapevo gestire, erano le Ragazze Cattive.
Veramente mi chiamo Sophie.
Dal divano, sentii una risata nasale, e ci voltammo tutte a guardare
Izzy. Lei si copr la bocca cercando di fingere un colpo di tosse,
ma Finley volt di scatto la testa e disse: Vai in camera tua, Iz.
Izzy chiuse il libro e se lo appoggi in grembo, e io fui sorpresa
di vedere che era Il buio oltre la siepe. Finn, protest. Non stavo
ridendo con lei. Izzy mi lanci un'occhiataccia. Ha cercato di
uccidermi.
Veramente no, mi intromisi. Gli sguardi di Aislinn e di Finley
furono cos severi che mi spaventarono a morte. L'ultima cosa che
volevo era prendermi la responsabilit delle azioni di Elodie, soprattutto
ora che, almeno tecnicamente, ero una di loro. Le parole
sgorgarono letteralmente come un fiume fuori dalla mia bocca:
Allora, io non ho pi poteri, perch in teoria dovevo essere sottoposta
alla Rimozione, perci in qualche modo hanno bloccato
la mia magia e quindi non posso usarla. Ma c'era questa ragazza
- be', questa strega - Elodie, che mi ha trasmesso la sua magia
quando  morta, e quindi siamo connesse. Ci significa che il suo
fantasma mi segue dappertutto, e quando tu mi hai attaccato, lei
ha posseduto il mio corpo. Questa  una novit ed , francamente,
molto bizzarro, oltre a essere una faccenda che non ho ancora
ben assimilato. Comunque,  stata lei a usare la magia contro di
te. Oh, e anche a puntarti la spada alla gola, e a dire tutte quelle
cose raccapriccianti. Io non sono raccapricciante. Almeno, non
di proposito.
Quando terminai, tutte e tre le Brannick - tutte e quattro, contando
la mamma - mi stavano fissando. Accidenti, cos'era quella roba
al sapore di pino? La versione Brannick della Red Bull?
Ora, ehm, smetto di parlare.
Aislinn non sorrideva pi. Sembrava pi che altro esterrefatta.
Finley si appoggi con l'anca sul tavolo e incroci le braccia. Che
significa che non hai pi i poteri?.
Mi sforzai moltissimo di non alzare gli occhi al cielo. Significa
esattamente ci che ho detto. Avevo i poteri, poi il Consiglio, cio
le persone che stabiliscono tutte le regole per i Prodigium..., spiegai,
solo perch Finley potesse alzare i suoi di occhi, e dire: S, lo
sappiamo.
Buon per voi, borbottai. Insomma, hanno fatto questo rituale
che non ... be', non  forte come la Rimozione. La mia magia
non  sparita per sempre. Perlomeno lo speravo. Ma questo alle
Brannick non lo dissi.
Aislinn e Finley si guardarono. Ma sei un'umana a tutti gli effetti,
quindi, disse Aislinn.
Tranne quando il fantasma di Elodie si impossessa di me, s.
Pensai che questo le avrebbe rese felici; dopotutto, non odiavano
i Prodigium? Ma Aislinn si appoggi all'estremit del tavolo con
entrambe le mani e abbass la testa con un lungo sospiro. Finley le
mise una mano sulla spalla e mormor:  tutto a posto, mamma.
Ce la caveremo.
Mia madre mi accarezz la schiena e disse dolcemente: Oh, tesoro,
mi dispiace tanto.
Sentii di nuovo l'urgenza di buttarmi per terra e mettermi a singhiozzare,
cos alzai le spalle e dissi: Ehi, ero andata a Londra
apposta per farmi togliere i poteri. L'unica differenza  che non 
successo come pensavo. E non sono coperta di tatuaggi, quindi 
andata anche meglio.
Aislinn sbatt un pugno sul tavolo, e quando risollev la testa,
all'improvviso era in tutto e per tutto una Terrificante Cacciatrice
di Prodigium.
Siamo in guerra. La tua specie sta per scatenare l'inferno sulla
Terra, e tu ti metti a scherzare?.
Non sapevo cosa avesse causato quel repentino cambiamento
da Aislinn Sorridente ad Aislinn Incavolata Nera. Incrociai il suo
sguardo e dissi: Nelle ultime ore sono stata posseduta, mi hanno
quasi fracassato la testa e ho scoperto che mia madre in realt  una
cacciatrice di Prodigium. E prima di tutto ci, ho praticamente perso
tutte le persone a cui tengo, e ho scoperto che le persone di cui
mi fidavo sono delle pazze che si divertono a creare demoni. La mia
vita fa decisamente schifo in questo preciso momento. E quindi s,
mi metto a scherzare.
Sei inutile per noi, disse Finley.
Scusate, e prima in che cosa vi ero utile, esattamente?, chiesi,
sebbene avessi la sensazione di saperlo gi.
Com'era prevedibile, Finley incroci il mio sguardo e disse: Hai
sentito la mamma. Siamo in guerra. E tu dovevi essere la nostra
arma.


CAPITOLO 5

Sgranai gli occhi. Ma come vi  venuto in mente?
Torin ha detto che avresti combattuto per..., si intromise Izzy,
ma Aislinn le afferr la mano.
Basta, Isolde, disse. E comunque ora non importa.
Importa a me, replicai io. Chi cavolo  Torin? E cosa avreste
fatto? Mi avreste usata come la vostra bomba magica?. Il braccio
della mamma si strinse attorno alle mie spalle. La respinsi e camminai
verso il tavolo per affrontare Aislinn.
Era quello che volevano fare loro, sai, le dissi. Le Casnoff. La
mia voce esit un pochino al pensiero di Nick e Daisy, i due bambini
demoni che... - be', dire che erano diventati miei amici era spararla
un po' grossa - che avevo conosciuto a Thorne Abbey. L'ultima
volta che avevo visto Daisy, la sua parte demoniaca aveva preso il
sopravvento e aveva cercato di uccidermi, tutto grazie a Lara Casnoff.
E la stessa cosa con Nick, che aveva attaccato Archer e l'aveva
quasi ucciso. Poich era stata lei a trasformarli in demoni, Lara
aveva su Nick e Daisy il pieno controllo.
Ma c'era una parte di me che ne sentiva la mancanza, per quanto
fossero strambi e assassini, e fu magari per questo che rialzai
la voce quando aggiunsi: Le Casnoff e gli altri membri del
Consiglio vogliono usare i demoni per combattere contro di voi
e l'Occhio.
Aislinn non sembrava pi arrabbiata. Soltanto sconfitta. Si pass
una mano tra i capelli.  questo che pensi veramente, Sophie? Che
stiano allevando demoni per... salvare la tua specie?
Io... s, penso di s. Cio, dicevano sempre che voi ci avreste uccisi
tutti.
Una strana espressione attravers il volto di Aislinn, come se le
dispiacesse per me. Finley emise un verso di disgusto. Okay. L'unico
motivo per cui le Casnoff vogliono demoni  per avere i loro
servizi segreti privati. Un intero esercito di demoni potrebbe essere
un rischio.
Per fortuna avevo una di quelle sedie pieghevoli a portata di mano,
quindi mi potei accasciare.
Non capisco, dissi voltandomi a guardare la mamma.
La sua bocca assunse una piega seria. Diciamo solo che le Brannick
non hanno mai creduto che il padre di Lara e Anastasia, Alexei,
fosse cos interessato a creare demoni per proteggere gli altri
Prodigium. Cosa doveva farsene di tutto quel potere? Praticamente aveva
l'equivalente di un'arma magica nucleare sotto il suo controllo.
Alexei, con l'aiuto di un'altra strega, aveva trasformato la mia bisnonna,
Alice, in un demone. Lei prima era una ragazza normale,
ma dopo essere passata sotto le grinfie di Alexei era diventata pi
o meno un mostro, e la magia nera che aveva dentro l'aveva fatta
impazzire.
Quindi s, creare un demone era possibile, ma controllarlo non
era cos facile.
La primissima sera che ho trascorso a Hex Hall, dissi ad Aislinn,
la signora Casnoff ci ha mostrato una specie di filmino di
tutti i modi in cui gli umani hanno ucciso i Prodigium negli anni.
Non soltanto le Brannick o l'Occhio, ma anche persone comuni.
La signora Casnoff l'ha fatto sembrare come se i Prodigium fossero
costantemente sotto attacco.
S, perch una persona comune ha grandi chance contro i mostri...,
osserv Finley sarcastica.
Sai quante sono le Brannick, Sophie?, chiese con gentilezza Aislinn.
Quando scossi la testa, lei disse: Ce le hai tutte davanti.
La guardai. Cosa? Soltanto... voi tre? E una di voi che cos'ha,
dodici anni?
Ne ho quattordici, puntualizz Izzy dal divano, ma nessuno la
bad.
Quattro quando c' tua madre, rispose Aislinn.
Okay, ma avete fatto squadra con l'Occhio, dissi.
Qualche mese prima, il quartier generale del Consiglio dei Prodigium
a Londra era stato incendiato. Sette membri del Consiglio
erano stati uccisi, e secondo pap erano state le Brannick in collaborazione
con l'Occhio di Dio.
Aislinn si mise a ridere. L'Occhio? Fatto squadra con noi? Assolutamente
no. La nostra famiglia discende da una strega, ricordi?
L'Occhio non vuole saperne.
E allora l'Occhio ha attaccato il quartier generale del Consiglio
da solo?, chiesi.
Non l'ha affatto attaccato, disse Finley. Sono state le tue amichette,
le Casnoff.
Mi sentii come se mi avessero catapultata in un mondo alla rovescia,
e scossi di nuovo la testa, come se in quel modo il mio cervello
potesse lavorare pi velocemente. Ma perch le Casnoff...?.
Poi ci arrivai.  come in quel filmino. Spaventano tutti quanti il
pi possibile con l'Occhio e le Brannick, e all'improvviso a nessuno
frega pi niente che dei bambini vengano trasformati in demoni.
Non se i demoni possono salvare tutti dall'Occhio, o da voi, dissi,
indicando Aislinn e Finley.
Aislinn annu. Esatto. E ora hanno scaricato sull'Occhio anche
la colpa della distruzione di Thorne Abbey e della probabile morte
di tuo padre.
Provai una fitta al petto e sentii la mano della mamma sui capelli.
Quindi a quanto pare le Casnoff adesso hanno carta bianca per
suscitare tutti i demoni che vogliono, disse Finley. E nessuno le
fermer.
Io s, dissi d'istinto.
E come?, mi schern Finley. Non hai poteri. Loro hanno le armi
magiche pi potenti di tutte.
Nel petto sentii un impeto vibrante di magia. Siamo tutti delle
persone, dissi, e con mio grande orrore, mi sentii salire le lacrime
agli occhi. Proprio non mi andava di piangere davanti a Finley. Suscitare
un demone significa riversare magia parecchio nera nell'anima
di una persona normale, che sia un Prodigium o qualsiasi altra
cosa. Quella persona, ci che , non scompare. Nick e Daisy. E io
e mio... mio pap. Non siamo cose che potete usare e distruggere.
Non siamo armi. Pronunciando quell'ultima parola mi appoggiai
al tavolo con violenza tale da spezzarmi un'unghia.
La mamma fece un passo in avanti, afferrandomi per un gomito.
Ora basta, disse. Troveremo un modo per fermare le Casnoff
senza coinvolgere Sophie.
Questa decisione non spetta a te, Grace, disse Aislinn.
La mamma si volt verso la sorella con una ferocia che non le avevo
mai visto prima. Lei  mia figlia.
Ma non sempre si sceglie la strada che la propria famiglia vorrebbe,
giusto?, rispose Aislinn, sostenendo lo sguardo della mamma.
Una risatina sommessa riecheggi in tutta la stanza, e mi si rizzarono
i capelli sulla nuca. Izzy fece un salto, e sia Finley che Aislinn
si voltarono per guardare alle loro spalle. Solo in quel momento
notai che c'era qualcosa appeso alla parete. Non ero sicura di cosa
fosse esattamente, perch era coperto da una pesante tela verde
scuro, ma dalla forma allungata e rettangolare immaginai che fosse
una sorta di dipinto.
Ah, Grace e Aislinn che litigano. Come ai bei vecchi tempi, disse
una voce maschile, che suonava vagamente smorzata. Qualcuno
potrebbe levarmi questa dannata cosa di dosso cos che io possa
vedere?.
Ancora una volta la mia magia sobbalz dentro di me, e cos seppi
che chiunque avesse parlato non era umano. Tuttavia, quando
Aislinn si diresse verso quella cosa appesa e lev la tela, rimasi sbalordita
da ci che vidi.
Non era affatto un dipinto; era uno specchio che rifletteva quella
squallida e cupa stanza. Fu strano vedere la scena che componevamo,
la mamma aveva ancora la mano sul mio gomito, con un'espressione
diffidente. Aislinn guardava nello specchio con una specie di
disgusto, mentre Izzy era ancora pi pallida, e Finley era accigliata.
E io ero scioccata dal mio riflesso. Ero pi magra di quanto non
ricordassi, ed ero sporca in viso, con le lacrime che avevano lasciato
dei segni sulle mie guance impolverate. E i capelli... sapete una
cosa? Meglio non parlarne proprio.
Ma non era stato il mio aspetto da Sophie la Piccola Orfanella a
mandare in tilt i miei poteri. Era stato quel tizio.
Nello specchio, lui stava seduto a gambe incrociate in mezzo al tavolo
rotondo e rivolgeva a tutti un sorrisetto. Sebbene sapessi che
non era realmente l, lanciai comunque un'occhiata al centro del
tavolo. Le mappe e le carte spiegazzate sotto di lui, nello specchio
erano ancora distese e ordinate. Aveva capelli color biondo scuro
arruffati, teneva le mani poggiate alle ginocchia e i merletti che gli
spuntavano dai polsini della camicia sfioravano i fogli che c'erano
sopra il tavolo. Sfoggiava anche degli stivali altissimi e un paio di
pantaloni ridicolmente stretti, perci o viveva all'epoca delle fiere
rinascimentali, l nel mondo al di l dello specchio, oppure era molto
vecchio. Optai per la seconda ipotesi.
Quindi  lei la ragazza che ha alzato tutto questo polverone?,
disse, osservandomi. La sua voce era bassa, e pensai che avrebbe
anche potuto essere attraente, se non avesse irradiato quell'aria da
Sono Super Cattivo, No, Davvero, E Non In Un Modo Sexy.
Tuttavia, ero piuttosto sicura che fosse soltanto un normale stregone.
I demoni emanavano una vibrazione pi forte, pi oscura, e
sebbene quel tizio portasse di sicuro brutte notizie, non era n cos
oscuro n cos potente.
Aislinn colp la cornice dello specchio con la mano, facendo oscillare
e quasi ribaltare il tavolo su cui il tizio stava seduto. Il tavolo
nella stanza, invece, rimase immobile.
Sorreggendosi a un lato del tavolo, il Ragazzo dello Specchio corrug
la fronte, poi apr la bocca per dire qualcosa. Aislinn lo stronc
subito. Ti sei sbagliato, Torin. Lei non ha pi poteri.
Torin alz le spalle. Non ce li ha pi? Be', questo rende le cose
pi interessanti. Sorrise. Forse qualche donna l'avrebbe trovato
affascinante. Per me era semplicemente nauseante. Quel pensiero
dovette trapelare dalla mia faccia, perch il suo ghigno si spense
subito, e lui si rivolse di nuovo ad Aislinn con un'alzata di spalle.
Non importa. Io non mi sbaglio mai. Ti ho detto che Thorne Abbey
sarebbe stata divorata dal fuoco, e cos  andata. Ti ho detto
che questa ragazza sarebbe ritornata a te, e cos  stato.
Punt il dito contro Aislinn. La superficie dello specchio si incurv
attorno al suo dito, come una bolla deformabile. E ti ho detto
che avresti ceduto Grace a una di quelle bestie. Nessuno voleva
crederci, disse rivolto a me. Eppure, eccoti qui. La prova che le
mie profezie sono sempre corrette. E quello che ti ho detto  vero,
Aislinn, aggiunse, girandosi verso di lei. Questa ragazza fermer
le streghe Casnoff.
Un silenzio pesante cal nella stanza mentre noi tutte guardavamo
il tizio nello specchio, e io cercai di abituarmi al fatto che le
Brannick, le straordinarie assassine di streghe, stavano dando retta a uno
stregone sputa-profezie, e che quel cosiddetto stregone, a quanto
pareva, aveva visto in me la fine di questa grande e assurda guerra
magica che bolliva in pentola. Tuttavia, non mi piaceva che si riferisse
a mio padre come a una bestia, quindi feci del mio meglio
per apparire sprezzante mentre mi alzavo.
Avete uno specchio magico? Dovevate dirlo prima, feci rivolta
a Izzy. Voglio dire,  molto pi fico del filo spinato e dei
bunker.
Non  uno specchio magico, ribatt Izzy, e non potei fare a meno
di notare il modo in cui non distoglieva mai gli occhi da Torin.
Lui  il nostro prigioniero.
Ospite, scatt Torin, ma fu ignorato da tutti.
Come siete riuscite a intrappolare uno stregone se voi non usate
la magia?, chiesi.
Le Brannick non l'hanno intrappolato, rispose la mamma. Ha
fatto tutto da solo.
Torin all'improvviso si concentr intensamente sui suoi polsini,
dandoci le spalle.
Stava sperimentando un incantesimo leggermente troppo potente
per lui, aggiunse Finley. Ed  rimasto incastrato l dentro, nel
lontano 1589.
1587, corresse Torin. E l'incantesimo non era affatto troppo
potente per me. Era solo... pi insidioso di quanto mi aspettassi.
Finley sbuff. S, certo... Comunque, Avis Brannick lo ritrov...
insomma, qualche anno dopo, e port lo specchio al resto della famiglia
e....
...quando Avis scopr che Torin aveva il potere della profezia, si
rese conto che poteva essere uno strumento utile. Da allora gli facciamo
da guardiane, concluse Aislinn. Mi domandai se raccontavano
sempre le storie a turno in quel modo. Mi vennero in mente il
triplo sguardo coordinato di Elodie, Anna e Chaston, e sentii un'altra
di quelle strane fitte al petto. Non che quelle tre mi fossero mai
piaciute, ma ora una di loro era morta e le altre due scomparse. Dio
solo sapeva cosa era capitato loro.
Sono state corrotte, disse Torin, e io sussultai.
Cosa?
Stavi pensando a quelle due streghe che hai conosciuto a scuola,
e ti chiedevi cosa fosse capitato loro, spieg. Per la prima
volta, mi resi conto che i suoi occhi erano molto scuri, quasi neri.
Sospetti che le Casnoff le abbiano trasformate in demoni.
Infatti  cos.
Aspetta un attimo, quindi non ti limiti a predire il futuro? Sai
anche tutto il resto?.
Lui annu, compiaciuto di se stesso. Conosco molte cose, Sophie
Mercer. E tu hai molte domande, non  vero? Dove sei stata negli
ultimi diciassette giorni? Cos' capitato a quella sanguisuga della
tua amica e a tuo padre....
Senza pensare, attraversai la stanza per piazzarmi davanti allo specchio.
Mio padre  vivo? E Jenna....
Mi interruppi quando Torin cominci a ridacchiare e a fare marcia
indietro. Non posso rivelare tutti i miei segreti, disse, allargando
le braccia.
Ogni grammo di magia dentro di me voleva saltare nello specchio
e farlo esplodere in mille piccoli pezzi. Decisi di limitarmi ad afferrare
la cornice e a scuoterla. Dimmelo!, gridai mentre lui cadeva
a terra e il tavolo nello specchio finalmente si capovolgeva, sparpagliando
i fogli per terra.
Delle mani forti mi afferrarono le spalle e mi tirarono indietro. Mi
voltai, pensando che fosse Aislinn, e invece era mia madre. Ricopri
quella dannata cosa, disse a sua sorella. Mentre Aislinn risistemava
la tela sullo specchio, la mamma mi scost i capelli dal viso.
Troveremo tuo padre, tesoro. E anche Jenna. Lanci un'occhiata
allo specchio ora coperto. E non ci serviremo di Torin per farlo.
I suoi occhi si spostarono su Aislinn. Non avremmo mai dovuto
dargli ascolto fin dall'inizio.
Non ci restano molte altre opzioni, Grace, disse Aislinn. Sembrava
esausta.
Qualunque cosa fosse quella bevanda verde, il suo effetto cominciava
a svanire e io sentivo la stanchezza diffondersi di nuovo nelle
mie ossa. Stavo giusto per chiedere se potevo ritornare nella mia
stanza, quando Aislinn sospir e disse: Ne riparleremo pi tardi.
 quasi il tramonto. Fece un cenno a Finley e a Izzy. Forza, ragazze,
 l'ora della ronda.
Senza dire una parola, le due giovani Brannick si diressero verso
la porta. Le guardai andare via, e stavo gi complottando su quando
sgattaiolare di nuovo l dentro per fare una chiacchieratina con
Torin, quando Aislinn mi strinse la spalla con la mano: Anche tu,
Sophie.
Che cosa?
Tutte le Brannick sotto i diciott'anni sono tenute a pattugliare i
territori durante il turno serale.
Mi porse un oggetto, e mi ci volle qualche secondo per rendermi
conto di cosa fosse: un paletto d'argento. Sgranai gli occhi, senza
capire. Aislinn sogghign con aria terrificante.
Benvenuta in famiglia.


CAPITOLO 6

Quindi n le gravissime ferite alla testa, n la recentissima scoperta
di essere un membro di questa famiglia - nonch una veramente
esigua esperienza nel maneggiare armi - mi esimono dal fare
la ronda?, chiesi a Finley e a Izzy quando le incontrai sul retro.
Dopo che Aislinn aveva fatto il suo annuncio, la mamma aveva
cercato di schierarsi a mio favore dicendo che A) stavo ancora elaborando
la notizia di essere una Brannick, e B) ne avevo passate
davvero tante, e quindi per me sarebbe stato meglio un pisolino.
O uno spuntino.
In risposta Aislinn mi concesse dieci minuti per fare una doccia,
indossare dei vestiti di Finley e bere una bottiglietta piena di
quell'intruglio al sapore di pino. La doccia mi aveva fatto bene, sebbene
tiepida, e i vestiti erano un po' troppo lunghi e un po' troppo
stretti, ma ero contenta di essermi liberata dei miei panni sudici e
affumicati dopo Thorne Abbey. Infilai il paletto d'argento in uno
degli anelli della cintura, sperando che non mi recidesse un'arteria.
Poi presi qualche sorso di quella roba verde prima di scendere di
sotto e, nonostante fosse sempre disgustosa, mi fece sentire meglio.
Bevvi con un po' di esitazione un altro sorso mentre Izzy diceva:
Sono sicura che neanche la decapitazione ci esimerebbe dalla
ronda.
Sorrisi, conquistandomi cos un'occhiataccia di Finley. So che
dev'essere un bel cambiamento rispetto a farsi servire e riverire
dalle fate, o qualsiasi cosa siano, ma qui funziona cos, disse, lanciandomi
uno zaino nero.
Ma per favore. Non hai mai incontrato una fata se pensi che possa
mettersi a servire qualcuno, replicai.
Abbiamo incontrato un sacco di fate, scatt Finley, mettendo
le spalle in tensione. Izzy la guard incuriosita. Chissenefrega. Avevo
gi il mio dramma familiare di cui occuparmi. Poi ricordai che
tecnicamente Izzy e Finley erano la mia famiglia. Demoni da una
parte, cacciatrici di Prodigium dall'altra. C'era da stupirsi che fossi
cos nella merda?
Finley si volt di nuovo verso la porta, chiusa da diversi lucchetti.
La guardai mentre girava un paio di maniglie, apriva un lucchetto
con una chiave che portava legata al collo e sganciava un chiavistello
in cima alla porta.
Accidenti, immagino che ci mettiate una vita ad aprire il vostro
armadietto a scuola, scherzai, ma Izzy scosse la testa.
Noi non andiamo a scuola, replic, e il tono della sua voce fu
cos serio e triste che non ebbi il coraggio di dirle che la mia voleva
essere solo una battuta.
Finley spinse la porta con una spalla e questa si apr con un sinistro
cigolio. Uscimmo in quello che sembrava un campo giochi progettato
da un ninja. C'erano due travi, entrambe posizionate ad almeno
due metri da terra, una sbarra per i sollevamenti e, all'estremit
della radura, una pesante gabbia di ferro. L vicino erano stati sistemati
alcuni bersagli. Vidi delle frecce incastrate in uno, coltelli
bitorzoluti in un altro, e stellette ninja nel terzo.
Gli alberi cingevano la radura e subito dietro si scorgevano alcune
altre strutture. Seguendo il mio sguardo, Izzy annu in quella direzione
e disse: Tende. Hanno costruito questo posto negli anni
Trenta, quando c'erano ancora molte Brannick. Erano solite riunirsi
qui. La chiamavano la grande riunione delle Brannick....
Chiudi la bocca, Iz, disse Finley, allontanandosi da noi. Non 
una maledetta Brannick, quindi non devi raccontarle tutti i cavoli
nostri, hai capito?.
Per la cronaca, non disse esattamente cavoli. E nemmeno maledetta,
per quel che conta. Qualche mese prima probabilmente
l'avrei rimbeccata in modo spocchioso, ma decisi di lasciar correre.
Mi voltai di nuovo verso Izzy per avere altre informazioni sulle
Brannick, e mentre lo facevo il sole che tramontava scomparve dal
piccolo smeraldo che pendeva al suo collo. All'improvviso, l'immagine
della pietra di sangue di Jenna balen nella mia mente, ma
mi costrinsi a cacciarla via. Tuttavia, dalla mia espressione dovette
trapelare qualcosa, perch Izzy disse: Non  sempre cos. Cio, lo
, ma le parolacce sono una novit.
Mi venne voglia di scompigliarle i capelli, ma qualcosa mi disse
che non l'avrebbe presa benissimo. Quindi mi limitai ad alzare le
spalle e a dire: Non si tratta di questo. Stavo solo pensando...
Lascia stare. Comunque, capisco perch Finley non sia di ottimo
umore.
Il sole che tramontava illuminava i capelli ramati di Finley mentre
attraversava la radura e scompariva tra gli alberi. Io e Izzy la seguimmo,
e io mi misi lo zaino in spalla. All'interno udii un rumore metallico,
e guardai Izzy. In cosa consiste esattamente fare la ronda?.
Alz le spalle. Accertarsi che i boschi non siano pieni di sopra.
Di sopra dove? Ah, sopra! Sta per soprannaturali?  cos
che ci chiamate?.
Izzy non si volt, e magari fu solo un'illusione ottica, ma mi sembr
che la punta delle sue orecchie fosse arrossita. Me lo sono inventato
io, mormor, e fui contenta che mi stesse dando le spalle
perch all'improvviso sul volto mi si disegn un sorriso.
Mi piace.
A quel punto lei si volt, e feci di tutto per mantenere un'espressione
assolutamente seria. Dico davvero, aggiunsi. Sai come
ci chiamiamo noi, no? Prodigium. Sbuffai con aria sprezzante.
L'unica cosa pi barbosa e pretenziosa del latino  il latino inventato.
Izzy mi guard per un istante e dovette decidere che non la stavo
prendendo in giro, perch fece un lieve cenno di assenso. Per
la prima volta, vidi che aveva un ammasso di lentiggini sulla gobba
del naso, proprio come me.
Avevo perso di vista Finley, ma Izzy sembrava sapere dove stavamo
andando. Per un lungo tratto ci inoltrammo tra gli alberi e
i cespugli in silenzio. Anche se il sole era quasi calato del tutto,
io stavo sudando e mi tirai il colletto della maglietta nera presa
in prestito. Trovate molti... ehm, sopra da queste parti? Perch,
per la mia esperienza, non amano particolarmente appostarsi
nelle foreste che circondano la casa di un gruppo di persone che
vogliono ucciderli.
Mi fermai mentre qualcosa mi riaffiorava alla memoria. Ero stata
cos presa dalla ricerca delle Brannick, che avevo totalmente dimenticato
il lupo mannaro a cui Izzy e Finley avevano dato la caccia.
Cos' successo al lupo l'altra sera?, chiesi a Izzy.
Izzy si volt verso di me con un ghigno che mi ricord fin troppo
sua madre. A cosa credi che stiamo dando la caccia stasera?.
Spostai lo zaino davanti e lo aprii. Altri paletti di argento. Piccole
bottiglie di acqua santa. E, oh mio Dio, era una pistola quella?
Mi tremarono le ginocchia mentre aprivo lo Zaino della Morte e
delicatamente lo appoggiavo sull'erba.
Che c' che non va?, chiese Izzy.
Molte cose. C' proprio tanto che non va in questo preciso momento.
Nella fattispecie, il fatto che voi siate due teenager con delle
borse piene di pistole.
Izzy si irrigid un pochino. Non siamo ragazzine, declam. Siamo
Brannick.
Sospirando, mi cacciai le mani in tasca. Questo l'ho capito, ma
senti, Izzy, io non posso uccidere un lupo mannaro. Io conosco i lupi
mannari. Ho vissuto con alcuni di loro e sono... be', sono schifosi,
bavosi e super spaventosi, ma non posso ucciderne uno.
Aspettai che lei estraesse una balestra, o un cannone portatile, o
qualunque altro folle strumento assassino che senza dubbio aveva
nello zaino. Invece inclin la testa e mi chiese: Hai vissuto con i
lupi mannari?.
Era quasi completamente buio e avrei voluto vedere meglio il suo
viso. S, risposi. A Hex Hall. Ce n'erano alcuni. La femmina,
Beth, era di fatto molto carina. E poi c'era Justin, che non era molto
pi grande di te.
Mi inginocchiai per tirare su di nuovo lo zaino, e lei mi sorprese
con un'altra domanda: Con quali altri tipi di sopra hai vissuto?.
Alzai lo sguardo verso di lei e dissi: Di tutti i tipi. Come ho detto
prima, fate, e poi streghe e stregoni. La mia compagna di stanza
era.... Mi interruppi e mi presi un secondo per deglutire il nodo
che mi si era formato in gola. La mia compagna di stanza era un
vampiro. Jenna.
Porca miseria, disse Izzy, e di nuovo sembr una bambina. Soprattutto
quando aggiunse: La mamma e Finley si sono scontrate
con un paio di vampiri l'anno scorso. Io non ci sono andata perch
hanno detto che era troppo pericoloso. Non avevi paura che ti bevesse
il sangue mentre dormivi?.
Istintivamente mi venne da difendere Jenna, ma ricordai come mi
ero sentita quella prima notte in dormitorio, quando ero entrata e
l'avevo trovata che si abbuffava da una sacca di sangue. Un pochino.
Prima di conoscerla meglio. Ma dopo non ho mai avuto paura
che mi facesse del male. Lei era -  - la mia migliore amica. A quel
punto, prima di mettermi a piangere di nuovo e rischiare la morte
per disidratazione, mi alzai in piedi, tenendo lo zaino a distanza.
E poi  un po' difficile avere paura di un vampiro alto s e no un
metro e mezzo con i capelli rosa, sai?.
Izzy rimase zitta per un istante prima di dire: Capelli rosa?
Be', non su tutta la testa, ma una striscia, risposi, prima di fare
caso al modo in cui Izzy aveva detto capelli rosa. Pensai a tutte
le carte, i documenti e le scatole nella Stanza della Guerra. Ne hai
sentito parlare? L'avete vista?, domandai, con il cuore che correva
all'impazzata.
No, salt fuori un'altra voce, e voltandomi trovai Finley dietro
di me. Non abbiamo sentito niente a proposito di un vampiro con
i capelli rosa, e se avessimo sentito qualcosa, la staremmo cercando
su e gi per l'Inghilterra per infilarle un paletto nel petto, perch 
questo che facciamo. Ora andiamo.
Stai mentendo!. Non volevo usare un tono di voce cos alto, tuttavia
l'eco delle mie parole sembr riverberare nella foresta oscura.
E se provate a nominare di nuovo la parola paletto riferendovi a
Jenna, io....
Cosa?. Anche Finley stava gridando. Mi butti per terra? Mi
tiri i capelli? Non hai poteri. Abbiamo perso tutto a causa tua, e tu
sei inutile.
Oh, mi dispiace che l'assenza della mia magia sia una scocciatura
per te. E cosa intendi con abbiamo perso tutto?.
Finley mi si avvicin, e nel delicato bagliore della luce lunare, riuscii
a vedere che i suoi occhi brillavano di rabbia. Non siamo sempre
state solo in tre. Circa diciassette anni fa eravamo quasi cinquanta.
Non tantissime, ma comunque meglio di niente. Si ferm per
grattarsi il naso. Finch le altre non hanno scoperto che tua madre
era stata messa incinta da un demone. Mia madre avrebbe dovuto
essere il successivo capo della famiglia, e invece fu cacciata. Misero
al comando una cugina lontana, una tipa che non era neanche una
discendente diretta di Maeve Brannick.
Okay, be', mi dispiace se tua madre non  diventata Capo Brannick
In Carica o quello che , ma tutto questo  accaduto ancor prima
che io nascessi. Quindi non capisco proprio....
Tre mesi dopo, il nuovo capo condusse l'intera famiglia Brannick
in un assalto nel pi grande nido di vampiri dell'America del Nord.
Devo scandirti parola per parola quello che  accaduto dopo?.
Con il voltastomaco, scossi la testa.
Fu una cosa stupida e senza senso, e mamma l'avrebbe capito,
disse Finley, praticamente sputando le parole. Se tua madre non
avesse fatto cacciare mia madre dalle Brannick, quell'incursione non
avrebbe mai avuto luogo. Ma sai una cosa? Quando Torin ha detto
che tu avresti fermato le Casnoff, ho pensato: Ehi, magari c' un
significato dietro la perdita di tutta la nostra famiglia. Almeno questa
svitata pu fare qualcosa per noi. E invece non puoi. Quindi
tutte quelle Brannick sono morte per niente.
Non sapevo proprio che cosa dire. Quindi alla fine, optai per quella
che mi sembrava la cosa pi semplice. Mi dispiace.
Lei grugn, e allung la mano per cercare qualcosa all'altezza della
vita. Lasciamo perdere. Non ha importanza. Ora finiamo questo
giro prima che....
Non concluse la frase. Questa volta non ci fu nessun ululato, nessun
rumore tra gli arbusti. Solo una lunga sagoma nera che sbuc
fuori dalla notte, e l'urlo di Finley mentre il lupo le piombava addosso.


CAPITOLO 7

Per qualche secondo ci fu un totale pandemonio. Il lupo ringhiava,
Izzy gridava il nome di Finley, e a quanto pare io avevo di nuovo
lasciato cadere lo zaino pieno di armi, perch tra le mani non ce
l'avevo pi. Per quanto possa sembrare stupido, attesi ancora un
istante, sperando di sentire la magia scorrermi dai piedi verso l'alto.
Mi sarei mai abituata a essere... be', umana?
Finalmente le dita si avvicinarono alla cinghia dello zaino, ma una
volta che l'ebbi tirato verso di me, mi chiesi che cosa avrei fatto.
Non avevo mai usato una pistola in vita mia, e non ero certa di sapere
come si utilizzasse un paletto. Le parole di Finley e Aislinn mi
riecheggiarono nel cervello: Inutile, inutile, inutile.
Alzai gli occhi e vidi Izzy con in mano lo stesso coltello che aveva
usato contro di me la sera prima, ma mentre Finley e il lupo si
azzuffavano nel fango, Izzy tentenn, evidentemente incerta su come
colpire la creatura senza ferire Finley. Io pescai nella borsa ed estrassi
una manciata di flaconcini di acqua santa. Mi rialzai e li lanciai
sulla schiena del lupo con tutta la forza che avevo.
Non ottenni un gran risultato, perch soltanto una delle bottigliette
si infranse. Le altre rotolarono inoffensive sul suo pelo per finire
a terra. Tuttavia, attirai la sua attenzione.
Si alz da sopra Finley e si gir per affrontare me, con grandi strisce
di bava che gli colavano dal muso.
Inspirai quando Finley fil via di corsa.
La sera prima avevo visto una scintilla di umanit negli occhi del
lupo. Stasera, con il risplendere della luna piena, era evidentemente
pi animale che umano. Tuttavia, non mi attacc. Invece abbass il
naso e annus, reclinando la testa di lato.
Cos, da bravo, dissi, sperando che non mi tremasse la voce. Tu
sai che cosa sono. Potevo anche non essere pi capace di usare la
magia, ma sapevo che il lupo poteva sentire che ero pi di un umano
comune. Ora ascolta, dissi, ben consapevole che Finley e Izzy
mi stavano fissando come se fossi una pazza. So che sei spaventato,
e so che queste ragazze ti hanno dato la caccia. Ma se fai loro del
male, darai soltanto ulteriori motivi a persone come loro per volerti
uccidere. Quindi perch non te ne vai e basta?.
Il lupo valut la mia proposta, e dopo tre profondi respiri mi ero
quasi convinta che potessimo considerarci sane e salve. Poi invece
scopr i denti, un profondo ululato romb fuori dal suo petto, e a
quel punto seppi che ero fottuta.
Con la coda dell'occhio vidi Finley che caricava un dardo su
una minibalestra, ma io sapevo quanto potessero essere veloci i
lupi mannari. Era impossibile che riuscisse a scoccare la freccia
prima che lui fosse sopra di me. E poi vidi una luce lampeggiante.
Per un secondo pensai che Izzy avesse sparato, ma poi una
familiare sensazione di rabbia, orgoglio e... potere scorse dentro
di me. Le mie mani si sollevarono, le dita si intrecciarono e
il lupo rimase congelato, con una rete scintillante di magia che
lo teneva fermo.
Ecco fatto!, disse esultante la voce di Elodie nella mia testa. Se
avessi avuto controllo del mio corpo, avrei digrignato i denti.
Ti ringrazio per il salvataggio, per insomma, questa storia che
ti impossessi del mio corpo deve finire.
Questa volta non ci fu risposta, ma sentii molta altra magia posarsi
sulla testa e sulle spalle. Vidi le mie dita muoversi di nuovo e
l'incantesimo che tratteneva il lupo vibr, emettendo scintille blu.
E poi, con uno schiocco secco, il lupo svan.
Dov' finito?, chiesi a Elodie.
In un'altra dimensione, mi rispose lei, e mi chiesi come una voce
dentro la mia testa potesse essere cos insolente.
Ma che..., cominciai a chiedere, poi per mi resi conto che mi
stavo voltando per affrontare le Brannick.
Smettetela di fare le stronze con Sophie, mi sentii dire.
Finley e Izzy si guardarono, poi guardarono di nuovo me. Ehm,
perch parli di te in terza persona?, chiese Izzy.
Ma Finley scosse la testa. Non  Sophie, Iz, disse. Ti ricordi
cosa ci ha detto? Pu usare la magia soltanto quando  posseduta
da un fantasma. Immagino che questo sia il fantasma.
Mi sentii annuire. Elodie, disse la mia bocca. E parlo sul serio.
Non  certo la mia persona preferita, ma ne ha passate tante. Non 
colpa sua se quelli del vostro stupido club hanno cacciato Aislinn e
poi si sono fatti ammazzare tutti. Sono cose che succedono. Feci
un passo verso Finley e mi vidi colpirle il petto con il dito. Quindi
sfoga la tua rabbia adolescenziale su qualcun altro e dai a questa
ragazza un po' di tregua.
Ero senza parole. Elodie Parris che mi difendeva? Forse in tutto
quel caos, l'inferno si era veramente ghiacciato.
Finley socchiuse gli occhi, ma Izzy disse: Ti ha salvato, Finn.
Prima che il fantasma le entrasse dentro. Ha affrontato un lupo
mannaro pur non avendo magia n altre abilit di combattimento.
Questo fantasma sembra un po' una rompiscatole, ma forse... forse
ha ragione.
Visto?, disse Elodie nella mia testa.  cos che si tratta con
gente del genere.
Non ho bisogno che tu combatta le mie battaglie, replicai, e lei
sbuff.
Oh certo, l'avresti proprio sconfitto quel lupo mannaro.
Stavo per replicare con un commento sarcastico, ma prima che
potessi farlo Elodie si era gi volatilizzata. Ero incosciente l'ultima
volta che l'aveva fatto e francamente considerai che fosse meglio
cos. Un fantasma che controlla il tuo corpo e all'improvviso scompare?
 decisamente traumatico.
Caddi carponi, sussultando come se mi avessero strappato un cerotto
dall'anima. Rimasi l, respirando profondamente e chiedendomi
se sarei mai riuscita a rialzarmi. Poi sentii una mano scivolare
sotto il mio braccio. Izzy mi stava aiutando a rimettermi in piedi.
Finley mi prese per l'altro braccio e insieme riuscirono a farmi rialzare
e muovere.
Grazie, mormorai.
Con mia grande sorpresa fu Finley a dire: Nessun problema. E
poi aggiunse, rivolgendosi a Izzy: Riportiamola a casa.
Incespicammo nella notte oscura. Hai la minima idea di dove abbia
mandato il lupo?, mi chiese Izzy.
Ha detto in un'altra dimensione, non so proprio che cosa diavolo
intendesse.
Quando arrivammo a casa, la mamma e Aislinn erano sedute in
cucina. Avevano entrambe due tazze di caff davanti, e dalla tensione
che aleggiava nell'aria, immaginai che avessero avuto una conversazione
intensa. Mentre Finley rovistava negli armadietti in cerca
di un antisettico - i graffi che aveva sul braccio erano arrossati e
gonfi - aggiornai Aislinn su quanto era accaduto.
 un incantesimo molto potente, disse, e anche se immediatamente
mi vennero in mente le parole Ma va?, le ricacciai dentro.
Se puoi mandare le creature in un'altra dimensione..., continu
Aislinn, ma io la interruppi.
Non posso. Elodie pu. E non si pu dire che sia affidabile. Fu
il modo pi carino che mi venne in mente per dire: Smettetela con
questa storia dell'arma, perch non accadr.
Aislinn si accasci sulla sedia, e la luce nei suoi occhi svan. Okay,
hai ragione.
Mia madre disse: Va bene, per stasera  sufficiente. Sophie ha
bisogno di riposare, e di sicuro anche Finley e Izzy. Diede un'occhiata
in cucina. A proposito, dov' Izzy?.
Finley fece una smorfia mentre si bendava. Forse  gi andata
di sopra.
Ci augurammo la buonanotte, mettendo un punto a quelle che
forse erano state le ventiquattr'ore pi bizzarre della mia vita (e
ho detto tutto). Aislinn mi disse che potevo rimanere nella stanza
dove avevo gi dormito, e io, dopo aver abbracciato la mamma
- che a quanto pareva sarebbe rimasta di sotto a finire la discussione
con Aislinn - arrancai sulle scale poco illuminate verso la
mia camera.
Izzy era in piedi fuori dalla mia porta, con una cartellina stretta in
mano. Ehi, disse, con un po' di imbarazzo.
Ehi. Senti, Izzy, sono veramente a pezzi, quindi di qualunque cosa
tu voglia parlare....
Ecco, fece lei, porgendomi la cartellina. Volevo... volevo soltanto
ringraziarti. Per aver cercato di salvare Finley e per... non lo
so. Per essere stata pi gentile con noi di quanto avresti dovuto.
Le sorrisi e per un secondo ballammo la danza del ci abbracciamo
o no?, in cui entrambe ci muovevamo avanti e indietro, con le
braccia lungo il corpo. Era bello sapere che la goffaggine era una
cosa di famiglia. Alla fine, ci limitammo a delle pacche sulle spalle
prima che Izzy scendesse di nuovo di sotto e io mi dirigessi verso
la mia stanza.
Mi appoggiai alla porta mentre aprivo la cartellina che mi aveva
dato Izzy. Fu una buona idea, perch non appena vidi cosa
c'era dentro, le ginocchia mi cedettero. Scivolai lungo la porta
con una mano sulla bocca, mentre le lacrime mi sgorgavano dagli
occhi.
C'erano solamente due cose nella cartellina. Una era una fotografia
dai colori sgranati che sembrava il fermo immagine di un video
di sorveglianza. L'altra era un pezzo di carta con su stampate due
righe. La fotografia mostrava un vampiro che conoscevo bene: Lord
Byron. S, il poeta. Era stato un insegnante a Hex Hall, e dopo che
se n'era andato dalla scuola, l'avevo rivisto in un club a Londra. E
ora eccolo l, in giro per la strada, con uno sguardo arrabbiato. Ma
non era solo.
Jenna camminava accanto a lui, guardando nervosamente qualcosa
alle sue spalle. Era pi magra del solito, e pi pallida, se possibile.
Ma era inconfondibile con quella striscia rosa. Scorsi le dita
sull'immagine prima di esaminare il foglietto.
Un nUoVo Vampiro si  Unito al niDo Di lorD BYron, diceva
la nota. Femmina, et Da staBilire, proBaBilmente Una
certa JenniFer talBot.
C'era una data sotto la nota. Considerando le tre settimane che mi
ero persa, la foto era stata scattata meno di una settimana prima.
Jenna era salva. Jenna era salva e non era bruciata nell'incendio.
Era con Byron, che poteva essere un idiota totale, ma si sarebbe
preso cura di lei.
Chiusi gli occhi e mi strinsi la foto al petto. Se Jenna era viva, forse
lo erano anche pap, Archer e Cal.


CAPITOLO 8

La mattina dopo Izzy mi port a fare un giro del quartier generale.
Come promesso, c'erano filo spinato e bunker, ma la cosa principale
che notai di quel posto fu la quiete e la sobriet.
Noi abbiamo sempre vissuto qui, le altre Brannick lo usavano come
una specie di punto di appoggio. Venivano qui per l'addestramento,
riunioni strategiche, cose cos, mi disse Izzy mentre camminavamo
nel seminterrato. C'erano un paio di brandine l sotto,
su cui erano adagiate coperte blu dall'aspetto ruvido. Luci fluorescenti
ronzavano sopra di noi.
Dov' vostro padre?, le chiesi, sedendomi a gambe incrociate
su una branda. Voglio dire, di sicuro ne avete uno.
Izzy giocherell nervosamente con i suoi capelli. D la caccia ai
sopra per conto suo. I maschi non sono autorizzati a vivere con le
Brannick. Vengono solo, ehm, in visita e cose cos. Lo vediamo s
e no ogni tre mesi.
 molto... stile amazzone da parte vostra.
Si sedette accanto a me e cominci a spiluccare la coperta.  una
merda, mormor.
Mi ritrovai a cercare di prenderle la mano, ma poi la ritirai all'ultimo
secondo. Grazie per la foto di Jenna, dissi, cambiando argomento.
Izzy arross e all'improvviso si concentr moltissimo su una delle
sue unghie. Figurati. Quando hai detto dei capelli rosa mi sono
ricordata della foto che avevamo visto la settimana scorsa e ho immaginato
che fosse lei.
Suppongo che tu non abbia altre fotografie. Ero veramente sollevata
di sapere che Jenna stava bene, ma ci non aveva diminuito
la sensazione di vuoto allo stomaco quando pensavo a mio pap, a
Cal e ad Archer.
Izzy scosse la testa. No, quella  arrivata da un amico della mamma
specializzato nella caccia... ehm, nel rintracciare i vampiri.
Chin la testa, guardandomi da sotto la frangetta. Sei ancora molto
preoccupata per tuo padre, vero?.
La mia voce suon un po' strozzata quando risposi: Gi. Lo sono.
Sono preoccupata per un sacco di persone, in realt. Pensi che...
Quel tizio nello specchio, Torin. Lui potrebbe veramente sapere
dove si trova mio pap?.
Qualcosa balugin nel viso di Izzy, e lei indietreggi un pochino.
Pu darsi. Ma far lo spocchioso saccente prima di rivelarti, forse,
qualcosa di vero.  fatto cos.
Alzandomi in piedi dissi: Mi difendo bene in quanto a spocchiosa
saccenteria. Salii di corsa gli scalini del seminterrato, determinata
ad andare a fare due chiacchiere con il Ragazzo dello Specchio.
Finch non avessi saputo che tutte le persone a cui tenevo stavano
bene, non sarei mai riuscita nemmeno a cominciare a concentrarmi
sulla faccenda Casnoff.
Ma quando arrivai nella Stanza della Guerra vi trovai la mamma,
appoggiata al grande tavolo con le braccia incrociate, impegnata
in un faccia a faccia con Torin. Di qualunque cosa stessero parlando,
si fermarono non appena entrai. Non mi piacque l'espressione
sui loro volti.
Ehm, salve, dissi, bussando con le nocche sullo stipite della porta.
Stavo proprio venendo a parlare con te.
Okay, disse mia madre, ma io scossi la testa.
Non con te. Voglio dire, noi dobbiamo parlare assolutamente,
ma prima voglio parlare con te. Indicai Torin.
Lui mi rivolse un ampio sorriso. Certamente. Anche se suppongo
che le tue domande siano le stesse di tua madre. Dov' James, 
vivo, c' un modo per mettersi in contatto con lui....
Gli stavi chiedendo di pap?.
Mia madre lanci un'occhiataccia a Torin. S. Senza grandi risultati.
Mi ero dimenticata quanto fosse irritante.
Continuando a sorridere, Torin appoggi il mento sulla mano e
disse: Sai, se tu mi liberassi da questo maledetto specchio, andrei
io stesso a prendere James. A meno che non sia carbonizzato, ovviamente.
Strinsi i pugni e gli rivolsi una parola che non avrei mai e poi mai
detto di fronte a mia madre, ma lei non ne sembr particolarmente
colpita. Al contrario, mormor: Sono d'accordo, e con un colpo
secco del polso fece scendere la tela per coprire lo specchio.
 inutile, il pi delle volte, disse la mamma, grattandosi dietro
la testa. Le rughe di preoccupazione attorno alla sua bocca
erano ancora pi profonde. Aislinn avrebbe dovuto sbarazzarsene
anni fa.
Ti ho sentito!, url Torin, con la voce attutita dalla tela.
Mia madre alz gli occhi al cielo. Ti va di uscire di qui per un
po'?.
Esitai. Quello che volevo era parlare con Torin, ma sapevo che
io e la mamma avevamo bisogno di discutere di un sacco di cose.
Inoltre il Ragazzo dello Specchio non sarebbe andato da nessuna
parte. Certo.
Decidemmo di fare una passeggiata. Era strano quanto apparisse
bella e innocua la foresta attorno al quartier generale delle
Brannick alla luce del giorno. Per un lungo tratto rimanemmo in
silenzio. Solo quando arrivammo al tronco di un enorme albero
che si incurvava sopra una cascatella d'acqua troppo piccola perfino
per essere definita un ruscello, mia madre parl. Questo era
il mio posto preferito quando avevo bisogno di riflettere. Quando
avevo la tua et.
Scommetto che avevi un sacco di cose a cui pensare all'epoca.
Fece una risatina, ma non c'era niente di allegro in quel suono.
Ci sedemmo sotto l'albero caduto. Le punte degli stivali di mamma
toccavano l'acqua, le mie si fermavano a qualche centimetro di
distanza.
Okay, parliamo, dissi, una volta che fummo sedute. Voglio sentire
tutta la storia di come da Baby Brannick sei diventata Grace...
oh, wow. Mi voltai e guardai mia madre. Mercer  un cognome
inventato, vero? Tu ti chiami Grace Brannick.
Lei sembrava un po' in imbarazzo. La notte in cui sono scappata,
la macchina che mi raccolse era una Mercedes. Quando l'autista mi
chiese come mi chiamavo io... improvvisai.
I nomi sono soltanto parole. Lo so. Ma apprendere che il cognome
che avevo usato tutta la vita era un falso...
Quindi io come mi dovrei chiamare?, chiesi. Sophie Atherton?
Sophie Brannick?. Entrambi sembravano strani e mi facevano
sentire come se stessi indossando dei vestiti che non erano della
mia misura.
Mia madre sorrise e mi tolse i capelli dalla faccia. Puoi chiamarti
come ti pare.
Okay. Allora Sophie Meravigliosa Principessa Scintillante.
Mia madre rise, una risata vera, e intrecci le sue dita con le mie.
Sedute su quell'albero, la mia testa appoggiata sulla sua spalla, la
mamma mi raccont la sua storia. Mi venne in mente quando ero
piccola e lei mi leggeva qualcosa prima di andare a dormire. E il
suo racconto non fu molto diverso dalle storie di fate che mi piacevano
tanto, quelle molto cupe e piene di cose spaventose e dolori
strazianti.
Crescere qui, vivere qui... Be', hai visto com' per Finley e Izzy.
Era brutale. Amavo la mia famiglia, ma era solo addestramento,
combattimento, caccia e ancora addestramento. Mia madre sospir
e strinse la guancia sul mio capo. Non era vita quella. Cos,
a ventun anni, me ne andai. Uscii a fare la ronda una notte e... continuai
a camminare.
Era andata in Inghilterra, sperando di fare ricerche sulla storia
delle Brannick, per vedere se ci fosse un altro modo per essere utile
alla sua famiglia senza dover necessariamente uccidere.
E poi hai incontrato pap, dissi piano. Per l'ennesima volta, mi
chiesi dove fosse. Come stesse. Se ci fosse ancora.
S, fu l'unica cosa che disse.
Sapevi che cos'era?
No, rispose la mamma, con la voce piena di lacrime. Quello
che ti ho raccontato sull'incontro con tuo padre  tutto vero. Eravamo
alla British Library e richiedemmo lo stesso libro sulla storia
della stregoneria.
Mi scapp una risatina. Quello poteva gi essere un indizio.
Probabilmente s, disse. Quando andai al suo tavolo per chiedergli
se potevo dargli un'occhiata.... Si interruppe con un sospiro.
Un classico. Mi porse il libro, le nostre dita si toccarono, ed
ecco fatto. Ero spacciata.
Pensai al primo giorno in cui avevo visto Archer appoggiato a un
albero all'esterno di Hecate Hall. Conosco la sensazione, mormorai.
Stavamo insieme da quasi un anno. Poi una mattina mi alzai
presto e lo vidi far apparire la colazione dal nulla. Mi spaventai a
morte.
Come hai fatto a vivere con lui un anno intero senza sapere cosa
fosse? Izzy ha capito che non ero umana dopo cinque secondi.
Scostandosi i capelli dalla fronte, mia madre disse: Izzy  cos.
Non tutte le Brannick hanno le stesse abilit. Io non riesco a sentire
la presenza di un Prodigium come ci riesce lei. Comunque, quando
ho capito che stavo vivendo con la cosa che in teoria avrei dovuto
combattere, io....
Sei andata fuori di testa?, suggerii.
Parecchio. E poi mi sono resa conto di essere incinta di te e...
be', il resto lo sai. Le fughe, i nascondigli.
Ma tu non ti nascondevi da pap. Le ultime tessere del puzzle
finalmente si incastrarono. A Thorne pap ha detto che tu avevi
le tue ragioni per spostarti di continuo. Aveva anche detto che era
ancora innamorato di lei. Avrei voluto confessarle anche quello, ma
qualcosa mi ferm. Forse perch speravo che pap avesse ancora
un'occasione per dirglielo di persona.
Non avevo idea di come la mia famiglia avrebbe reagito alla notizia
che avrei partorito una bambina Prodigium. E non una Prodigium
qualsiasi, ma un demone. Ora capisco che avrei dovuto dare
loro il beneficio del dubbio, ma ero spaventata. E giovane. Cielo,
avevo solo sei anni pi di quanti ne hai tu ora.  terribile. Alz le
spalle, dandomi un colpetto sulla testa. Per favore, non farmi diventare
nonna tra sei anni, okay?.
Ridacchiai. Fidati, dopo tutti i casini che ho avuto con i ragazzi,
penso che mi far suora.
Buono a sapersi.
Rimanemmo l, a parlare, facendo penzolare i piedi sopra il ruscelletto,
finch il sole non fu alto nel cielo. Tornando verso il quartier
generale mi sentivo un po' meglio. Certo, la mia vita andava decisamente
a rotoli, ma almeno avevo qualche risposta.
Quando rientrammo, Izzy e Finley erano fuori a sbrigare le faccende.
O quello che le Brannick intendevano per faccende. Izzy stava
risistemando i bersagli sul campo di addestramento (io lo chiamavo
il Cortile dei Ninja. Izzy si mise a ridere quando glielo dissi). Finley
era nel fienile accanto al campo di addestramento ad affilare i coltelli.
Potresti aiutarla, mi disse Aislinn quando la trovai. Era nel
seminterrato a cambiare le lenzuola delle brande. Mi chiesi perch
lo facesse, ma decisi di non porre domande.
Se per te fa lo stesso, preferirei di no, non sono un asso con i coltelli,
le dissi. C' qualcos'altro che posso fare? Qualcosa di meno...
letale?.
Mentre sistemava un cuscino nella federa, Aislinn alz le spalle e
disse: Puoi salire nella Stanza della Guerra e dare un'occhiata ai
nostri documenti su Hecate Hall e le Casnoff. Vedi se tra le nostre
informazioni c' qualcosa di sbagliato, o se puoi fornirci qualche
altro dettaglio.
Ah, s. Documenti. Libri. Niente che avesse bordi affilati. Perfetto.
D'accordo. Grazie.
Salii di corsa le scale e mi fermai quasi arrivata in cima. Oh, e,
ehm, grazie per l'ospitalit. Voglio dire, dopo tutto quello che hai
passato per colpa della mia esistenza.
Aislinn mi fiss e io mi affrettai ad aggiungere: Finley mi ha detto
cos' successo alle altre Brannick. Ha detto che non sarebbe accaduto
se fossi stata tu il loro capo.
Rimasi immobile e a disagio mentre Aislinn mi studiava. Aveva gli
occhi della mamma, quindi era molto strano per me subire quell'esame
minuzioso. Alla fine disse semplicemente: Fai parte della
famiglia.
Non c'era niente da dire in merito. Mi limitai ad annuire e mi precipitai
al piano di sopra.
La Stanza della Guerra era deprimente e incasinata in ogni angolo,
esattamente come il giorno prima, e dopo aver maneggiato per
dieci minuti i fogli che c'erano sul tavolo e le enormi, pesanti scatole
sul pavimento, non trovai i documenti su Hecate Hall. Frustrata,
emisi un lungo sospiro.
Problemi?, mormor una voce vellutata.
Ignorai Torin e rivolsi la mia attenzione alla catasta di taccuini vicino
al divano.
Mi dispiace per quello che ho detto su tuo padre stamattina,
disse.  stato indegno da parte mia.
Continuai a rimanere in silenzio.
Restare intrappolato cos  incredibilmente frustrante per me, e
a volte me la prendo con gli altri. Ti chiedo di nuovo scusa. Ora, se
ti va, posso aiutarti a trovare quello che stai cercando.
Sapendo che probabilmente me ne sarei pentita, attraversai la stanza
e tirai via la tela dallo specchio. Come prima, lui era seduto sul
tavolo e mi sorrideva con aria furba.
Specchio, servo delle mie brame, dove sono le informazioni su
Hex Hall? Brutto asino di un cialtrone, c' su Hex Hall qualche
informazione?.
Torin rise fragorosamente e vidi che aveva i denti un po' storti.
Considerato che veniva dal XVI secolo, ritenni che fosse gi fortunato
ad avere qualche dente.
Oh, tu mi piaci, disse, asciugandosi le lacrime agli occhi. Tutte
queste maledette guerriere sono cos serie.  bello avere di nuovo
una persona di spirito nei paraggi.
Okay. Lo sai o non lo sai dove sono i documenti su Hex Hall,
Ragazzo dello Specchio?.
Si sporse in avanti e indic un punto sotto il tavolo. Nello specchio
vidi una scatola nascosta nell'ombra. Non c'era da stupirsi che
non l'avessi vista.
Mentre la trascinavo fuori, Torin disse: Il mio aiuto ti serve solo
a questo, Sophie?.
Lo guardai stupefatta e arrabbiata. Da quello che ho sentito ieri
sera  evidente che sei molto bravo a essere criptico. Non sono
dell'umore per essere punzecchiata in questo momento.
Rimase in silenzio mentre frugavo nella scatola. Tirai fuori due
grandi buste gialle con CASNOFF scarabocchiato sopra. C'erano
anche tre cartelline separate etichettate Hecate Hall, e tirai
fuori anche quelle.
Eri bloccata in uno spazio vuoto, disse Torin.
Ero cos indaffarata a sfogliare la prima cartellina sulle Casnoff che
ci misi un secondo ad assimilare. Quando realizzai, alzai gli occhi
verso di lui, perplessa. Che cosa?
Queste tre settimane durante le quali ti sei smarrita. Eri bloccata
in un vuoto tra le dimensioni.  cos che funziona l'Itineris, entra ed
esce da altre dimensioni. La maggior parte delle volte non ci sono
problemi. Ma tu sei rimasta incastrata, probabilmente per quello
che sei. O che non sei.
Dato che continuavo a fissarlo, precis: Non sei pi un demone,
non del tutto, ma non sei neanche umana. Torin appoggi il mento
sulla mano, sul mignolo aveva un pesante anello di rubino che
mi faceva l'occhiolino. Per l'Itineris sei stata un oggetto veramente
ingarbugliato da digerire. Sei stata fortunata che alla fine abbia
deciso di sputarti fuori.
Le parole digerire e sputare furono pi che inquietanti. Okay,
feci infine.  davvero terrificante. Ma grazie per avermelo detto.
Alz le spalle. Non c' di che.
Ritornai alla cartellina, a studiare una foto della signora Casnoff e
di sua sorella, Lara, quando erano giovani, sulla ventina. C'era un
uomo seduto con loro, con i capelli neri pettinati all'indietro e dei
baffi curatissimi quanto l'acconciatura della signora Casnoff. Immaginai
che fosse suo padre, Alexei.
Sai che posso vedere molto altro oltre il futuro e il passato?
Davvero?, chiesi, sfogliando i documenti. Puoi vedere anche
il presente? Perch ci riesco anch'io. Tipo adesso, sento di essere
in una stanza incasinata con un impiastro totale.
Non alzai lo sguardo, ma potei sentire lo scorno nella sua voce
quando disse: No. In certi casi vedo... diciamo, futuri alternativi.
Cosa significa?
Il tempo non  una cosa prefissata, Sophie. Ogni decisione pu
condurci su cammini diversi. Pertanto, occasionalmente, vedo pi
di un possibile avvenire. Per esempio, ho detto a tua zia che tu saresti
stata colei che avrebbe impedito alle streghe Casnoff di allevare
le loro forze demoniache. E l'ho visto davvero. Ma non  l'unico
futuro che vedo per te.
Volevo ignorarlo, ma mi ritrovai a posare il documento e a guardare
lo specchio. E qual era l'altro?
 molto contraddittorio, rispose, ridicolmente compiaciuto
di se stesso. In uno scenario ti ho visto sconfiggere le Casnoff.
E nell'altro ti ho visto unirti a loro. Ovviamente non ho condiviso
questa visione con Aislinn. Se l'avessi fatto, dubito che avresti
avuto un'accoglienza altrettanto cordiale. Dovresti ringraziarmi,
in effetti.
Non riuscii a fare altro che dire: Be', la tua visione  sbagliata.
Non far mai parte dei demoni delle Casnoff... qualsiasi cosa accada.
Ma tu non ne facevi parte, precis, ghignando. Ne eri la condottiera.
A quel punto distolsi lo sguardo; mi tremavano le mani. Dici tutto
questo per prendermi in giro.
Credi a ci che vuoi, Soph.... Si interruppe, io alzai la testa e
vidi Izzy in piedi sulla soglia.
Isolde!, esclam Torin.  un piacere vederti.
Izzy si mordicchi il labbro inferiore. Perch stai parlando con
Torin?, chiese.
Mi serviva aiuto per trovare delle cose, replicai, alzando la cartellina
perch la potesse vedere. Pensavo mi potesse essere utile
almeno in questo, visto che le sue profezie sono fuori uso.
Torin emise un suono offeso. Non lo sono affatto! Io non sbaglio
mai. Scivolando gi dal tavolo, spost il suo sguardo su Izzy.
Mai.
Izzy attravers la stanza con un paio di grandi falcate e riavvolse
lo specchio con la tela. Coprimi quanto ti pare, Isolde, disse
Torin, con la voce ora attutita. Non cambier niente.
Qualcosa attravers l'espressione di Izzy e non potei fare a meno
di chiedere: Ma che storia ?.
Lei scosse la testa e venne a inginocchiarsi sul pavimento accanto
a me. Non  niente. Solo un'altra delle cavolate di Torin. Hai trovato
quello che cercavi?
Non ne sono ancora sicura, dissi, ritornando alla prima pagina
del fascicolo Casnoff.
Alexei Casnoff nacque nel 1916 a San Pietroburgo (o, come si chiamava
all'epoca, Pietrogrado), da Grigori e Svetlana Casnoff, e....
Prima che potessi proseguire, un colpo fortissimo riverber in
tutta la casa.
Lasciai cadere i fogli. Che cavolo  stato?.
Aggrottando le sopracciglia, Izzy si alz in piedi. Non lo so. Credo
sia all'entrata principale, ma... non viene mai nessuno qui.
Insieme uscimmo di corsa dalla Stanza della Guerra e infilammo
il corridoio. Aislinn aveva una mano sul pomello della porta e una
daga nell'altra. Mia madre era subito dietro di lei. Dentro al petto,
la mia magia strillava e vorticava, e seppi che qualunque cosa ci
aspettasse dall'altra parte era potentissima.
E mentre Aislinn apriva lentamente la porta, mi resi conto che
avevo ragione.
In piedi sulla soglia, pi alto, pi vecchio e molto pi esausto di
quanto non ricordassi, c'era Cal.
E appoggiato a lui, con i segni violacei della Rimozione innaturalmente
scuri sulla sua pelle pallida, c'era mio padre.


CAPITOLO 9

James!, sussult la mamma, e ci fu una confusione totale perch
tutti cominciarono a parlare in contemporanea.
Cosa ci fa lui qui?, ringhi Aislinn, proprio mentre Izzy mi appoggiava
una mano sul braccio e diceva: Chi sono questi tizi?
...  mio padre, dissi, con la voce spezzata. E poi spinsi da una
parte Aislinn per buttare le braccia al collo di pap.
Lui mi cinse in un abbraccio molto debole. Sophie, mormor
tra i miei capelli. Sophie.
Era quasi troppo bello per essere vero, che lui fosse l e Cal fosse
accanto a lui. Strinsi forte mio padre, con le lacrime che si riversavano
sul colletto della sua camicia. Stai bene, singhiozzai. Stai
bene.
Lui emise una risatina roca. Pi o meno. Grazie a Cal.
Arretrai. Gli occhi di pap erano rossi e sembrava pi morto che
vivo. E i marchi violacei che gli costellavano la pelle, i segni della
Rimozione, erano cos devastanti da lasciar intendere quanto lo fossero
stati la notte in cui se li era procurati.
Ma era l, ed era l'unica cosa che importava. I miei occhi si posarono
su Cal, che tentennava dietro di lui. Anche tu stai bene, dissi
dolcemente, e lui sorrise. Be', fece quella strana increspatura delle
labbra che Cal chiamava sorriso. Gi, fu tutto ci che disse, ma
c'era molto altro dietro quell'unica parola. Sentii scorrere dentro
di me sollievo e felicit e feci un passo in avanti, desiderosa di abbracciare
anche lui. Ma per qualche ragione, all'ultimo momento,
mi limitai a stringergli il braccio. Ne sono felice.
La sua mano copr per un momento la mia, il suo tocco fu ruvido
e caldo. Sentii il rossore cominciare a salirmi dal petto, per cui
mi voltai verso pap. Come siete arrivati qui? Dove siete stati?.
Possiamo andare in un posto meno... transitorio per discuterne?,
chiese, indicando il corridoio. Mi venne voglia di scoppiare
in lacrime di nuovo. Transitorio. Dio, quanto mi era mancato.
Ero abbastanza sicura che Aislinn stesse per dirgli di no, ma la
mamma si fece avanti. Certo. Possiamo parlare in soggiorno. Per
un momento i miei genitori sostennero lo sguardo l'uno dell'altra,
e mentre di solito vedere i tuoi che si fissano non  un bello spettacolo,
io non potei fare a meno di sorridere.
Come ogni stanza in casa Brannick, il soggiorno era praticamente
vuoto. C'era un divano appena un po' migliore della mostruosit
che arredava la Stanza della Guerra, e mio padre e Cal si sedettero
l. Io mi sedetti all'altro fianco di pap, mentre Aislinn e Izzy rimasero
a ciondolare sulla soglia, e mia madre si appollai sul bracciolo
del divano vicino a me.
Pap sospir e la sua mano tremava un poco quando la pos sopra
la mia. Non trovo le parole per dirti quanto sono felice di vederti.
Intrecciai le mie dita con le sue. Non dirlo a me. Cio, non quanto
sono felice io di vedere te, ovviamente.
Sorridendo, pap mi strinse la mano. S, avevo capito.
Come avete trovato questo posto?, chiese Aislinn, stroncando
ogni speranza di un momento di felicit familiare. Abbiamo delle
barriere contro quelli della vostra specie.
C' un punto largo circa un metro verso l'angolo nord-ovest,
rispose Cal, in cui la barriera  rotta. Posso ripararla se volete.
Aislinn fu presa alla sprovvista, ma si riprese velocemente. Non
serve. Mander Finley a sistemarla domattina. Alcune delle Brannick,
discendendo dalla potentissima Strega Bianca, avevano ancora
poteri residui. A quanto pare, questo era il caso di Finley. E tu
andrai ad aiutarla, aggiunse Aislinn rivolta a Izzy.  ora che impari
a costruire le barriere.
Per quanto riguarda come vi abbiamo trovato, disse pap, non
 stato facile. Cal mi ha detto che ti aveva mandato dalle Brannick,
ma quando ha cercato di usare la magia per localizzarti....
Era come se fossi scomparsa, disse Cal. Non funzionavano n
i localizzatori di incantesimi n i rivelatori di maledizioni.
 stato l'Itineris, spiegai. Non sapeva come comportarsi con
una demagicizzata.
Pap annu. Lo sospettavo. Comunque, abbiamo passato le ultime settimane a tentare di venire qui. Cal non pensava fosse saggio
che io viaggiassi con l'Itineris nelle mie... attuali condizioni, quindi
purtroppo abbiamo dovuto farlo alla vecchia maniera.
Ci avete messo tre settimane per volare dall'Inghilterra al Tennessee?,
chiese Aislinn, alzando un sopracciglio.
Non siamo venuti subito qui, rispose Cal, incrociando le braccia
al petto, con un cipiglio sul volto. C'erano un sacco di altre
cose da gestire.
Che genere di cose?, chiesi io.
Pap si alz in piedi e cominci a camminare avanti e indietro.
Dopo che le Brannick e l'Occhio di Dio hanno attaccato il quartier
generale del Consiglio in primavera, sono rimasti soltanto cinque
membri del Consiglio.
Non siamo state noi, lo rimbecc Aislinn. E nemmeno l'Occhio,
a dirla tutta.
Pap smise di camminare avanti e indietro e la guard fisso. Che
cosa?.
Aislinn riassunse a pap la storia che aveva raccontato a me la sera
prima, e i suoi sospetti che le Casnoff avessero appiccato il fuoco da
sole soltanto per incolpare i propri nemici. Quando ebbe concluso,
pap sembrava invecchiato di dieci anni. Vorrei poter dire che 
un'assurdit. Ma dopo aver visto Lara Casnoff che... Comunque,
gli altri tre membri del Consiglio sono stati uccisi quando Thorne
Abbey  andata distrutta.
Avevo visto morire uno di quei tre, Kristopher, ma fu uno shock
apprendere che anche gli altri due, Elizabeth e Roderick, erano
morti. Io e Lara siamo gli unici membri rimasti, continu pap.
Io..., indic i suoi tatuaggi, non servo a un granch. Anch'io
sono morto.
Cosa?
Pochi giorni dopo l'incendio di Thorne Abbey, Lara Casnoff ha
convocato un'importante riunione nella villa di uno stregone, un
pezzo grosso, mi disse Cal. Io sono riuscito a entrare grazie a un
incantesimo di invisibilit. C'erano centinaia di Prodigium l dentro.
Comunque,  l che Lara ha fatto il grande annuncio che tuo
padre era stato ucciso dall'Occhio. Annu verso Aislinn. Con
l'aiuto delle Brannick.
Aislinn imprec sottovoce e la mamma chin il capo.
Okay, dissi piano. Capisco che  una brutta storia, ma non
puoi semplicemente saltare fuori e dire: Ehi, eccomi qui! Non sono
affatto morto?
Potrei, replic pap, ma se per gli scopi delle Casnoff  conveniente
che io sia defunto, qualcosa mi dice che non rimarrei a lungo
affatto morto.
E quali pensi siano gli scopi delle Casnoff?, chiese la mamma.
Pap la guard, e poi guard di nuovo me. Terrorizzare il popolo
dei Prodigium finch usare demoni appaia come l'unica linea d'azione.
Hanno Daisy e potrebbero essere riuscite a catturare Nick.
Non ci sono stati altri attacchi riconducibili a lui. La stessa notte
in cui le Casnoff avevano usato Daisy per sconfiggere l'Occhio,
Nick si era liberato e aveva scatenato la sua furia. Al solo pensiero
mi venivano ancora i brividi.
Durante la riunione Lara ha detto niente sui demoni?, chiesi
a Cal.
Lui scosse la testa. Non esplicitamente. Ha detto solo che il piano
suo e di sua sorella era liberare il mondo dalle Brannick e dall'Occhio,
una volta per tutte.
A proposito, si intromise pap, Sophie, hai avuto notizie di
Archer Cross?.
Tutti gli occhi della stanza furono su di me, e io provai il bizzarro
impulso di coprirmi la faccia. Sapevo che tutti i miei sentimenti
vi erano dipinti sopra. No. Pensavo che forse..., mi voltai verso
Cal. Tu l'hai visto? Quando sei entrato a Thorne Abbey per prendere
pap?.
Non che mi aspettassi di sentirlo rispondere: S, l'ho visto. Anzi,
ce l'ho in tasca. Eccolo qui. Ma quando io e Cal incrociammo gli
sguardi lui disse: Tuo padre era solo nella cella quando sono entrato.
Quelle parole mi ferirono fisicamente.
Sei fortunata, ricordai a me stessa. Tuo padre  qui. E anche
Cal. E Jenna  viva. Quante possibilit c'erano di rivedere tutti
loro?.
La porta della cella era stata buttata gi, continu Cal, quindi
abbiamo pensato che l'avesse preso l'Occhio.
Tu non ricordi niente?, chiesi a pap.
Sul suo volto si dipinse un'espressione triste e lui scosse la testa.
Avevo perso i sensi, temo.
Ficcandomi le mani in tasca dissi: Sono sicura che hai ragione.
Probabilmente  con l'Occhio. O lo tenevano ancora come loro
cucciolo stregone, oppure avevano scoperto che noi due lavoravamo
insieme e l'avevano ucciso. In un modo o nell'altro, Archer
non c'era pi.
Quel pensiero fu cos doloroso, cos forte nella mia mente, che mi
ci volle un minuto per realizzare che pap stava ancora parlando:
...di sicuro non  l'unico a essere svanito nel nulla.
Aislinn era indietreggiata fino alla soglia, con le braccia conserte.
Quindi Cross  andato e anche le due Casnoff, disse, segnando i
nomi con le dita. E cos i loro demoni.
E Graymalkin Island, aggiunse Cal, cos piano che all'inizio ero
certa di aver capito male.
Aspetta un attimo, che cosa?, chiesi.
Hecate Hall e l'isola su cui si trovava sono sparite, disse mio
padre.
Com' possibile?, domand mia madre dal suo posto sul divano.
Pap la guard e di nuovo qualcosa accadde tra loro. Nessuno
lo sa, disse infine. Ma pare che pochi giorni dopo l'incendio di
Thorne Abbey l'intera isola sia svanita nel nulla. Un minuto prima
c'era, un minuto dopo c'era solo l'oceano. Sono convinto che non
sia realmente svanita, ma che le Casnoff la stiano tenendo nascosta
per qualche motivo.
Pensi che si trovino l?, chiesi quando ebbi ritrovato la voce.
Ricordavo la sensazione che avevo provato il giorno in cui io, Cal
e Jenna avevamo lasciato Hex Hall. Avevo avuto il presentimento
che non saremmo mai pi ritornati. Rabbrividii a quel pensiero.
Sembrerebbe logico, disse pap. Graymalkin Island  il posto
in cui stavano creando i demoni.  stata la casa di Anastasia per anni.
Per non riesco a credere che l'abbiano abbandonata cos. E....
La voce di mio padre si affievol e lui si strofin di nuovo gli occhi.
Fece per ritornare sul divano, ma inciamp. Mia madre sussult e
gli afferr il braccio mentre Cal lo prendeva dall'altra parte. Insieme,
lo aiutarono a sedersi.
Il viaggio l'ha sfinito, disse Cal. L'ho protetto con alcuni incantesimi,
ma  ancora molto debole.
Per favore non parlare di me come se non ci fossi, disse mio
padre, ma lo sfinimento nella sua voce cancell ogni traccia di suscettibilit.
Per stasera  sufficiente, disse la mamma, e notai che non aveva
tolto la mano dal braccio di pap.
Aislinn annu. Devo dire a Finley cosa sta succedendo. Serr la
mascella e mormor: E fare due chiacchiere con Torin. Voi due,
disse a pap e a Cal, per stanotte rimanete qui. Domattina decideremo
il da farsi.
Farli restare le costava parecchio. Potevo capirlo dalla tensione che
le torceva la bocca. Credo che l'avesse notato anche pap, perch
annu in modo rispettoso. Grazie, Aislinn.
Possono usare le tende, mi disse lei. Le avevo dimenticate, quelle
strane strutture extra simili a tendoni che le Brannick usavano
quando c'erano ancora Brannick extra. Pensai di suggerire le brande
nel seminterrato, ma forse ad Aislinn non avrebbe fatto impazzire
l'idea di avere troppi Prodigium sotto il suo tetto.
Aislinn lasci la stanza e Izzy le and subito dietro. Non appena
se ne furono andate, pap si adagi sul divano e chiuse gli occhi.
Dovresti stare qui in casa, stanotte, gli disse la mamma. Quelle
tende sono a stento abitabili e dopo tutto quello che hai passato....
Si schiar la gola. Comunque, nessuno di voi due dovrebbe
passare la notte fuori.
Pap si limit ad annuire senza aprire gli occhi. Ma Cal alz le
spalle e disse: Sono abituato a dormire fuori. E poi forse avete bisogno
di un po' di tempo in famiglia.
Si volt per andarsene, ma pap disse subito: Sophie, perch non
mostri a Cal il suo alloggio? Voglio parlare da solo con tua madre
per un momento.
Oh, dissi, ficcandomi le mani in tasca. Okay. Va bene. L'ultima
volta che ero rimasta sola con Cal lui mi aveva baciata. Era stato
un bacio del tipo Potremmo morire entrambi, perci questo 
un addio (forse), ma comunque...
Inoltre lui era, tecnicamente, il mio fidanzato (tanto per aggiungere
qualche altra assurdit, i Prodigium hanno anche i matrimoni
combinati) e il nostro fidanzamento aveva senza dubbio elevato il
livello di stranezza nel nostro rapporto di amicizia.
Lui mi rivolse una rapida occhiata, e anche se non potevo esserne
sicura, pensai che il suo sguardo fosse caduto sulla mia bocca per
un istante. Cercai a fatica di non restare senza fiato, e quando lui
usc dalla stanza lo seguii.


CAPITOLO 10

Io e Cal uscimmo dalla casa e ci dirigemmo verso le tende in silenzio.
Mi ero fermata in cucina per prendere una delle torce a batteria
di cui, a quanto pare, le Brannick avevano una cospicua scorta.
La mia ombra e quella di Cal si allungavano davanti a noi, quasi intrecciandosi,
sebbene non camminassimo cos vicini. Ero talmente
assorta dal pensiero di Archer che non vidi il semicerchio di strutture
che circondavano il quartier generale finch praticamente non
ci arrivammo sopra.
Quelle che le Brannick chiamavano tende erano in realt solide
costruzioni. I tetti erano fatti di tele pesanti, che invece di essere
fissate a terra poggiavano su piattaforme di legno. C'erano perfino
delle scalette che conducevano a ognuna di esse.
Wow, dissi io quando ci fermammo. Queste non sono vere tende.
Sembrano pi delle capanne. Come se una capanna e una tenda
avessero avuto un bambino. Sono capende.
Era una pessima battuta. Stupida, e non mi ero minimamente
impegnata nel pensarla. Archer avrebbe riso comunque, pensai,
e ancora una volta il dolore mi scosse il petto, lasciandomi quasi
senza respiro.
Cal non disse nulla, quindi mi limitai a muovere il braccio per indicargli
le tende. Scegline una qualsiasi. Sono tutte vuote.
Senza guardarmi, Cal si diresse verso la tenda proprio davanti a
noi e ne scost un lembo. Mi venne in mente che forse avrei dovuto
dargli la torcia invece che seguirlo all'interno, ma non feci in tempo
a pensarlo che lui era gi entrato.
Salii gli scalini e mi infilai dentro anche io. Wow, dissi dietro di
lui. Non sono esattamente come gli alloggi che avevamo a Thorne,
eh?.
Sulla piattaforma di legno consumato c'erano solo due pezzi di arredamento:
un tavolino pieghevole e una brandina come quelle del
seminterrato. Ovviamente non c'era spazio per nient'altro. La tenda
era minuscola e mi venne subito un po' di claustrofobia.
Misi la torcia sul tavolo, sperando che la quantit di luce diffusa
aumentasse. Cos com'era, riuscivo a malapena a vedere il viso
di Cal nel buio. Poi mi ficcai le mani nelle tasche posteriori
ed emisi un lungo respiro. Cal si sedette sulla branda, che cigol
leggermente sotto il suo peso. Appoggi i gomiti sulle ginocchia
divaricate, le mani giunte davanti a s, continuando a non dire
una parola.
Ehi, dissi, a voce troppo alta, se hai, ehm, fame o qualcos'altro,
posso vedere che c' in cucina. Scappare per salvarsi la pelle e
trascinarsi dietro un demone senza poteri per tutto il mondo probabilmente
fa venire un po' d'appetito, no?. Non appena quelle
parole mi furono uscite di bocca, sentii la mente rattrappirsi, al
punto che mi stupii che non si distorcesse del tutto.
Non ho fame, rispose lui a bassa voce.
Fantastico, dissi. Allora ti lascio da solo cos ti riposi un po'.
Con le guance in fiamme, mi diressi verso l'entrata.
Solo allora udii alle mie spalle: Ho pensato a te. Ogni giorno.
Rimasi congelata, con le mani sul lembo della tenda.
Cal prosegu con voce leggermente roca. Tre settimane sono parecchio
lunghe se devi passarle a chiederti dov' finito qualcuno.
Per tutto il tempo ho creduto di aver sbagliato a dirti di cercare le
Brannick.
A quel punto mi voltai. Volevo fare una battuta, o dire qualcosa
di sarcastico, qualunque cosa potesse smorzare la tensione che ci
avvolgeva. Invece dissi: Anch'io ti ho pensato.
Cal alz gli occhi e incrociai il suo sguardo. Cal, tu... hai salvato
la vita a mio padre. Hai cercato di salvare quella di Archer. Mi
faceva male il petto a dire quelle parole a voce cos alta, ma mi costrinsi
a continuare.  una cosa talmente enorme che non so neanche
da dove cominciare. Grazie non basta, sai? E non credo ci
sia un cestino di frutta abbastanza grande per....
Si alz in piedi e all'improvviso le sue braccia mi avvolsero e io
premetti il mio viso sul suo petto. Aveva un buon odore, familiare,
e mi vennero le lacrime agli occhi quando strinsi le braccia sulla
sua schiena per attirarlo pi vicino a me. Lui mi accarezz i capelli.
Potrebbe essersela cavata, Sophie, mormor Cal. L'Occhio potrebbe
averlo tirato fuori di l.
Strinsi ancora di pi gli occhi gi chiusi. Lo so, sussurrai. Non
 questo. Voglio dire,  questo, ma non soltanto. ...  tutto un casino,
Cal.
Lui mi strinse pi forte. Lo so. Graymalkin  scomparsa.... Fece
un lungo respiro ma non disse altro.
Non avevo pensato a quanto Cal amasse quell'isola. Ricordai quello
che mi aveva detto a Thorne, che aveva sempre sentito Graymalkin
come se fosse casa sua. Io ero abituata a sentirmi pi o meno
una senzatetto, ma Cal aveva vissuto a Hex Hall fin da quando
aveva tredici anni.
Indietreggiai per guardarlo negli occhi: Mi dispiace tanto, gli
dissi. Per tutto quanto.
Sul suo volto scorsi tutto ci che sentivo io. La confusione, l'impotenza,
la solitudine. E immagino che fu quest'ultima emozione
a spingermi ad alzarmi in punta di piedi e a sfiorare delicatamente
le sue labbra con le mie. Non voleva essere un bacio vero
e proprio; era pi che altro un gesto di gratitudine e di conforto.
Ma quando feci per ritrarmi, Cal mi prese la guancia e la sua bocca
si chin sulla mia e a quel punto divenne decisamente un bacio
vero e proprio.
Lo baciai anch'io, afferrandogli la T-shirt con le mani. Per un attimo
mi sentii bene. Be', pi che bene, in realt. Mi sentii a mio agio
e al sicuro, le sue braccia erano cos calde intorno a me.
Poi di colpo mi staccai da lui, il viso in fiamme. Dio, e ora mi dispiace
anche per questo, dissi, dandogli le spalle e strofinandomi
la faccia con le mani tremanti.
L'atmosfera nella tenda mi era parsa pesante fin dall'inizio. Ora
stavo praticamente soffocando. Alle mie spalle sentii Cal sospirare.
No, scusa tu, disse. Siamo entrambi... la nostra situazione
 assurda.
Mi voltai di nuovo e gli rivolsi un sorriso incerto. Metaforicamente
e letteralmente, dissi, indicando ci che ci circondava.
Cal mi rispose con un pallido sorriso. Forse  meglio che tu vada.
Vai da tuo padre. Ne riparleremo domani, quando le cose non
saranno cos.... Le sue parole sfumarono e alla fine lui si limit
ad alzare le spalle.
Annuii. D'accordo. Domani.
Percepii il suo sguardo sulla mia schiena mentre lasciavo la tenda.
Rimase l, un punto caldo tra la spalla e la scapola, mentre correvo
verso casa.
Avevo baciato Cal. Di nuovo. Davvero.
Quelle parole mi rimbombavano in testa al ritmo dei miei passi, e
non sapevo se fossero senso di colpa o le vertigini a tormentarmi lo
stomaco. Le mie mani tremavano ancora quando aprii la porta sul
retro. La casa era stranamente silenziosa e io avanzai piano verso il
soggiorno. Pap era ancora sul divano, a occhi chiusi, il respiro debole.
Mia madre era seduta per terra sul pavimento vicino a lui con
una tazza fumante accanto. Guardava pap con una strana espressione:
triste, spaventata e... qualcos'altro. Gli stava sfiorando appena
la pelle, percorrendo con il dito le spirali violacee sulla sua mano.
Feci un passo indietro prima che potesse vedermi.
Salendo le scale mi sentivo incerta e vuota. Credo che talvolta ci
sia un limite alle emozioni che si possono provare tutte insieme, e
io avevo sicuramente raggiunto il mio. Tra la ricomparsa di pap e
di Cal, e il bacio di Cal...
Mi premetti i palmi delle mani sugli occhi e presi un respiro tremante.
Gi. Decisamente questo era tutto ci che potevo sopportare
in un'unica serata.
Quando aprii la porta della mia stanza e vidi un bagliore delicato
e spettrale, gemetti: Stasera no, Elodie, dissi tirando su con il
naso. Non sono proprio dell'umore adatto.
Le parole mi morirono in gola.
Non era il fantasma di Elodie in piedi in mezzo alla mia stanza.
Era quello di Archer.


CAPITOLO 11

Oh, bene, ha funzionato, disse Archer, e sul suo volto spettrale
lessi del sollievo. Diversamente da Elodie, la sua voce mi arrivava
forte e chiara ed era cos familiare che il cuore mi si spezz di nuovo.
Rimasi impietrita, con la schiena appoggiata alla porta. Anche se
era una sagoma indistinta, potevo vedere il suo ghigno.
Ehm... Mercer? Non ci vediamo da quasi un mese. Mi aspettavo
un'accoglienza tipo: Oh, Cross, amore del mio cuore, fuoco dei
miei lombi, non vedevo l'ora di....
Sei morto, sbottai, premendomi una mano sullo stomaco. Sei
un fantasma e pensi....
La vena comica svan dal suo viso e lui alz entrambe le mani. Ehi,
ehi, ehi. Non sono morto. Te lo giuro.
Il cuore ancora mi martellava. E allora che cavolo sei?.
Archer parve quasi impacciato mentre si metteva la mano sotto la
maglietta per tirare fuori una specie di amuleto attaccato a una collanina
d'argento.  una pietra parlante. Ti fa apparire alle persone
come una specie di ologramma. Hai presente? Aiutami, Sophie-
Wan Kenobi, sei la mia unica speranza.
Hai rubato anche questo nella cantina di Hecate?. Archer raccattava
ogni sorta di gingillo magico durante le nostre punizioni in
cantina a Hex Hall.
No, disse, offeso. L'ho trovata in un... negozio. Di robe magiche.
E va bene, s, l'ho rubato in cantina.
Mi precipitai dall'altra parte della stanza e lo assalii con un pugno
al plesso solare. Lo attraversai da parte a parte, ma fu comunque
appagante. Cretino!, urlai, colpendolo alla testa. Mi hai spaventato
a morte! Cal ha detto che forse l'Occhio ti aveva preso e ho
pensato che avessero scoperto che io e te lavoravamo insieme, e che
ti avessero ammazzato, brutto arrogante pezzo di....
Mi dispiace!, grid lui, agitando le sue mani traslucide. Io... io
pensavo che sentendomi parlare avresti capito, e non avevo intenzione
di spaventarti, ma non sono morto! Quindi per favore puoi
smetterla di picchiarmi?.
Feci una pausa. Riesci a sentire le botte?
No, ma  comunque inquietante vedere che mi dai un pugno in
faccia.
Eravamo a pochi centimetri di distanza. Lasciai scivolare le braccia
lungo il corpo. Non sei morto.
Neanche un po', replic. E poi sorrise, un sorriso genuino, sereno,
e a me cominciarono a far male le guance. Fu allora che mi
resi conto che anch'io stavo sorridendo alla grande.
Quindi ologramma nel senso di..., dissi infine.
Nel senso non-corporeo, s. Ed  uno strazio, considerato che ci
sono un sacco di cose decisamente corporee che mi piacerebbe fare
con te adesso.
Le mie guance arrossirono violentemente mentre il mio sguardo
cadeva sulle sue labbra. Poi mi ricordai che dieci minuti prima ero
stata tra le braccia di un altro ragazzo. E avevo baciato le labbra di
un altro.
Mi allontanai da lui, sperando che non avesse visto la scena di poco
prima, e andai a sedermi sul letto. Quindi dove sei?, chiesi,
raccogliendo le ginocchia al petto.
Nonostante l'aspetto spettrale, notai un breve barlume di senso
di colpa sul suo volto.
Roma, rispose. Oppure, se vuoi qualcosa di pi specifico, nascosto
nell'armadio di una villa a Roma.
Non era una sorpresa che fosse con l'Occhio. Dopotutto non era
sempre stata l'opzione migliore per spiegare come avesse fatto ad
andarsene da Thorne?
Perch fai quella faccia?, chiese Archer.
Mi strinsi le ginocchia pi forte. Quale faccia?
Come se ti venisse da vomitare o da piangere. O forse tutte e due.
Oh, le gioie di avere l'opposto di una faccia da poker.  stata
una notte folle. Delle settimane folli, in effetti. Non sapevo
quanto tempo avrei avuto per parlare con Archer e quindi gli
raccontai una versione ridotta all'osso di quanto era accaduto
da quando me ne ero andata da Thorne. Lui rimase l in piedi ad
ascoltare e sembr sorpreso solo quando gli dissi che mia madre
era una Brannick.
Ed  per questo che siamo qui, gli dissi. Con le Brannick. E
ora  saltato fuori mio padre e, ehm, Cal, e ora tu.  stata una notte
movimentata.
Come ti hanno rintracciato Cal e tuo padre? Ho provato a usare
questo gps magico da quando ho lasciato Thorne e ti ho localizzato
soltanto oggi.
Cal mi aveva detto di venire dalle Brannick quando me ne sono
andata da Thorne e quindi speravano che fossi qui.  la prima volta
che mi capita un colpo di fortuna dal... be', dal 2002 pi o meno.
Archer sorrise e poi cominci a tremolare. Accidenti, mormor,
dando dei colpetti alla pietra che aveva attorno al collo. Okay, a
quanto pare non mi resta molto tempo, quindi la far breve. Tutti
all'Occhio sanno che le Casnoff sono scomparse. Non sono stati pi
riscontrati attacchi di demoni, ma sicuramente qualcos'altro bolle
in pentola. Solo che non sanno che cosa.
 quello che ha detto anche pap.
Stiamo cercando le Casnoff, ma finora niente da fare.  come se
fossimo tutti quanti in una situazione di stallo.
Anche qui, gli dissi. E... quindi, Cross? Ti unirai a quelli
dell'Occhio?.
Archer guard qualcosa alle sue spalle. Non lo so, disse quando
si volt, con la voce molto pi tranquilla. Ma non  che abbia
molti altri posti in cui andare.
Potresti venire qui.
Lui sorrise e allung una delle sue braccia spettrali. Gli strinsi la
mano con la punta delle dita, ma non riuscii a sentirlo. Vorrei poterlo
fare, disse. Ma mi stanno alle calcagna in questi giorni. Per
il momento probabilmente per me  pi sicuro restare qui. Devo
rigare dritto per un po'.
Fissai le nostre mani. Pensi che ti rivedr?
Puoi scommetterci, disse. Non ti avevo promesso che avremmo
pomiciato in un castello?.
Ridacchiando, ritirai la mano.  vero. E che saremmo usciti insieme.
Un vero appuntamento senza spade o ghoul o angoscia.
Nessun problema, disse. Non appena avremo salvato il mondo
da un'invasione di demoni, saremo solo io, te e un caff da Starbucks.
Alzai gli occhi al cielo, ma questa volta ridevo apertamente. Oh,
che romantico.
Il suo sorriso svan piano. Ci rivediamo, disse, serio, questa volta.
Te lo prometto. Si avvicin a me e le sue gambe traslucide sparirono
nel letto. Mercer, io....
E a quel punto, dal nulla, si spense e scomparve.
Uffa!, grugnii nella stanza vuota. Sospirando, mi stravaccai sui
cuscini e chiusi gli occhi. Rimasi sdraiata cos per qualche minuto
finch all'improvviso non ebbi la sensazione di non essere pi sola.
Com'era prevedibile, quando aprii gli occhi c'era Elodie appollaiata
ai piedi del letto, che mi guardava con un'espressione indecifrabile.
Alla fine mosse le labbra: Lo ami?.
Attesi un istante prima di rispondere. S, penso di s.
Lei annu, come se fosse la risposta che si aspettava. Anch'io credevo
di amarlo.
All'improvviso pensai che se mai avessi rivisto Archer, la nuova
abitudine di Elodie di infilarsi nel mio corpo ogni volta che le pareva
avrebbe potuto risultare un po'... strana.
Gli dispiace, lo sai, le dissi. Di averti mentito. E del fatto che
sei morta ammazzata.
Alz le spalle. Non  colpa sua se mi hanno uccisa. Stavo migliorando
nella lettura delle sue labbra. Non doveva pi ripetermi
niente.  stata Alice. E dato che  diventata un demone con lo
zampino delle Casnoff, direi che alla fin fine la colpa  loro.
Le fermeremo, le dissi. Non so come, ma lo faremo.
Elodie mi guard. Davvero? Ho sentito quello che ha detto il tizio
dello specchio magico, a proposito dei tuoi due futuri.
Non aiuterei mai le Casnoff, ribattei in automatico, ma non potei
evitare il piccolo brivido che mi percorse la spina dorsale mentre
ricordavo le parole di Torin.
Ebbi l'impressione che Elodie avesse sospirato. Difficile a dirsi
visto che tecnicamente lei non respirava. Be', anche se non passerai
dall'altra parte della barricata, sei comunque in un bel casino.
Tuo pap non ha pi poteri. Anche tu potresti non averne pi,
perch io di sicuro non posso continuare a subentrare ogni volta
che ti metti nei guai. Quelle due ragazzine non sanno neanche
ammazzare un lupo mannaro, e Aislinn Brannick  da sola. Tua
madre  pi brava con i libri che con le armi, e Torin  fastidioso
quanto inutile. In pratica, l'unico tuo asso nella manica  Cal, che
potrebbe essere in grado di posticipare l'inevitabile quando le
Casnoff e i loro cuccioli di demone ti faranno a pezzettini. Ma che ti
devo dire, buona fortuna.
E con questo discorsetto motivazionale, svan.


CAPITOLO 12

La mattina dopo mi ritrovai a partecipare alla colazione pi assurda
della mia vita. Mi guardai attorno e cercai di osservare tutte
le persone presenti: io, mamma, pap, le tre Brannick e Cal. Ah, e
Torin, dato che la colazione prevedeva biscotti Pop-Tart per tutti
nella Stanza della Guerra. Le parole di Elodie della notte precedente
mi ronzavano in testa. Pensavamo veramente di avere una
possibilit di sconfiggere le Casnoff?
Tu devi pur sapere qualcosa, stava dicendo Aislinn a Torin.
Infatti, replic. Ve l'ho detto, quelle donne sono sulla loro
stramaledetta isola.
E. Dove. Sarebbe?, chiese Aislinn, ormai per la quarta volta.
In mezzo. Al maledetto. Oceano, rispose Torin. Alz le braccia
e i pizzi dei polsini scivolarono gi. Non capisco perch non riusciate
a trovarla.  esattamente dove  sempre stata.
Come ti ho detto, Aislinn, ho ragione di credere che in qualche
modo abbiano nascosto Graymalkin, disse pap. Era praticamente
accasciato su una delle sedie pieghevoli. Cal era in piedi accanto
a lui, la mamma dall'altro lato. I miei occhi incontrarono quelli di
Cal, e la notte precedente mi ritorn alla memoria. Le mie dita sulla
sua maglietta, la mia bocca contro la sua.
Di colpo decisi di concentrarmi totalmente su Torin. Quindi le
Casnoff sono a Hex Hall, dissi. Probabilmente con tutti i demoni
che sono riuscite a creare. Cosa ci fanno l? Danno una festa bestiale?.
Visto che nessuno diceva niente, aggiunsi: Avete capito?
Bestiale? Perch sono... lasciamo perdere.
Io l'ho capita, disse Izzy a bassa voce, e io le rivolsi un sorriso
riconoscente.
Non so dire quali siano i loro piani, rispose Torin. So soltanto
che sono l. Ci guard con disapprovazione. Non so mica tutto,
eh. Soltanto che questa ragazza, e mi indic,  la chiave per impedire
loro di usare un esercito di demoni e spazzare via gli umani
dalla faccia della Terra.
Oppure  quella che guider l'attacco. Quando questo pensiero mi
balen in mente, sent lo stomaco aggrovigliarsi. Torin mi fece l'occhiolino
e mi chiesi se la lettura del pensiero fosse un altro dei suoi
poteri. Ma magari era solo la mia espressione.
Scacciando l'immagine di me al comando di un esercito di demoni,
dissi: Neanche l'Occhio sa cosa stanno architettando.
All'improvviso, tutti nella stanza si misero a fissarmi non appena
registrarono quello che avevo appena detto. Ho, ehm, visto Archer,
stanotte, dissi, come se l'avessi beccato da Starbucks. Ha usato
una specie di pietra comunicatrice per... fare un salto a salutarmi.
E hai deciso di dircelo soltanto adesso?, chiese pap.
Quando sono arrivata stavate gi urlando contro Torin, replicai.
Non  che abbia avuto molte possibilit per inserirmi nel discorso.
E poi Archer non sapeva proprio niente. O perlomeno, niente
pi di noi. Non pensavo fosse cos importante.  rimasto per non
pi di cinque minuti.
Nella tua stanza?, chiese mia madre, alzando le sopracciglia.
Non era corporeo!, urlai. Era... una specie di spettro. Niente
roba vietata ai minori, lo giuro.
Uno dell'Occhio di Dio  il tuo ragazzo?, chiese Finley incredula.
Pap si schiar la gola. Comunque, disse, evitandomi di dover
rispondere a Finley, buono a sapersi. Significa che siamo tutti allo
stesso punto per quanto riguarda le Casnoff.
Esatto, confermai. Ma questo vuol dire che nessuno sa cosa
fare dopo. Io non la vedo come una buona cosa, pap.
E allora che cosa possiamo fare?, chiese Finley. Rimanere qui
impalati ad aspettare che le Casnoff facciano la prima mossa?
Potremmo andare a Lough Bealach, rispose Aislinn.
 il nome di un posto o ti stai strozzando?, chiesi, guadagnandomi
un'occhiataccia come risposta.
Pap emise un suono soffocato che poteva ben essere una risata.
Lo copr con un colpo di tosse e disse: Lough Bealach  un lago in
Irlanda. Un tempo era un luogo molto sacro per la famiglia Brannick,
se non sbaglio.
Il luogo pi sacro, rispose Aislinn. Una volta era responsabilit
delle Brannick sorvegliarlo.
Cosa c' da sorvegliare?
Presumibilmente, un varco per l'Oltretomba, rispose mia madre.
Se dobbiamo combattere i demoni, potrebbe essere utile avere
un po' di vetro demoniaco, considerato che  l'unica cosa in grado
di uccidere un demone, disse Aislinn. E l'Oltretomba  l'unico
posto in cui possiamo procurarcelo.
Quindi dobbiamo letteralmente scendere all'inferno? chiesi io.
Venni ignorata da tutti. Non possiamo entrare, disse Finley. Nessuno
di noi sopravvivrebbe a un viaggio nell'Oltretomba. Serve una
magia nera e potentissima per farlo. Se Sophie avesse ancora i suoi poteri,
allora forse potrebbe essere fattibile, ma senza.... Scosse la testa.
E a quel punto pap disse: Sophie ha i suoi poteri.
Be', s, concordai. Non sono passata per la Rimozione. Ma loro
sono incastrati qui dentro. Mi diedi un colpetto sul petto. Qualunque
Incantesimo abbiano pronunciato quelli del Consiglio al
mio processo, ha sigillato la mia magia.
Pap allung il braccio e mi prese la mano. Ti ricordi quando
studiavamo il grimorio a Thorne Abbey? In quel libro c'era un incantesimo
e ti ci ho fatto mettere sopra la mano.
Me lo ricordavo. Non ero stata in grado di dire che tipo di incantesimo
fosse, ma quando l'avevo toccato, avevo sentito un colpo
sordo proprio in mezzo allo sterno.
Nel punto in cui, me ne rendevo conto in quel momento, avevo
sempre sentito vorticare i miei poteri.
Era un incantesimo di protezione, disse pap. Che garantiva
che non avrebbero mai potuto toglierti completamente i poteri.
Qualsiasi incantesimo vincolante ti abbiano fatto, non devi far
altro che toccare quel particolare incantesimo e la tua magia verr
ripristinata.
Gli strinsi la mano cos forte che probabilmente gli feci male. Oh,
mio Dio, sussurrai. Riavere la mia magia. Non sentirmi pi impotente.
Non avere pi bisogno del fantasma di Elodie per lanciare
incantesimi. Riavere una possibilit di fermare le Casnoff. La speranza
e l'eccitazione sgorgarono dentro di me.
E poi, come una secchiata d'acqua fredda in faccia, ricordai quanto
aveva detto Torin la sera prima. Io a capo dell'esercito dei demoni
delle Casnoff. Avrei dovuto avere i miei poteri per farlo, no? Ma
no. Aveva mentito. Era assolutamente escluso che potessi allearmi
con le Casnoff per qualcosa di cos terribile.
Ricordai qualcos'altro. Devo toccare quell'incantesimo. L'incantesimo
che sta nel grimorio. E il grimorio dov' esattamente?.
Imbarazzato, pap guard in basso e ammise: Di sicuro ce l'hanno
le Casnoff.
Mi sgonfiai. Che sono su un'isola che non riusciamo a trovare.
Giuro su Dio che questa faccenda  il rompicapo pi contorto del
mondo.
Forse c' un altro modo, sugger Finley. Non conoscete nessuna
strega o stregone che possa ripristinare i poteri di Sophie?
Pu darsi, disse pap, ma lo conoscevo abbastanza bene da
sapere che quando diceva pu darsi, di solito significava col
cavolo.
Non basterebbe pronunciare l'incantesimo?, chiesi. Sapevo che
mi stavo arrampicando sugli specchi, ma se c'era anche una sola
possibilit di recuperare i miei poteri, l'avrei sfruttata.
Pap scosse la testa. No. Quel particolare incantesimo era intessuto
nella carta con magia del sangue. Dev'essere toccato. Le parole
da sole non hanno lo stesso potere.
Non possiedo la magia nera, ma i miei poteri sono decisamente
forti, si offr Cal. Se andiamo in Irlanda, c' qualche possibilit
che io riesca a entrare?.
Pap ci pens su portandosi una mano dietro la nuca.  possibile,
credo. Ma il rischio che si corre....
Qualcosa dobbiamo pur fare, replic Cal, tranquillo. Preferisco
fare un tentativo a Lough Bealach piuttosto che rimanere ad
aspettare qui.
Il ragazzo ha ragione, disse Torin, anche se lui e Cal dovevano
avere pi o meno la stessa et (be', aggiungendo o togliendo cinquecento
anni). E prima si fa meglio . Siamo in un momento di
stallo ora, ma sta per accadere qualcosa. Sento una....
Una perturbazione nella Forza?, lo interruppi senza riuscire a
fermarmi.
Torin aggrott la fronte. Ho il sospetto che tu mi stia prendendo
in giro, ma non colgo il riferimento. In ogni caso, sento del potere
nero in agitazione. Pi siete preparati, meglio .
E allora andiamo, dissi.
Forse dovremmo prendere in esame qualche altra opzione prima
di partire in gran pompa per l'Irlanda, disse pap, spingendosi gli
occhiali sul naso. Dopo tutto, Sophie, ne hai gi passate tante.
Mi riposer un po' in aereo. Sentite, rischiamo di dover affrontare
un esercito di demoni. Non so voi, ma insieme a estrazione
di un dente e sabato a scuola,  un'eventualit che si colloca
piuttosto in alto nella classifica delle cose che mi terrorizzano. Abbiamo
gi perso tre settimane. Non abbiamo il tempo di rimanere
qui a vagliare altre opzioni o a leggere altri libri o ad ascoltare
altre sciocche profezie di questo idiota, dissi, puntando il dito
contro Torin. Lui fece un gesto che immaginai fosse la versione
antica del dito medio.
Quindi, s, continuai. Forse  un'idea molto stupida. Ma se c'
anche una sola possibilit per noi di raggiungere l'Oltretomba, allora
dobbiamo coglierla.
Okay, mi piaci, disse Finley, rivolgendomi un gran sorriso. Poi
guard mio padre. Ha ragione. Se non riusciamo a escogitare un
modo per fermare quelle Casnoff, allora dobbiamo almeno difenderci
da loro. E l'unico modo per farlo  andare a Lough Bealach
e procurarci un mucchio di vetro demoniaco.
Sospirando, pap si accasci su una delle sedie vicino al tavolo. 
un'impresa disperata, disse.
Hai altre idee?, chiese Aislinn.
Pap reclin la testa all'indietro, come se una risposta potesse
all'improvviso apparire sul soffitto. Poi guard di nuovo me. 
veramente quello che vuoi fare?
Forse Cal riuscir a entrare. Forse no. In ogni caso, non otterremo
nulla di concreto stando seduti qui in questo posto sperduto.
Senza offesa, aggiunsi rivolgendomi ad Aislinn, che minimizz con
un gesto della mano.
Pap sostenne il mio sguardo per un lunghissimo istante, poi finalmente
fece un cenno rassegnato con la testa e disse: Hai ragione.
Ma come ci arriviamo l? L'Itineris  troppo pericoloso per te e
potrebbe essere letale per gli umani, disse, indicando la mamma.
Penso io alla compagnia aerea, intervenne Cal.
Vedendo lo sguardo interrogativo di Finley e Aislinn, pap chiar:
Cal  riuscito a far apparire dei biglietti e a falsificare le scartoffie
per riuscire a uscire dall'Inghilterra. Non uno degli usi pi affascinanti
della magia, ma sicuramente uno dei pi utili.
Niente da dire, comment Aislinn. A questo punto, ragazze,
andate a prendere le vostre cose. Finley, tu va' avanti e fai il pieno
al furgone. Il tragitto fino all'aeroporto pi vicino  lungo.
Guardando tutte quelle persone, la mia famiglia, sent l'entusiasmo
agitarsi nel mio petto. S, questa sarebbe passata agli annali
come la cosa pi stupida che avessi mai fatto, ma era cos bello
avere un piano che non mi importava che fosse un pessimo piano.
E guardando le facce intorno a me, pensai che si sentissero
tutti allo stesso modo. Be', a parte Torin, che ci fissava con un'espressione
annoiata.
Seguii Finley e Izzy fuori dalla stanza e su per le scale. Ero quasi
sul pianerottolo, quando una luce all'improvviso mi abbagli.
In un primo momento pensai che fosse il riflesso della finestra
in cima alle scale, e mi portai le mani sugli occhi per farmi ombra.
Ma poi realizzai che la luce veniva proprio dalle mie mani.
Un bagliore dorato mi avvolse il braccio e mi si diffuse lungo il
busto. Izzy si volt e vidi la sua bocca spalancarsi. Cerc di afferrarmi
per la manica, ma le sue dita mi passarono attraverso e
il mio braccio svan.
Il bagliore dorato ora si muoveva pi rapidamente, attorcigliandosi
attorno al mio corpo come un serpente. Vidi le mie gambe diventare
traslucide e sparire.
Accadde tutto cos in fretta che non ebbi nemmeno il tempo di andare
nel panico. Riuscii solo a vedere la mamma che dal piano di sotto
stava correndo su per le scale verso di me, urlando il mio nome.
Mamma!. Percepii le mie labbra che si muovevano, ma non ne
usc nessun suono. Qualcun altro stava correndo nel corridoio e
pensai che fosse pap. Ma poi il bagliore mi copr gli occhi, accecandomi.
Fu una sensazione stranissima, mi sentivo tirare da una
parte e dall'altra, come se qualcuno stesse cercando di piegarmi in
quattro, e mi muovevo cos velocemente che tutte le ossa del corpo
sbatacchiavano. Era come essere frullati dentro un tornado.
E poi, inaspettatamente, tutto si ferm.
Ero in piedi, il che era gi un miracolo, considerato quanto stavo
tremando. Il respiro mi bruciava nei polmoni in modo dolorosissimo.
Con lo sguardo rivolto ai miei piedi cercai di ricordare come si
respirava senza assomigliare a un tricheco in iperventilazione. Alla
fine, i miei rantoli si trasformarono in respiri profondi, ma c'era
ancora qualcosa che non andava nei miei occhi. Prima indossavo
scarpe da ginnastica di un bianco sporco, ma ora mi pareva di avere
qualcosa di nero ai piedi. E portavo i calzettoni alle ginocchia?
Aprii e richiusi gli occhi di nuovo. Dalle Brannick avevo i jeans.
Ora dalle ginocchia in su intravedevo un guazzabuglio di stoffa
blu, nera e verde.
Infine alzai lo sguardo e di colpo non annaspai pi. Perch avevo
smesso del tutto di respirare.
La casa era ancora pi decrepita e la felce avviluppata sopra la
porta d'ingresso era morta. Quello che un tempo era stato un avvallamento
sul pavimento della veranda adesso assomigliava pi
a un cratere, e sebbene fosse agosto non c'erano foglie su nessuna
delle querce che una volta ombreggiavano quel posto.
Non sapevo come, o perch, ma era innegabile.
Ero ritornata a Hex Hall.


Parte SeConda

Ma io non voglio andare in mezzo ai matti, protest
Alice.
Oh, non puoi evitarlo, disse il Gatto, qui sono tutti
matti. Io sono matto. Tu sei matta.
Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie


CAPITOLO 13

Non ero da sola sul prato davanti a Hex Hall. C'era una folla di
ragazzini che gironzolava, forse un centinaio, e sembravano tutti
scioccati e irrequieti come me. Scorsi Taylor, una mutaforma dai
capelli neri di cui ero pi o meno amica, in piedi a qualche metro
da me. I nostri sguardi si incrociarono.
Sophie?, disse lei, confusa. Da dove salti fuori?.
Poi abbass lo sguardo e not con stupore che anche lei indossava
la divisa della Hecate. Da dove salto fuori io?, aggiunse, pi
rivolta a se stessa che a me.
Scossi il capo. Non lo so.
Un brusio cominci ad alzarsi dal gruppo di studenti, e io capii
che la confusione stava diventando panico. Poco lontano c'erano
due fate abbracciate - penso fossero Nausicaa e Siobhan - con le
lacrime dai colori brillanti che gocciolavano dalle ali.
Mentre mi muovevo tra la folla, riuscivo a cogliere soltanto degli
stralci di conversazione, ma sentivo parole come luce dorata e
catturati dal nulla. Quindi qualunque cosa mi fosse successa, era
successa anche a tutti loro.
Me ne erano capitate tante in quegli ultimi mesi, ma questa mi lasci
paralizzata. Ero l in piedi sul prato di Hex Hall, con indosso
la mia divisa, circondata dai miei ex compagni di classe, e senza la
bench minima idea sul da farsi.
Dalle Brannick avevamo finalmente elaborato un piano. Andare
in Irlanda, al Lough Bealach. Accumulare un bel po' di vetro demoniaco.
Ritrovarmi magicamente su Graymalkin Island - un luogo che era
inspiegabilmente scomparso - non faceva parte del piano.
Mi guardai intorno, cercando altri volti familiari. L'intera zona era
circondata dalla nebbia, che impediva di vedere qualsiasi cosa al
di l delle querce sul ciglio della strada. Sopra di noi il sole era un
disco caldo e bianco dietro le nuvole grigie.
Ancora confusa, cominciai a camminare verso l'edificio. E poi
sentii: Sophie.
Mi voltai. Con i capelli rosa sbiadito e il viso pallido, Jenna mi rivolse
un sorriso incerto. Eccoti qui, disse, come se fossimo rimaste
lontane solo per qualche minuto e non per settimane.
Fu un miracolo se non la feci cadere sulla ghiaia quando corsi verso
di lei e le buttai le braccia al collo. Sentivo le sue lacrime sulla
clavicola e feci il possibile per non smoccolarle sulla testa, ma ridevamo
entrambe.
Oh, la mia piccola Jenna rosa, dissi un po' singhiozzando e un
po' ridacchiando. Non sono mai stata cos contenta di vedere un
vampiro.
Lei mi strinse ancora pi forte. Non sono mai stata cos contenta
di essere strizzata da una demone!.
In quel momento non mi importava che fossi stata rispedita a Hex
Hall da una qualche magia nera e spaventosa, o che probabilmente
stessi per essere ammazzata in un modo o nell'altro. Jenna era l,
ed era viva, ed eravamo insieme. Tutto il resto si poteva aggiustare.
Quando ci separammo notai una nuova pietra di sangue al suo collo,
pi grande e pi decorata di quella che indossava prima. Jenna
segu il mio sguardo ed emise una timida risata mentre faceva scorrere
la pietra sulla catenina. S, sono passata di livello, disse. Me
l'ha data Byron. Mi ha giurato che  cento per cento infrangibile.
Inarcai un sopracciglio, esaminando l'elaborata montatura in argento
e ametista.  anche cento per cento pacchiana, ma se ti protegge,
a me sta bene.
Te ne procuro una uguale con scritto amiche del cuore. Con
l'alfabeto runico o qualcosa del genere.
Mi misi a ridere, forse anche pi forte di quanto non meritasse la
battuta, ma ero cos sollevata nel vederla che mi sentivo completamente
frastornata. Quindi sei stata davvero con Byron per tutto
questo tempo?.
Annu. Gi. La notte in cui tu sei tornata con Cal e Archer, gli
altri membri del Consiglio sono venuti nella mia stanza. E mi hanno
portata in un posto assurdo e raccapricciante. Jenna ebbe un
sussulto al ricordo, e io ebbi la sensazione di sapere esattamente
dov'era finita: in quella specie di sala sotterranea sotto Thorne Abbey
che fungeva da tribunale magico.
Lara Casnoff voleva farmi impalettare, disse Jenna, e le mie mani
istintivamente strinsero le sue. Ha detto che era stupido permettere
ai vampiri di convivere con i Prodigium, e quindi dovevo essere
giustiziata. Mrs Casnoff ha chiesto di essere lei a farlo.
Strinsi la mano di Jenna cos forte che probabilmente le feci male.
Immaginai Jenna, terrorizzata e tremante, condotta nei sotterranei
da qualcuno di cui un tempo si era fidata, consapevole che la morte
stava per arrivare.
Avrei ucciso Mrs Casnoff. Le avrei strappato quella stupida acconciatura
dalla testa, una volta recuperati i miei poteri.
Per fortuna che c'era lei, disse Jenna, e io sgranai gli occhi.
Che cosa?
 stata Mrs Casnoff a contattare Byron. Mi ha tolto la pietra di
sangue perch ha detto che le serviva come prova che ero morta. A
quanto pare, quando impaletti un vampiro la sua pietra di sangue
esplode. Poi mi ha fatta sgattaiolare fuori dalla casa da un passaggio
dietro....
Dietro un dipinto, conclusi io. Ero fuggita da Thorne Abbey
allo stesso modo.
Annuendo, Jenna disse: Esatto. Byron mi  venuto incontro alla
fine della tenuta e mi ha dato questo. Sollev il rozzo ciondolo che
portava al collo. Mi ha portata al suo rifugio a Londra, e lascia che
ti dica che questo posto non ha niente da invidiare in quanto a stranezza
alla casa di Lord Bizzarro Byron. Ma l c'era Vix, disse con
un leggero sorriso. Vix era la ragazza di Jenna, anche lei un vampiro.
Poi per ogni traccia di allegria svan dal suo volto. Avevo sentito
di Thorne. Byron sapeva soltanto che il tuo corpo non era stato trovato.
Per tipo un mese non  arrivata nessuna notizia, e pensavo....
La abbracciai di nuovo. Lo so, mormorai. Ho pensato la stessa
cosa di te per molto tempo.
Jenna si stacc da me e tir su con il naso, strofinandoselo con la
mano. Comunque, poi lui ha iniziato a sentire storie strane su te
che stavi con le Brannick.
Infatti, dissi, e quando Jenna spalanc gli occhi alzai una mano
e dissi:  una storia molto lunga, e ti prometto che pi tardi vuoter
tutto il sacco. Versione condensata: mia madre  una Brannick,
io sono l'empia figlia di una Brannick e un demone, e il livello
di disagio familiare adesso  alle stelle.
Jenna, va detto a suo merito, sapeva quando farsela andare bene.
Allora okay.
La domanda pi urgente ora : perch siamo di nuovo a Hex
Hall?.
Jenna si guard attorno, osservando la nebbia innaturale e l'aspetto
fatiscente (be', pi fatiscente) della casa. Qualcosa mi dice che
non siamo qui per una rimpatriata.
Anche tu sei stata risucchiata da una specie di tornado magico?,
le chiesi.
No, ho volato fin qui come un pipistrello.  una cosa nuova che
ho imparato da Byron.
Ah, ah, dissi, schiaffeggiandole il braccio.
Sorrise anche lei e disse: S, stessa cosa, in effetti. Come se fossi
stata strattonata per aria a nove fantastilioni di chilometri all'ora.
Il suo volto si incup. Che razza di magia riesce a fare una cosa del
genere? Guardati in giro, Soph. Siamo almeno un centinaio. Tutti
attirati qui Dio solo sa da dove, e nello stesso momento. Oltre a essere
una roba forte,  anche....
Inquietante, conclusi.
Il resto del gruppo stava cominciando a convergere attorno all'entrata
della casa, e io avevo la disorientante sensazione che stessimo
aspettando che qualcuno - o qualcosa - uscisse dalla porta principale.
Da un momento all'altro sarebbe comparsa Mrs Casnoff e un
altro anno di scuola sarebbe cominciato come sempre. Io e Jenna
rimanemmo vicine e ci accodammo alla folla.
Qualcuno mi sfior una spalla e io mi accostai a Jenna per farlo
passare. E poi sentii una mano stringere la mia.
Lo sapevo gi prima di voltarmi.
Mercer. Archer mi sorrideva. Che piacere incontrarti qui.
Per quanto lo desiderassi, non potevo buttargli le braccia al collo
e ucciderlo di baci. Quanto avrei voluto. Quindi mi limitai a intrecciare
le dita con le sue e a tirarlo lievemente verso di me.
Archer, l, sano e salvo, la sua mano nella mia. E Jenna, incollata
all'altro fianco. Avevo il cuore cos gonfio di emozioni che riuscivo
a stento a respirare, e sebbene cercassi di contenermi, la mia voce
suon tesa quando dissi: Ovvio. Va tutto di male in peggio e salti
fuori tu. Dovevo immaginarlo.
Lui alz le spalle, anche se i suoi occhi bruciavano della stessa emozione
che scorreva all'impazzata nelle mie vene. Eh, mi stavo annoiando
in Italia. Ho pensato di venire a vedere che combinavate voi
signorine. Ciao, Jenna, disse, facendo un cenno rivolto alle mie spalle.
Sentii Jenna irrigidirsi leggermente; l'Occhio aveva ucciso la sua
prima ragazza, quella che l'aveva vampirizzata. Inutile dire che non
era esattamente una fan di Archer. Tuttavia rispose con un tono
secco. Archer.
Allora, anche tu sei arrivato qui ricoperto di una luce dorata e
risucchiato da una specie di vortice?, gli chiesi, cercando di concentrarmi
su una cosa alla volta, e non sul modo in cui le sue dita
mi stavano dolcemente accarezzando il palmo.
Mmm? Ah, s, la luce dorata, e poi la sensazione che qualcuno
stesse usando il mio corpo per fare un origami. E poi bam, di nuovo
a Hex Hall. Avete idea di cosa stia succedendo?.
Fu Jenna a rispondere. Nessuna. Hai visto qualcuno di conosciuto?
Mentre ti cercavo ho incrociato Evan, lo stregone con cui dividevo
la stanza. Ehm, non era troppo contento di vedermi.
Archer si pass la mano sullo zigomo e fece una piccola smorfia di
dolore. Era un po' gonfio, e si stava gi formando un livido. Ah,
giusto, dissi. Avevo quasi dimenticato le voci che erano girate su
Archer quando aveva lasciato la scuola. La gente pensa che tu abbia
ucciso Elodie. E che abbia cercato di uccidere me, quindi forse
dovremmo smetterla di tenerci per mano.
Non capivo se Archer fosse confuso o incazzato o un misto tra i
due, ma mi lasci la mano e disse: Perch....
Ma qualunque cosa stesse per dire fu interrotta dalla porta principale
di Hecate Hall, che si apr lentamente con un cigolio. Tutte le
teste si voltarono in quella direzione e avrei giurato di poter sentire
i passi che venivano dall'interno. Trattenni il respiro e desiderai
non aver detto ad Archer di lasciarmi la mano.
In mezzo alla luce fioca comparve Mrs Casnoff, con indosso lo
stesso abito che aveva il giorno in cui l'avevo conosciuta. Era l'unica
cosa a essere rimasta uguale.
Sembrava dieci anni buoni pi vecchia dell'ultima volta che l'avevo
vista, e notai che le braccia le tremavano mentre le allargava in
segno di benvenuto. La sua figura ossuta sembrava nuotare dentro
la gonna e la giacca blu scuro, e sulla sua camicetta di seta c'era una
specie di macchia nera.
Ma la cosa pi inquietante erano i capelli biondo scuro, quei capelli
che aveva sempre cotonato, domato o comunque tenuto a bada
con ridicole ed elaborate acconciature, adesso erano completamente
bianchi e le scendevano lungo la schiena, svolazzando intorno
alla testa come ragnatele.
Studenti di Hecate Hall, disse con la voce esitante di una vecchia
signora. Benvenuti al nuovo semestre.


CAPITOLO 14

Oh, mio Dio, mormor Jenna, mentre io le dicevo a bassa voce:
Maledetta vipera infernale. Non ripeter quello che disse
Archer.
Qualcuno tra la folla - penso fosse Taylor - grid: Ma la scuola
 chiusa. Tutti hanno detto....
La sua voce si affievol e una delle fate apr la bocca e disse in tono
forte e chiaro: Non ha diritto di portarci qui. Le fate hanno sciolto
l'alleanza con il resto dei Prodigium. A nome della Seelie Court
pretendo che ci rimandiate a casa. Ah. Doveva essere Nausicaa.
Tra tutte le fate, lei era l'unica che parlava come se stesse recitando
a teatro.
Accanto a me Jenna si chin su di me e disse: Le fate hanno sciolto
l'alleanza? Lo sapevi?.
Scossi la testa mentre Mrs Casnoff inchiodava Nausicaa con lo
sguardo. Per quanto sembrasse debole, era ancora in grado di lanciare
delle gran belle occhiatacce. Alleanze e trattati non valgono
niente qui a Hecate Hall. Una volta che siete stati studenti qui, la
vostra lealt  legata alla scuola. Per sempre. Fece un sorriso che
sembrava pi una smorfia. Era nel codice di condotta che avete
firmato quando siete stati condannati a stare qui.
Me lo ricordavo, un opuscolo fitto fitto che avevo letto a malapena
prima di scarabocchiare il mio nome sulla linea tratteggiata. Di
colpo desiderai avere il potere di viaggiare nel tempo per dare una
botta in testa alla Sophie-Di-Un-Anno-Fa e dirle di leggere le cose
prima di firmarle.
Sono sicura che avrete molte domande, prosegu Mrs Casnoff,
vincendo il premio per l'eufemismo dell'anno. Ma per ora
andate nelle vostre stanze. Verr tutto spiegato all'assemblea di
stasera.
 una stronzata!, url qualcuno. Mi alzai in punta di piedi e vidi
un ragazzo alto con i capelli rossicci.
Evan, mormor Archer.
La folla fece il vuoto attorno al ragazzo, che si ritrov faccia a faccia
con Mrs Casnoff.
Chiedo scusa, signor Butler?, chiese Mrs Casnoff, che adesso
assomigliava molto di pi a quella di una volta, e non una fragile e
vecchia signora.
L'Occhio e le Brannick ci stanno dando la caccia e la scuola 
misteriosamente scomparsa. E noi dovremmo cominciare un altro
anno scolastico come niente fosse?.
Non c'era pi nessuno che bisbigliava ora. Anzi, mi accorsi che
era calato un silenzio innaturale. Il vento era cessato e non c'erano
uccelli, neanche un suono in lontananza proveniente dall'oceano.
Era come se l'isola stesse trattenendo il respiro.
Ora basta, disse Mrs Casnoff. Come ho detto, l'assemblea di
stasera risponder a tutte....
No!, grid Evan, e la sua voce riecheggi nell'aria immobile.
Non metter piede l dentro finch non ci dir che cavolo sta succedendo.
Come ci ha portati qui? Perch lui  qui?. Evan indic
Archer con il pollice e diverse persone si voltarono a guardarci.
Archer aveva un'espressione annoiata, ma il livido sullo zigomo risaltava
di pi adesso che la sua pelle si era fatta di colpo pi pallida.
Signor Butler, sbott Mrs Casnoff, ergendosi davanti a lui. La
smetta. Immediatamente.
Evan sbuff: Al diavolo. La ragazza accanto a lui, una strega
che mi pareva si chiamasse Michaela, gli mise una mano sul braccio
e gli disse qualcosa, ma lui la scost. Non passer un altro anno
rinchiuso in una casa diroccata nascosta al resto del mondo, dannazione.
Non quando  in arrivo una guerra. Detto questo, si fece
largo tra la folla a spintoni, scalciando una nuvola di polvere sulla
ghiaia del vialetto.
Evan. La voce di Mrs Casnoff risuon forte, e questa volta conteneva
molto pi che semplice rabbia o irritazione. Sembr quasi
che volesse lanciare un avvertimento.
Ma Evan non si volt nemmeno.
Che cavolo pensa di fare, nuotare fino alla terraferma?, mormorai
sottovoce.
A quel punto Evan aveva raggiunto il denso muro di nebbia che
circondava la casa. Esit e vidi le sue spalle alzarsi mentre stringeva
le mani a pugno accanto ai fianchi, come se cercasse di prepararsi
psicologicamente. Alz una mano e vidi un paio di scintille partire
dai suoi polpastrelli. Si spensero quasi subito con un suono debole
ma scoppiettante, come un petardo bagnato.
Accanto a me, anche Archer mosse le dita e la stessa cosa accadde
alla sua magia. Non ci  permesso usare i poteri, a quanto pare,
mormor.
Ritornai con lo sguardo su Evan e pensai che a quel punto sarebbe
tornato indietro. Invece fece un passo in avanti nella nebbia.
Per un istante rimase l congelato, mezzo dentro e mezzo fuori da
quella foschia grigia. Cosa succede?, chiese Jenna. Perch non
si muove?
Non lo so, dissi, e Archer fece scivolare di nuovo la sua mano
nella mia.
Fu a quel punto che Evan cominci a urlare. Sotto i nostri occhi,
dalla nebbia parvero uscire fuori dei tentacoli che si avvolsero intorno
al corpo del ragazzo. Uno schizz fuori e gli afferr le braccia,
inghiottendole nella foschia, mentre un secondo si avvolse a
spirale intorno al busto. Il terzo gli si avvinghi sinuoso intorno alla
testa, e all'improvviso le urla di Evan cessarono. Un attimo dopo,
era sparito.
Nessuno si mosse. Penso che quella sia stata la cosa pi strana,
niente urla o svenimenti. Era tutto reale. Evan era... be', se non era
morto, era comunque sparito.
Quasi all'unisono, la folla di studenti si volt verso Mrs Casnoff.
Non so cosa mi aspettassi che lei dicesse o facesse. Una risata fragorosa,
magari. O che ci squadrasse dall'alto verso il basso e sentenziasse
compiaciuta: Gliel'avevo detto di non andare.
Invece era appoggiata alla ringhiera della veranda, e non sembrava
n compiaciuta n soddisfatta, e nemmeno arcignamente contenta.
Solo vecchia e stanca, e anche un po' triste.
Andate dentro, ordin con tono assente. Vi sono state assegnate
le stesse stanze che avevate lo scorso semestre.
Ci fu un'altra pausa e poi, lentamente, gli studenti pi vicini alla
casa cominciarono a trascinarsi su per i gradini.
Cosa facciamo?, chiese Jenna.
Direi che entriamo, risposi io. Tra questo ed essere divorati
dalla nebbia, preferisco rischiarmela dentro la casa.
Seguimmo la folla, facendoci strada sulla veranda. Passando accanto
a Mrs Casnoff, mi fermai. Non ero sicura di cosa volessi dirle, o
di cosa volevo che lei dicesse a me. Ma sentivo che in qualche modo
dovevamo salutarci. Eppure, sebbene fossi a meno di un metro
da lei, Mrs Casnoff evit di guardare nella mia direzione. Rimase
vicino alla ringhiera, prendendo lunghi respiri tremanti e fissando
il punto in cui Evan era scomparso. Alla fine mi girai dall'altra parte
e varcai la porta principale.
All'interno sentii respiri profondi e singhiozzi soffocati, cos mi
preparai all'idea che Hex Hall fosse devastata tanto quanto il resto
dell'isola.
Ma non fu sufficiente.
La prima cosa a colpirmi fu il caldo. Graymalkin Island era al largo
delle coste della Georgia, ed era met agosto, quindi fuori era
gi piuttosto afoso. Ma la casa era sempre stata fresca e piacevole.
Ora il caldo era soffocante, l'aria era troppo pesante per riuscire a
respirare bene. Sentivo puzza di muffa e di umidit, e la carta da
parati in certi punti si stava scrostando. Anche la prima volta che
ero stata a Hecate Hall avevo pensato che fosse lurida e sporca. Ma
all'epoca era stato un incantesimo a farmela vedere cos. Adesso non
pensavo che fosse quello il caso.
Anche la luce aveva qualcosa di strano. Ricordavo che il corridoio
principale era ben illuminato, invece ora era cos buio che in alcuni
punti le stanze scomparivano nell'ombra.
Feci un passo avanti e qualcosa scricchiol sotto i miei piedi. Guardando
in basso vidi che era vetro colorato. A quel punto mi resi
conto del perch tutto fosse cos diverso. L'enorme vetrata che sovrastava
quella sala era infranta. Vi era raffigurata l'origine dei Prodigium,
ovvero un enorme angelo che brandiva una spada e cacciava
via dal paradiso altri angeli che sarebbero diventati streghe,
mutaforma e fate. Adesso all'angelo mancava la testa e gran parte
della spada, e c'era un enorme buco frastagliato proprio in mezzo
alle altre tre figure. Era come se la vetrata fosse stata tagliata a met
da delle tenaglie giganti.
Per qualche ragione, fu quella finestra in frantumi a colpirmi
pi di ogni altra cosa. A quanto pare non ero l'unica. Neanche
un metro davanti a me un gruppo di quattro streghe si era fermato
a fissare l'angelo senza testa, e si abbracciavano le une con le
altre. Cosa sta succedendo?, piagnucol una di loro. Nessuno
aveva una risposta.
Io, Archer e Jenna non ci tenevamo stretti stretti singhiozzando,
ma eravamo lo stesso piuttosto scossi, e formavamo un piccolo cerchio.
Okay, dissi io infine. Siamo tutti d'accordo che questa  la
situazione pi incasinata in cui ci siamo mai trovati?
D'accordo, risposero loro all'unisono.
Fantastico. Annuii lievemente. E qualcuno di voi ha qualche
idea su quello che dovremmo fare?
Be', non possiamo usare la magia, disse Archer.
E se proviamo ad andarcene, verremo mangiati dal Mostro Nebbia,
aggiunse Jenna.
Giusto. Quindi non abbiamo nessun piano?.
Jenna si accigli. E se ci mettessimo in posizione fetale per un
pochino?
S, stavo giusto pensando a quelle scene in cui ti infili sotto la
doccia vestito, ti metti in un angolo e scoppi a piangere, propose
Archer.
Non riuscii a trattenere una risata. Ottimo. Quindi ognuno di noi
far i conti con il proprio esaurimento nervoso, e poi ci tireremo in
qualche modo fuori da questo casino.
Credo che la cosa migliore che possiamo fare  stare tranquilli
per po', concluse Archer. Lasciamo che Mrs Casnoff pensi che
siamo tutti troppo scioccati e impressionati per fare qualsiasi cosa.
Magari l'assemblea di stasera ci dar delle risposte.
Risposte, sospirai. Sarebbe anche ora.
Jenna mi guard stranita. Soph, stai... sorridendo?.
Mi facevano male le guance, quindi dedussi che fosse effettivamente
cos. Sentite, dovete ammetterlo: se vogliamo scoprire cosa
stanno complottando le Casnoff, questo  il luogo perfetto.
La mia ragazza ha ragione, disse Archer sorridendomi. Ora le
guance non mi facevano solo male, stavano bruciando.
Jenna si schiar la voce e disse: Okay, allora ce ne andiamo ognuno
nella propria stanza, poi dopo l'assemblea di stasera possiamo
riunirci e decidere sul da farsi.
Affare fatto, replicai mentre Archer annuiva.
E ora ci diamo il cinque?, chiese Jenna dopo una pausa.
No, ma posso inventarmi una specie di stretta di mano segreta,
se vuoi, disse Archer. Per un istante, si scambiarono un sorriso.
Ma altrettanto in fretta il sorriso scomparve dal volto di Jenna,
che mi disse: Andiamo. Voglio vedere se anche la nostra stanza 
diventata inquietante come il resto di questo posto.
Buona idea, risposi. Archer allung la mano e mi sfior le dita.
Ci vediamo dopo, allora? chiese. Il suo tono era disinvolto, ma
la mia pelle divenne incandescente l dove lui mi aveva toccata.
Certo che s, risposi, pensando che anche una ragazza che doveva
impedire a delle streghe cattive di impossessarsi del mondo
poteva trovare il tempo per limonare un po' da qualche parte.
Lui si volt e se ne and. Mentre lo guardavo allontanarsi, sentivo
lo sguardo di Jenna fisso su di me. E va bene, ammise alzando gli
occhi al cielo con un gesto teatrale.  un po' carino.
Le diedi una lievissima gomitata. Grazie.
Jenna cominci a salire le scale. Vieni?
S, dissi. Arrivo subito. Voglio solo dare un'occhiata veloce
qua sotto.
In realt volevo rimanere al piano di sotto un po' pi a lungo per
vedere se spuntava fuori qualcun altro. Fino a quel momento avevo
visto praticamente tutte le persone che ricordavo dell'ultimo anno
a Hecate Hall. Anche Cal era stato trascinato l? Tecnicamente lui
non era uno studente, ma Mrs Casnoff aveva fatto ricorso parecchie
volte ai suoi poteri l'anno precedente. Lo voleva ancora l?
A Jenna dissi semplicemente: Mi conosci. Mi piace ficcare il naso.
Okay, divertiti Sherlock.
Poi si avvi su per le scale. Aspettai nell'atrio per una quindicina
di minuti, ma non c'era traccia di Cal, n delle Casnoff. Incuriosita,
mi diressi verso la cantina. Era alla fine di uno stretto corridoio
che partiva dal fondo dell'atrio. Era sempre stato ben illuminato,
ora invece era completamente immerso nell'ombra. Riuscii a malapena
a intravedere la porta di legno e dovetti cercare un po' a tentoni
prima di trovare la maniglia di ferro. La ruotai, ma la serratura
era chiusa. Ovvio.
Ci ho appena provato, disse Archer alle mie spalle.
Ero contenta che fosse buio, perch non pot vedere che arrossivo
di nuovo. Te l'ho detto, Cross. D'ora in avanti si limona nei
castelli oppure da Starbucks. Mi voltai con la schiena contro la
porta.
Venne verso di me. Ah, tecnicamente qui siamo appena fuori
dalla cantina, mormor, mentre mi prendeva tra le sue braccia.


CAPITOLO 15

Non appena le nostre labbra si incontrarono, fui contenta di essermi
appoggiata con la schiena alla porta. Le mie ginocchia erano
decisamente sul punto di cedere. Archer mi circond la vita con le
braccia e mi strinse ancora pi forte quando afferrai la sua maglietta
e riversai nel bacio tutto quello che avevo provato in quelle settimane:
la disperazione di quando pensavo fosse morto e il sollievo
che sentivo ora, schiacciata tra lui e la porta della cantina.
Quando finalmente ci separammo, posai la fronte sulla sua spalla
facendo dei profondi respiri. Passarono alcuni istanti prima
che fossi in grado di parlare. Pensavo avessi detto ci vediamo
dopo.
Mi baci sulla tempia. Sono passati venti minuti. Conta come
dopo.
Ridacchiando alzai la testa per guardarlo. Credo che tu mi sia
mancato.
Anche se era buio riuscii a vederlo sorridere. Credo che mi sia
mancata anche tu.
Forse dovrei andare di sopra ora.
Forse dovresti, mormor, accostando la bocca alla mia.
Quando finalmente riuscii a salire da Jenna, nella mia stanza, stavo
praticamente saltellando. Ma non appena varcai la soglia, il mio
buonumore evapor cos in fretta che quasi lo sentii scoppiare come
una bolla di sapone.
Santo cielo, dissi piano. Perch continuo a sorprendermi che
le cose siano diventate cos orrende e deprimenti?.
Jenna era seduta in mezzo al letto. Pensavo che il peggio fosse la
finestra, disse lentamente. Oppure, che ne so, Evan inghiottito
dalla nebbia. Ma adesso ho proprio voglia di piangere.
La nostra stanza non era mai stata un posto di lusso, ma grazie
all'ossessione di Jenna per il colore rosa era diventata... okay,
stavo per dire accogliente, ma brillante e forse un po' folle
sono aggettivi pi azzeccati. Comunque, era la nostra stanza
e non mi ero mai davvero accorta di quanto le luci, i teli e il color
lampone elettrico di Jenna avessero reso confortevole quella
cameretta.
Ora le luci non c'erano pi. Restavano solo i due letti, uno per parete;
la scrivania malconcia; una cassettiera che pendeva parecchio
da un lato. Lo specchio sopra la cassettiera era segnato dal tempo
e incrinato, e distorceva i nostri riflessi. Forse era la luce grigia di
tutta quella nebbia, o forse era solo che quella stanza, come il resto
della casa, sembrava essersi dissanguata perdendo ogni tipo di colore.
Qualunque cosa fosse, quella stanza non era pi casa. Di fatto
assomigliava tremendamente a una cella.
Lo dissi a Jenna mentre entravo. La porta sbatt dietro di me, cos
forte da farmi fare un salto. Nel corridoio sentii altre porte sbattere
e anche qualche urlo soffocato.
Chiuse dentro?, tir a indovinare Jenna.
Provai a girare la maniglia. S.
Credi che Archer avesse ragione quando ha detto che devono
aver tolto i poteri a tutti? Forse  stata la nebbia a levare i poteri a
Lis ed Evan....
Mi avvicinai all'armadio, sospirai e dissi: Scommetto che hanno
tolto i poteri a tutti i ragazzi, ma non importa granch. Spalancai
le ante dell'armadio. Purtroppo, come pensavo, le uniche cose appese
all'interno erano le divise di Hex Hall. Anche a me di recente
hanno tolto i poteri, dissi a Jenna seduta alle mie spalle. Comunque dovremmo smetterla di ripetere togliere i poteri. Comincia
a suonare strano.
Lei drizz la schiena. Che cosa?
Sai, quando ripeti le cose troppe volte e....
Sophie, disse Jenna, inclinando la testa e guardandomi accigliata.
Sospirando, mi sedetti sul letto, di fronte a lei. Grazie a non so
quale diavoleria che mi ha fatto il Consiglio, attualmente sono senza
poteri.
Jenna rimase a bocca aperta e la sua espressione si addolc: Oh,
Soph, mi dispiace tanto.
Non  cos brutto come sembra, le confessai. I miei poteri non
sono spariti spariti. Sono ancora qui dentro che palpitano, ma non
posso usarli a meno che non tocchi un particolare... ehi.
Cosa?.
Attraversai la stanza e afferrai la sponda del letto di Jenna. C' un
incantesimo che  nel grimorio della famiglia Thorne. Se lo tocco,
recupero i miei poteri. E pap era sicuro che il grimorio fosse nelle
mani delle Casnoff. Potrebbe essere qui, Jenna. Lasciai il letto e
presi a camminare avanti e indietro, mentre la magia mi palpitava
dentro. Se lo troviamo potrei mettere sottosopra questo posto con
i miei poteri da demone in tempo per l'ora di cena. E, a quanto pareva,
mettere quegli stessi poteri al servizio delle Casnoff. A quell'idea
la paura, calda e appiccicosa, mi piomb addosso e all'improvviso
mi sentii girare la testa.
Oppure potrebbe averlo Lara.
Cosa?, chiesi. Oh. Lara. Dannazione, non ci avevo pensato.
Sentii la mia magia slittare all'indietro per posizionarsi alla bocca
dello stomaco, come se anche lei fosse rimasta delusa.
Possiamo cercarlo, si affrett a dire Jenna. O magari Lara spunter
fuori. Troveremo un modo per farti recuperare i poteri, Soph.
Le sorrisi. Jenna, per l'ennesima volta, il tuo potere dell'entusiasmo
mi stupisce.
 una dote, concord, annuendo tristemente.
Con una risatina le lanciai un cuscino, e per un attimo fu tutto
uguale a prima; io e Jenna, a cazzeggiare nella nostra stanza, a prepararci
per andare a Metodi di esecuzione magica dal 1500 a oggi,
o a qualche altra lezione pallosa. Per un'ora circa rimanemmo
sedute e ci aggiornammo a vicenda su tutto quello che avevamo
passato nell'ultimo mese. Lei mi raccont della vita che faceva da
Byron (niente di sorprendente, un sacco di velluto, sangue bevuto
dai teschi e la versione di Byron di una serata karaoke, cos l'aveva
definita Jenna con una scrollata di spalle).
Chiss Vix cosa pensa che mi sia accaduto, disse Jenna. Ero
proprio accanto a lei quando sono stata centrifugata qui.
Tornerai da lei, Jenna. Promesso.
Non so quanto lei ci credesse, comunque annu. Lo so. Okay, ora
raccontami delle Brannick.
E cos feci, comprese Finley e Izzy e la ricomparsa di pap e di Cal.
Confessai anche la promessa di matrimonio tra me e Cal, il bacio
e tutto quello che era accaduto con Archer a Thorne Abbey. Solo
una volta cominciato a vuotare il sacco mi resi conto di quanti segreti
non avessi mai rivelato a Jenna.
Penso che rimase un po' scioccata, perch inarc le sopracciglia
e disse: Wow. Hai avuto un'estate pi indaffarata di quanto pensassi.
Sei arrabbiata?.
Ci pens un po' su e poi disse: No. Sento che dovrei, ma....
Sospir. Capisco che non fosse facile parlare con me di Archer.
E poi, dopo aver pensato per quasi un mese che fossi morta 
difficile provare altri sentimenti che non siano Evviva, Sophie,
sai?.
Sentii un'ondata di sollievo. Be', bene. Perch per andare in fondo
a tutto quello che sta accadendo qui, avr decisamente bisogno
della mia aiutante vampira.
Jenna sogghign e scosse i capelli. Come vuoi. Comunque semmai
l'aiutante sei tu. Con quei capelli e i commenti sarcastici....
Mmm..., dissi, facendo finta di pensarci su. E tu hai sicuramente
un passato pi tormentato.
Jenna fece un gesto con la mano. Esatto. Il vampiro vince!.
Ridemmo insieme. Poi lanciai un'occhiata fuori dalla finestra. Il
cielo grigio si stava gi incupendo, e la nebbia sembrava strisciare
tutto intorno alla casa.
Jenna si era fatta silenziosa. Cosa credi che ci succeder?.
La prima cosa che mi venne in mente fu: Niente di buono, ma
optai per metterle un braccio attorno alle spalle e dire: Andr tutto
bene. Pensa a tutte le cose che abbiamo gi passato. Credi che
una nebbiolina assassina possa fermarci? Ah!.
Jenna non sembrava convinta, ma disse: Non ho capito se sei molto
sicura di te o in pieno delirio, ma grazie comunque.
Il cielo era quasi nero quando la nostra porta finalmente cigol
e si apr. La voce di Mrs Casnoff, esile e stridula come prima, si
diffuse in tutta la scuola. Studenti, vi prego di dirigervi nella sala
da ballo.
Io e Jenna ci unimmo al gruppo di ragazzi che si incamminavano
verso le scale. Nessuno stava piangendo: lo presi come un miglioramento.
Sophie, disse Taylor spuntandomi accanto. La sua
voce era un po' alterata perch aveva le zanne fuori. Allora, cos'
questa storia?
E io che ne so? Non ne ho la pi pallida idea, come tutti gli altri.
Aggrott la fronte, facendo sporgere ancora di pi gli incisivi. Era
un po' che non frequentavo i mutaforma; avevo scordato quanto
potessero essere inquietanti. Intrappolati tra l'umano e l'animale,
facevano proprio venire i brividi.
Ma tuo padre era il capo del Consiglio, disse. E tu sei stata con
il Consiglio per tutta l'estate. Devi pur sapere qualcosa.
E perch Archer Cross  qui?. Questo era Justin. A quanto pare
la sua voce era cambiata dopo l'estate, perch invece di squittire
pronunci chiaramente le parole:  uno dell'Occhio.
Non aveva provato a ucciderti?, si intromise Nausicaa, guardandomi
con gli occhi a fessura. E se  cos, si pu sapere perch
lo tenevi per mano prima?.
Conversazioni come quella di solito finivano con forconi e fiaccole,
quindi misi le mani avanti in quello che speravo fosse un gesto tipo
datevi una calmata, accidenti. Ma a quel punto intervenne Jenna.
Sophie non sa niente, disse, mettendosi davanti a me. Quella
mossa avrebbe fatto molto pi effetto se Jenna non fosse stata cos
bassa. E qualunque sia il motivo per cui siamo qui, il Consiglio
non c'entra niente. Jenna non aggiunse che questo era perch tutti
quelli del Consiglio, tranne Lara Casnoff e mio padre, erano morti.
 confusa quanto lo siamo noi, quindi state indietro. Dall'espressione
sui volti degli altri ragazzi, immaginai che Jenna avesse mostrato
le zanne, e magari li aveva anche fulminati con i suoi occhi rossi.
Che succede qui?, ragli una voce familiare. Fantastico. Come
se quella serata non facesse gi abbastanza schifo. La Vandy - che
l a Hex Hall era un po' un incrocio tra una direttrice di scuola e
una guardia carceraria - si fece largo tra la folla, respirando affannosamente.
I suoi tatuaggi violacei, segni della Rimozione, sembravano
quasi neri sul suo viso arrossato. Al piano di sotto, subito!.
Mentre il gruppo si rimetteva in marcia, lanci un'occhiata a me e
a Jenna. Faccia di nuovo vedere le sue zanne, signorina Talbot, e
le indosser come orecchini. Siamo intesi?.
Jenna mormor: S, signora, ma il tono della sua voce diceva
tutt'altro. Ci precipitammo gi per le scale per raggiungere gli altri
studenti, in fila per entrare nella sala da ballo. Almeno una cosa a
Hex Hall non  cambiata, disse Jenna.
Gi, a quanto pare i poteri di stronzaggine della Vandy sono una
costante. Lo trovo confortante.
Meno confortante era l'aspetto davvero inquietante che la scuola
aveva assunto di sera. Di giorno era stata soltanto deprimente. Con
il buio era assolutamente sinistra. Le antiquate lampade a olio sulle
pareti un tempo bruciavano di una luce accogliente e calda. Ora un
bagliore di un malsano colore verde si agitava dietro il vetro lattiginoso,
proiettando strane ombre su tutto il locale.
Mentre camminavamo verso la sala da ballo mi fermai in uno dei
saloni. La grande finestra che dava sullo stagno (e sulla capanna di
Cal) era rotta. E quella spaventosa nebbia filtrava all'interno attraverso
la cornice frastagliata della finestra, piroettando sul pavimento.
Notai che molte delle fotografie che una volta erano appese alle
pareti, adesso giacevano sul tappeto.
So che Ma che cosa sta succedendo?  praticamente diventato
un tormentone, dissi a Jenna, ma, davvero, che cosa sta succedendo?.
Jenna studi la nebbia e scosse la testa.  come se la casa fosse
malata, rispose. O avvelenata. E anche l'isola.
Forse. Voglio dire, le Casnoff avevano una specie di fossa gigante
che usavano per allevare demoni. Io e Archer l'avevamo scoperta
quell'estate, e io avevo ancora incubi sui ghoul che la custodivano.
Una magia cos nera, cos cattiva... pensi che possa infettare
un luogo?.
Con un'espressione turbata, Jenna mormor: Non ne sarei sorpresa.
Le finestre rotte sono un nuovo elemento decorativo?, chiese
Archer, arrivando dietro me e Jenna e affacciandosi nel salone.
Cos pare, dissi io. Stavo ancora guardando fuori quando una
luce flebile apparve nell'oscurit. Impiegai un minuto a realizzare
che veniva dalla capanna di Cal. C'era qualcuno l dentro? C'era
Cal l dentro?
Ma alla stessa velocit con cui era apparsa, la luce scomparve di
nuovo. Accigliata, mi voltai e infilai il braccio sotto quello di Archer.
Poi rammentai quanto aveva detto Nausicaa. Forse non era il
momento migliore per le effusioni in pubblico.
Seguimmo gli altri nella sala da ballo. Qui, almeno, le cose sembravano
pi o meno invariate. Ovviamente la sala da ballo era
sempre stata una delle stanze pi bizzarre di Hex Hall, quindi
non cambiava molto. Ma comunque. Fui sollevata nel vedere
quella famigliare accozzaglia di tavoli e sedie e non, per esempio,
dei ceppi o che so io.
Ma poi guardai in fondo alla stanza e tutto il sollievo che potevo
aver provato evapor. Mrs Casnoff era adagiata sulla sua
solita sedia, con lo sguardo perso nel vuoto. Adesso aveva raccolto
i capelli, ma risultavano comunque un po' trasandati. Anche
la Vandy era seduta al tavolo, ma gli altri tre insegnanti di
Hex Hall, la signora East, il signor Ferguson e Lord Byron, ovviamente,
non c'erano.
E, seduta all'altro capo del tavolo, vestita con un abito azzurro e
sorridente come se fosse l per un t in compagnia, c'era Lara
Casnoff.


CAPITOLO 16

In un modo o nell'altro arrivai alla fine della cena. Be', diciamo
che pi che altro spostai il cibo da una parte all'altra del piatto. Jenna
e Archer fecero lo stesso. In realt guardandomi intorno non vidi
altro che piatti pieni. Forse era la paura o il nervosismo che impediva
a tutti di mangiare, ma per quanto riguardava me, era uno
strano miscuglio di rabbia ed euforia. Lara Casnoff mi aveva portato
via tantissimo e i miei poteri desideravano ardentemente ridurla
in briciole. Ma allo stesso tempo, il fatto che lei fosse l significava
che molto probabilmente c'era anche il grimorio. Stavo giusto riflettendo
su dove potesse trovarsi il libro, quando Lara si alz in
piedi, batt le mani e annunci: Se avete tutti finito di mangiare,
possiamo procedere alla presentazione.
Credi che ci sar un numero di danza?, mormor Jenna mentre
giravamo le sedie verso un'estremit della sala. Ho sempre apprezzato
le buone battute sui numeri di danza, ma era difficile ridacchiare
guardando la donna che aveva cercato di uccidermi pi di una
volta. Volevo incrociare il suo sguardo, ricordarle con un'occhiata
quanto era accaduto quell'estate. Ma lei non mi guard.
Provavo un'opprimente sensazione di dj-vu l seduta su quella
sedia, con Archer accanto a me, a guardare Lara Casnoff in piedi
in fondo alla stanza. Davvero era passato soltanto un anno da
quando io e Archer eravamo seduti in quella stessa stanza,
praticamente come due estranei? Da quando pensavo di essere una
semplice strega. Da quando Hex Hall era una scuola e non una
specie di prigione.
Lara sollev le mani in segno di benvenuto. Sono sicura che tutti
vi state chiedendo perch siete qui, disse, con la voce che squillava
forte e chiara nella stanza silenziosa. Gli studenti erano tutti molto
tranquilli. Non era rimasto nulla dell'irrequietezza e della rabbia di
cui eravamo carichi a inizio giornata. Forse perch volevamo tutti
una risposta. O forse solo perch avevamo paura di essere divorati
anche noi.
Innanzitutto, lasciate che vi porga le mie scuse per i vostri attuali
alloggi, continu Lara, camminando avanti e indietro. Il ticchettio
dei suoi tacchi riecheggiava come una raffica di colpi di pistola.
Stiamo incanalando una grande quantit di magia per proteggervi
qui a Hecate Hall, e temo che abbia compromesso la casa. Tuttavia
questa scuola non  nata per essere un hotel a cinque stelle, giusto?.
Stava sorridendo, ma nei suoi occhi si percepiva tutta la sua
durezza. Comunque, io sono Lara Casnoff, e lavorer insieme ad
Anastasia Casnoff come direttrice per quest'anno. Sono sicura che
avrete molte domande. Ma prima penso sia giunto il momento di
dirvi la verit sugli eventi avvenuti quest'estate.
Un puntino di luce baluginante apparve al suo fianco, e io capii
cosa stava per succedere. Com'era prevedibile, il puntino crebbe
fino a diventare un enorme e scintillante schermo. Ci proteggemmo
tutti gli occhi quando sopra vi comparirono delle fiamme impetuose.
Questo  il quartier generale del Consiglio a Londra, disse
Lara sopra il frastuono dell'incendio. Diversi mesi fa, l'Occhio di
Dio, insieme a un nutrito gruppo di Brannick, lo ha attaccato. Pi
di met dei membri del Consiglio  stata uccisa, e questo  il risultato.
Indic l'edificio in fiamme.
La voce di Lara riecheggi di nuovo. Poi, solo qualche mese
dopo, l'Occhio ha attaccato il nostro quartier generale secondario
a Thorne Abbey. Sullo schermo la casa si stagliava immensa e
imponente come il primo giorno in cui l'avevo vista. Guardandola
sentii un'ondata di tristezza invadermi. Ero stata felice l. Avevo
anche sclerato ed ero stata quasi uccisa pi di una volta, ma
tant'. Era l che avevo saputo di pi della mia storia. Era l che
avevo conosciuto pap.
Di nuovo, una luce arancione chiaro quasi mi accec quando Thorne
Abbey venne inghiottita dalle fiamme. Thorne Abbey  stata
distrutta. Io e Anastasia fortunatamente siamo riuscite a salvarci.
Purtroppo, il capo del Consiglio James Atherton non  stato altrettanto
fortunato.
Molte teste si voltarono verso di me, e io mi sforzai di mantenere
un'espressione impassibile. Quando spostai lo sguardo dallo schermo
a Lara, vidi che mi stava fissando.
Non c' dubbio che ora siamo in guerra con i nostri nemici,
disse Lara. L'Occhio e le Brannick non saranno soddisfatti finch
tutti i Prodigium non verranno spazzati via dalla faccia della Terra.
Batt le mani una sola volta e lo schermo si ridusse fino a diventare
un minuscolo puntino, poi svan del tutto. Ed  per questo che
voi tutti vi trovate qui.
Mi accorsi di essere seduta sul bordo della sedia.
Perch siete approdati a Hecate Hall la prima volta?, chiese Lara.
All'inizio pensai che non volesse una vera risposta, ma poi fece
un cenno a una delle streghe pi giovani.
La ragazza si guard intorno prima di rispondere. Perch abbiamo
fatto qualcosa di sbagliato. Abbiamo rivelato i nostri poteri al
mondo degli umani.
Lara scosse la testa. Il problema non era che la vostra magia fosse
sbagliata, disse. Ma che la vostra magia era forte. Potente. Non
c' niente di cui vergognarsi. E di sicuro non  niente per cui dobbiate
essere puniti. Voi, spalanc le braccia, tutti voi siete le persone
pi preziose della societ dei Prodigium. Sentite che i vostri
poteri sono fuori controllo, ma non  cos. Semplicemente, a volte
sono troppo forti da gestire.
Era pi o meno quello che mi aveva detto Cal a Thorne Abbey,
che i miei incantesimi non erano distruttivi ma troppo potenti.
Quindi ci insegnerete a controllarli?, sentii chiedere a qualcuno.
Il sorriso di Lara si allarg sul suo viso, cos grande e luminoso da
incutere persino paura. Molto meglio di questo. Siete stati condotti
qui con uno scopo molto speciale.
Niente di buono, vero?, sussurr Jenna.
Forse lo scopo speciale  fare un'abbuffata di brownies, suggerii.
O magari lottare contro degli unicorni. Questo effettivamente
 plausibile.
Jenna mi squadr. Tu sei veramente uscita di testa.
Era vero. E a quanto pare, avevo le mie buone ragioni, perch
Lara subito dopo disse: Per centinaia di anni i Prodigium hanno
cercato un modo per diventare pi forti. Pi potenti. Invincibili,
addirittura. Di nuovo i suoi occhi incrociarono i miei. E ora noi
lo abbiamo trovato. Clarice?.
La Vandy si alz dal tavolo con una piccola borsa di velluto in mano.
Ci infil la mano dentro, tir fuori un pezzo di carta logoro e
accartocciato e lo sventol sopra la testa in modo che tutti potessero
vederlo. La mia magia cominci a pogare dentro il mio petto.
Che cos'?, mi chiese Archer.
Non ebbi il tempo di rispondere. Questo pezzo di carta  la chiave
della nostra salvezza, continu Lara. Su di esso c' il pi potente
incantesimo mai creato.  in grado di infondere in ognuno di
voi la magia pi forte dell'Universo. Un incantesimo che non solo
vi protegger dai vostri nemici, ma vi permetter di annientarli una
volta per tutte.
All'improvviso sentii le mani di Archer e di Jenna stringermi i
polsi.
Che c'?, sussurrai, guardando ora l'uno ora l'altra.
Stavi per alzarti in piedi, replic Archer a denti stretti, senza distogliere
lo sguardo da Lara.
E probabilmente per urlare che ci trasformer tutti in demoni,
aggiunse Jenna, a voce cos bassa che la sentii a stento. E noi avevamo
stabilito di tenere un profilo basso, ricordi?.
Avevano ragione. E Lara mi stava gi guardando con lo stesso viscido
sorriso che le incurvava le labbra. Voleva che io saltassi in piedi
e cominciassi a urlare di demoni e controllo della mente. Cos sarei
sembrata una pazza scatenata, e sarebbe finita l. Perci, anche se
rimanere seduta mi stava uccidendo, mi rassegnai.
Il ghigno di Lara si affievol un po' quando mi vide sostenere il
suo sguardo senza dire una parola. Quindi questo  il motivo per
cui siete stati condotti qui, continu, rivolgendo di nuovo l'attenzione
sugli altri studenti. Per essere addestrati. Preparati. E per
partecipare a un rituale che vi render tutti pi potenti di quanto
abbiate mai potuto immaginare.
Se siamo cos preziosi, perch siamo trattenuti qui contro la
nostra volont?, chiese Siobhan, una delle fate.
Gli incantesimi a guardia di quest'isola sono qui per proteggervi,
abbai la Vandy, e sebbene quella non fosse neanche lontanamente
una risposta, a quanto pareva era l'unica che avremmo ricevuto,
perch Lara si limit ad annuire e a dire: Esatto. Ora cominceremo
a prepararvi per il rituale di domattina. Quindi vi suggerisco di
ritornare nelle vostre stanze e di riposarvi.
Mi chiesi come facesse un suggerimento ad assomigliare cos
tanto a una minaccia. Ma lentamente i ragazzi cominciarono ad alzarsi
e a incamminarsi verso la porta. Erano tutti vicini e bisbigliavano,
ma nessuno protest o cerc di fare altre domande. Forse anche
tutti loro avevano deciso di tenere un profilo basso.
Ma io? Io avevo smesso.
Nonostante Jenna che mi sibilava di fermarmi, camminai verso il
fondo della stanza e mi piazzai direttamente davanti a Lara Casnoff,
la donna che aveva tentato di uccidermi. La donna che aveva tentato
di uccidere Archer e Jenna e che aveva costretto mio padre a
un rituale che l'aveva quasi ammazzato.
Li trasformerai tutti in demoni?, chiesi. Ti sei dimenticata la
parte in cui il tuo ultimo demone ha sbroccato e ha cominciato ad
ammazzare la gente?.
Non mi rispose. Sei proprio un esserino cocciuto, Sophie.
E tu sei malvagia e super altezzosa.
Questa  la parte in cui mi dici che mi fermerai? Che non la far
franca?, chiese, inarcando un sopracciglio. Perch se  cos, lascia
che ti dia un consiglio: cresci.
Detto questo, restitu l'incantesimo alla Vandy, che lo rimise nella
borsa.
Le guardai uscire dalla sala, con Mrs Casnoff subito dietro, mentre
Archer e Jenna si accostarono a me.
Be', ora conosciamo il piano, disse Jenna. Abbiamo un piano
B?
Impedire alle Casnoff di creare un esercito di demoni, salvare
tutti e lasciare quest'isola maledetta. Poi potremmo dare una festa,
magari. In onore di quanto siamo fantastici.
Ottimo piano, disse Archer, urtandomi con la spalla. E hai
qualche idea su come fare tutto ci?.
Le luci verdastre della sala da ballo si spensero, e io sospirai. Nessuna.


CAPITOLO 17

La mattina dopo venni scaraventata gi dal letto da una sveglia
versione Hex Hall: un sonoro ululato, a met tra un campanello e
un ringhio. La stanza era ancora al buio, e quando diedi un'occhiata
fuori dalla finestra, non riuscii a vedere altro che quella dannata
nebbia.
Jenna era gi all'armadio e stava prendendo la divisa. La sera prima
avevamo scoperto che la credenza era piena di magliette bianche
e pantaloni da pigiama blu. Erano tutti della stessa misura, ma
quando si indossavano i vestiti mutavano e si stiravano fino ad adattarsi
al corpo. A quanto pareva le divise funzionavano allo stesso
modo. La gonna che Jenna si era infilata aveva l'orlo che le sfiorava
gli stinchi, ma poi la stoffa si ritir verso l'alto fino a cadere proprio
sotto alle ginocchia.
Non so se  comodo o inquietante, disse, ispezionandosi le
gambe.
Spinsi via le coperte, mi alzai dal letto e andai a prendere la mia
divisa. Diciamo pi inquietante, okay?.
Jenna indoss la giacca e io notai che si stava mordicchiando il
labbro inferiore, palesemente rimuginando su qualcosa.
Sai,  un vizio rischioso per un vampiro, commentai, indicandole
la bocca.
Eh? Ah, giusto, disse. Scusa, stavo solo... Soph, se il loro grande
piano  renderci tutti quanti dei demoni, perch hanno portato
te qui? O me, del resto? Solo qualche mese fa Lara voleva uccidermi.
Che cosa le ha fatto cambiare idea?.
Lo stesso pensiero mi aveva tenuto sveglia la notte prima. Avevo
pensato e ripensato alle parole di Torin: io al comando delle forze
demoniache delle Casnoff, i miei poteri al loro servizio. Era per
questo che mi trovavo qui?
Ma a Jenna dissi soltanto: Sono perfide e contorte. C' qualcosa
che abbia senso in ci che fanno?.
Sapevo bene che la mia risposta non l'aveva soddisfatta e quindi
aggiunsi: Ma  ci che scopriremo, giusto? L'Operazione Sherlock
a Hex Hall comincia oggi!.
Jenna apr la bocca per dire qualcosa, ma poi un improvviso lampo
di luce balen in mezzo alla stanza. Lei strill e io alzai rapidamente
la mano per proteggermi gli occhi mentre la palla luminosa
si modellava in un'immagine familiare: la serra dove solitamente
avevamo lezione di Difesa. L'immagine tridimensionale ruot lentamente
mentre la voce di Lara riempiva la stanza. Tutti gli studenti
a rapporto nella serra, ora.
Mi accigliai e agitai il braccio dentro l'immagine creata dall'incantesimo.
Questa vortic come fumo prima di dissolversi. Che
esibizionista, mormorai. Cosa le costava dirlo ieri sera? O fare il
solito annuncio con la voce amplificata?.
Jenna stava ancora fissando il punto in cui era avvenuto l'incantesimo.
Cosa pensi che ci faranno l?
Io....
Prima che potessi dire qualunque altra cosa vidi un altro lampo
di luce, e un secondo dopo mi sentii dire: Senti, non ti ammazzeranno,
quindi forse dovresti darti una calmata.
Jenna scosse leggermente la testa, come se l'avessi schiaffeggiata.
Come?.
Dille che sei me! O che io sono te. Fallo!, ordinai.
Non mi aspettavo che Elodie rispondesse. Normalmente non
ascoltava i miei comandi mentali. Ma questa volta, per fortuna, lo
fece.
Sono Elodie, disse a Jenna. Spiattell la spiegazione del motivo
per cui poteva usarmi come suo burattino personale cos in fretta
che Jenna riusc soltanto a rispondere strabuzzando gli occhi.
Se non avessi usato la mia magia nel suo corpo, riassunse Elodie,
Sophie sarebbe gi morta almeno dieci volte ormai.
Veramente soltanto un paio, brontolai da dentro.
Elodie mi ignor. E no, disse, sollevando la mano per bloccare
la successiva domanda di Jenna. Non posso possedere nessun
altro. Credimi, cerco di infilarmi dentro Lara Casnoff da quando
siamo arrivati qui. Okay... non suonava benissimo.
Sentii le mie spalle alzarsi. Comunque, mi pareva che stessi per
mordicchiarti il labbro e lo trovo veramente di cattivo gusto, perci
ho pensato di fare un piccolo salto dentro Sophie e metterti l'anima
in pace. Ieri sera, mentre cercavo in tutti i modi di possedere
chiunque non fosse questa scoppiata, ho origliato la conversazione
delle Casnoff. A quanto pare trasformare un vampiro in un demone
 un'idea fantastica, quindi  questo il motivo per cui sei qui. Nessun
impalettamento in programma.
Usare Elodie come spia non mi era mai venuto in mente. Oh, mio
Dio, geniale!, gridai. Be', mentalmente. Ma certo! Non possono
vederti a meno che tu non voglia essere vista; puoi andare ovunque
nella scuola e....
Cavolo, non cos forte, mi interruppe. Sono nella tua testa, perci
usa la tua voce interiore pi interiore.
Elodie mi scost i capelli dagli occhi mormorando: Santo cielo,
ma come fa a vivere cos?.
Se mi prometti di smetterla di venire qui ogni volta che ti pare,
io ti prometto di fare un trattamento con olio caldo, replicai, e lei
sbuff.
Jenna incroci le braccia sul petto. Quindi ci aiuti o no?.
Alzai gli occhi al cielo. No, sto con la squadra Occupiamo il
Mondo con un Esercito Demoniaco.... Ma certo che vi aiuto.
Soprattutto perch quando sar tutto finito, Sophie potr tornare a
occuparsi delle faccende veramente importanti. Tipo scoprire come
slegarmi da lei.
Jenna annu, distratta. Hai fatto delle magie attraverso Sophie,
hai detto. Riesci a farne una ora? Qualcosa di semplice.
In questo posto c' qualcosa che blocca la magia, disse Elodie,
mentre lo stesso pensiero attraversava il mio cervello. Nessuna
persona non autorizzata pu fare incantesimi.
Okay, ma le Casnoff non sanno nemmeno che tu sei qui, osserv
Jenna, con un lento ghigno che si allargava sul suo viso. Un fantasma
che usa un demone senza poteri per fare magia? Scommetto
che non ci pensano proprio.
Vale la pena tentare, dissi io a Elodie. A quanto pare lei fu d'accordo,
perch le mie dita si alzarono e sentii un breve flusso di potere
scorrermi nelle vene. Volarono scintille e nel giro di pochi secondi
la striscia rosa di Jenna divent dello stesso colore biondo
chiaro del resto della sua chioma.
Porca miseria, disse Jenna, tirandosi la ciocca di capelli davanti
agli occhi. Ha funzionato!.
Sentii un'ondata di sollievo, ma non ero sicura se fosse mia o di
Elodie.
All'improvviso sentimmo bussare alla porta. Jenna fece un salto
ed Elodie mi fece muovere la mano verso di lei.
La striscia rosa chiaro riapparve sui capelli di Jenna ed Elodie se
ne and, lasciandomi la stessa orribile, disorientante sensazione che
avevo provato la notte del lupo mannaro.
Mi sedetti sul letto cercando di rallentare il respiro mentre Jenna
apriva la porta. La Vandy era l in piedi che ci fissava, e il mio cuore
precipit. Lo sapevano. Avevano percepito la magia avvenuta e
ora mandavano la Vandy a prenderci.
Rimasi seduta, cercando di non annaspare dal terrore, mentre Jenna
tremava visibilmente.
Vi  stato detto di scendere a rapporto alla serra, disse la Vandy,
spostando gli occhi dall'una all'altra. Ora portate i vostri culi
secchi di sotto.
Avete presente quando vi capita di avere la reazione pi inappropriata
di tutte? Ero cos felice che non fosse venuta per ucciderci
che scoppiai a ridere. Intendo dire una grande, fragorosa, starnazzante
risata. Jenna mi rivolse uno sguardo colmo di panico mentre
il cipiglio della Vandy diventava ancora pi cupo. Cosa c' di cos
divertente, Mercer?.
Mi alzai sulle gambe traballanti e feci del mio meglio per smetterla
di scompisciarmi dalle risate. Mi scusi,  solo che....
Ha detto culi, si intromise Jenna. E Sophie ha un senso
dell'umorismo decisamente immaturo.
Gi, dissi, aggrappandomi a quell'argomento. Culi. Ah ah!.
Credo che se la Vandy avesse potuto ucciderci l su due piedi probabilmente
l'avrebbe fatto. Invece indic le scale con il dito e disse:
Muovetevi.
Ci precipitammo fuori dalla stanza.
All'esterno il cielo era uggioso e grigio come il giorno precedente.
La nebbia sembrava essersi diradata un po', perci potemmo farci
strada fino alla serra senza paura di essere inghiottite. Tuttavia,
il terreno era molliccio sotto i nostri piedi e l'erba, un tempo di un
luminoso verde smeraldo, adesso era di un malsano color marroncino,
come la parte inferiore di un fungo. Mentre superavamo la
grande quercia, uno dei suoi rami anneriti fece un rumore sinistro.
Una volta sicure che la Vandy fosse abbastanza lontana da noi da
renderle impossibile origliare, chinai la testa verso Jenna e dissi:
Okay, abbiamo una spia-fantasma.
Una spia-fantasma che pu fare le magie, aggiunse Jenna.
Annuii. Anche meglio. Ci significa che forse ce la giochiamo alla
pari, tutto sommato.
Jenna mi strinse la mano e io mi sentii piuttosto ottimista mentre
ci avvicinavamo alla serra. Cio, non stavo certo per mettermi a saltellare
n niente del genere (soprattutto perch temevo che sarei
scivolata sul fango), ma tutto sommato, mi sentivo molto meglio.
Attraverso le pareti di vetro della serra potevo vedere che gran
parte degli studenti stavano formando un cerchio ed ero talmente
di buonumore che scherzai con Jenna: Oh, forse ci faranno giocare
a palla avvelenata con i demoni.
Lei si mise a ridere, ma il suono si spense nella sua gola quasi immediatamente
quando la folla all'interno della serra si apr per mostrarci
cosa c'era al centro.
L, con delle magiche catene scintillanti avvolte attorno al petto,
c'era Archer.


CAPITOLO 18

Io e Jenna entrammo cercando di dare il meno possibile nell'occhio.
Sentivo il cuore martellare nel petto e avrei voluto correre da
Archer, ma in piedi accanto a lui c'era Lara, con un ghigno sul volto.
Questa cosa del profilo basso  stata una vera cazzata, sussurrai
a Jenna mentre ci accodavamo al resto della folla.
Lei mi rivolse uno sguardo solidale e poi ci concentrammo su Lara.
Studenti, disse Lara. Come molti di voi sanno, il signor Cross 
un membro dell'Occhio di Dio. Si avvicin ad Archer e slacci i
primi bottoni della sua camicia, strappando la stoffa per mostrare
il tatuaggio nero e oro che aveva sopra il cuore. Udii dei rantoli tra
la folla. Ovviamente tutti sapevano gi che Archer era dell'Occhio,
ma sentirlo dire e vederne la prova erano due cose molto diverse.
E quelli dell'Occhio sono nostri nemici, continu Lara, girando
intorno ad Archer. Incrociai il suo sguardo e lui cerc di sorridermi,
ma notai che stava tremando.
Le mie mani si strinsero a pugno, e mi affondai le unghie nei palmi.
Sentivo la magia dentro di me infrangersi contro le pareti della
sua prigione come l'onda di uno tsunami.
Ma il signor Cross  di gran lunga il peggiore di tutti i membri
dell'Occhio di Dio. Qualcuno pu dirmi il perch?. Il suo sguardo
incroci il mio. Signorina Mercer? Considerato che lei  stata quasi
uccisa da lui l'anno scorso, perch non informa i suoi compagni di
classe del pericolo rappresentato dal signor Cross?
Non era stato mandato per... uccidermi, risposi. Forse sarei sembrata
pi sicura di me se non avessi balbettato sull'ultima parola.
Schiarii la voce e continuai. Lo avevano mandato a controllarmi,
nient'altro.
Ed era stato mandato anche a controllare Elodie Parris? E perch,
signorina Mercer, l'Occhio sarebbe cos interessato a lei?.
Ero su un terreno scivoloso e sia io che Lara lo sapevamo. Era come
se avesse legato anche me con delle catene, ma con le parole
al posto della magia. Non volevo ammettere di essere un demone
davanti a tutto il corpo studentesco - dopotutto a Hex Hall tutti
quanti credevano ancora che io fossi una strega come le altre - e
temevo che qualunque cosa avessi detto avrebbe messo Archer ancora
pi nei guai. Quindi, anche se mi fece sentire malissimo, abbassai
gli occhi e serrai le labbra.
Ve lo dico io cosa voleva l'Occhio da Sophie, intervenne Archer.
Stava sorridendo, ma la sua voce era tesa e sofferente. Abbiamo
saputo del suo particolare talento a Domino, e dato che l'Occhio
ogni estate organizza un torneo.... La sua voce si spezz in un urlo
di dolore quando Lara ruot le dita e i luminosi fili magici che lo
avvolgevano divennero incandescenti per qualche istante. Dovetti
mordermi l'interno della guancia per non gridare.
Archer Cross non  soltanto un membro dell'Occhio di Dio, 
anche un traditore della sua gente, disse Lara, avvicinandosi ancora
a lui. Egli rappresenta la pi grande minaccia che possiamo
affrontare. Ed  per questo che ci sar utile.
Jenna fece scivolare la sua mano nella mia e mi strinse le dita mentre
Lara diceva: Oggi useremo il signor Cross per fare pratica. Il
rituale di cui vi parlavo ieri sera incrementer i vostri poteri, ma prima
devo vedere con che cosa abbiamo a che fare. E poi, come se
si stesse preparando per una partita di rubabandiera, batt le mani
e disse: Okay, mettetevi tutti in fila. Ognuno di voi avr la possibilit
di usare sul signor Cross il proprio incantesimo d'attacco pi
potente. Vi chiedo per di non fare niente che possa ucciderlo. Il
signor Callahan  a disposizione per curarlo, ma anche i suoi poteri
hanno un limite.
Con la bocca secca alzai lo sguardo. Ero stata cos concentrata
su Archer che non avevo notato Cal, in piedi in fondo alla stanza,
appoggiato a una forca. Aveva le braccia incrociate sul petto. Mi
stava guardando, con un'espressione strana sul volto, un misto di
sollievo, rabbia e tensione. Alzai le dita in una specie di saluto, e
lui mi rispose annuendo. Jenna segu il mio sguardo e mi strinse la
mano ancora pi forte. Cal, mormor. Almeno qualcosa va per
il verso giusto.
Gi, era cos. Purtroppo nulla avrebbe potuto rallegrarmi visto
che sarei stata costretta a trascorrere ore a guardare i miei compagni
di classe che torturavano Archer. Non avendo poteri, mi venne
concesso di non partecipare all'esercizio e di fare da semplice
spettatrice. E Lara si assicur che io guardassi. La prima volta che
cercai di chiudere gli occhi mi resi conto che erano sbarrati. Non
potevo neanche muovere il collo, quindi voltare la testa era fuori
discussione.
Michaela fu la prima strega. Ma era piuttosto titubante e il suo incantesimo
d'attacco, quando finalmente lo lanci, fu debole. Rimbalz
via dal petto di Archer e lo fece a malapena barcollare.
Pensavo che magari avrebbero fatto tutti cos. Certo, Archer era
il nemico, ma quei ragazzini non erano degli assassini. Se non
fosse stato per Lara, magari ci sarebbero andati piano con Archer,
ma quando Michaela torn in fondo alla fila, Lara le scagli sulla
schiena un fulmine di magia che la mise in ginocchio.
Al prossimo che si limiter di proposito andr molto peggio,
dichiar Lara, e mi chiesi come potevo aver mai pensato che fosse
una persona carina. O sana di mente.
Quindi rimasi seduta l, con le lacrime che mi scendevano sul viso,
a guardare Archer che veniva colpito da un incantesimo dopo
l'altro, lanciato da streghe e stregoni. Le fate lo congelarono con
il ghiaccio o lo bruciarono con il calore. Un altro fece apparire dal
nulla una pianta di vite che strinse la gola di Archer finch non
cadde svenuto.
Non parler di quello che fecero i mutaforma.
Dopo ogni attacco, Cal si faceva avanti e posava le sue mani sul
corpo di Archer finch non riprendeva conoscenza, oppure smetteva
di sanguinare, o ricominciava a respirare. Ogni volta che Archer
si rialzava per affrontare un altro ragazzo, era sempre un po' pi
pallido, un po' pi a pezzi, e pi si avvicinava il turno di Jenna, pi
sentivo lo stomaco attorcigliarsi. L'idea di vedere la mia migliore
amica mordere e bere il sangue dal ragazzo che amavo era cos brutta,
cos nauseabonda, che non potevo neanche prenderla in considerazione.
Grazie a Dio, alla fine, non dovetti farlo.
C'era ancora Taylor prima di Jenna, ma quando Cal si inginocchi
accanto ad Archer per curarlo, alz lo sguardo verso Lara e
disse: Ora basta. Ancora uno e non riuscir pi a rimetterlo in
piedi.
Lara aggrott le sopracciglia, fece un cenno con la mano e disse:
Va bene. Domani toccher a lei, signorina Talbot. Poi si volt verso
il resto del gruppo. Tutti sembravano... non so neanche quale
sia la parola giusta. Distrutti. Esausti. Non c' sensazione peggiore
di quella che si prova quando si  obbligati a usare i propri poteri
per ferire qualcuno.
Ottimo lavoro, disse Lara, come se avessimo appena superato
un test di matematica o qualcosa del genere, non torturato un compagno
di classe. Ora che mi sono fatta un'idea migliore sulla vostra
forza, possiamo lavorare sul perfezionamento dei vostri poteri.
Ritornate tutti in casa.
Nessuno disse una parola mentre si trascinavano verso le porte.
Jenna torn a sedersi accanto a me, e non appena Lara se ne and
io potei muovermi di nuovo. Mi precipitai da Archer, seduto su uno
degli spessi tappeti che usavamo a Difesa. Aveva i gomiti appoggiati
sulle ginocchia e si teneva la testa tra le mani. Mi inginocchiai
di fronte a lui e gli gettai maldestramente le braccia al collo. Lui si
raddrizz e mi attir a s. Per un lungo momento ci tenemmo stretti,
io gli afferravo i capelli, lui mi accarezzava la schiena.
Sto bene, disse infine. So che  difficile da credere, ma non mi
fa male niente. Voglio dire, a parte la mente e l'anima, ma quelle
sono sempre state un po' compromesse. Delicatamente ci staccammo
e ci alzammo in piedi. La tua magia  fantastica, amico,
disse a Cal, e solo in quel momento io mi accorsi della sua presenza
a un'estremit del tappeto, accanto a Jenna. Tuttavia devo
dire che ora che mi hai ripreso a un passo dalla morte quante,
centinaia di volte?, comincio a pensare che il nostro rapporto sia
un po' sbilanciato.
Puoi offrirmi un hamburger quando usciamo di qui, disse Cal
e, come al solito, non avevo idea se stesse scherzando o meno.
Mi separai da Archer e mi avvicinai a Cal per dargli uno di quei
nostri imbarazzanti abbracci.  bello vederti, gli dissi. E non
soltanto perch..., indicai Archer, che inarc un sopracciglio senza
dire niente. Sperando di non arrossire chiesi a Cal: Sei arrivato
qui ieri come tutti noi?.
Sospirando Cal si infil le mani in tasca. S. Un minuto prima stavo
uscendo dalla tenda per andare a prendere delle cose, un minuto
dopo c'era luce dappertutto e mi sono ritrovato qui. Di nuovo nella
mia capanna, per la precisione.
E perch ti vediamo soltanto adesso?, chiese Jenna.
La capanna era chiusa a chiave, rispose. Le finestre, tutto sigillato.
Poi stamattina ho ricevuto l'ordine di venire qui. Lara ha detto
che avevano bisogno delle mie abilit speciali. Devo ammettere
che non pensavo si trattasse di una cosa cos intensa.
Ora che me lo faceva notare, Cal in effetti sembrava terribilmente
grigio e sfinito. La magia curativa  tosta, e anche un singolo incantesimo
richiedeva molto a Cal. Riprendere ripetutamente per i
capelli qualcuno? Non c'era da stupirsi che sembrasse sul punto
di stramazzare.
Tuttavia, Cal era un tipo tosto e scroll via la sua evidente debolezza
per chiedere: Quindi stanno per trasformare tutti in demoni?
Sembra essere questo il piano, dissi. Brevemente lo aggiornai
sull'assemblea della sera prima, aggiungendo: E stando a quanto
ha detto Elodie, pare che vogliano fare una sorta di esperimento
su ognuno di noi e vedere cosa succede quando metti un demone
in un vampiro.
Cosa intendi dire con quanto ha detto Elodie?, chiese Archer,
aggrottando la fronte.
Oh. Ehm... il fantasma di Elodie mi perseguita. E ora, ehm,
pu possedermi e cose cos. Il che..., volli precisare giacch l'espressione
di Archer si era fatta pericolosamente pi cupa, ...
il che  tutto sommato una buona cosa perch pu fare magie attraverso
di me.
Io e Jenna restammo immobili aspettando che i ragazzi afferrassero
bene.
Okay, disse lentamente Archer. Be',  incredibilmente inquietante,
ma mi va bene qualsiasi cosa ci permetta di andarcene il pi
in fretta possibile. Soprattutto se intendono usarmi come cavia da
torturare. Mi avvicinai a lui, circondandogli la vita con il braccio,
e facendo finta di non aver visto che Cal aveva subito distolto lo
sguardo.
E allora cosa facciamo adesso?, chiese Jenna.
Sospirai. Sinceramente, mi piacerebbe poter dire filiamocela.
Prendiamoci un po' di tempo per cercare degli incantesimi che
ci permettano di oltrepassare quella nebbia assassina, e poi magari
troviamone anche uno che crei una barca magica o una cosa del
genere.
Cal emise un suono che avrebbe potuto essere una risata, e Jenna
mi sorrise. Il braccio di Archer si strinse pi forte attorno alla mia
vita. Ma?, mi imbecc.
Ma, aggiunsi, sarebbe come mettere un cerotto sul collo di
Maria Antonietta. Credo che la cosa migliore che possiamo fare sia
cercare di parlare con Mrs Casnoff.
Perch?, chiese Archer.
Non lo so.  solo che... avrebbe potuto impalettare Jenna, ma
non l'ha fatto.
Perch vuole metterle un demone dentro, fece notare Cal.
Scossi il capo. Forse, ma non ne sono cos sicura. Sentite, Lara 
il male assoluto, ma Mrs Casnoff era... Okay, carina non  la parola
adatta, ma avete visto in che condizioni . Qualcosa la turba. Vale
la pena provare a sorprenderla da sola.
Magari lei sa dov' il grimorio, disse Jenna afferrandomi il
braccio.
Pu darsi, replicai, tentando di sembrare pi entusiasta che incerta
e molto spaventata. Per quanto rivolessi indietro i miei poteri,
la seconda profezia di Torin era conficcata come una pietra nel
mio petto. Al solo pensiero mi faceva male la testa.
Quindi mi voltai verso Archer, facendo scorrere le dita sulla sua
camicia. Era ancora macchiata di sangue. Ci occuperemo di Mrs
Casnoff. Ma prima c' qualcun altro con cui dobbiamo parlare.


CAPITOLO 19

Non mi piace questa storia, disse Archer pi tardi quel pomeriggio,
mentre eravamo seduti una davanti all'altro sul pavimento
della mia stanza.
Nemmeno a me, ma devi ammettere che  meglio di essere torturato
ogni giorno.
Archer mormor qualcosa sottovoce che sembr una cosa tipo:
Non ne sono cos sicuro.
A Thorne Abbey ero stata in grado di evocare Elodie. Be', tecnicamente
non ero sicura che fosse stata un'evocazione, forse lei
saltava fuori quando le pareva e basta. Quindi mi sentii un po'
stupida quando mi ritrovai a dire: Ehm, Elodie? Ci sei? Ho bisogno
di parlarti.
Vidi un accenno di movimento con la coda dell'occhio e all'improvviso
Elodie fluttuava vicino all'armadio. Che c'..., mim
con le labbra. E poi vide Archer.
Per un lungo momento si limitarono a fissarsi l'un l'altra. Poi, il
pi gentilmente possibile, dissi: Senti, Elodie, lo so che tu e Archer
avete... delle questioni in sospeso, ma ho bisogno del tuo aiuto.
Le Casnoff lo stanno usando per giocare al tiro al bersaglio, e se
questa cosa continua probabilmente morir.
Elodie fece un gesto abbastanza facile da interpretare.
Te l'avevo detto che non aveva senso, disse Archer, facendo per
alzarsi. Lo presi per la manica e lo ritirai gi.
Aspetta, Elodie, per favore.
Fluttu verso di noi, con la stessa espressione indecifrabile sul volto.
Cosa vuoi che faccia?.
Sollevata, lasciai la manica di Archer e dissi: Tutto quello che
puoi. Una specie di incantesimo protettivo, o un incantesimo di
invisibilit... qualsiasi cosa.
Incrociando le braccia al petto Elodie guard Archer. Poi, con un
gesto della mano e un E va bene, piomb dentro di me.
Fu stranissimo osservare Archer che mi guardava e vedeva Elodie.
La sua espressione era impietrita e fredda, non gliel'avevo
mai vista prima. Ancora pi strano fu guardare lui con i pensieri
di Elodie nella mia testa. Era arrabbiata; potevo sentirlo scorrere
nelle vene, pulsare nello stomaco. Ma c'era dell'altro. Lei
era... triste. Ferita.
Dammi le mani, sentii che diceva la mia voce. Lui esit per un
momento e poi appoggi i palmi sui miei. Non appena lo fece, nella
mia mente si materializz un'immagine delle sue mani che mi tenevano
il viso e mi baciavano. No. Non me.
Elodie.
Smettila di pensarci!.
Pensi che mi piaccia ricordarlo?, mi rispose bruscamente.
Okay, disse ad Archer, che stava guardando qualcosa dietro di
me. Non posso renderti invisibile o cose del genere, ma questo incantesimo
non ti far sentire dolore e limiter i danni di ci che ti
potr essere fatto. Non durer per sempre, quindi suggerisco che tu
e Sophie troviate un modo per andarvene da qui prima possibile.
Oh, fantastico, noi non ci avevamo proprio pensato.
Vuoi l'incantesimo oppure no?.
Archer annu con la faccia cupa e mi strinse le mani pi forte. Dopo
qualche istante, sentii la magia di Elodie scendermi sulla testa
e poi scorrere gi, fino alle mie dita e poi in quelle di Archer. Non
appena la magia svan, Elodie gli lasci le mani e si strofin le mie
sulle cosce.
Ecco fatto, disse.
Archer mosse le dita e, mentre le guardava, mormor: Grazie.
S, bene, fu l'unica risposta di Elodie, che poi spar, lasciandomi
a terra sdraiata in maniera scomposta.
Senza dubbio dovevo essere molto attraente.
Sentii delle mani salde sulle mie spalle, e subito dopo mi resi conto
di essere seduta e appoggiata al petto di Archer.
 stato pi strano di quanto non avessi immaginato, disse con
le labbra accostate alla mia tempia.
Cercai di ridere. E lo dici a me? Come ti senti?
Meglio, rispose. Ma visto che la protezione non durer a lungo,
direi che prima parli con Mrs Casnoff meglio .
Sfortunatamente risult pi facile a dirsi che a farsi. Nei giorni
successivi riuscii a vedere Mrs Casnoff soltanto a cena. Lei se ne
stava seduta al suo posto, a fissare con sguardo assente la parete,
mentre io mi chiedevo come cavolo avrei fatto ad avere un incontro
con lei a tu per tu.
Non era quella l'unica cosa che risult difficile. Io e Jenna eravamo
determinate a cercare il grimorio, ma tra le lezioni di addestramento
a cui Lara ci obbligava (che rimanevano comunque
insopportabili alla vista, pur sapendo che Archer fingeva il
dolore) e il fatto che le nostre porte si chiudevano non appena
calava il sole, non ne avevamo proprio l'occasione. Provai a rievocare
Elodie, ma dopo l'incantesimo con Archer sembrava che
si tenesse alla larga.
Al quinto giorno dal nostro rientro a Hex Hall stavo cominciando
a diventare pazza. Dobbiamo fare qualcosa, dissi a Jenna quella
mattina mentre entravamo nella serra. Siamo qui da quasi una
settimana e non abbiamo fatto neanche un passo in avanti nella ricerca
del grimorio, non abbiamo avuto la minima possibilit di impedire
alle Casnoff di trasformare tutti i ragazzini in demoni e Mrs
Casnoff non  mai stata da sola da quando....
Mi guardai alle spalle per vedere cosa aveva paralizzato Jenna. Indicava
lo stagno. Ehm,  da sola adesso.
C'era una piccola panchina di pietra sul bordo dello stagno. La signora
Casnoff era seduta l e ci dava le spalle, i capelli bianchi che
le volteggiavano sulle spalle.
Porca miseria, dissi a bassa voce. Aspettavo da cos tanto di incontrarla
da sola che ero scioccata che fosse finalmente arrivato il
momento.
Vai, disse Jenna dandomi un colpetto con il gomito. Parlale.
Ci rivediamo in camera.
Guardai la nuca di Mrs Casnoff e mi chiesi da dove dovevo cominciare.
Avevo bisogno di sapere talmente tante cose e sembravano
tutte cos incasinate.
Quando mi sedetti accanto a lei, non si volt nemmeno a guardarmi.
Ciao, Sophie, disse, con lo sguardo ancora fisso sull'acqua.
Salve, fu l'unica cosa che riuscii a dire.
Era una bambina cos tranquilla, disse Mrs Casnoff, e per un attimo
rimasi confusa. Poi continu: Quando eravamo piccole. Nostro
padre aveva paura che non avrebbe mai parlato. A quel punto
capii che stava parlando di Lara. Ma lo sapevo. Aveva il cervello
sempre in agitazione. Agitato, agitato, agitato. Era molto pi simile
a nostro padre di quanto non lo fossi io.
Il fine giustifica i mezzi, diceva lui continuamente, mormor.
Il fine giustifica i mezzi.
D'impulso allungai una mano e toccai la sua. Aveva la pelle fredda
come il ghiaccio e sembrava fragile come un foglio di carta. Non
ci creder, dissi. Hex Hall... non era il mio posto preferito, ma
non era un brutto posto. So che questo, indicai la nebbia, la scuola,
l'intera isola avvelenata, non  ci che voleva lei.
Ma Mrs Casnoff non mi guardava. Continuava a scuotere la testa
e a mormorare:  quello che voleva.  per questo che ha rinunciato
a tutto.
Chi?, chiesi con la gola serrata. Suo padre?. Poi scossi la testa.
Quella poteva essere la mia unica chance per parlarle, e dovevo
rimanere concentrata. Perch mi avete portata qui?.
Mrs Casnoff si volt verso di me, con il volto stanco e rigato dalle
lacrime. Sophie Mercer, disse. Un demone di quarta generazione.
L'unico. Tutti gli altri sono troppo nuovi, troppo freschi,
troppo... imprevedibili. Ma tu.... Mi prese il viso tra le mani e
io istintivamente mi ritrassi. Tu sei la nostra migliore speranza.
Migliore speranza per cosa?, chiesi.
 nel sangue, disse piano.  nel sangue. Il tuo, il mio, quello
di mio padre, e quello di Alice.... Il suono della voce di Mrs
Casnoff si affievol, mi guardava ma non mi vedeva.
Cosa significa?, chiesi, ma lei mi lasci andare, con gli occhi di
nuovo annebbiati. Mrs Casnoff?. La presi per le spalle e la scossi,
ma era come se non mi sentisse nemmeno. Fui colta dalla disperazione
e repressi con forza l'urgenza di scrollarla fino a farle battere
i denti. Cosa c'entrava il sangue? In che modo potevo essere la sua
speranza?
Sophie, sentii una voce alle mie spalle, mi voltai e vidi Cal in
piedi dietro alla panchina. Vieni, sussurr tendendomi la mano.
Guardai di nuovo Mrs Casnoff, i suoi capelli bianchi e il suo viso
devastato. E poi misi la mano in quella di Cal e gli permisi di condurmi
via da lei.
Pensavo potesse darci una mano, dissi a Cal, una volta che ci
fummo ben allontanati da Mrs Casnoff.  stupido, lo so, ma... lei
ci teneva a noi, Cal. Teneva a questo posto.
Camminammo l'una accanto all'altro, e Cal alla fine mi lasci la
mano. I suoi gomiti continuarono a sfiorare i miei mentre tornavamo
verso la scuola.  malata, Sophie, rispose mentre risalivamo
il piccolo pendio vicino alla sua capanna. Hex Hall era davanti a
noi, e appariva pi desolata che mai. Come qualunque altra cosa
qui, disse, e sospir. Pensai a quanto Cal avesse amato quel posto,
a quanto fosse fiero di appartenervi.
Mi dispiace, replicai voltandomi verso di lui. I suoi occhi nocciola
incrociarono i miei, e furono attraversati da un barlume di
divertimento.
Lo dici un sacco di volte.
Giocherellando con l'orlo della divisa da Difesa (che era ancora
pi brutta di come la ricordavo; il cotone elasticizzato azzurro non
stava bene a nessuno), feci una piccola risata. S, be', mi capita
spesso. Soprattutto con te, avrei voluto aggiungere.
Cal non rispose e un attimo dopo ricominci a camminare verso
la scuola. Aspettai qualche secondo prima di seguirlo. C'erano cos
tante cose che avrei voluto dirgli, ma non sapevo nemmeno da dove
cominciare. Cal, penso di volerti bene, ma forse non sono innamorata
di te, anche se baciarti  stato davvero una figata, forse
poteva essere un inizio.
Oppure: Cal, sono innamorata di Archer, ma i miei sentimenti per
te sono confusi, perch siete entrambi fantastici e sexy da morire e
ormai siamo tecnicamente fidanzati e dobbiamo sposarci, e questo
si aggiunge al pentolone gigante di emozioni e ormoni in ebollizione
che sono diventata.
Okay, magari potevo omettere in ebollizione.
Tutto a posto?
Eh?. Spalancai gli occhi, sorpresa che fossimo gi arrivati davanti
alla scuola. Cal teneva un piede sul primo scalino della veranda
e mi fissava.
Hai quell'espressione strana, disse, come se stessi risolvendo
un complicatissimo esercizio di matematica a mente.
Non riuscii a trattenere una risatina. In effetti  cos, in un certo
senso. Gli passai davanti ed entrai, decisa a parlargli da persona
adulta e matura.
Prima o poi.
Per il momento, gli rivolsi un lieve cenno di saluto e scappai nella
mia stanza.
Jenna era seduta sul suo letto quando entrai, praticamente vibrante
per l'eccitazione. Be'?.
Scossi il capo. Un fiasco. Mrs Casnoff  troppo fuori di testa per
essere di qualche aiuto.
Con mia grande sorpresa, Jenna non sembr prendere troppo male
quella notizia. Anzi, si sporse in avanti e disse: Okay, be', che
sfiga. Ma, Soph, indovina cosa ho visto oggi?.
Mi buttai di peso sul materasso, sfilandomi le scarpe da ginnastica.
Siamo su un'isola maledetta circondata da una nebbia assassina
e governata da due streghe matte da legare. Non so davvero
cosa immaginare, Jen.
Lara, che usciva dalla cantina, disse, soffiandosi via dalla fronte
la ciocca rosa. Con un fare super circospetto e ambiguo. Be', molto
pi super circospetto e ambiguo del solito.
Ah, la cantina. Un posto malsano e inquietante, pieno di reperti
magici che avevano la tendenza ad andare in giro da soli. Incredibilmente,
l sotto io e Archer avevamo trascorso un discreto numero
di bei momenti l'anno prima.
Comunque, l'ho detto a Taylor e lei ha detto di aver visto Lara
scendere l sotto tutti i giorni da quando siamo arrivati. Il che mi
fa pensare che....
L sotto ci sia qualcosa di importante. Tipo il grimorio, per esempio,
conclusi, e potrei giurare che la mia magia abbia fatto un balzo
di eccitazione dentro al petto.
Jenna annu, ma prima che potessi aggiungere altro una presenza
familiare si intromise. Stavo venendo a dirvi la stessa cosa, mi
sentii dire. Sta decisamente nascondendo qualcosa l sotto perch
la porta  gonfia di magia.
Da quanto tempo, eh, le dissi.
Ho avuto da fare.
Jenna sbatt rapidamente le palpebre. Era sempre uno shock
per me diventare all'improvviso Elodie. Non osavo immaginare
quanto potesse essere strano per le persone che lo vedevano
accadere. Ma Jenna si adatt. Saresti in grado di aprirla usando
la magia?
Certamente, la sbeffeggi Elodie. Si mise a sedere e fece per
ravviarmi i capelli, ma le mie dita rimasero intrappolate in mezzo
alle ciocche senza speranza. Oh, per l'amor di Dio, mormor,
cercando di sciogliere il nodo che si era creato.
Bussarono alla porta e sentii Elodie prepararsi ad andarsene, quando
Archer disse: Mercer? Sei l?.
Vai, forza, intimai a Elodie, ma lei non si mosse. Per fortuna
Jenna apr e per prima cosa disse: Sophie  qui, ma in questo momento
 posseduta da Elodie.
In questo caso aspetter qui fuori, rispose lui.
Potei sentire... una specie di emozione che cresceva in Elodie. Ma
prima ancora che avessi il tempo di capire cosa stesse provando, se
n'era gi andata.
Quando mi ripresi Archer era seduto accanto a me sul mio letto e
mi cingeva le spalle. Jenna lo aveva aggiornato sia sulla mia inutile
conversazione con Mrs Casnoff che su quanto avevamo saputo della
cantina. Elodie pensa di poter fare un incantesimo sulla porta
per far entrare Sophie, concluse.
Archer si spost sul letto per potermi guardare in faccia. Io vengo
con te, disse.
Corrugai entrambe le sopracciglia. Cross, tu sei la cavia da tortura
personale delle Casnoff.  un miracolo che ti lascino stare nella
mia stanza e non ti abbiano, che ne so, incatenato in una cella. Se
ti beccano che te ne vai in giro per la cantina....
Se le Casnoff avessero avuto intenzione di rinchiudermi l'avrebbero
gi fatto.
E perch non l'hanno fatto?, si chiese Jenna ad alta voce. Archer
alz le spalle.
Forse perch sanno che tanto non posso fuggire? O magari far
vedere agli studenti il tizio che sono costretti a scorticare vivo giorno
dopo giorno  una specie di punizione che hanno pensato per
loro. In entrambi i casi, mi sta bene.
Archer si volt verso di me, e un ghigno familiare gli balen sul volto.
Di, Mercer. Io, te, la cantina. Cosa potrebbe andare storto?.


CAPITOLO 20

Qualche giorno dopo, mi ritrovai di nuovo in cantina. Ma questa
volta ero impegnata in un'attivit molto pi divertente della catalogazione
di cianfrusaglie magiche.
Dov' finita la tua promessa di pomiciare nei castelli?, chiesi ad
Archer, tirandomi indietro per respirare un attimo. Ero appoggiata
a uno degli scaffali, con le mani aggrappate alla sua vita. Alle sue
spalle c'era un barattolo di bulbi oculari che mi fissavano e li indicai.
Perch, vedi, cose cos rovinano un po' l'atmosfera.
Lui lanci un'occhiata al barattolo e poi si volt di nuovo verso
di me, inarcando le sopracciglia. Davvero? A me fanno l'effetto
contrario.
Ridacchiando gli diedi una gomitata nello stomaco e mi allontanai
dallo scaffale. Tu stai male.
Lui sorrise e chin la testa per baciarmi di nuovo, ma io lo schivai.
Di, Cross, siamo scesi per un motivo, non per cazzeggiare.
Con un sorrisetto Archer incroci le braccia al petto. Forse questo
non era il tuo motivo, ma....
Tagliai corto. No. Non distrarmi con la tua chiacchiera sexy. Dobbiamo
perquisire questo posto, l'incantesimo di Elodie non durer
a lungo. Davanti alla porta della cantina, Elodie era entrata dentro
di me e aveva fatto un veloce incantesimo per aprirla. Non aveva
degnato Archer neanche di uno sguardo, tantomeno gli aveva
detto qualcosa. E nel momento in cui la porta era scattata e si era
aperta, era scomparsa.
Il sorrisetto scomparve dalla faccia di Archer, che in effetti ora
sembrava un po' imbronciato.
Davvero sei cos depresso perch in questo preciso istante non
stiamo pomiciando?, dissi per prenderlo in giro.
Lui per fu tremendamente serio quando scosse la testa e disse:
Non si tratta di questo, ma di Elodie.
Cio?.
Archer alz gli occhi al cielo. Non lo so, Mercer. Forse non mi fa
esattamente impazzire l'idea che il fantasma della mia ex ragazza di
tanto in tanto venga ad abitare nel corpo della mia ragazza attuale.
Feci un passo indietro e andai a sbattere contro uno scaffale. Qualcosa
cadde sul pavimento lurido con un tonfo. Wow, sono la tua
ragazza adesso?.
Archer alz le spalle. Abbiamo tentato di ucciderci l'un l'altra,
combattuto contro ghoul e pomiciato un sacco. Sono quasi sicuro
che in alcune culture questo equivalga a un matrimonio.
Fu il mio turno di alzare gli occhi al cielo. Lasciamo stare. Senti,
il fatto  questo, io non ho nessun potere magico in questo momento.
Elodie s. Se il suo usarmi di tanto in tanto come burattino
comporta che io abbia di nuovo i miei poteri, allora a me sta bene.
E dovrebbe star bene anche a te. Il mio corpo, il mio fantasma e
tutto il resto.
Archer voleva palesemente aggiungere qualcosa, ma alla fine si limit
ad annuire e a dire: Va bene. Me ne far una ragione.
Qualcosa nel modo in cui lo disse mi indispett, ma lasciai correre.
Okay, quindi da dove cominciamo?.
Archer si sbotton i polsini e cominci a rimboccarsi le maniche.
Be', Jenna ha detto che Lara  venuta qui sotto... quante volte?
Almeno tre questa settimana?.
Annuii. Gi. Non ha mai portato niente con s, e non aveva mai
niente con s quando ritornava di sopra.
Okay, disse lui sospirando. Quindi qualunque cosa stia facendo,
la sta facendo con uno o pi dei manufatti che sono gi qua
sotto.
Osservai gli scaffali intasati di roba. Fammi capire bene: sta facendo...
qualcosa. Con qualcosa. Che  da qualche parte.
Il quadro  questo pi o meno, s, replic Archer.
Evviva l'approssimazione, mormorai liberandomi della giacca.
La lanciai sullo scaffale pi vicino e arricciai il naso quando vidi la
nuvola di polvere e di sporcizia che aveva sollevato. Bleah, che
schifo. Le Casnoff morirebbero se di tanto in tanto facessero un
incantesimo di pulizia? Giuro su Dio che tutta questa roba  ricoperta
almeno da due centimetri di polvere.... Mi morirono le parole
in bocca mentre un pensiero mi attraversava la mente. Dall'improvviso
ghigno di Archer, dedussi che aveva avuto la stessa idea.
Scommetto che un manufatto che viene usato almeno tre volte a
settimana sia decisamente senza polvere, disse.
Quindi dobbiamo cercare lo scaffale meno disgustoso. Abbastanza
facile.
O almeno era quello che pensavo. Per una ventina di minuti io
e Archer cercammo su ogni ripiano, esaminandolo scomparto per
scomparto. Vidi degli articoli che riconobbi dai tempi della nostra
punizione in cantina (un pezzo di stoffa rossa, qualche zanna di
vampiro in un barattolo) e altre cose che ero abbastanza sicura di
aver visto soltanto nei miei incubi. Quello che non vedevo era uno
scaffale pulito. Perfino i manufatti erano ricoperti di polvere, il che
era strano. Essendo magici, gli articoli nella cantina si spostavano
da soli continuamente. Non potevano avere il tempo di accumulare...
Un pensiero improvviso mi balen nella mente.
Mi misi in punta di piedi per guardare oltre la libreria. Cross.
La sua testa spunt qualche scaffale pi in l. Che c'?
Guarda questa robaccia magica.
Mi lanci un'occhiataccia. Oh,  questo che siamo venuti a fare?
Io stavo disegnando le nostre iniziali e dei cuori nella polvere.
Esilarante, dissi impassibile. Voglio dire, perch anche tutti i
barattoli e le scatole sono ricoperti di polvere? Cio, si spostano di
continuo, giusto? Non dovrebbero avere il tempo di impolverarsi.
Ottima osservazione. Archer scrut lo scaffale che aveva davanti
per un attimo prima di dire: Ecco qui, e tirare fuori un grande
barattolo di vetro. All'interno scorsi soltanto un paio di guanti
bianchi. Me li ricordavo. Erano in grado di volare e io e Archer
una volta avevamo passato quasi un'ora a cercare di catturarli in
giro per la cantina. C'era voluto uno sforzo da parte di entrambi
per metterli in quel barattolo.
Archer svit il tappo e rovesci i guanti in cima allo scaffale. Rimasero
l, assolutamente fermi, e io non riuscii a scrollarmi di dosso
la sensazione che fossero morti.
Archer si spost su un altro scaffale, e dopo aver rimestato per un
po', tir fuori un vecchio tamburo con la pelle ammuffita e strappata.
Non c' magia neanche in questo, osserv tenendolo in mano
per mostrarmelo.
Facendo un giro completo, osservai tutti i gingilli magici, percependo
la loro... be', staticit.
Non c' pi magia in nessuno di questi affari, dissi ad Archer.
Pu essere che sia semplicemente... fuoriuscita?.
Lui mi si avvicin. Non ho mai sentito una cosa del genere, ma
chi lo sa?  molto strano, questo  sicuro.
Cose strane che accadono a Hex Hall. Chi l'avrebbe mai detto?,
dissi con leggerezza, ma il mio cuore affondava ormai nella
delusione. Ero sicura che avremmo trovato qualcosa l sotto con cui
fermare le Casnoff. Non so perch mai avessi pensato che sarebbe
stato cos facile.
Archer mi cinse la vita con un braccio, attirandomi a s in modo
da poter sfiorare la mia testa con le labbra. Lo scopriremo, Mercer,
mormor, e io premetti la guancia sul suo petto.
Rimanemmo cos per un lungo momento, poi lui disse: Abbiamo
ancora una mezz'oretta per stare qui sotto. Sarebbe un peccato
sprecarla.
Gli diedi un colpetto sulle costole, e lui fece un balzo esagerato.
Niente da fare, amico. I miei giorni di amore nelle cantine, nei mulini
e nelle prigioni sono finiti. O castello o casa.
D'accordo, rispose lui mentre intrecciavamo le nostre dita e ci
dirigevamo verso le scale. Ma dev'essere un vero e proprio castello,
o pu bastare una di quelle cose gonfiabili e rimbalzanti?.
Mi misi a ridere. Oh, i castelli gonfiabili sono assolutamente fuori....
Mi bloccai al primo scalino e Archer mi venne addosso.
Che cavolo  quello?, chiesi, indicando una macchia nera
nell'angolo.
Okay, questa  una domanda che decisamente non vuoi sentire
quando sei in una cantina raccapricciante, disse Archer, ma io
lo ignorai e scesi dal gradino. La macchia trasudava dal muro di
pietra, diffondendosi per una trentina di centimetri sul pavimento
sporco. Era scura e sembrava vagamente... appiccicosa. Trattenendo
il disgusto, mi inginocchiai e con un dito toccai con cautela
la massa informe.
Archer si accovacci accanto a me e infil la mano in tasca. Tir
fuori un accendino e dopo qualche tentativo riusc a produrre una
fiammella.
Studiammo il mio polpastrello in quella luce fioca.
Questo ....
Sangue, s, dissi, senza distogliere lo sguardo dalla mia mano.
Spaventoso.
Stavo per dire nauseabondo, ma anche spaventoso va bene.
Archer mise di nuovo la mano in tasca e questa volta tir fuori un
fazzoletto di carta. Lo presi e considerando l'energia con cui mi
strofinai il dito avrei potuto tranquillamente competere con Lady
Macbeth in una gara di lavaggio mani. Ma mentre ero impegnata nel
tentativo di staccarmi uno strato di pelle dal dito, percepii qualcosa
che mi infastidiva. Cio, qualcos'altro, oltre al fatto di aver appena
toccato una pozza di sangue.
Controlla gli altri angoli, dissi ad Archer.
Lui si alz in piedi e attravers la stanza. Io rimasi dov'ero, cercando
di ricordare quel pomeriggio che io e pap avevamo trascorso
seduti davanti al grimorio della famiglia Thorne. Avevamo guardato
una decina di incantesimi, ma ce n'era stato uno che...
C' sangue in ogni angolo, disse Archer dall'altra parte della
cantina. O perlomeno cos sembra. Al contrario di alcune persone,
non sento l'esigenza di metterci dentro un dito.
Chinai la testa e chiusi gli occhi. So che cos'. Ho letto di un
incantesimo che usava il sangue in quattro angoli di una stanza.
Immaginai il grimorio, vidi le mie dita che scorrevano le pagine.
Era un incantesimo di ingabbiamento, dissi infine. Il sangue
trasforma la stanza in una gabbia, ma ci vuole un sacco di magia.
Una strega non potrebbe farlo da sola, perch le prosciugherebbe
tutti i poteri. Alzai gli occhi e incrociai lo sguardo di Archer.
A meno che la strega non attinga la magia da un'altra cosa,
conclusi.
Archer si guard attorno. O da un sacco di altre cose.
Be', un mistero l'abbiamo risolto, dissi, rimettendomi in piedi.
Ovviamente ora la domanda , cosa ha ingabbiato qui sotto Lara
Casnoff?.
E dove?, aggiunse Archer, ma io scossi la testa.
Dove lo so gi, replicai. Almeno credo. Gli incantesimi di
ingabbiamento funzionano come una rete magica. Il sangue agli angoli
trattiene a terra l'incantesimo, che poi si spande ad arco nella
stanza.
Entrambi alzammo lo sguardo, come se ci aspettassimo di vedere
un arco di filamenti luccicanti sul soffitto. Ma non c'era niente, a
parte le solite travi impolverate.
L'incantesimo ha il suo punto di forza nel centro della stanza,
aggiunsi. Quindi qualunque cosa tu voglia trattenere dev'essere il
pi vicino possibile al centro.
Da piccola dovevi essere un asso a Memory, osserv Archer.
Alzai le spalle. Quando ti capita di leggere un libro pieno della
magia nera pi potente, sei portato a fare attenzione.
I nostri sguardi si posarono al centro della stanza, ma l non c'era
altro che una delle tante scaffalature della cantina. E subito sotto,
le tracce di qualcosa che era stato trascinato.
Ci spostammo ciascuno a un'estremit della scaffalatura. Ci volle
qualche minuto (e un paio di parole scortesi da parte di entrambi),
ma riuscimmo a spostarla di parecchi centimetri. Poi restammo l,
ansimanti e un po' sudati, a fissare una botola sul pavimento.
Qualunque cosa ci sia l sotto, disse Archer dopo un momento,
dev'essere veramente tosta se le Casnoff si sono prese tutta questa
pena per ingabbiarla. Sei sicura di volerlo fare, Mercer?
Certo che no, dissi, afferrando l'anello di ferro della botola. Ma
lo far comunque.
Tirai l'anello e la botola si apr con facilit. Ne usc dell'aria fredda,
mista a un odore impercettibile di sporco e decomposizione.
Una scala metallica era inchiodata al lato dell'apertura, e riuscii a
contare dieci pioli prima di vederla sparire nell'oscurit.
Archer fece un passo verso il buco, ma io lo fermai. Scendo io
per prima. Mi guarderesti sotto la gonna se scendessi dopo di te.
Sophie....
Ma era troppo tardi. Tentando di scacciare dalla mente la sensazione
di calarmi in una tomba, mi aggrappai alla scala e cominciai
a scendere di sotto.


CAPITOLO 21

Ci sono probabilmente poche cose peggiori di dover calarsi in un
buco al di sotto di un paurosissimo scantinato, ma in quel momento
non mi venivano in mente.
Bast scendere di qualche passo la scala a pioli per ritrovarmi
sprofondata nelle tenebre. La luce fioca della cantina non era sufficiente
a diradarle. Ero anche abbastanza sicura che il tunnel fosse
pi stretto di quel che pensavo e ben presto entrambe le spalle
sfregarono contro le pareti.
Il gusto metallico della paura mi riemp la bocca e i palmi cominciarono
a sudarmi, scivolando a contatto con il ferro della scala.
Mercer?, mi chiam Archer dall'alto. Stai bene?.
Appoggiai la fronte sul dorso delle mani e mi sforzai di tenere alla
larga il panico dal tono della mia voce. S, tutto okay. Perch me
lo chiedi?
Perch stai ansimando.
Oh. Ora che me lo faceva notare, mi resi conto che avevo il
fiato grosso e che respiravo in maniera concitata. Dovetti impegnarmi
a sembrare pi calma.  per via del buio o..., continu
lui. Grugn e si spost. Mi piovve addosso della terra e io
chiusi gli occhi.
Tutte e due, tossii. A quanto pare adesso soffro anche di claustrofobia.
, be', una novit. Probabilmente si tratta di un effetto
collaterale di essere dovuta scappare da un palazzo in fiamme attraverso
una galleria sotterranea. Trassi un altro respiro tremante.
Hip hip urr per il trauma psicologico.
Allora torna su, disse Archer automaticamente, e io lo amai per
questo.
No, feci io, costringendo i miei piedi a muoversi. Qui stiamo
cercando di salvare il mondo, Cross. Non c' tempo per gli attacchi
di panico.
Continuai a scendere, un gradino alla volta, e alla fine anche Archer
mi segu. Non saprei dire quanto ci impiegammo. Mi sembrarono
ore. Per tutto il tempo ebbi il cuore in gola e la sensazione che
la Terra mi stesse risucchiando nelle sue viscere.
Poi a un certo punto il tunnel cominci ad allargarsi e una luce
fioca penetr nel buio. Quando i miei piedi finalmente toccarono il
suolo, mi voltai e mi ritrovai davanti a un'altra galleria, questa volta
pi corta, alta circa due metri e larga un metro e mezzo. Qualsiasi
fosse la natura di quel bagliore, arrivava dall'estremit opposta del
tunnel. Mi girai e vidi Archer, in piedi alle mie spalle, un'espressione
spaventata dipinta in volto. In base alla mia esperienza le cose
inoffensive non emettono mai bagliori, disse.
Non  vero, gli risposi, facendo scivolare la mano nella sua. Per
esempio quelle bacchette luminose che danno alle feste, le lucciole,
oppure le magliette con i disegni fosforescenti....
Lui sghignazz, ma strinse la presa intorno alle mie dita. Continuammo
a camminare e qualcosa di freddo e umido mi gocciol
sul collo. Rabbrividii, ma non mi fermai. Il bagliore divenne ancor
pi luminoso. Archer e io svoltammo un angolo e subito dopo un
lamento basso satur l'aria. Ci misi qualche secondo per rendermi
conto che ero stata io a emetterlo.
Ci ritrovammo in una stanza con le pareti di mattoni. La luce
che avevamo visto proveniva da una lampadina appesa a una
cordicella, proprio come quella della cantina. In piedi, spalla a
spalla, c'era una dozzina di ragazzi. O almeno, un tempo erano
stati ragazzi.
Guardavano in avanti, ma era come se non vedessero davvero, e
avevano le braccia rigide lungo i fianchi. Sembravano delle bambole
meccaniche in attesa che qualcuno le accendesse. Dietro di me,
Archer mormor qualcosa, ma io non riuscii a sentirlo. Quando mi
piazzai di fronte a Nick e lo fissai dritto in quegli occhi vacui, ebbi
un moto di nausea. Daisy era accanto a lui, i capelli scuri tutti scarmigliati,
le labbra schiuse, come se stesse per dire qualcosa prima di
essere congelata in quella posizione. Alle loro spalle c'erano Anna e
Chaston. Il fascino che le aveva rese belle come Elodie era sparito,
quindi le trovai pi sciatte di come me le ricordavo. Tuttavia sembravano
anche pi giovani. Sentii una fitta al petto.
Mi ricordai di quando avevo scherzato con Nick nel giardino della
Thorne e ci eravamo vestiti a vicenda con abiti buffi. E di come
lui guardava Daisy. Del modo in cui lei gli si raggomitolava inconsciamente
accanto quando si sedevano vicini.
Li ha tenuti qui, in magazzino, dissi, e la mia voce riecheggi.
Come se fossero cose. Archer. ... Senti, lo sapevo che qualsiasi
cosa avremmo trovato qui sotto sarebbe stata brutta. Era poco probabile
che Lara Casnoff avesse fatto ricorso a un potente incantesimo
di sangue per tenere al sicuro la sua ricetta dei biscotti al cioccolato.
Ma questo....
Gi, fece Archer, a mezza voce. Questa cosa non  solo brutta.
 una specie di incubo. Mi pos le mani sulla nuca. Quello 
il ragazzo che mi ha attaccato al mulino, vero?. Fece un cenno del
capo in direzione di Nick.
S. Devono averlo preso. Allungai una mano e toccai quella di
Nick. Era fredda e pallida.
Cosa pensi sia successo a tutti loro?
Non lo so. Potrebbe essere un incantesimo di contenimento. O
un qualche altro tipo di magia. Da quei ragazzi proveniva un'aura
di magia nera cos potente che capii che erano tutti demoni. Ognuno
di loro. Tra quella e i miei poteri personali che mi si dimenavano
dentro, proprio non riuscivo a capire quanta magia ci fosse davvero
in quell'orribile piccola caverna.
Archer trasse un lungo sospiro. Non pensavo che mi sarei mai
potuto dispiacere per qualcuno che ha cercato di sbudellarmi.
Non era lui. Cio, era lui, ma non davvero. Le Casnoff lo hanno
reso un mostro. Da quando lo hanno allevato, come dire, lo hanno
addestrato a farti del male. E lo stesso vale anche per gli altri. Feci
un cenno in direzione dei ragazzi imprigionati in quella cella. E se
loro riescono a spuntarla, finiremo tutti qui sotto.
Non permetteremo che accada, bisbigli Archer, attirandomi
pi vicino a s.
Come?, gridai io. Quella parola rimbalz sulle pareti della stanza.
Hai visto contro chi ci siamo messi, Cross? Non possiamo usare
la magia. Non possiamo lasciare questo posto. Agitai la mano.
Non sappiamo nemmeno cosa sta succedendo nel resto del mondo.
L'unica cosa che possiamo fare  giocare a fare gli investigatori
del mistero, tipo Scooby Doo.
Non  vero, Sophie, disse Archer.
Quando usava il mio nome proprio significava che era serio. Che
vuoi dire?.
Fece qualche passo indietro. Dunque, tu vuoi sconfiggere le
Casnoff e salvare questi ragazzi, o almeno... be', fare in modo che non
soffrano, immagino. Non vuoi che qualcun altro susciti pi dei demoni.
C' altra gente che ha i tuoi stessi obiettivi.
Ti prego, dimmi che non stai parlando dell'Occhio.
Lui distolse lo sguardo e si mise le mani in tasca. Sto solo dicendo
che tu e l'Occhio avete un obiettivo comune.
Non sapevo se essere confusa, arrabbiata o disgustata. Probabilmente,
quello che sentivo era un misto di tutte e tre le cose. Okay,
forse c' una perdita di gas qui sotto. Oppure hai sbattuto la testa
nel tunnel? Perch queste due sono le uniche ragioni che potrebbero
spingerti a dire una cosa tanto stupida.
Oh, hai ragione, Mercer, disse lui. L'idea di contrastare un
esercito di demoni con una manciata di soldati addestrati  davvero
ridicola. Forse possiamo andare a chiedere a Nausicaa se ci d
un po' di polvere di fata per risolvere il problema.
Non fare il cretino, sbottai.
Allora tu non fare l'ingenua, ribatt Archer. Questa  una cosa
troppo grande per potercene occupare da soli, Sophie.  troppo
grande perch i Prodigium possano risolverla per conto loro. Ma se
solo potessimo lavorare insieme, forse ci sarebbe una possibilit....
Cosa credi, Cross? Che potremmo chiedere all'Occhio di aiutarci
e sentirci rispondere: Certo, non ci sono problemi. Una volta che
avremo sconfitto questi demoni, non vi uccideremo, state tranquilli,
anche se questa  la nostra missione di vita!.
Fulminandomi con lo sguardo, Archer replic: Qualche mese fa
pensavi la stessa cosa delle Brannick, credevi che fossero delle assassine
di Prodigium. Ma di certo non saresti contraria a chiedere
il loro aiuto in questo frangente.
Sbattei le palpebre, colta alla sprovvista. ...  diverso, balbettai.
Loro sono la mia....
La tua famiglia?, mi chiese lui, in tono pacato. Be', perch in
tal caso l'Occhio  la mia.
Ma tu non sei uno di loro. Non davvero.
S, Mercer, lo sono, mi rispose. E se ancora non l'hai capito....
Fece un sospiro e si massaggi la nuca, guardando un punto oltre
le mie spalle. Lasciamo stare, concluse alla fine.
Si volt e cominci a dirigersi di nuovo verso la scala a chiocciola.
Io gli fissai la schiena per qualche secondo, prima di seguirlo. Era
dura pensare che fino a poco tempo prima eravamo impegnati a
scherzare e sbaciucchiarci. Mi venne all'improvviso voglia di scoppiare
a piangere. La nostra relazione non poteva essere facile e felice
per pi di un paio d'ore di fila?
Ritornammo alla scala e a quel punto ero troppo triste per soffrire
di claustrofobia. Una volta in cima, lui si volt a darmi una mano,
ma io non l'accettai e continuai ad arrampicarmi da sola.
Una volta fuori, chiusi la botola e, senza dire nulla, ci rispostammo
sopra la libreria. Poi superai Archer, dirigendomi verso la scala
che conduceva fuori dallo scantinato. Avevo salito il primo gradino
quando sentii le sue dita cingermi il polso. Sophie, andiamo.
Non voglio litigare.
Voltandomi, aprii la bocca per dirgli che nemmeno io volevo litigare
con lui. Ma prima che potessi farlo, vidi con la coda dell'occhio
un lampo. Subito dopo il mio braccio venne strappato via dalla sua
stretta. Se non vuoi litigare con lei, forse non dovresti suggerirle di
allearsi con persone che vogliono ucciderla, ringhi la mia voce.
Archer si ritrasse cos in fretta che quasi inciamp e pensai di non
averlo mai visto tanto spaventato. Ma si riprese in fretta. Elodie,
se avessi voluto parlare con te, avrei organizzato una seduta spiritica
o qualcosa del genere. O magari avrei chiamato gli Acchiappafantasmi.
Ma in questo momento vorrei parlare con Sophie. Quindi
togliti di mezzo.
Elodie non ne aveva nessuna intenzione. Sei sempre stato un fidanzato
del cavolo, disse. Quando te ne sei andato, mi sono resa
conto di non piacerti molto. Ma se non sono cieca, oltre che morta,
Sophie invece ti piace davvero. In effetti, per quanto per me sia
difficile da capire, mi sa proprio che la ami.
Zitta, zitta, zitta!.
Uffa, replic lei. Voi due non fate altro che scherzare come dei
cretini. Qualcuno deve pur dire le cose come stanno.
E a te che importa?, le chiese Archer, fissandomi con gli occhi
stretti a fessura. Fissando lei. Insomma... Dio, la situazione si stava
facendo troppo confusa.
Anche Cal la ama, sai. E l'ultima volta che ho controllato non
faceva parte di una setta che ha come missione quella di uccidere i
mostri. Quindi sto solo dicendo che se c' qualcosa che vi allontana,
allora forse questo potrebbe essere un buon momento per farti
da parte con classe.
Non si poteva dire che Elodie non avesse talento per le uscite teatrali.
Subito dopo mi ritrovai tra le braccia di Archer, con la testa
nel pallone.
Archer mi strinse per la vita, poi di scatto mi allontan da s, stendendo
le braccia. Sophie?, mi chiese, guardandomi dritto negli
occhi.
S, risposi, con la voce che mi tremava. Sono tornata.
La sua presa si allent, trasformandosi in una specie di carezza.
Non riesci a controllarti quando lei ti piomba addosso? Pu semplicemente
impossessarsi di te... quando vuole?.
Mi sforzai di ridere, ma quello che usc sembrava pi un colpo di
tosse. Conosci Elodie. Non credo che qualcuno sia mai riuscito a
controllarla.
Accigliandosi, Archer si ficc le mani in tasca. Be', fantastico.
Io mi aggrappai alla ringhiera per sorreggermi. Archer... a proposito
delle cose che ha detto, lo sai che non  vero.
Lui si strinse nelle spalle e mi super, salendo le scale. Elodie
ha il superpotere di dire sempre le cose pi spiacevoli del mondo.
Non ti preoccupare. Si ferm e si volt a guardarmi da sopra una
spalla. Probabilmente dovremmo andare a raccontare a Jenna che
cosa abbiamo trovato quaggi.
Ah, gi, avevamo appena disseppellito una manciata di demoni.
In effetti era un problema pi urgente dell'evoluzione della nostra
relazione. Pass qualche secondo. Avanti, Mercer, disse Archer,
tendendomi la mano.
Questa volta la strinsi.


CAPITOLO 22

Vedi, cos  molto meglio, disse Elodie, mentre studiavamo
entrambe il mio riflesso allo specchio sopra il cassettone. Anche
se l'immagine era distorta, dovevo ammettere che in effetti ero
carina. Elodie mi aveva accarezzato i capelli con la mano e subito
dopo me li ero ritrovati che ricadevano in morbide onde sulle
spalle.
Fantastico, le dissi, ma ti sto permettendo di usare il mio corpo
per irrompere nell'ufficio di Lara, non per farmi truccare e pettinare.
Inoltre, se me ne vado in giro conciata cos, la gente dar per
scontato che uso la magia oppure si chieder dove ho scovato una
piastra per capelli, qui a Hex Hall.
Era proprio strano vedermi rivolgere uno sguardo accigliato a...
me stessa.
Sei terribilmente irritante quando hai ragione, replic lei, agitando
la mano. I miei capelli tornarono a essere una disordinata
aureola di ricci.
Quando eravamo usciti dalla cantina, Archer e io avevamo detto
a Cal e Jenna dei ragazzi che avevamo trovato l sotto. Di comune
accordo, avevamo deciso che la nostra mossa successiva sarebbe
stata fare irruzione nell'ufficio di Lara. Ci dev'essere qualcosa l
dentro, aveva detto Jenna. Forse l'incantesimo per trasformare i
ragazzi in demoni, oppure il grimorio....
Magari ha una cartelletta con tanto di etichetta: Il mio piano
malvagio, avevo suggerito io. Quella s che ci sarebbe d'aiuto.
Ci erano voluti tre giorni per elaborare la strategia che ci avrebbe
permesso di entrare l dentro. Cal avrebbe distratto Lara facendole
delle domande sui suoi poteri e su come potevano rivelarsi utili alla
causa, mentre Jenna e Archer tenevano d'occhio Mrs Casnoff. Dal
momento che aveva preso l'abitudine di limitarsi a girare intorno al
laghetto, non sarebbe stato un compito molto arduo.
Il ruolo pi importante era quello mio e di Elodie: dovevamo servirci
dei poteri di quest'ultima per entrare nell'ufficio e cercare
qualsiasi cosa avrebbe potuto rivelarsi preziosa per fermare le
Casnoff. Non sarebbe stato certo il momento della resa dei conti, ma
solo il nostro passo successivo.
Elodie guard il mio riflesso.  strano guardarsi allo specchio e
vedere te.
Gi, credo che sia abbastanza impressionante per tutti coloro
che sono coinvolti in questa storia. Possiamo andare adesso? Non
abbiamo molto tempo.
Con un profondo sospiro, lei diede le spalle al cassettone e io ebbi
la sensazione di vedere allo specchio... non saprei come definirlo,
diciamo un riverbero, che dur solo un secondo.
L'hai visto? Allo specchio?.
Elodie si gir. Vedo solo te. Cio me. Fece un cenno con la mano.
Insomma, hai capito.
Studiai la superficie riflettente, ma Elodie aveva ragione. Non c'era
nulla. Probabilmente si trattava solo di un gioco di luce, le dissi.
Scusa.
Non mi sorprenderebbe, mormor lei, aprendo la porta. Quello
specchio  pieno di bozzi.
Uscimmo sul pianerottolo. Intravidi alcune streghe pi giovani
raggomitolate sui divani, le teste tutte vicine. Non era la prima volta
che mi imbattevo in uno di quei gruppetti tutti presi e compresi
a bisbigliare: forse noi non eravamo gli unici a cospirare.
Io non sculetto in quel modo quando cammino, dissi a Elodie,
mentre le superavamo. Smettila.
Lei non diede segno di avermi sentito.
La casa era silenziosa. La cena si era conclusa circa un'ora prima
e di l a poco il sole sarebbe tramontato. A quel punto ognuno sarebbe
stato chiuso nella propria stanza, quindi dovevamo fare in
fretta.
Quando arrivammo nel corridoio principale, riuscii a sentire il
cuore battermi forte nel petto. Dalle vetrate colorate erano caduti
altri frammenti. Ora all'angelo che aveva creato le streghe e gli stregoni
mancava mezza faccia. Passandogli accanto in punta di piedi,
ebbi un piccolo brivido. Non avrei saputo dire se ero stata io a rabbrividire
oppure Elodie. Probabilmente entrambe.
Una volta raggiunto l'ufficio di Lara, Elodie fece poggiare la mia
mano sulla maniglia. Sentii la magia vibrarmi nel braccio e sussultai
mentalmente.
Secondo te perch Lara  Lara Casnoff mentre sua sorella si fa
chiamare Mrs Casnoff?, bisbigli Elodie, mentre scioglieva l'incantesimo
della porta stregata.  il suo cognome, no? Quindi lei
non dovrebbe essere Miss Casnoff?.
Di tutte le cose a cui potevi pensare, com' che ti sei concentrata
proprio su questa storia del suo stato civile?.
 strano, tutto qui, sibil lei per tutta risposta.
Lo sai che puoi comunicare con me telepaticamente, vero? Non
devi parlare per forza ad alta voce, facendo s che tutti pensino che
io sia una pazza. Giusto per tua informazione.
L'unico momento in cui posso parlare  quando uso il tuo corpo,
quindi ne voglio approfittare.
Non ebbe altro tempo per battibeccare, perch la porta all'improvviso
si apr. Elodie si insinu dentro, richiudendola alle proprie
spalle. L'ufficio di Lara Casnoff era tutto l'opposto di quello
di Mrs Casnoff: c'erano delle altissime librerie e una scrivania di
legno cos lucida che ci si poteva specchiare.
Hai qualche idea su come cominciare?, sussurr Elodie.
La scrivania, dissi io, alla fine. Il cassetto sar chiuso a chiave e
se assomiglia a quella di Mrs Casnoff, la magia su di esso non avr
alcun effetto. C' un chiodo nella mia tasca. Prendilo, ti dir come
usarlo per forzare il lucchetto.
Elodie era evidentemente disgustata, ma fece come le avevo detto.
Cosa sei, una ladra nella vita reale?, mormor, mentre si dava
da fare.
No. Ma io e mia madre un tempo vivevamo in un appartamento
particolarmente brutto. La serratura non funzionava mai e dovevamo
sempre scassinarla. Devo ammettere che non avrei mai pensato
che quel talento mi sarebbe tornato utile, un giorno.
Lei fece una risatina. Perch hai scassinato la scrivania di Mrs
Casnoff?.
Informazioni sul conto di Archer. Dopo che se n'era andato.
Ah. Prego, comunque.
Perch?.
Infil il chiodo pi a fondo. Per averlo rimesso al suo posto l'altra
sera. Lavorare con l'Occhio, mi derise. Proprio un'idea brillante.
Be', sta solo cercando di trovare una soluzione, replicai automaticamente.
Non avrei saputo dire perch lo stavo difendendo,
visto che la sua idea mi era sembrata la pi stupida delle idee sulla
faccia della Terra, ma non mi piaceva il tono in cui Elodie lo aveva
criticato. Be', in realt il tono era il mio, ma le parole erano le sue.
Elodie fece una pausa mentre cercava di aprire il cassetto e si
scost i capelli dal volto con entrambe le mani. Perch non vuoi
capire che Archer Cross  una compagnia pericolosa? Fa parte
dell'Occhio.  un bugiardo e un cretino, e nemmeno lontanamente
divertente come crede. E poi tu sei fidanzata con Cal. Guarda
che i ragazzi super sexy e in grado di guarire qualsiasi ferita non
capitano proprio tutti i giorni.
Io non credo che Cal sia super sexy.
Infilando l'estremit del chiodo nella serratura del lucchetto, Elodie
grugn. Mmm, vedi, io ti leggo nel pensiero, quindi lo so benissimo
che pensi che lo sia.
Ehi, questo non  un pigiama party, sbottai. Per favore, puoi
rimetterti al lavoro?
Va bene, borbott lei. Non ascoltarmi. Ma io te lo dico lo stesso:
Cal  il ragazzo giusto. Cavolo, se avessi un corpo, non ci penserei
due volte a....
Adesso per basta....
Ero sicura al novantanove per cento che non intendesse fermarsi,
ma prima che potesse aggiungere qualcosa la serratura del lucchetto
scatt.
Aha!, bisbigli Elodie. Evviva!.
Ecco. Quando aveva aperto il cassetto, non mi aspettavo di trovarci
davvero qualcosa. Non sul serio. Insomma, magari un qualche
appunto criptico, o uno stupido indovinello scritto sulla pergamena
che avremmo dovuto decifrare.
Quindi vedendo il libro piazzato in cima a una pila di fogli, non
mi resi conto di cosa avessi davanti agli occhi. Fu solo quando Elodie
disse: Mmm...  questo il grimorio di cui parlate sempre?,
che realizzai.
Fissai la lacera copertina di pelle nera e sentii il potere che emanava.
Gi,  proprio lui.
Be',  stato... facile.
Allung una mano per prenderlo ma, senza pensarci su, io urlai:
No!.
Trasalendo, lei si port le mani alle mie orecchie. Ehi! Te l'ho
detto, abbassa la voce!.
Non pu essere cos semplice, le spiegai. Le parole di Torin mi
riecheggiarono nella mente.  una trappola, un trucco.
Oppure finalmente le cose stanno andando per il verso giusto,
sugger lei. Andiamo, Sophie. Caval donato. Bocca. Hai
presente?.
Allung di nuovo la mano per prendere il grimorio, ma a quel punto
non fu il mio urlo mentale a fermarla. Ma il rumore della porta,
che si apr cigolando.


CAPITOLO 23

Prima che la porta si schiudesse del tutto, Elodie prese il grimorio
e lo infil maldestramente nella cinta della mia gonna. Non
appena il libro entr in contatto con la pelle della mia schiena, entrambe
trasalimmo. La magia che trasudava da esso mi aveva procurato
una specie di piccola scarica elettrica, e mi venne la pelle
d'oca sia sulle braccia che sulle gambe.
Tanto di cappello a Elodie. Se avessi avuto il controllo del mio
corpo, ci sarebbe stato tutto un agitato scalpiccio e probabilmente
avrei finito per restare incastrata con qualche pezzo di vestito nel
cassetto. Invece lei lo chiuse senza far rumore e si sedette sulla sedia
di Lara, come se quello fosse il suo posto. Stava gi formulando
una scusa nella sua testa - o nella mia, difficile dirlo - quando Cal
fece capolino dall'uscio.
Elodie si rilass immediatamente. Oh, sei tu.
Accigliandosi, Cal fece un brusco cenno del capo. Ho trattenuto
Lara pi a lungo che potevo. Ha detto che stava andando alla serra,
ma volevo avvisarvi.
Elodie si alz e gir intorno alla scrivania. Bene, disse. Ho trovato
quello che stavo cercando.
Ho? Perch dici ho e non abbiamo?.
Lei sorrise a Cal, senza degnarsi di rispondermi. Grazie.
Lui esamin il mio volto con una di quelle sue espressioni imperscrutabili.
Chiss se le aveva brevettate. Sei Sophie? O Elodie nel
corpo di Sophie?
Sono io, disse lei, stringendosi nelle spalle. Elodie se n' andata
non appena hai aperto la porta.
A quel punto non dovevo pi preoccuparmi del volume delle voci
interiori. Che hai intenzione di fare?, urlai pi forte che potevo.
Lei si irrigid un po' e prese Cal per un braccio. Andiamo. Sar
meglio uscire di qui.
Mentre Elodie e Cal risalivano al piano di sopra, il grimorio che
ancora mi premeva contro la schiena e il braccio agganciato al gomito
di lui, non feci che ripeterle lo stesso ritornello.
Basta. Fermati. Subito. Digli che sei tu, oppure esci dal mio
corpo.
Arrivammo al terzo piano. In soggiorno non c'era nessuno, ed Elodie
lo condusse verso la mia stanza.
Fidati di me, replic alla fine Elodie. Ti sto facendo un favore.
Apr la porta e fece cenno a Cal di seguirla. Lo vidi esitare e, per
un istante, pensai che avrebbe capito che non ero io. Ma poi la segu.
Jenna non c'era ed Elodie si mise a sedere sul cassettone, incrociando
le caviglie. Cal chiuse piano la porta alle sue spalle. Hai
trovato qualcosa?, le chiese a bassa voce.
Elodie annu. S. Ho trovato il grimorio.
Cal la fiss, perplesso. Il grimorio? Cos', era posato l e basta?
Era chiuso nella scrivania di Lara. Ehi, tu sai perch Mrs Casnoff
, be', Mrs Casnoff? Insomma, Casnoff  il cognome di suo padre,
quindi perch signora e non signorina?.
Sul serio?, le chiesi.
Strofinandosi la nuca, Cal le rispose: Eh? Oh, be', era sposata
un bel po' di tempo fa, ma tutti i Casnoff mantengono il cognome.
 una specie di tradizione. Invece, a proposito del grimorio....
Il suo era un matrimonio combinato? Tipo il nostro?, gli domand
Elodie, scendendo dal cassettone. Gli si piazz davanti, in
piedi, cos vicina che riuscii a vedere il mio riflesso nei suoi occhi.
Per quanto possa sembrare stupido, rimasi colpita dal fatto che sembravo
proprio io. Ero convinta che mi si scorgesse in viso qualche
traccia della presenza di Elodie. Invece non c'era nulla.
Tuttavia, mentre lei gli si faceva ancora pi vicina, Cal le rivolse
un'occhiata strana. Avanti, pregai in silenzio, guarda bene.
Guardami.
Ma quel momento pass e, dopo aver scosso il capo, Cal disse:
Mah, immagino di s. Sophie, hai visto l'incantesimo? Quello che
potr ridarti indietro i poteri?.
Elodie fu colta alla sprovvista e la mia mano si pos sul libro, ancora
premuto contro la schiena. Oh, giusto. S, stavo per cercarlo,
in effetti.
No!, ruggii di nuovo, ma, grazie a Dio, Cal ebbe il mio stesso
pensiero. Non farlo, sbott, afferrandomi il polso, mentre stavo
per prendere il grimorio. Dal momento che avevo la mano dietro
la schiena, praticamente mi stava abbracciando. Risultato: Elodie
esult nella mia testa.
Sentii il respiro caldo di Cal sul viso. Forse l'ha fatto apposta
a far s che trovare il libro fosse cos facile. Se individui la pagina
dell'incantesimo e rientri in possesso dei tuoi poteri, tornerai a essere
di nuovo un demone. Magari  proprio questo che vogliono
le Casnoff.
A quel punto la morsa che mi attanagli lo stomaco non aveva pi
niente a che fare con Elodie, ma solo con ci che Torin mi aveva
detto. Per la prima volta, pensai che ci fosse la possibilit che non
volesse semplicemente prendermi in giro. Un pensiero troppo terrificante
per poterlo sopportare.
Non ci avevo pensato, disse Elodie. Non avevo mai sentito la
mia voce usare quel tono. Era roco. Quasi sexy.
E per la prima volta, vidi Cal vacillare. Non credo che dovresti
toccare quell'incantesimo. Non adesso, almeno.
Non intendo farlo.
Bene.
Quindi perch mi stai ancora abbracciando?.
Mi sentii come se stessi assistendo a un incidente automobilistico al
rallentatore, solo che in quella macchina c'ero io. Smettila, ripetei,
e questa volta non stavo gridando. La stavo implorando. Non farlo
per me, ma per Cal. Lo stai prendendo in giro, e non se lo merita.
No, replic lei, portando la mia mano dietro la nuca di lui. Ma
Archer s.
Le labbra di Cal si posarono esitanti sulle mie, e una parte di me si
chiese se per caso avesse qualche sospetto. Ma poi Elodie lo strinse
pi forte e io pensai che, se anche sospettava qualcosa, non gli
importava. Il bacio nella tenda era stato intenso, ma quello... be',
quello fu super sensuale. Probabilmente perch Elodie si stava avvolgendo
al suo corpo, baciandolo con molta pi passione di quella
che avessi mai mostrato io.
Stavo sperimentando cos tante sensazioni che non riuscivo pi a
capire quali fossero le mie e quali quelle di Elodie. Rabbia, lussuria,
tristezza, trionfo. Mi scorrevano tutte sotto pelle, e tra quelle,
la magia che mi pulsava nel petto come un secondo cuore e le scariche
elettriche che mi procurava il grimorio contro la schiena, ebbi
l'impressione che sarei potuta esplodere in mille pezzi.
Tuttavia, prima che ci potesse accadere, la porta si apr e, anche
se strillai a Elodie di lasciar andare Cal, sapevo che era troppo tardi.
Wow, udii Jenna dire, e poi Archer esclamare: Cosa?.
Improvvisamente aprii gli occhi e li vidi entrambi fermi sulla soglia.
Jenna sembrava pi che altro confusa. Ma Archer...
Se mai avessi avuto dei dubbi su ci che Archer provava per
me, sarebbero stati sradicati dall'espressione che aveva dipinta
in volto. Non mi avevano mai tolto un organo vitale, ma se fosse
successo, immagino che avrei avuto la faccia che aveva lui in
quel momento.
Mi accorsi che stavo accennando un sorriso e, dentro la mia testa,
Elodie stava praticamente danzando. Non  molto bello quando
vedi qualcuno di cui sei innamorato stare con qualcun altro, vero?,
disse ad Archer.
Cal, che ancora non mi aveva lasciato andare il polso, improvvisamente
fece un passo indietro. Elodie, esclam. La sua non era
una domanda.
Non ti perdoner mai per questo, le dissi. Non me ne importa
niente se non potr mai pi fare magie per il resto della mia vita, tu
non rientrerai mai pi in questo corpo.
Non c'entravi niente tu, fu la sua unica risposta.
E poi se ne and.
Io crollai per terra, sbattendo fragorosamente le ginocchia sul
parquet. Cal e Jenna si precipitarono ad aiutarmi. Nell'istante
stesso in cui riguadagnai l'equilibrio, Cal mi lasci andare la mano
e si scost da me. Jenna continu a tenermi per un gomito e,
non appena alzai lo sguardo, compresi perch Archer non mi aveva
soccorso.
Se n'era andato anche lui.
Mi voltai verso Cal, desolata. Mi dispiace moltissimo. Di nuovo.
E di pi. Io... io non avrei mai voluto....
Lui mi interruppe con un brusco cenno del capo. Non  colpa
tua, replic, ma aveva la voce roca e continuava a non guardarmi.
Senza sapere che altro dire, presi il grimorio e lo porsi a Jenna.
L'abbiamo trovato nella scrivania di Lara. Cal pensa che potrebbe
nascondere una qualche trappola. Insomma, altrimenti perch
sarebbe stato cos facile trovarlo?. Mi ricordai che Mrs Casnoff
qualche giorno prima aveva detto qualcosa a proposito del fatto
che io ero la loro migliore speranza. In qualche modo c'entrava il
sangue. Se le Casnoff volevano che tornassi in possesso dei miei
poteri, significava che stavano architettando un piano malefico.
Jenna prese il libro, ma non lo apr. Okay, rispose. Vai a parlare
con Archer.
Sar arrabbiato, ma questa faccenda  pi importante, dissi,
indicando il grimorio. Che Cal e Jenna pensassero pure che
ero coraggiosa e pronta al sacrificio. Meglio che confessare loro
di essere troppo codarda per affrontare subito Archer. Cosa
avrei dovuto fare, in fondo? Dirgli una cosa del tipo: Scusa, il
fantasma della tua ex fidanzata mi ha usato per limonare con il
mio fidanzato?
Ma Jenna era la mia migliore amica. Soph, disse a bassa voce.
Vai a parlargli. Adesso.
Sospirai. Sai, la prepotenza  la caratteristica del tuo carattere
che mi piace di meno. Proprio come il fatto che hai sempre, invariabilmente
ragione.
Sorrise. Tu mi ami.
Prima di lasciare la stanza, notai l'espressione circospetta di Cal,
la sua postura rigida. Avrei dato qualsiasi cosa per riavere indietro
il potere di leggere nel pensiero.
Non mi ci volle molto per trovare Archer. Era nel salotto verde,
quello in cui avevo incontrato per la prima volta Elodie, Chaston
e Anna. Seduto per terra, la schiena poggiata contro il divano, le
lunghe gambe distese, stava studiando l'unica fotografia che era rimasta
appesa al muro.
Mi sedetti accanto a lui, anche se il tappeto era fastidiosamente
umido. La pallida luce della sola lampada della stanza faceva s che
avesse gran parte del viso in ombra.
Che schifo, dissi, cercando di mostrarmi pi gioviale che potevo.
Effetti collaterali di avere a che fare con il mondo della magia,
immagino.
Fece un verso divertito e le spalle gli sussultarono un po'. Ma
continu a non guardarmi. Pensi che quei ragazzi avessero questo
genere di problemi?, mi chiese, facendo un cenno del capo in
direzione della foto. Quella ritratta era la prima classe della Heca-
te Hall, nel lontano 1903. C'erano stati pochi studenti quell'anno e
allora la scuola non veniva usata come luogo punitivo, ma piuttosto
come una specie di casa sicura.
Probabile, risposi. La tizia con il cappello di paglia sembra una
abbastanza facile.
A quel punto lui rise davvero e finalmente si volt a guardarmi.
Lo sapevo che era lei, disse, prendendomi la mano. Le nostre dita
si intrecciarono. Per quel che ho visto eri tu che baciavi Cal. E
anche se ho capito subito che si trattava di lei....
 stato brutto lo stesso, conclusi a bassa voce. Lo immagino.
Mi uccideva vederti baciare Elodie.
E a me uccideva baciarla, disse lui, spostando ancora una volta
lo sguardo sulla fotografia. Ma non  solo il fatto che fa schifo
vedere la tua ragazza con la lingua nella bocca di un altro tizio.
Trasalii al pensiero di quanto era stato appassionato il bacio. Archer
non l'aveva notato o forse faceva solo finta. Il fatto  che Elodie
ha ragione. Cal ci tiene a te. Ed  un bravo ragazzo. E anche se
vorrei odiarlo perch  stato il tuo fidanzato.... Scroll le spalle,
impotente. Non posso. Il che significa che  proprio un ragazzo
fantastico.
Basta, dissi io, strattonandogli la mano, ancora stretta alla
mia. Cal  mio amico. Ecco tutto. Tu invece sei la persona che
io....
Amo, avrei voluto dirgli. Ma quella parola mi si raggel in gola e
finii per concludere: ...voglio. Scelgo.
Archer sostenne il mio sguardo e i suoi occhi scuri mi fissarono
pi seri che mai. Forse non  cos che dovrebbe essere.
Scioccata, mi scostai da lui. Che vuoi dire?
Solo che... se stessi con Cal saresti pi felice. Staresti meglio.
Okay, adesso mi stavo proprio per arrabbiare. Non tocca a te decidere.
Se la pensi cos, forse dovresti solo propinarmi la solita solfa:
non sei tu, sono io.
Con mia grande sorpresa, Archer sorrise.  questo il fatto, disse
lui. Non posso. Potrei sopportare che fossi tu a lasciarmi, ma non
credo che sarei mai in grado di lasciarti io.
Lo fissai. Sei proprio fuori.
 quello che sto cercando di dirti.
Gli misi una mano dietro il collo, attirando il suo viso vicino al
mio. Guarda caso la cosa mi piace, mormorai. Le nostre labbra
si stavano quasi sfiorando. Quindi non dire pi cavolate del genere,
okay?.
Pensai che volesse aggiungere dell'altro. Invece si limit a sospirare.
Okay.
Ehi, che romantici.
Girai di scatto la testa. Lara se ne stava in piedi in mezzo alla stanza,
sorridendo beata. Sono molto felice di averti trovata, signorina
Mercer, mi disse. Credo sia giunta l'ora di fare una piccola
chiacchierata.


CAPITOLO 24

Per la seconda volta in quel giorno, mi ritrovai nell'ufficio di
Lara.
La stanza si affacciava sugli alberi che si ergevano sul retro della
casa, e vidi la nebbia avvolgere i tronchi bruciacchiati. Mi concentrai
su di essi per non dover guardare la piccola chaise-longue di
fronte alla finestra, dove sedeva Mrs Casnoff, le mani in grembo,
il volto vacuo.
Sprofondata nella sedia di pelle dall'altra parte della scrivania,
Lara mi stava studiando. Non sembrava arrabbiata. Solo curiosa.
Quasi divertita.
Spero di non aver interrotto niente di troppo importante tra te
e il signor Cross.
Strinsi forte le dita cos che non potesse vedere che mi stavano tremando.
No, il solito. Stavamo cercando di capire come mandare a
monte il vostro piano e fuggire da questa pazza isola.
Lei scoppi a ridere. Il senso dell'umorismo non ti manca mai. Se
non fosse cos fastidioso, ne avrei rispetto. Si chin in avanti sulla
scrivania, le mani giunte, e qualcosa in lei mi ricord tutti i consulenti
scolastici che avevo incontrato (e, fidatevi, quando andavo
nelle scuole normali ne avevo conosciuti parecchi).  per questo
che stai cercando di parlare con mia sorella? Ed  sempre per questo
che sei entrata nel mio ufficio, oggi?.
Trasalii, e Lara si appoggi allo schienale della sedia, le labbra piegate
in un sorriso soddisfatto. Non pensavi che lo sapessi, vero?.
Avrei voluto avere la battuta pronta e dire qualcosa che dimostrasse
che non mi aveva spaventato a morte. Eravamo state l dentro
per quanto, dieci minuti? E se sapeva che eravamo entrate nel suo
ufficio, sapeva anche che avevamo preso il grimorio?
Almeno avevo ancora il sarcasmo dalla mia. Be', mi dispiace,
dissi a Lara, prendendo una sedia dalla parte opposta della scrivania,
ma dal momento che sei una strega malefica, non ne sono affatto
sorpresa.
Lei strinse gli occhi. Per te  tutto uno scherzo. Un gioco. La missione
di mio padre, la salvezza della nostra razza....
La missione di tuo padre era quella di ridurre in schiavit una
manciata di adolescenti? Non mi meraviglia che voi siate venute su
cos bene, dissi, facendo un cenno del capo in direzione di Mrs
Casnoff, che non diede cenno di avermi sentito.
Okay, a quel punto Lara si era incavolata di brutto. Raddrizz la
schiena. Lo sai cosa ha sacrificato mio padre per creare te e la tua
stirpe? Lo sai a che cosa abbiamo rinunciato noi?. Punt una delle
sue lunghe dita verso Mrs Casnoff. Abbiamo rinunciato a tenere
la nostra razza al sicuro. A proteggerci da coloro che volevano
annientarci.
State trasformando le persone in mostri, dissi. Ragazzi. Quello
che ha fatto tuo padre ha distrutto Alice, certo. Ma poi ha distrutto
anche sua figlia, e se voi due riuscite nel vostro intento, farete fare
la stessa fine a me e a mio padre.
Il fine....
...giustifica i mezzi.  quello che dice pure lei. Cos', il motto
della vostra famiglia?.
Lara rimase immobile, le nocche della mano bianche. Ti piacerebbe
sapere qualcosa della mia famiglia, Sophie?.
Appoggiai la schiena contro la sedia e scossi il capo. Mi basta
quel che so della mia, grazie.
Non sai un bel niente, invece, disse Lara, e poi mosse le dita
verso di me.
All'inizio non accadde niente, tanto che mi chiesi se per caso quel
gesto non fosse l'equivalente magico di un dito medio.
Poi per la vista cominci ad annebbiarmisi. Tremando, mi dovetti
aggrappare ai braccioli della sedia, solo che la sedia non c'era
pi. Io non c'ero pi. Avvolta dalle tenebre, ebbi la sensazione di
essere ritornata dentro l'Itineris. Lo stesso senso di claustrofobia
che rischiava di strozzarmi.
L'oscurit venne squarciata da una scintilla, un puntino luminoso
da cui lentamente prese forma un'immagine. Quello che
stavo fissando era un dipinto che ritraeva un villaggio innevato;
poi, mentre la fissavo, l'immagine cominci a muoversi. Uomini
e donne che camminavano lungo una strada coperta da un manto
bianco, le teste chine contro il vento. Nessuno mi disse che cosa
stavo guardando, tuttavia lo capii da sola, in un improvviso lampo
di consapevolezza, come se in realt lo avessi sempre saputo.
Quella era la cittadina natale di Alexei Casnoff e la casetta al centro
del quadro era la sua.
Poi vidi anche lui, un ragazzo dai capelli scuri, la faccia schiacciata
contro una finestra. Stava aspettando suo padre e ne percepii l'impazienza
e la preoccupazione, come se fossero emozioni mie. Alle
sue spalle, una bella donna con lunghi capelli biondi gli accarezzava
il capo e gli mormorava qualcosa in russo. Pur non capendo
una parola di quella lingua, riuscii comunque a comprendere cosa
stava dicendo. Andr tutto bene, Alexei. Tuo padre e gli altri ci
proteggeranno, te lo prometto.
Capii a quel punto che l'intero villaggio era abitato da Prodigium
e che quel giorno era stato deciso qualcosa di importante. Qualcosa
a proposito di uno spostamento e della sicurezza dei suoi abitanti.
Della necessit di nascondersi. Ma prima che potessi capire cosa,
l'immagine svan.
Non c'erano pi strade coperte di neve, n pittoreschi piccoli cottage.
C'era solo caos, fuoco e fumo. Le fiamme erano cos luminose
che avrei voluto coprirmi gli occhi, solo che non avevo mani. N
occhi, se per questo. Vidi Alexei correre lungo la via, inseguito dagli
altri abitanti.
Sanno che cosa siamo, stava pensando. Ci hanno trovato, ci
hanno trovato, ci hanno trovato....
Dietro di lui, giacevano immobili alcune figure, che io sapevo essere
i suoi genitori. Vidi i capelli biondi di sua madre sventolare,
alcune ciocche ancora in fiamme. La piccola sagoma accanto a loro
era quella della sua sorellina, e lui era terrorizzato. La sua paura e il
suo dolore mi si riversarono dentro, quasi insopportabili. Il fuoco
svan e la scena si dissolse, trasformandosi in un'altra. Alexei era
pi grande, sulla ventina. Era bello, meno austero di quanto mi era
apparso nelle poche foto di lui che avevo visto.
Si trovava sul sedile posteriore di una macchina che correva lungo
colline e prati verdi che mi sembravano molto familiari. Era eccitato
e le sue dita continuavano a tamburellare sul libro che teneva
in grembo.
Il grimorio.
L'auto attravers un ponticello di pietra e all'orizzonte apparve
Thorne Abbey.
Alexei vide le ragazze sul prato, tutte studentesse di un collegio
femminile londinese. Erano approdate alla Thorne perch la citt
per loro non era pi un posto sicuro. Alexei le osserv e un piccolo
sorriso gli si disegn in volto. Finalmente, stava pensando.
Finalmente.
Poi anche quell'immagine spar e mi ritrovai di nuovo nell'ufficio
di Lara, con il fiato corto, seduta sulla sedia.
Penso tu abbia potuto fartene un'idea, disse Lara, sfogliando
distrattamente alcune carte.
Stavo ancora tremando, cercando di ricordare che non era la
mia famiglia quella che avevo visto morta in mezzo a una strada.
Quando ebbi la sensazione che potevo ricominciare a parlare,
dissi: Gli umani hanno ucciso i suoi cari. E lui aveva paura e voleva
cercare di proteggere gli altri Prodigium, magari ottenendo
una piccola vendetta, nel frattempo. Per... questo non vuol dire
che abbia fatto bene. Ebbi un moto di repulsione quando pensai
all'eccitazione che aveva provato Alexei quando aveva visto
un gruppo di ragazze innocenti sul prato di Thorne Abbey. Alice,
mia nonna, era stata una di loro. Inoltre, so che non si tratta
solo di una questione di protezione. Forse  cominciata cos, ma a
quale scopo tuo padre voleva realmente servirsi di Alice? Perch
sai cosa penso? Penso che un demone addomesticato si sarebbe
rivelato abbastanza utile per tenere sotto controllo tutti i Prodigium del pianeta.
Lara non cerc nemmeno di negarlo. Possibile. Naturalmente
un'intera squadra di demoni domestici lo sarebbe stata ancor di
pi. Mise gi le carte che aveva in mano e apr con calma il cassetto
della scrivania. Ne estrasse il grimorio, e io sentii il cuore sprofondarmi
nel petto.
Dove...?
Oh, la signorina Talbot  stata velocissima a consegnarmelo. Se
volevi il libro, bastava che lo chiedessi, continu, e io la fissai,
confusa.
Cosa?
Alla fine te lo avremmo dato, comunque. Non ci servi a molto
senza i tuoi poteri. Sfogli le pagine finch non trov quella in cui
c'era l'incantesimo che mi avrebbe restituito la magia. Mi bast vedere
le parole che c'erano scritte per sentire un guizzo sotto la pelle.
Lara mi porse il libro. Avanti. Prendilo. Poi ridacchi. Oh, s,
Sophie, lo so che tuo padre ti ha fatto toccare quest'incantesimo. So
tutto delle ore che avete trascorso a studiare questo tomo.
I miei poteri erano a pochi centimetri di distanza. Tutto dentro di
me mi gridava di toccare quella pagina. Tuttavia, guardai Lara negli
occhi e le chiesi: Vuoi davvero che ritorni in possesso della mia magia?
Perch nel momento stesso in cui avverr, schizzer via di qui.
Ma Lara mi sorrise. Sophie, quando tuo padre ti ha parlato dei
demoni, ti ha detto come vengono controllati?
Pu farlo la strega o lo stregone che li ha creati. Ma dal momento
che tecnicamente io non sono stata suscitata da nessuno, nessuno
pu controllarmi.
La pensavamo anche noi cos, riconobbe Lara, con un piccolo
cenno del capo. Ma poi abbiamo fatto delle ricerche. Sai, la biblioteca
di tuo padre, alla Thorne, si  rivelata molto utile. E immagina
la nostra sorpresa quando abbiamo scoperto che l'abilit di controllare
un demone si trasmette con il sangue.
Nel sangue, aveva detto Mrs Casnoff. Nel sangue. Nel tuo e
nel mio, in quello di mio padre e in quello di Alice....
Tutt'a un tratto capii che cosa intendesse.
Nostro padre ha portato a termine il rituale che ha trasformato
tua nonna in un demone, prosegu Lara. La nostra stirpe ha
creato la tua. Il che significa che una volta che riacquisterai i tuoi
poteri, sarai sotto il nostro controllo.
Non riuscivo a staccare gli occhi da quell'incantesimo, anche se
avevo cominciato a tremare. Impossibile, commentai, come se
bastasse dirlo per far s che non fosse vero. Se aveste potuto controllarmi,
lo avreste gi fatto.
Non sapevamo di poterlo fare, per questo non ci abbiamo mai
provato, disse Mrs Casnoff, prendendo la parola.
Ma perch? Perch volete controllare me quando potete suscitare
tutti i demoni che volete?
I nuovi demoni possono rivelarsi... imprevedibili, rispose Lara.
Ma tu... Un demone di quarta generazione? La possibilit che
tu... perda il controllo , diciamo, molto molto bassa. Il che ti rende
perfetta per un ruolo di leadership. A quel punto Lara mi sorrise e
mi rivolse un'occhiata che non aveva niente di sano. Dopotutto,
ogni esercito ha bisogno di un generale.
Con lo stomaco sottosopra, scattai in piedi, allontanandomi dalla
scrivania. No. No, preferisco restare priva dei miei poteri, piuttosto
che finire sotto il vostro controllo.
Lara gett il libro aperto sulla scrivania, e la mia magia ulul.
Questo lo dici tu, fece, riappoggiandosi allo schienale della sedia.
Ma il fatto  che loro vogliono essere liberati. In fondo sei un
demone e ora che hai visto quell'incantesimo non avrai pace finch
non lo toccherai.
In effetti tutto quello che desideravo era poggiare la mano su quella
pagina.
Perch allora non mi costringi a farlo?, chiesi a Lara. Se tutto ci
che avrei dovuto fare era posare il palmo sull'incantesimo, sarebbe
bastato che facesse il giro della scrivania e mi afferrasse il braccio.
Terrorizzata, mi resi conto che avrei tanto voluto che lo facesse, e
feci un passo indietro.
Gli incantesimi come questo sono abbastanza delicati, rispose.
Non puoi applicarli a qualcuno con la forza. Quindi dev'essere una
tua scelta. E il grimorio  qui, mi grid, mentre io scattavo verso la
porta, aperto sulla pagina giusta, ogni giorno, Sophie. Ti chiama.
Ti risparmieresti molto dolore se ti arrendessi subito.
Cominciai a lottare con la maniglia della porta, improvvisamente
madida di sudore freddo. Quando l'uscio alla fine si apr, mi misi
a correre. La magia era un richiamo cos forte che avrei voluto potermi
coprire le orecchie per non sentirlo.
Jenna mi stava aspettando nella nostra stanza e, quando spalancai
la porta, balz in piedi. Oh, mio Dio, stai bene? Quando Lara 
venuta qui a chiedermi il grimorio, sono quasi morta e... Soph?.
L in camera, la voglia di toccare il grimorio non era pi cos forte,
tuttavia, mentre Jenna mi accompagnava a letto, ero ancora scossa
dai tremiti. Mi si sedette accanto. Che cosa  successo?, mi chiese
dolcemente.
Una volta che ebbi finito di raccontarle quanto era accaduto
nell'ufficio di Lara, avevo smesso di tremare, ma avevo cominciato
a piangere. Voglio riavere i miei poteri, le dissi, mentre lei mi accarezzava
i capelli, ma non posso rischiare di trasformarmi in... qualcosa
che loro possono controllare. Ero cos sicura che, se fossi rientrata
in possesso della mia magia, tutto sarebbe tornato a posto...
Ma adesso? Dio, Jenna, le cose si mettono peggio del previsto.
Sshh, mormor lei. Ce la caveremo. Ce la caveremo.
La sua voce per era appena un sussurro, e finimmo per addormentarci
entrambe sul suo letto, abbracciate come due ragazzine.
Immaginai che fosse stato un tuono a svegliarmi. Mi misi a sedere,
sbattendo le palpebre, e la sua bassa eco rimbomb nella casa. I
vetri tremarono e, quando poggiai i piedi per terra, sentii una leggera
vibrazione.
Che cos'era?, mormor Jenna, assonnata.
Andai alla finestra, cercando di dare un senso a ci che vedevo.
Delle luci danzavano nella nebbia, dapprima incerte e fioche, poi
sempre pi intense, anzi, cos forti che riuscivo a scorgere la sagoma
scura degli alberi, di solito nascosti dalla nebbia. Udii il rumore
di porte che si aprivano in corridoio e di piedi nudi che camminavano
sul parquet.
Un altro lampo penetr nella nostra stanza e segu un tuono, cos
poderoso da farmi battere i denti. Ormai del tutto sveglia, Jenna
scatt su dal letto e apr la porta. Le altre ragazze erano tutte radunate
sul pianerottolo e guardavano fuori dalla vetrata rotta. Io sentivo
ancora il richiamo del grimorio e dovetti conficcarmi le unghie
nel palmo per trattenermi dal correre di sotto. Le luci continuarono
a lampeggiare e i rumori a farsi sempre pi roboanti. Alcune delle
ragazze pi giovani si coprirono le orecchie con le mani.
Qualcuno mi diede di gomito e io mi girai e vidi Nausicaa, le ali
che sbattevano appena, fendendo l'aria densa. Lara  venuta nella
nostra stanza a prendere Taylor, stanotte, disse. Pensi...?.
Fece un cenno in direzione delle luci. Pensi che le stiano facendo
qualcosa?.
La magia mi stava quasi strozzando e le vibrazioni erano diventate
sempre pi forti, facendo staccare altri frammenti di vetro dalla
finestra. Non li sentivo cadere al suolo. Ci fu un ultimo lampo, cos
luminoso che tutte chiudemmo gli occhi e girammo la testa.
Poi fu tutto finito.
Ce ne restammo l, tremanti, mentre un'improvvisa brezza fredda
cominci a soffiare attraverso la vetrata.
Da qualche parte, in lontananza, sentii un ululato disumano.
S, dissi a Nausicaa. Credo di s.


CAPITOLO 25

Nell'istante stesso in cui mi svegliai, il mattino successivo, sentii
il richiamo del grimorio che mi penetrava come una fitta nelle
ossa. Solo dopo mezzogiorno riuscii ad alzarmi dal letto. Andare al
piano di sotto fu un'agonia, ma dovevo vedere cosa era accaduto.
Era peggio di quanto pensassi e, credetemi, ero preparata a orrori
di ogni tipo. La vetrata era adesso completamente in frantumi, alla
cornice di legno erano rimaste attaccate solo poche schegge di vetro.
A un certo punto della notte aveva cominciato a piovere e l'acqua
quindi era entrata. Jenna e io ce ne restammo in piedi in mezzo
al pianerottolo e guardammo la pioggia colare lungo la carta da
parati e inzuppare il tappeto.
Pensi che Taylor sia stata l'unica studentessa a essere portata via
ieri notte?, mi chiese lei.
Io ero cos impegnata a cercare di non spingerla via e precipitarmi
nell'ufficio di Lara che mi ci volle un momento per risponderle.
Non lo so. Non so se possono trasformare pi di una persona alla
volta. Ma non importa. Comunque hanno cominciato. Un brivido
mi travolse e sentii i poteri fremere sotto pelle, implorando di
essere liberati.
Che state facendo qui voi due?, esclam una voce.
Alle nostre spalle, con le mani sui fianchi, c'era la Vandy. Anche
se era accigliata, aveva gli occhi stanchi e le rughe pi pronunciate
del solito.
Stavamo solo..., inizi a dire Jenna, ma la Vandy alz una mano.
Non mi importa. Adesso tornate nella vostra stanza. Subito.
Jenna si diresse verso le scale, ma io rimasi dov'ero.  questo che
vuole?, chiesi alla Vandy. Che tutti i ragazzi vengano trasformati
in demoni? Perch sapevo che lei era una cretina, ma non pensavo
fosse anche malvagia.
Il suo cipiglio divenne ancor pi cupo. Sembrava quasi addolorata.
Questo  troppo!, sbott, puntando verso le scale. Vai!.
Appoggiandomi pesantemente a Jenna, ritornai in camera nostra.
Non appena la porta si chiuse alle nostre spalle, udii il clic di un
lucchetto. Mentre io collassavo sul letto, rabbrividendo per la sofferenza,
Jenna si mise a misurare a grandi passi la stanza. Succeder
a tutte noi. Ogni notte, ce ne staremo a letto e resteremo in ascolto
di questo... di quest'incubo, chiedendoci chi sar la prossima.
Si accasci sul letto. Sophie, che cosa dobbiamo fare?.
Prendere il grimorio. Rientrare in possesso dei miei poteri.
Quel pensiero fu cos forte che mi ritrovai a ruggire e a dovermi
coprire le orecchie con le mani. Non lo so, dissi a Jenna, strozzata
dalle lacrime. C'era niente di peggio al mondo che sentirsi
disperati?
Rotolai su un fianco e il bisogno di grimorio continu a pulsarmi
dentro. Ero cos presa e compresa dalla mia agonia che quando vidi
qualcosa muoversi allo specchio pensai di avere le allucinazioni.
Ma poi Jenna disse: Che diavolo era?.
Sforzandomi di restare concentrata, mi misi a sedere e strizzai gli
occhi. Un altro guizzo, come una specie di ombra, che si muoveva
nello specchio. Poi apparve chiaramente un'immagine.
Torin.
Rimase l per un secondo e subito dopo spar, ma io saltai in piedi,
ignorando il mal di testa. L'hai visto anche tu, vero?, chiesi
a Jenna.
Lei era ancora seduta sul suo letto, gli occhi sgranati. S, c'era un
tizio allo specchio. Cosa....
Io per stavo gi premendo i palmi contro la superficie riflettente.
Torin? Sei l?. Non avevo idea di come avesse fatto a spostarsi
dallo specchio delle Brannick a quello della mia stanza, ma la cosa
non  che mi dispiacesse. La sua immagine fluttu di nuovo davanti
ai miei occhi, come quella di una televisione che funziona male.
Colsi un lampo di irritazione sul suo volto, poi svan un'altra volta.
Prima, tuttavia, era riuscito a mimare con le labbra due parole: I
tuoi genitori.
Cosa?, gridai, battendo sul vetro con la mano. I miei genitori
cosa? Torin? torin!.
Lui non riapparve e io avrei voluto mettermi a gridare per la frustrazione.
Jenna si materializz al mio fianco. Elodie. Vediamo se i poteri
di Elodie possono... non so, richiamarlo.
Considerando quel che aveva fatto, detestavo il pensiero di ospitare
di nuovo Elodie nel mio corpo. Ma a mali estremi...
El..., fu tutto quello che riuscii a dire, prima che lei mi rifluisse
dentro.
Richiamalo, le ordinai, in tono freddo.
Lei non rispose, ma riuscii a percepire la sua magia scorrermi fino
alla punta delle dita. Tuttavia, per quanto ci provasse, nonostante io
continuassi a ripetere: Forza, forza, forza, di Torin non c'era traccia.
Alla fine smisi di toccare lo specchio e lasciai ricadere le braccia
lungo i fianchi. Non posso. Qualsiasi cosa lui stia cercando di fare,
i miei poteri non sono abbastanza forti da aiutarlo, disse Elodie.
Sospirando, si volt e si appoggi al cassettone. Jenna era ancora
in piedi davanti a me, le braccia incrociate sul petto.
Quelli di Sophie ci riuscirebbero, le disse Elodie.
Jenna fece un passo avanti e fiss Elodie, cercando me. Non pu
riaverli indietro. Se lo facesse, le Casnoff potrebbero....
Controllarla? S, lo so. Ma non pensi che valga la pena rischiare?.
Mmm, no?, dissi io, mentre Jenna si mordeva il labbro ed evitava
di risponderle.
Tutto quel che sto dicendo, continu Elodie,  che nel caso di
una gara tra la forza di volont di Sophie e quella di Lara Casnoff,
io scommetterei su Sophie. Forse potrebbero non essere in grado
di controllarla. O forse, solo forse, lei potrebbe opporsi.
Non posso.  un rischio troppo grosso. Che cosa succederebbe
a Jenna se io fossi alla merc di Lara?
E che cosa le succeder se continui cos? Sento quello che provi,
Sophie. Soffrirai le pene dell'inferno finch non toccherai quel
maledetto incantesimo. Quindi quello che dico io  toccalo e poi
vediamo che succede.
Jenna sollev le mani per incorniciarmi il volto, costringendomi a
chinare il capo. Soph, disse. Non riesco a credere a quello che
sto per dire, ma... credo che Elodie abbia ragione. Se tornerai in
possesso dei tuoi poteri, c' la possibilit che dovrai arrenderti alle
Casnoff,  vero. Ma se non lo farai? Non avremmo alcuna chance
di andarcene via da qui.
Elodie si volt e apr il cassetto superiore della cassettiera. L, in
cima a una pila di vestiti, c'era il grimorio.
Com' possibile che sia finito qui dentro?, le chiesi, capendo improvvisamente
come mai il suo richiamo era stato cos forte, quella
mattina.
Sono stata io a mettercelo, per poter fare questo. La mia mano
prese il libro e ne sfogli le pagine ed Elodie mise il palmo sull'incantesimo.
No, urlai, ed Elodie esit.
Devi, disse infine, in tono deciso. Ho pensato che sarebbe stato
pi semplice se l'avessi fatto io al posto tuo.
No, ripetei, ma persino alle mie stesse orecchie la mia voce suon
debole.
Fallo, replic lei. Finiamola.
Usc dal mio corpo e io barcollai, appoggiandomi alla cassettiera.
Una volta che ebbi ricominciato a respirare a un ritmo normale,
alzai il capo e aprii la copertina del libro. La magia mi si stava
rivoltando dentro.
Jenna mi prese la mano. Puoi farcela, mi disse. Lo so. Sei pi
forte di loro.
Ma io non ne ero poi cos sicura.
Tuttavia ero certa di quel che dovevo fare.
Non mi permisi di starci a pensare. Raccolsi da terra il grimorio,
che avevo fatto cadere quando Elodie se n'era andata. Le mie dita
lo sfogliarono senza incertezze finch non trovarono l'incantesimo
che cercavo. Poi, senza darmi il tempo di far altro che trarre un profondo
respiro, posai la mano sulla pagina.
Sentii come un'esplosione nel petto. Rimasi immobile, raggelata,
mentre i miei poteri si srotolavano e la magia riprendeva a scorrermi
nelle vene. Il parquet si crep e Jenna url, facendo un balzo
all'indietro.
Praticamente ansimando, gettai il grimorio per terra e premetti
entrambe le mani sullo specchio. Torin, pensai, sbattendocele
sopra.
Lui apparve cos in fretta che trasalii.
Che diavolo era?, grid, sbattendo le palpebre, finch il suo
sguardo non si pos su di me. A quel punto sorrise. Oh, ben fatto,
Sophie.
Non avevo molto tempo. Sentivo qualcosa, come una specie di prurito,
in un angolo della mente e sapevo che Lara, da qualche parte
a Graymalkin Island, aveva subito saputo cos'era successo. Perch
stavi cercando di metterti in contatto con me? Dove sono i miei genitori?
Mmm? Ah, gi, la mia gloriosa missione. Dopo che te ne sei andata....
Taglia corto, abbaiai. Cosa vuoi? E dove sono loro?.
Torin si accigli. Va bene, va bene. Sono in Irlanda. A Lough
Bealach. Io dovevo mettermi in contatto con te e vedere se stavi
bene, ma....
Mi ero gi allontanata, raccogliendo il grimorio e rinfilandomelo
nella cintura.
Fu facilissimo scassinare la serratura della porta. E persino pi facile
usare la magia per chiamare Cal e Archer. Cal era nel suo cottage,
Archer nella sua stanza, e mi rivolsi telepaticamente a entrambi
nello stesso tempo. Ci vediamo fuori, voi due, io e Jenna. Tenetevi
pronti a correre. Poi, rendendomi conto che gli avevo strillato nel
cervello, aggiunsi: Per favore. E scusate se ho gridato.
Jenna mi segu sul pianerottolo. Avevo gi sceso tre gradini quando
accadde.
All'improvviso mi fermai. Non avrei potuto correre. Non avrei
potuto lasciare l'isola. Com'ero stata ingenua. No, quello che dovevo
fare era andare da Lara. Lara aveva bisogno di me e avrebbe...
Sophie?, mi chiam Jenna, toccandomi il gomito.
Mi voltai e la guardai. Si stava mettendo in mezzo. Avrebbe cercato
di impedirmi di andare da Lara, di adempiere al mio destino.
Quindi c'era un'unica cosa da fare.
Dovevo ucciderla.


CAPITOLO 26

Afferrai Jenna, attirandola a me con uno strattone, senza provare
un briciolo di tristezza o di rimpianto. Tutt'al pi ebbi un fremito
di disgusto, come se stessi per uccidere un insetto. Quella... quella
cosa si era messa in mezzo. Dovevo liberarmene.
La magia mi risal dalle piante dei piedi, facendomi sentire frastornata.
Vidi Jenna rendersi conto di quello che stava per succedere, vidi
la paura e la disperazione che si impossessavano di lei. Ma ancora
una volta, non sentii nulla. N piet n soddisfazione. Volevo solo
che si togliesse dai piedi, per permettermi di andare da Lara.
Tuttavia, prima che l'incantesimo potesse raggiungere la punta
delle mie dita, Jenna mi prese il viso. Sophie, disse, in tono pacato,
ma imperioso. Guardami. Sei pi forte di loro. Puoi sconfiggerle.
Le lacrime le riempirono gli occhi e io ebbi una fitta al
petto. I suoi polpastrelli mi affondarono nelle guance. Ti prego,
mi implor. Soph, tu sei la mia migliore amica. Ti voglio bene, e
lo sai. So che puoi farcela.
Strinsi forte gli occhi. C'era una parte di me che voleva ucciderla
con tutta se stessa. Voleva distruggerla, distruggere ogni cosa. Aggrappandomi
alla ringhiera, sentii il legno creparsi e incurvarsi al
mio tocco.
Sophie, ripet Jenna, e improvvisamente riuscii a vederla, seduta
sul letto, mentre rideva, la prima notte che ci eravamo conosciute.
Riuscii a sentire le sue braccia intorno a me, la sera prima, quando
avevo pianto per il grimorio.
Jenna, pensai. Non posso fare del male a Jenna.
Qualcosa dentro di me cedette, come se avessi rotto l'anello di una
catena. Sentii nella testa l'urlo di rabbia di Lara e mi ritrovai ad abbracciare
Jenna cos forte da rischiare di spezzarla a met.
Oh, mio Dio, mi dispiace, mi dispiace tantissimo, le dissi.
Lei scoppi a ridere, ma la sua fu una risata annacquata. Te l'avevo
detto che sei pi forte di loro.
In lontananza, qualcosa rumoreggi e io mi ritrassi da Jenna per
rivolgere lo sguardo alla vetrata rotta. La giornata era diventata ancora
pi cupa e qualche ricciolo di nebbia aveva cominciato ad avvolgere
la cornice della finestra. Speriamo, commentai.
Mercer!. Mi voltai e vidi Archer in cima alle scale. In quello
stesso momento Cal entr dal portone d'ingresso.
Li fissai, poi dissi loro: Okay, vi prometto che vi dar tutte le spiegazioni
del caso, una volta che saremo sani e salvi. Per il momento,
sappiate solo che sono rientrata in possesso dei miei poteri, che so
dove sono i miei genitori e che dobbiamo raggiungere l'Itineris per
abbandonare quest'isola. Quindi, forza!.
Non so se fu per via del tono che avevo usato o a causa del borbottio,
che stava diventando sempre pi forte, tuttavia entrambi i
ragazzi scattarono in azione.
Corremmo tutti e quattro fuori da Hex Hall, sotto la pioggia scrosciante.
La nebbia ci stava venendo incontro e io mi fermai, alzando
una mano. Dal mio dito partirono delle scintille ed essa si ritrasse,
ripiegandosi su se stessa. Provai un moto di soddisfazione, sentendo
la magia risalirmi attraverso il corpo dalle piante dei piedi. Alzai
anche l'altra mano e la nebbia parve ritrarsi ancor pi velocemente.
Okay, disse Jenna, toccandomi il braccio. Sei tornata a essere la
solita dura. Adesso per corri.
Alle mie spalle sentii il portone aprirsi. Non mi guardai indietro.
Cal, Jenna, Archer e io schizzammo sul prato ormai sgombro di
nebbia, diretti verso il bosco. Osai solo voltarmi per un istante. C'era
qualcuno sulla soglia. A giudicare dall'altezza, avrebbe potuto
essere Nick. Poi una sagoma balz gi dal porticato e cominci a
correre verso di noi e io a quel punto fui certa che si trattava di lui.
Nessuno avrebbe potuto essere pi veloce, nemmeno un mutaforma.
Pi si avvicinava, meglio riuscivo a distinguere il suo volto e
quei suoi terrificanti occhi iniettati di sangue. Ero stata abbastanza
forte da liberarmi del controllo mentale di Lara, ma era fin troppo
ovvio che Nick non era altro che il suo giocattolino. Feci un incantesimo
di attacco, ma lui fu in grado di bloccarlo con un semplice
cenno della mano.
Mi fermai, preparandomi ad affrontarlo, ma non era a me che
puntava. Con le mani tese in avanti e gli artigli sguainati, si avvent
su Jenna. No!, urlai. Poi successe tutto in un momento. Jenna
si blocc per guardarsi alle spalle, Nick le fu addosso e Archer si
mise in mezzo, afferrando il braccio proteso del demone e allontanandolo
da Jenna, proprio mentre Nick con l'altro artiglio si feriva
il petto. Li vidi entrambi fare una smorfia di dolore e, subito dopo,
inviai un'altra scarica di magia contro Nick. Questa fu abbastanza
forte da scagliarlo lontano da Archer e farlo piombare al suolo.
Il sangue di Archer col sull'erba. Cal gli and incontro, ma lui
gli fece cenno di stare alla larga. Non abbiamo tempo. Andiamo.
Io raggiunsi Jenna, pallida e tremante, ma incolume. Gr-grazie,
disse ad Archer, che si limit a ripetere: Non abbiamo tempo.
E aveva ragione. Qualcosa era partito dalla casa e si stava dirigendo
verso di noi. Percepii il potere oscuro che emanava e mi resi
conto che si trattava di un altro demone. Ci inoltrammo nel bosco.
Mi fermai quel tanto che bastava per dire ad Archer: Portali
all'Itineris. Lui aveva gi usato il portale magico per scappare da
Graymalkin. Io chiuder il gruppo.
Non replic, fece solo un movimento del braccio in direzione di
Jenna e Cal, che lo seguirono. Io gli corsi dietro, la testa incassata
nelle spalle, preparandomi a sferrare un altro incantesimo d'attacco.
Ma anche se sentivo delle urla provenire da un punto dietro di
noi, non arriv nessuna magia.
Uscimmo dal bosco e sbucammo su una striscia di sabbia.
Fu allora che mi ricordai di qualcosa. Cavolo, ero stata privata
troppo a lungo dei miei poteri e mi ero dimenticata uno degli incantesimi
pi fighi che avrei potuto lanciare.
Fermi!, urlai. Archer, Cal e Jenna obbedirono. Feci loro cenno
di avvicinarsi. Okay, prendetevi tutti per mano.
Archer mi fiss, una mano premuta sul petto sanguinante. Sophie,
non credo sia il momento giusto per un cerchio dell'amicizia.
Non  un cerchio dell'amicizia, ma un'altra cosa, dissi io.
Chiusi gli occhi e incanalai tutta la mia magia in un incantesimo di
trasporto. Ci fu un soffio di aria gelida, poi ci ritrovammo in piedi
in mezzo agli alberi che ospitavano l'accesso all'Itineris di Hex Hall.
Wow, mormor Jenna. Sono felicissima che tu sia tornata.
Venni scossa da un fremito di soddisfazione e da un guizzo di magia.
Anche io, concordai. Adesso andiamo.
Detto questo, entrammo tutti e quattro dentro l'Itineris.


Parte terza

Pian piano, storia dopo storia,
Dinanzi ai nostri occhi s' formato -
Finita  l'avventura,
E verso casa felici ritorniamo,
Guardando il sole, or ora tramontato.
Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie


CAPITOLO 27

Sapete cosa sarebbe davvero fantastico? Se avessi anche solo
un esempio di un viaggio magico alla fine del quale non mi sia
sentita come una alla quale hanno provato a tirar fuori il midollo
dal naso. Giacevo sul terreno freddo e duro, mentre i miei organi
interni si riorganizzavano. Accanto a me, udii qualcuno ansimare
e tossire, e una voce familiare che diceva: Tutto okay. Prendetevi
solo qualche minuto.
Mamma.
Girai il capo e la vidi inginocchiata accanto a Jenna, che era raggomitolata
su un fianco, tremante. I viaggi con Itineris erano particolarmente
duri per i vampiri. Mi tirai su, facendo leva sulle mani e
sulle ginocchia, e mi guardai intorno. Era pomeriggio e ci trovavamo
vicino a un bacino d'acqua. Riuscivo a sentire le onde infrangersi
sulla riva, e l'aria era umida. Alle mie spalle c'era un grosso masso,
con un'alcova cava ricavata al centro.
Chiss se era l'Itineris. Subito oltre Jenna e mia madre, c'era Archer,
seduto e intento a guardarsi intorno, in preda alla confusione.
Cal invece era in piedi, accanto a... strizzai gli occhi, cercando di
vedere meglio. Finley. Riconobbi la sua lunga treccia rossa.
Impanicata, mi ricordai improvvisamente del grimorio e mi portai
le mani dietro la schiena. Fui scioccata e al tempo stesso sollevata di
constatare che era ancora l, premuto contro la mia pelle.
Mi alzai, ma le ginocchia non mi sostenevano a dovere e la terra
tutt'a un tratto mi ondeggi davanti.
Una mano mi sorresse il gomito. Tranquilla, disse mio padre.
Mi stava sorridendo, i segni scuri sul suo volto sembravano neri alla
luce della luna. Con un sospiro di sollievo, gli gettai le braccia al
collo, seppellendo il viso nella sua giacca. Quando finalmente mi
sentii in condizione di parlare, mi ritrassi e gracchiai: Come hai
fatto? Come hai fatto a mandare Torin a Hex Hall?.
Pap sbatt rapidamente le palpebre e, all'inizio, pensai che fosse
rimasto sorpreso dalla mia domanda. Poi mi resi conto che stava
trattenendo le lacrime. Vedere mio padre, che aveva un master in
Come nascondere le proprie emozioni, sul punto di scoppiare a
piangere perch era contento di vedermi, fece venire le lacrime agli
occhi anche a me. Poi lui si schiar la gola, raddrizz le spalle e disse:
 stato molto difficile.
Io scoppiai a ridere, nonostante mi venisse da piangere. Ci scommetto.
 stata un'idea di Torin, disse qualcuno alle mie spalle. Voltandomi,
vidi che c'era anche Izzy. Come i miei genitori e sua sorella,
indossava dei jeans e una giacchetta nera, ma in pi aveva un cappellino
anch'esso nero, che le copriva i capelli luminosi. Abbiamo
una tonnellata di vecchi libri di incantesimi e, dopo che tu e Cal
siete spariti, ha cominciato a esaminarli, per trovarne uno che gli
permettesse di usare specchi diversi.
Ovviamente il problema era individuare il tuo specchio, disse
Aislinn, sbucando dalle tenebre.
Non avete paura che diserti il suo e si metta a girovagare per quelli
degli spogliatoi femminili?.
Aislinn lanci un'occhiata a Izzy. Torin ha le sue buone ragioni
per voler restare con noi, disse, e, nonostante la luce fioca, mi accorsi
che le guance di Izzy erano diventate rosse. Forse un giorno
avrei finalmente capito che cosa stava succedendo. Magari dopo
aver capito il migliaio di altre cose che avevo in agenda.
Jenna riprese a respirare normalmente, le dita strette intorno alla
pietra di sangue. Soddisfatta, mia madre le batt una mano sulla
spalla e disse: Resta ancora seduta per un po'. Riposati.
Lei chiuse gli occhi e annu. Solo a quel punto mia madre mi raggiunse
e mi abbracci. Mi sa che abbiamo fatto l' en plein dei ricongiungimenti
lacrimevoli, ridacchi sopra la mia testa.
Quando sar tutto finito, ti prometto che non uscir pi di casa.
Ce ne staremo chiuse dentro a ordinare pizza e guardare serie tiv.
Mamma mi lasci andare e diede un'occhiata oltre le mie spalle.
Oh, credo che almeno ogni tanto vorrai uscire, disse.
Sentii il tocco caldo della mano di Archer sulla vita. Ehi, a me
piacciono la pizza e le serie tiv.
Mi voltai verso di lui, sorpresa. Il tuo petto....
Cal, disse lui, con il tono di chi sta fornendo delle spiegazioni.
Il debito che ho nei confronti di quel tizio sta diventando di dimensioni
imbarazzanti.
Mamma mi rivolse un sorriso, poi comment: Sai, non  cos che
pensavo di incontrare il primo vero fidanzato di Sophie.
Mamma.
Archer mi diede una leggera stretta. Nel senso che io sono il primo
ragazzo che i tuoi genitori hanno salvato da un'isola incantata
usando uno specchio magico? In effetti mi sento un po' speciale.
Distolsi lo sguardo e mi voltai verso la riva. Immagino che questa
sia Lough Bealach.
S, disse Aislinn. Siamo stati molto occupati da quando tu sei
sparita. Finley e Izzy erano appena dietro di lei. Anche mia madre
fece un passo indietro, in modo da ritrovarsi accanto alle sue sorelle.
Anche noi, disse Cal, e d'un tratto mi resi conto che era al mio
fianco, dall'altro lato rispetto ad Archer. Andiamo, tesoro, mi
esort mia madre. Entriamo.
Entriamo dove?, le domandai io.
L dentro, rispose Finley, indicando un piccolo edificio di pietra
ricoperto di muschio. Li seguii. Un tempo quello doveva essere stato
un piccolo rifugio accogliente. E be', forse l'assenza di finestre era
l'ideale per proteggere la casa dalla brezza fredda proveniente dal
lago. Ma con nove persone stipate e il fuoco che ardeva nel piccolo
caminetto, risultava decisamente troppo stretto e caldo. Il fatto che
mi fossi ritrovata pigiata tra Cal e Archer, entrambi attaccati a me,
uno da una parte e l'altro dall'altra, non era d'aiuto.
In mezzo alla stanza c'era un tavolo pieghevole dall'aria piuttosto
antica, coperto di libri e mappe. Cavolo, date alle Brannick un po'
di spazio e lo trasformeranno nella loro base strategica.
Aislinn prese la sua solita posizione, su un lato del tavolo. Okay,
disse. Diteci tutto ci che  accaduto.
Cal, Archer, Jenna e io riuscimmo in un'impresa davvero notevole:
scambiarci un'occhiata reciproca tutti e quattro.  molto complicato,
disse Jenna alla fine.
Abbiamo usato un mago del XVI secolo intrappolato in uno specchio
per comunicarvi dov'eravamo, ribatt mio padre, secco. Direi
che siamo abbastanza abituati alle cose complicate.
Archer fece una risatina. Mi piace tuo padre, mi bisbigli all'orecchio.
Bah, borbottai io.
Le Casnoff stanno usando la scuola per allevare demoni, disse
Cal, andando come al suo solito dritto al punto. Per la prima volta,
notai le piccole rughe che aveva intorno alla bocca, il modo in
cui stringeva le spalle. Quel ragazzo si teneva cos tante cose dentro
che talvolta mi dimenticavo che quello che Lara e sua sorella
stavano facendo era un incubo anche per lui, non solo per me. Feci
per prendergli la mano, ma non appena sfiorai con le dita la sua
manica cambiai idea. Dopo quel che aveva fatto Elodie, toccarlo
era fuori discussione.
Schiarendomi la voce, riportai la mia attenzione su mio padre.
Esatto. Ma c' di pi. Allungai una mano verso di lui e, nonostante
tecnicamente fosse dall'altra parte della stanza, gli venne facile
stringermi le dita. A quel punto, gli inviai un piccolo impulso
magico e lo vidi sgranare gli occhi.
I tuoi poteri, sussurr.
Annuii. Perfettamente funzionanti. Estrassi il grimorio e lo posai
sul tavolo. Grazie a questo.
Con il massimo della concisione possibile, parlai loro delle
Casnoff e del fatto che, grazie alla loro linea di sangue, pensavano di
potermi controllare.
Lara ha fatto un incantesimo che mi ha mostrato la storia della sua
famiglia, continuai. Roba pesante. In sostanza gli umani hanno
raso al suolo tutto il villaggio di Alexei Casnoff. Per quanto possa
sembrare strano,  cominciato tutto con un ragazzino che cercava
solo di sentirsi al sicuro. Era certo che i demoni avrebbero potuto
proteggere tutti i Prodigium e ha trasmesso questa convinzione alle
sue figlie. Mi guardai intorno in quella stanza piccola e fumosa.
Forse  questo che voi non avete colto. Quelle con cui abbiamo
a che fare non sono persone malvage. Le Casnoff credono di essere
nel giusto!.
E la cosa le rende ancor pi terrificanti, disse mio padre, annuendo.
Le persone raramente si rendono conto della propria
cattiveria.
Pensai a quel che aveva borbottato Mrs Casnoff, il fine giustifica
i mezzi, e sarei stata scossa da un brivido se in quella stanza non
avesse fatto tanto caldo.
Okay, quindi questo  il loro piano, disse Archer con un sospiro.
Qual  il vostro?
Andremo nell'Oltretomba, disse Izzy. Saltellava e aveva gli occhi
cos luminosi e il tono cos gaio che sembrava che l'Oltretomba
fosse una specie di paese dei balocchi.
Calma, Iz, disse Finley, posando una mano sulla spalla della sorella.
Non  affatto cos semplice.
Figuriamoci, comment debolmente Jenna.
Prima di tutto, Sophie sar l'unica ad andarci, continu Finley,
e Aislinn la interruppe per aggiungere: Lei  l'unica che pu andarci.
Okay, ma voi non sapevate che avevo riavuto i miei poteri quando
siete venuti qui, replicai io, liberando una mano, stretta tra me
e Archer, per tamponarmi il sudore dalla fronte. Quindi come facevate
a sapere che avrei potuto?
Non lo sapevamo, disse mia madre, appoggiandosi con un fianco
al tavolino. Avevamo pensato di mandarci tuo padre, sperando
che il suo DNA fosse sufficiente a permettergli di accedervi. Sospir
e si strofin gli occhi: sembrava pi vecchia e stanca di quanto l'avessi
mai vista. Dovevamo inventarci qualcosa.
Ma adesso che hai di nuovo i tuoi poteri, dovresti avere la possibilit
di accedere all'Oltretomba senza problemi, disse pap. Ti
avventurerai laggi - da sola - e prenderai pi vetro demoniaco
che puoi.
Perch continuate tutti a parlarne come se si trattasse di fare una
passeggiata al parco?, chiese Archer. Prov a sollevare la mano,
probabilmente per scostarsi i capelli dal volto e io dovetti scansare
il suo gomito. Oh, Sophie potresti scendere un attimo nell'Oltretomba
a prendere un po' di vetro demoniaco?.
Nessuno prende l'incolumit di Sophie pi sul serio di me e di
suo padre, disse mia madre. Il suo tono di voce era basso e piatto,
ma il suo sguardo era d'acciaio. Non avrei saputo dire se per via
della Brannick che era in lei o se del suo essere madre.
Lo so, disse Archer, tirandosi indietro. E so anche... be', so
che Sophie  un demone. Ci batte tutti, almeno in campo magico.
Ma cosa comporta esattamente il fatto che debba andare nell'Oltretomba?
Voglio dire, ci sono altri demoni laggi? Mostri? Che
cosa pu succederle?.
I miei genitori si scambiarono un'occhiata, poi Aislinn si schiar
la gola. Non lo sappiamo di preciso. Nessuno ci ha mai provato
prima d'ora.
E quindi?, chiese Archer, adesso evidentemente arrabbiato. La
spedite l e sperate che vada tutto bene?  una follia! Ci dev'essere
un altro modo per sconfiggere le Casnoff.
Temendo che potesse tirar fuori di nuovo la faccenda dell'Occhio,
lo strattonai per una manica. Ehi, gli dissi a mezza voce, desiderando
di non dover affrontare quella discussione al cospetto di
tutta la mia famiglia. Nessuno mi sta costringendo a fare qualcosa
che non voglio. Lanciai un'occhiata ad Aislinn. I demoni che
Lara ha suscitato... l'unico modo per difenderci da loro  il vetro
demoniaco?
S.
Feci una pausa, traendo un profondo respiro, poi, sperando che
la voce non mi tremasse, dissi: Allora andr nell'Oltretomba.
Grazie, Sophie, rispose mio padre, e Aislinn fece un brusco cenno
del capo. Quindi  deciso. Domani mattina all'alba Sophie andr
sull'isola al centro del lago e da l varcher il portale.
Con lo stomaco in subbuglio, fissai tutti coloro che pi mi erano
cari al mondo e annuii. Domani.


CAPITOLO 28

La mattina successiva, mi ritrovai a passeggiare lungo la costa
rocciosa di Lough Bealach, cercando di immaginare quale fosse il
modo migliore per raggiungere l'isola.
Un debole alone di un rosa tendente al grigio era apparso all'orizzonte.
Non avevo idea di che ora fosse, ma il corpo mi suggeriva
che fosse decisamente troppo presto. Avevo solo poche ore di sonno
alle spalle. Dopo che mio padre aveva annunciato che il giorno
successivo sarei andata nello spaventosissimo Oltretomba, nessuno
aveva molta voglia di dormire. Aislinn, Finley, Izzy e mamma avevano
sistemato i loro sacchi a pelo nella capanna, mentre io, pap,
Archer, Jenna e Cal ci sistemammo in delle tende. Niente che potessimo
definire una casa (per di pi quella che condividevamo
io e Jenna si era afflosciata al centro), ma era tutto ci che la mia
magia era riuscita a evocare in tempo.
Quando ebbi finito, mio padre disse: Hai creato qualcosa dal
nulla, te ne rendi conto?.
Riflettei su quella osservazione. Creare qualcosa dal nulla era quasi
impossibile per le streghe e gli stregoni normali. Grazie agli insegnamenti
di Alice, Elodie ci era riuscita, ma quell'incantesimo a
me era sempre risultato difficoltoso. E pap aveva ragione: l'avevo
appena fatto, e senza nemmeno pensarci.
 bello vederti usare di nuovo i tuoi poteri, disse a mezza voce.
Guardai i segni rossi che aveva sul viso e io, per tutta risposta,
lo abbracciai.
In quel momento, mentre me ne stavo in piedi sulla riva, sentii i
miei poteri scorrermi pacificamente sotto pelle. Quando avevo voluto
sottopormi alla Rimozione, mio padre mi aveva detto che privarmi
della magia sarebbe stato come strapparmi via il colore degli
occhi. Aveva ragione. Senza di essa, avevo avuto la sensazione che
mi mancasse un pezzo.
Mi strofinai le braccia, anche se avevo usato i poteri per trasformare
l'uniforme di Hex Hall in un pesante maglione e un paio di
jeans. L'Irlanda a settembre era molto pi fredda della Georgia.
Ovviamente, la temperatura non era l'unico motivo per il quale
rabbrividivo. In mezzo al lago si ergeva un grosso e terrificante
scoglio.
Mi passai le mani sulle braccia con ancora pi foga e mi sedetti
accanto ad Aislinn su una delle rocce che fuoriuscivano dall'acqua.
Mi ero alzata prima dell'alba nella speranza di evitare altri lacrimevoli
addii, ma Aislinn era gi sveglia e mi aspettava l.
Ho detto a Grace che sarebbe stato meglio se fossi venuta io,
mi disse. Temevo che se l'avesse fatto lei vi sareste intristite entrambe
e lo stesso vale per tuo padre. Tu invece hai bisogno di
restare concentrata. Aveva un tono brusco, tuttavia ero contenta
che fosse l.
Quindi cosa dovrei fare? Far materializzare una barca?, le chiesi.
Lei si strinse nelle spalle. Non sono io quella che ha i poteri magici.
Fai come meglio credi.
Potrei andarci a nuoto, suggerii. Oppure magari far apparire
una moto d'acqua. Tesi le braccia in avanti, come se stessi
reggendo il manubrio della suddetta moto. Aislinn mi fiss per
un momento, poi disse: Ti comporti sempre cos quando sei
nervosa?.
Lasciai ricadere le braccia lungo i fianchi. Pi o meno s.
Tornai a guardare il lago. Vedi, il fatto  che sono abbastanza sicura
che potrei far materializzare una barca. Ma in questo caso, dovrebbe
essere a motore? O a vela? O forse a remi?
Per favore, stai zitta finch pensi a qualcosa. Le parole in s
non erano minacciose, ma Aislinn aveva un modo di guardarti tutto
suo, che ti dava sempre la sensazione che stesse per assestarti un
calcio in faccia.
L'unico rumore era quello delle onde che si infrangevano sulla riva
e quello dei miei denti che battevano. Guardai alle mie spalle,
in direzione del cerchio di tende. Jenna sembrava addormentata
quando ero sgattaiolata fuori, prima dell'alba. Non l'avevo svegliata,
perch pensavo le facesse bene un po' di riposo. Ma la ragione
principale era che se l'avessi fatto allora avrei dovuto salutarla, e
salutare qualcuno quando stai per scendere nelle viscere dell'inferno
mi sembrava una cosa un po' troppo... definitiva.
Per lo stesso motivo non ero entrata nella casupola a cercare mia
madre e avevo schivato la tenda di Archer. Ero a due passi dalla
riva quando lo avevo sentito chiamarmi a mezza voce: Mercer.
Inginocchiandomi davanti all'apertura della tenda, l'avevo visto
con i capelli tutti scarmigliati, l'uniforme della Hex Hall buffamente
stropicciata, e mi si era quasi spezzato il cuore. E quando gli ero
piombata addosso, tuffandomi su di lui, mi ero detta che quello era
un normalissimo bacio del buongiorno di due ragazzi che stanno
insieme. Persino quando lui mi aveva attirato dentro, in quella tenda
calda che profumava di lui, non mi ero concessa di pensare che
potesse essere l'ultima volta che ci vedevamo.
E quando lui mi aveva stretto a s e mi aveva mormorato: Mercer,
io ti..., gli avevo coperto la bocca con la mano.
Non dirlo. Non adesso. Dillo quando all'orizzonte non c' alcuna
possibilit che io muoia, okay?.
Lui borbott qualcosa contro il mio palmo e io alzai gli occhi e
tolsi la mano. Lui mi diede un bacio sulla punta del naso. Stavo
solo dicendo che io ti ringrazio per la tenda che hai creato apposta
per me. Ma immagino di poterlo fare anche pi in l. Quando
sarai tornata.
Mettendogli una mano dietro la nuca, lo attirai a me. Meglio.
Quel ricordo mi fece arrossire, per cui distolsi lo sguardo dalla
sua tenda e lo rivolsi nuovamente verso il lago. Sarei tornata. Sarebbe
andato tutto bene. Scendere nell'Oltretomba a prendere il
vetro demoniaco non era poi cos difficile. Forse sarei stata a casa
prima di pranzo.
Naturalmente per non potevo tornare, se prima non andavo.
E a quel punto mi venne in mente la soluzione pi semplice per
attraversare il lago.
Mi alzai in piedi e puntai un dito verso l'acqua. La superficie cominci
a riverberare, poi si divise, lasciando di fronte a me uno
stretto sentiero fangoso che solcava il fondale e conduceva dritto
all'isola.
Non sar entusiasmante, ma almeno  molto pratico, dissi, sperando
che Aislinn non capisse quant'ero spaventata. Ma lei mi mise
una mano sulla spalla - era la prima volta in assoluto che mi toccava
- e mi disse: Andr tutto bene. Se c' una cosa che ho imparato
sul tuo conto, Sophie Brannick,  che sei una tosta.
Stavo quasi per dire: Sophie Mercer, invece replicai: Grazie,
ehm, zia Aislinn.
Lei ritir la mano. Non allarghiamoci troppo.
S, scusa.
Mi voltai verso il sentiero e ricordai a me stessa che avevo gi fatto
un sacco di cose terrificanti. Scappare da un edificio in fiamme.
Affrontare un lupo mannaro. Combattere contro il controllo mentale
dei demoni. Attraversare le acque di un lago non era poi cos
orribile. Tuttavia, i miei piedi si rifiutavano di muoversi.
Pronta?, disse una voce alle mie spalle.
Cal.
Se ne stava l sulla riva, con le mani in tasca.
Lo fissai, confusa. Non puoi venire.
Certo, non posso venire nell'Oltretomba con te, ma non esiste
un'esplicita regola che mi vieti di scortarti fin l.
Aislinn spost lo sguardo da me a lui, poi alla fine disse: Puoi
provare.
Cal mise un piede sul sentiero. Io mi irrigidii, aspettandomi che l'acqua
lo sommergesse. Quando mi resi conto che non sarebbe accaduto,
lasciai andare il fiato che non mi ero accorta di aver trattenuto.
Sembra abbastanza sicuro, disse Cal, e Aislinn si strinse nelle
spalle.
Be', allora andate.
Senza aggiungere altro, oltre un Ehi, cercate di non farvi ammazzare,
si gir e si incammin verso la casetta di pietra. Non l'avrei
seguita con lo sguardo. Temevo che, se mi fossi voltata indietro, l'avrei
inseguita di corsa.
Invece mi piazzai accanto a Cal. Il fondale del lago cedeva facilmente
sotto i nostri piedi. Con cautela, ci facemmo strada. Le
Brannick, la magia, l'inferno... oh, mio Dio, provai a scherzare, e
Cal fece una smorfia che avrebbe dovuto essere un sorriso.
Misi il piede su un punto particolarmente scivoloso e barcollai per
un istante, prima che Cal mi prendesse per il gomito. Non volevo
sembrare goffa e non volevo diventare rossa come un peperone, ma
fu esattamente questo che accadde. Alzai lo sguardo. I nostri occhi
si incrociarono e Cal ritrasse la mano cos in fretta che perse a sua
volta l'equilibrio. Stava per cadere, cos io feci per sostenerlo e fin
che ci ritrovammo entrambi lunghi distesi. Io ero andata a sbattere
contro la parete d'acqua alla mia destra e Cal era scivolato sulla sinistra.
Io caddi in acqua, ne fui completamente sommersa, ma poi
venni sputata di nuovo sul sentiero.
Ed eccomi seduta l, braccia e gambe divaricate, e i capelli fradici
che mi sgocciolavano sugli occhi. Cal era di fronte a me, zuppo
e frastornato. Ancora una volta, i nostri sguardi si incrociarono.
E a quel punto scoppiamo entrambi a ridere.
Oddio, sputacchiai io. Che faccia che hai!.
Che faccia che ho?, fece lui, ridacchiando. Dovresti vedere i
tuoi capelli.
Si alz in piedi e mi offr una mano. La accettai, grata. Poi mi passai
una mano davanti al corpo e la magia fece s che mi si asciugassero
sia i vestiti che i capelli. Cal fece lo stesso, poi ci studiammo
a vicenda.
Bene, adesso che abbiamo capito che questo nostro ambiguo
rapporto  in grado di causarci solo danni fisici, direi che  giunta
l'ora di non pensarci pi, che dici?.
Lui fece un mezzo sorriso e si volt nuovamente verso il sentiero.
Non c' alcun bisogno di essere ambigui, disse. In questi ultimi
giorni, dopo quel che  successo con Elodie, ho riflettuto un
po'. Trasse un profondo respiro e mi resi conto che quella era una
delle rare occasioni in cui Cal avrebbe detto un mucchio di parole
tutte insieme. Mi piaci, Sophie. Molto. Per un po' ho creduto
che ci potesse essere qualcos'altro. Ma tu sei innamorata di Cross.
Lo disse come un dato di fatto, ma io mi accorsi che le orecchie
gli erano diventate tutte rosse. Lo so di aver detto alcune brutte
cose sul suo conto, ma... mi sbagliavo.  un bravo ragazzo. Quindi,
quel che sto dicendo  che in qualit di ragazzo al quale sei promessa,
speravo che tra noi ci potesse essere qualcosa di pi di un'amicizia.
Si ferm, girandosi a guardarmi. Ma in qualit di amico,
voglio che tu sia felice. E se  Cross quello che vuoi, non sar io a
mettermi in mezzo.
Sono la peggior fidanzata di sempre, vero?.
Cal alz una spalla. Nah. La fidanzata di uno stregone che conoscevo
gli ha dato fuoco.
Risi per non piangere e feci per alzare le braccia e stringerlo a me.
Lui mi strinse contro il suo petto, senza nessuna ambiguit, e io mi
resi conto che il calore che provavo alla bocca dello stomaco era
amore. Solo un tipo diverso.
Tirando su con il naso, mi ritrassi e mi strofinai il naso. Okay,
adesso che abbiamo superato la parte pi difficile, andiamo a vedere
di affrontare questo Oltretomba.
C' posto per altri due?.
Colta alla sprovvista, mi girai e vidi Jenna e Archer. Lei si teneva
alla manica di lui mentre cercava di reggersi in piedi. Cosa?, fu
tutto quello che riuscii a dire.
Archer fece qualche cauto passo in avanti. Ehi, finora siamo stati
una squadra. Non c'era ragione di smettere.
Ragazzi, voi non potete venire nell'Oltretomba insieme a me,
dissi. Avete sentito mio padre, io sono l'unica che....
Che ha abbastanza poteri per farlo. S, l'abbiamo capito, concluse
Jenna. Ma come faresti a trasportare da sola tutto quel vetro
demoniaco? Ti bruceresti. E poi, che ne sai, magari i tuoi poteri sono
cos forti da riuscire a farci entrare tutti insieme a te. Indic se
stessa e i ragazzi. E poi anche noi abbiamo i nostri.
Sapevo che avrei dovuto dire loro di tornare indietro. Ma averli
vicino mi faceva sentire molto meglio e molto meno spaventata.
Cos alla fine feci un sospiro esagerato e dissi: Okay, va bene. Ma,
giusto perch lo sappiate, seguendomi all'inferno, diventate ufficialmente
i miei scagnozzi.
Maledizione, speravo di essere invece l'affascinante fidanzato,
disse Archer, prendendomi la mano.
Cal, avevi in mente qualche ruolo?, gli chiesi, mentre guardava
verso l'isola rocciosa che incombeva davanti a noi. In quel frangente,
udimmo un rumore di pietra che strideva contro pietra. Tutti
fissammo l'apertura che ci si pales davanti.
Spero solo di non essere il morto, mormor Cal.
Ci ritrovammo davanti all'ingresso. Tra tutti e quattro abbiamo
combattuto contro demoni e mostri, siamo sopravvissuti agli attacchi
dell'Occhio di Dio e abbiamo praticamente resuscitato i morti,
osservai. Ce la possiamo fare.
Vedi, sono proprio i discorsi ispirati tipo questi che ti rendono il
nostro leader, disse Archer, stringendomi la mano.
Al che, uniti, mettemmo piede sull'isola.


CAPITOLO 29

L'ingresso si chiuse subito alle nostre spalle. Ovvio, udii Archer
dire a mezza voce. Alzai una mano e dai polpastrelli part un fascio
di luce. Non che fosse poi cos utile. Tutto ci che riuscii a vedere
fu un mucchio di granito scuro e scivoloso e niente di pi.
E quindi?, chiese Jenna. Siamo nell'Oltretomba? Perch, a essere
onesti, pensavo che fosse pi figo.
Mi guardai intorno. Io... non lo so, dissi alla fine. Qualcuno vede
un'insegna che dice: Oltretomba, di qua? Magari una freccia.
Sfortunatamente, no, rispose Archer. Ma c' qualcosa di strano.
Lo sento solo io?.
Ora che me lo faceva notare, in effetti anch'io percepivo qualcosa.
Sembrava quasi che quella specie di grotta avesse una specie di
carica elettrica. E in effetti, quando abbassai gli occhi, mi accorsi
di avere i peli delle braccia elettrizzati. I poteri mi guizzavano sotto
pelle. No, mi sa proprio che siamo nel posto giusto. Il che significa
che probabilmente dovrei fare questo. Mi rivolsi a tutti e
tre e mi concentrai pi che potei. Siate al sicuro, fu tutto quello
che riuscii a pensare mentre inviavo loro il mio incantesimo di protezione.
Sentii il potere fluirmi nel corpo e scorrermi attraverso le
mani. Si avvolse intorno ad Archer, Jenna e Cal come una specie di
spirale di fumo.
Okay, ragazzi, adesso vi sentite protetti?.
S, rispose Archer. Anche un po' profanato, per la verit.
Alzai gli occhi al soffitto. E voi due?
S, fece Cal. Qualsiasi cosa tu abbia fatto pare abbia funzionato.
Lo stesso vale per me, concord Jenna.
Fantastico. Feci qualche passo avanti e gli altri mi seguirono.
Archer, hai per caso qualche aneddoto sul vetro demoniaco che
potrebbe esserci utile?
Mmm, okay. Be', dunque, dopo la guerra in paradiso, gli angeli
che hanno combattuto dalla parte sbagliata sono stati sbattuti al
livello pi basso.
Giusto, annuii. Pap me l'aveva detto. I demoni sono solo pura
magia nera, niente di pi. Fino a che non si incarnano in un corpo,
ovvio.
Non lo so, ci sono dei momenti in cui anche tu sei pura magia...
ehi. Archer si interruppe, perch gli avevo dato una gomitata nelle
costole. Comunque, i demoni sono stati costretti in un'altra dimensione.
Alcuni la chiamano inferno, altri Oltretomba. Si suppone - e
noi lo speriamo ardentemente - che l si trovi il vetro demoniaco.
Che altro non  se non roccia infusa di magia nera. La criptonite
dei demoni, in sostanza.
Quindi stiamo andando in un'altra dimensione?, chiese Jenna,
con la voce che le tremava un pochino.  cos che funziona l'Itineris?
Pi o meno, replic Archer.
Considerando che ogni volta che usava l'Itineris Jenna doveva
sforzarsi di non vomitare i suoi organi interni, capii perch la cosa
la spaventava alquanto.
Be', questa non mi sembra affatto un'altra dimensione, osservai.
Piuttosto....
Una caverna, fece Cal.
S, una caverna. Non appena lo dissi il cuore cominci a martellarmi
nel petto. Uffa, questa nuova storia della claustrofobia stava
diventando molto fastidiosa. A parte questa strana atmosfera,
che comunque potrebbe essere del tutto naturale, non c' nulla che
mi dia la sensazione che questo sia effettivamente l'Oltretomba.
Non appena ebbi pronunciato quelle parole, la palla di luce che
avevo prodotto svan. Accanto a me Jenna trasal e io feci di tutto
per ricrearla. Quando riuscii a rivedere tutti pensai di avercela fatta.
Ma poi mi resi conto che la luce che rischiarava la caverna non
era quella bluastra che avevo evocato io, ma una di un giallo-arancione
simile a quella di un lampione.
Sbattei le palpebre. In effetti era proprio un lampione. E io non
ero pi in una caverna. Ero in una stanza. La stanza di un motel, a
giudicare dalla moquette economica e dai due lettini identici. C'erano
due sagome distese in uno di essi, e a giudicare da come respiravano
stavano dormendo.
Che diavolo succede?, chiese Archer, proprio mentre un basso
gemito mi arriv alle orecchie. Era Jenna. Stava accanto a me, gli
occhi sgranati, le mani premute sulla bocca.
Io le presi il braccio. Che c'?, le domandai. Jenna....
Un rumore di legno che si spezzava esplose nella stanza e tre uomini,
tutti vestiti di nero, vi fecero irruzione. Uno di loro mi pass
accanto e mi parve solido e reale, come Cal, che avevo a fianco.
Le figure distese a letto si misero a sedere, strillando, e io notai
una familiare mche rosa. Vidi Jenna balzare gi dal letto, i canini
in bella mostra, mentre gli uomini in nero - membri dell'Occhio
di Dio - brandivano sul capo suo e dell'altra persona dei bastoni
di legno. Quando uno di essi si abbatt su di loro produsse un
suono orribile.
Amanda, la prima fidanzata di Jenna. La ragazza che l'aveva trasformata
in un vampiro.
Sia la Jenna nella stanza d'hotel che la Jenna accanto a me strillarono.
Poi, di colpo, tutto torn buio. L'unico rumore che sentivamo
era il nostro respiro concitato e i singhiozzi di Jenna.
Va tutto bene, mormorai, abbracciandola. Non era reale.
Invece s, fece lei, piangendo.  esattamente cos che  andata.
Non c'era nulla che potessi dire. Sentii qualcuno avvicinarsi a noi,
poi Archer, con un tono di voce molto basso, disse: Jenna, mi dispiace
moltissimo.
La sua unica risposta fu un altro singhiozzo.
Okay, fece Cal. Diamoci una mossa.
Almeno adesso non c'erano dubbi sul fatto che fossimo all'inferno.
Mi ero preparata per fuoco e zaffate di zolfo. Ma ritrovarsi in
un posto nel quale rivivi i momenti pi brutti del tuo passato? Deglutendo,
strinsi Jenna ancora pi forte, creai nuovamente la palla
di luce e proseguii.
Facemmo una decina di metri, poi la luce si spense di nuovo. Questa
volta ci ritrovammo in un soggiorno luminoso e allegro. Non mi
sembrava affatto familiare, cos lanciai uno sguardo a Cal e Archer.
Lo riconoscete?
No, dissero loro all'unisono. Un urlo riecheggi nella stanza:
sembrava provenire da un punto sopra di noi. Mentre osservavamo
la scena, un uomo dai capelli scuri si precipit gi da una
rampa di scale e si ritrov nel soggiorno. Il davanti della sua camicia
era zuppo di sangue e i suoi occhi schizzavano da una parte
all'altra. Elise!, grid. Un altro uomo scese le scale a una velocit
sovrannaturale, balzando oltre la ringhiera. Intravidi degli
artigli luccicare e chiusi gli occhi. Quando li riaprii, il tizio
che aveva chiamato Elise giaceva a faccia in gi per terra. L'altro
incombeva su di lui, ansimando, la mano, nuovamente umana,
grondante di sangue. Al suo fianco c'era una donna, gli occhi
rossi e l'espressione nient'affatto umana, come quella di lui. Era
in stato di avanzata gravidanza, il che rendeva la scena dieci volte
pi disturbante.
Da qualche parte in casa un bambino cominci a piangere e l'uomo
si mise ad annusare l'aria. Scossi il capo, confusa. Sono demoni.
Sapevo che non potevano sentirmi, ma non potei fare a meno
di bisbigliare. Ma non li ho mai visti prima d'ora. E se lei  una
demone incinta, allora suo figlio....
Poi guardai bene l'uomo, soprattutto i suoi capelli ricci e scuri, la
forma del naso e il taglio degli occhi. Oh, mio Dio, ansimai. Nick.
Questi sono i genitori di Nick. Era un demone gi alla nascita.
Jenna smise di piangere. Ma perch ci stanno mostrando questa
scena?.
I demoni uscirono dalla porta principale, e un bambino che avr
avuto al massimo due o tre anni si mise a vagare per la stanza. Aveva
una striscia di sangue sulla guancia paffutella e gli occhi castani
lucidi di lacrime.
Guardai Archer. Era pallidissimo, in realt quasi cereo. Questa
 la mia famiglia, disse, non appena la scena svan. Ecco quello
che gli  successo. Mi ero sempre chiesto, ma... Dio. La sua voce
si interruppe con un suono strozzato.
Ah, dissi. Dobbiamo andarcene da qui. Dalle mie dita part
un fascio di luce blu.
Il vetro demoniaco, fece Archer, mentre riprendeva lentamente
colore.
Maledizione, dissi. Troveremo un altro modo, non possiamo
restare qui. Non voglio vedere altro.
Ma era troppo tardi. Ci ritrovammo in piedi al chiaro di luna e
io sentii l'aria fresca sulla pelle. L'odore di lavanda ci riemp le narici
e il cuore mi sprofond nel petto. Eravamo a Thorne Abbey.
Di fronte a noi, rannicchiata sul prato e singhiozzante, c'era Alice.
Sembrava cos giovane e spaventata. Molto diversa dalla potente
creatura che avevo conosciuto io. Alexei Casnoff era davanti a lei,
il grimorio in mano. Accanto a lui c'era una donna bionda con le
mani incrociate dietro la schiena. Virginia Thorne, la strega nera
che aveva lavorato insieme a Casnoff per portare a termine il rituale.
Alexei stava gi recitando la formula, e un lampo illumin il cielo.
Udii qualcuno gridare e girai la testa di scatto. Un bell'uomo, pi
giovane di Alexei, stava cercando di strappargli il libro di mano. Il
vento soffiava cos forte che non riuscivo a sentire cosa stava dicendo.
Tutto ci che compresi fu che Alice url: Henry!, coprendosi
la pancia con le mani con fare protettivo. Capii che doveva trattarsi
di Henry Thorne, il fratello di Virginia.
Alice era incinta quando era stata trasformata e pap sospettava
che suo padre fosse Henry. Visto il terrore dipinto sul volto di Alice,
dedussi che non si sbagliava. Quindi vidi Alexei Casnoff alzare
la mano, come se stesse scacciando un insetto, e inviare un fulmine
magico che colp Henry alla fronte e lo uccise all'istante.
No!, gemette Alice, mentre anche Virginia si metteva a piangere.
Con lo stesso movimento, Alexei fece fuori anche lei. La luce
verde divenne cos intensa che io dovetti distogliere lo sguardo. Ma
un attimo prima che lo facessi, Alice mi guard dritto negli occhi.
Ovviamente sapevo che non era me che stava fissando. Stava solo
guardando nella mia direzione. Tuttavia, i suoi grandi occhi pieni
di lacrime, della stessa sfumatura di blu dei miei, mi perforarono
il cuore.
Poi anche quella scena svan.
Ti prego, gemette Jenna. Ti prego, andiamo.
Barcollando nel buio, annuii. Sono d'accordo, dissi, allungando
una mano per ritrovare l'equilibrio. Non appena le mie dita sfiorarono
il muro della caverna, dovetti ritrarle a causa di una fitta di
dolore.
Sophie, gridarono contemporaneamente Archer e Cal.
Sto bene, replicai io, stringendomi la mano al petto. Solo che...
mi ha bruciato. La parete.
Creai un'altra palla di luce e fissai i segni rossastri che mi si erano
formati sui polpastrelli. Poi riportai lo sguardo sul muro. Pensavo
che fosse solo roccia umida, ma a quel punto compresi che il luccichio
che scorgevo non era prodotto dall'acqua.  vetro demoniaco,
dissi. Tutto questo cavolo di posto...  fatto di vetro demoniaco.
Non esitai. Sollevando la mano ferita, proseguii: Ragazzi, tenetevi
pronti a prenderne pi che potete. Poi scappiamo, okay?
Okay, replicarono loro, all'unisono.
Trassi un profondo respiro, chiusi gli occhi e dissi: Rompiti.
Dozzine di frammenti caddero al suolo. Jenna, Cal e Archer si precipitarono
a raccoglierle, poi ci mettemmo a correre nella direzione
dalla quale eravamo venuti. La luce lampeggi di nuovo, seguita da
rumori troppo deboli perch potessimo capirne l'origine.
Mentre correvamo, udii dei suoni che appartenevano alla scena
che si stava svolgendo alle nostre spalle, qualsiasi essa fosse. Urla,
alcune delle quali sembravano stranamente familiari. In effetti, pareva
quasi che fossi io a urlare.
Mi raggelai. Cal si stava gi guardando indietro, ma prima che potessi
capire che cosa stesse osservando, mi spinse in avanti. Continua
a correre, rugg.
Davanti a noi, era riapparso l'ingresso e ci precipitammo verso di
esso. Non appena i miei piedi poggiarono sul sentiero fangoso, scivolai,
ma feci del mio meglio per non perdere l'equilibrio. Prima
fossi riuscita ad allontanarmi da quel posto, meglio sarebbe stato.
Solo quando sentimmo il rumore della pietra che sbatteva contro
altra pietra ci fermammo e ci voltammo. L'apertura nella roccia era
sparita e io quasi crollai a terra, sollevata.
Poi osservai le lame scure che gli altri avevano in mano. Per la
miseria, dissi, senza fiato. Ce l'abbiamo fatta.
Immaginai che se eravamo riusciti a prendere il vetro demoniaco,
potevamo tranquillamente tornare alla riva. Ma il prezzo al quale ci
eravamo procurati quelle armi era stato molto alto: mentre ci
trascinavamo lungo quella striscia di fango, mi resi conto che tutti stavamo
pensando a ci che l'Oltretomba ci aveva mostrato.
Come se mi avesse letto nel pensiero, Jenna disse: Quindi  questo
che fa l'Oltretomba? Ti mostra le cose pi tremende che sono
capitate a te... o alla tua famiglia.... Lanci un'occhiata a me e ad
Archer. Come una specie di schifosissimo film?
A me sembra abbastanza infernale, comment Archer, ancora
scioccato.
Io non credo che siano solo cose che sono gi successe, disse
Cal. Forse ti mostra anche le cose che succederanno.
Mi fermai, scostandomi i capelli dal viso. Che cosa hai visto l
dentro, Cal?.
Lui scosse il capo. Non importa. Tuttavia, mentre mi passava
accanto, il suo sguardo indugi un secondo di troppo su Archer.
Mi ricordai dell'urlo. Quella voce che sembrava la mia.
Mentre tornavamo dai miei genitori e dalle Brannick, non potei
fare a meno di pensare che per quanto terribile fosse stata quella
caverna, il peggio doveva ancora arrivare.


CAPITOLO 30

Una volta che fummo di nuovo nella casupola, usai la magia per
far materializzare una zuppa di pomodoro e un t caldo. Dissi a mia
madre e a mio padre che cosa era successo, minimizzando il pi possibile.
Nel frattempo, mamma girava intorno al tavolo, mettendoci
delle coperte sulle spalle. Non siamo in stato di shock, le dissi,
anche se mi strinsi forte il tessuto intorno al collo.
Be', per avete tutti un aspetto tremendo, osserv lei.
L'inferno in effetti  abbastanza devastante, comment Archer.
Il suo tono era abbastanza scherzoso, ma ero certa che in cuor suo
non fosse affatto allegro. Sotto il tavolo, gli misi una mano sul ginocchio
e lui la copr con la sua.
Avete detto che la caverna vi ha mostrato delle scene, disse mio
padre, alimentando il fuoco, anche se l dentro faceva gi caldo.
Jenna, a te ha mostrato la morte della tua signora.
Jenna soffi sulla sua zuppa e lanci un'occhiata a mio padre. Io
la chiamavo la mia ragazza, o Amanda, comunque s.
Pap inclin il capo. Certo. Perdonami. Sophie, tu invece hai assistito
alla trasformazione di Alice.
Annuii. E all'uccisione del nonno. Strano che mi sia stato mostrato
proprio questo, considerando tutte le altre cose orribili che
sono successe direttamente a me, dissi, iniziando a contarle sulle
punte delle dita. Elodie che viene uccisa, essere costretta a uccidere
Alice, scappare da un edificio in fiamme con l'aiuto di un fantasma....
Poi, visto che i miei genitori sembravano cos abbattuti,
aggiunsi: Oh, e poi quel terribile taglio a paggetto alle elementari.
Apparvero alcuni deboli sorrisi, ma penso fossero solo di incoraggiamento.
S, ma quello  stato l'evento responsabile di tutti gli altri, disse
mio padre. Eccetto del taglio di capelli. Credo che quello sia colpa
di tua madre.
James!, protest lei, ma avrei potuto giurare che si trattava di
un rimprovero affettuoso. Immagino che se ne accorse anche pap,
perch accenn un piccolo sorriso. Comunque torn subito serio e
si rivolse ad Archer. E tu hai visto i tuoi genitori uccisi dai demoni.
Archer fece tintinnare il cucchiaio sul fondo della scodella. Solo
mio padre. Ma quando io, cio, io da bambino, sono entrato nella
stanza, avevo il viso sporco di un sangue che non era il mio, quindi
credo che anche mia madre fosse gi morta.
Pap si accigli, pensieroso.
La donna era incinta, gli dissi. E l'uomo assomigliava molto a
Nick. Credo che fossero i suoi genitori.
Ma certo, esclam mio padre, sgranando gli occhi. I fratelli Anderson.
Sono spariti entrambi insieme alle loro mogli, circa quindici
anni fa. Tutti pensavano che fossero finiti sottoterra, per cos dire.
Lara era amica della moglie del pi piccolo. Molto amica.
Aspetta. Quindi il demone e il padre di Archer erano fratelli?,
chiesi io. Il che significa che Archer e Nick....
Siamo cugini, fu Archer a completare la frase, mentre mescolava
la zuppa. Sono stato quasi ucciso da un mio stesso parente. Praticamente
ho vinto una medaglia alla disfunzionalit. Poi si rabbui.
O forse  solo un'altra tradizione di famiglia.
Cal uno sgradevole silenzio. Il cucchiaio di Archer tintinn di
nuovo contro la scodella, mentre lui continuava senza sosta a girare
la sua zuppa. Alla fine disse: Anderson?.
Mio padre lo guard negli occhi. S, se non mi sbaglio, tuo padre
era il maggiore. Martin. E tua madre si chiamava Elise.
Archer deglut in maniera convulsa.  il nome che ha chiamato
quel tizio, mio padre. In quella visione, o qualunque cosa fosse.
Mio padre fece un sorriso triste. Non conoscevo personalmente
i tuoi genitori, ma da quel che ho sentito erano brave persone. E
amavano molto il loro unico figlio. Cio te.
A quel punto il silenzio aveva riempito la stanza come una presenza
tangibile. Sotto il tavolo le dita di Archer erano avvinghiate
alle mie. Sai....
Daniel, disse mio padre a mezza voce. Il tuo nome era Daniel
Anderson.
Archer chin il capo e io vidi due lacrime cadere silenziose nella
zuppa. Poi scost la sedia e usc dalla casupola. Mi alzai per seguirlo.
Mio pap per mi tocc un braccio. Dagli un minuto.
Mi morsi l'interno della guancia e annuii. Va bene.
Tirando su con il naso, mi risedetti e strinsi tra le mani la tazza di
t. E quindi adesso?
Be', adesso abbiamo almeno un modo per difenderci dai demoni
delle Casnoff, disse Aislinn, prendendo la parola per la prima
volta. Lei, Finley e Izzy ci avevano aspettato sulla riva e in quel momento
stavano avvolgendo il vetro demoniaco in delle pezze e riponendolo
in alcune borse di tela. Tutte insieme, disse, indicando
le altre Brannick, probabilmente riusciremo a tirarli fuori da l.
Io trasalii. Intendi dire uccidendoli.
No, portandoli fuori a prendere un gelato, ribatt Finley, ma sua
madre disse in un tono basso e minaccioso: Finley, Sophie stamattina
 entrata all'inferno per noi.  una Brannick tanto quanto te,
quindi portale rispetto.
Imbarazzata, Finley mi guard e mormor: Scusa.
Nessun problema, risposi io. Ma dico sul serio... L'unica opzione
che abbiamo  ucciderli?
 la pi pratica, disse mia madre, venendo a sedersi sulla sedia
lasciata libera da Archer. Tesoro, lo so che alcuni di quei ragazzi
erano tuoi amici, ma non c' modo di salvarli.
 vero?, chiesi a mio padre. Se ne sono andati per sempre?.
Pap si spost sulla sedia, a disagio. Non per forza. Ma, Sophie,
il rischio che comporta cercare di salvarli...  davvero troppo grande
da affrontare.
Posso affrontare cose enormi, gli dissi io. Mettimi alla prova.
Mi parve di scorgere un lampo di orgoglio nel suo sguardo. O forse
stava solo pensando: Perch mia figlia  cos fuori di testa?.
Tuttavia mi rispose: Se distruggi sia il rituale che la strega o lo stregone
che se n' servito, allora l'incantesimo pu essere annullato.
Mi strinsi nelle spalle. Non mi sembra poi cos difficile.
Non avevo finito. Devono essere distrutti contemporaneamente.
Deglutendo, provai a mostrarmi allegra. Be', continuo a credere
che non sia poi questa grande impresa. Basta convincere Lara a
tenere in mano il pezzo di carta e poi abbattere su di lei, che ne so,
una tempesta di fuoco, e bam! Demoni riconvertiti.
E devono essere distrutti nella cava in cui sono stati suscitati,
continu pap, come se io non avessi detto niente. Cavolo, doveva
proprio smetterla di ignorarmi. Ah, e poi c' il pezzo forte: devi
fare un incantesimo vicino alla cava, mentre il rituale e la strega si
trovano l dentro. E una magia cos potente rischia di attirare anche
tutto ci che c' intorno all'interno della famosa cava.
Anche la persona che sta facendo l'incantesimo?
Anche tutta la maledetta isola in cui si trova la cava.
Ah. Okay. Be', una bella sfida. Ma non impossibile. E poi abbiamo
il grimorio, che costituisce una specie di bonus, giusto? Anche
se il rituale per suscitare i demoni non si trova l dentro.
Sophie Alice Mercer, disse mia madre, in tono di avvertimento,
proprio mentre mio padre diceva: Atherton, e Aislinn: Brannick.
Alzai le mani. Sentite, non importa come mi chiamate. Possiamo
unire tutti i nomi con un trattino, che dite? Ma ascoltatemi. Devo
provarci, okay? Per Nick, e Daisy, e Chaston, e Anna, e tutti gli altri
ragazzi che loro hanno trasformato in armi nel corso degli anni.
Per favore.
Sophie ha ragione, disse Cal, sporgendosi in avanti. Se potessimo
fermare le Casnoff e riavere indietro quei ragazzi... non sarebbe
molto meglio che doverli uccidere?
Io sono d'accordo, fece Jenna.
I miei genitori si scambiarono un'occhiata. Fu un momento, poi
mamma si volt verso sua sorella. Possiamo darle un po' di tempo?
Tenerla al sicuro finch non riuscir a trovare il rituale e a distruggerlo?
S che possiamo, replic Finley, e Izzy annu. Staremo al suo
fianco. Anche se non riuscisse a distruggere la strega, l'incantesimo
e la cava, pu portare a termine almeno una di queste missioni,
no? Ne varr la pena.
Pap trasse un profondo sospiro, strofinandosi le mani sul volto.
S, disse infine. Ne varr la pena. Sarebbe meglio se arrivassimo
di notte, non credete? Grazie al fuso orario, abbiamo ancora un po'
di tempo per arrivare a Graymalkin Island. Che ne dite dell'alba?.
Fece un sorriso ironico. Di nuovo?.
A uno a uno annuimmo tutti. All'alba saremmo tornati a Hex
Hall tramite l'Itineris e avremmo messo un punto a tutta quella
storia.
Vado a dirlo ad Archer, dissi, togliendomi il plaid dalle spalle
e alzandomi. Fuori si era levato il vento e i capelli mi sventolarono
sul viso mentre esaminavo la riva, cercandolo. Dal momento che
non lo trovai, feci capolino nella sua tenda. Non era nemmeno l.
Mi spostai sul retro della casa, schermandomi gli occhi contro il sole
e scrutando l'orizzonte alla ricerca di una familiare sagoma scura
tra le rocce e tutto quel verde.
Colsi un movimento con la coda dell'occhio e mi girai, sollevata.
Ma non era Archer. Era Elodie, che fluttuava trasportata dalla
brezza. Alla luce del giorno era ancor pi trasparente del solito e i
capelli rossi le svolazzavano intorno come se fosse sott'acqua. Se
n' andato, mi disse, mimando le parole con le labbra. Ha preso
l'Itineris.
Con lo stomaco stretto da una morsa, le chiesi: Dove?, ma in
realt gi lo sapevo.
Elodie si limit a confermare i miei sospetti. Dall'Occhio. Mi ha
detto di dirti che gli dispiaceva, ma doveva farlo.
Ricacciai indietro le lacrime che niente avevano a che fare con il
sole o con il vento. L'hai visto?
Sono stata qui fin da quando siete arrivati, ma senza manifestarmi.
Per lui probabilmente lo sapeva, perch mi ha chiamato.
Mi ha detto che non gli dovevo delle scuse, ma io invece le
devo a te.
La sua ombra era cos effimera che non ne fui certa, tuttavia mi
parve di scorgere un lampo di pentimento nella sua espressione.
Aveva ragione. Mi dispiace per tutta la storia con Cal. Non
 stato carino da parte mia ferire voi due, solo per fare del male
ad Archer.
Scuse accettate, le dissi. Fui sorpresa dal constatare che l'avevo
perdonata davvero. Che altro ti ha detto?
Solo questo. Che stava andando dall'Occhio e che gli dispiaceva.
Fece una smorfia. Ah, e poi ha aggiunto che prova per te le
stesse cose che stava per dirti nella tenda e che ti promette di dirtele
davvero di persona la prossima volta che vi vedete.
Scoppiai in una risata che sembrava pi che altro un singhiozzo.
Che stronzo, borbottai. Elodie annu, comprensiva. Proprio uno
stronzo.
Quando avevo lasciato Thorne Abbey, avevo tenuto in mano la
spada di Archer e avuto la sensazione che alla fine le cose si
sarebbero sistemate. Ti prego, pensai, sono rientrata in possesso della
mia magia, quindi concedimi anche questa capacit.
Ma non ci fu alcuna risposta a parte il fruscio del vento.


CAPITOLO 31

La mattina successiva ci riunimmo tutti accanto alla grande roccia
dalla quale si accedeva all'Itineris. Io mi ero messa l'uniforme
della Hex Hall, immaginando che fosse la cosa migliore da
indossare per sgattaiolare di nuovo dentro la scuola. Anche Jenna
aveva l'uniforme, e pure le pi giovani delle Brannick. Erano
entrambe piuttosto scontente, a giudicare da come si strapazzavano
la gonna.
Portate sempre i calzettoni al ginocchio?, mi chiese Izzy, accigliata.
Mi sembra una buona ragione per radere al suolo quel
posto.
Anche se ero spaventata e preoccupata, ridacchiai. Aspetta di arrivare
l, poi vedrai che tortura  la lana con quel clima umido. Ti
verr voglia di affondare tutta l'isola.
Non  poi cos terribile, disse Cal, e Jenna rise.
S, lo dici tu che porti la flanella ad agosto.
Okay, fece Aislinn, agganciandosi alla vita una cintura da cui
pendevano tre lame di vetro demoniaco. Izzy e Finley ne avevano
una simile sotto la giacca, e anche Cal e Jenna. Io no, per ovvie ragioni.
Abbassai lo sguardo sui polpastrelli ancora arrossati. Almeno
erano in pendant con l'altra cicatrice che mi aveva procurato il
vetro demoniaco, quella pi ampia che avevo sul palmo. Pensieri
del genere mi aiutavano a sentirmi meno terrorizzata per ci che
stava per accadere.
...e fate in modo che Sophie trovi il rituale, stava dicendo
Aislinn. Mi ero totalmente disconnessa. Scossi il capo. Non era il momento
di mettersi a sognare a occhi aperti. Certo, avevamo esaminato
il piano gi dozzine di volte. Dovevamo andare alla scuola.
Aislinn e Finley avrebbero attirato fuori le Casnoff. Nel frattempo,
Izzy, Jenna, Cal e io ci saremmo intrufolati dentro e avremmo
cercato il rituale. Aislinn e Finley avrebbero condotto Lara e tutti
i demoni al suo seguito verso la cava. Io li avrei raggiunti l con il
rituale e poi, usando l'incantesimo del grimorio, avrei distrutto le
Casnoff, il rituale e la cava in un unico colpo.
Sembrava facile. Fin troppo. Ma se negli anni precedenti avevo
imparato qualcosa,  che niente  semplice se c' di mezzo la magia.
Quindi  tutto chiaro?, disse Aislinn.
Cristallino, sospirai.
Okay, Finley e io andiamo per prime. Sophie, Jenna, Cal e Izzy
aspetteranno qualche minuto, poi ci seguiranno.
E noi vi aspetteremo qui, disse mio padre, facendo un cenno
del capo in direzione di mia madre. La sera precedente avevamo
deciso che era troppo pericoloso per pap venire con noi a Graymalkin.
Senza poteri, non aveva alcun modo per difendersi e io mi
sarei preoccupata per lui, distraendomi.
Gettai le braccia al collo di entrambi i miei genitori, stringendoli
in un abbraccio collettivo. Andr tutto bene, dissi, anche se probabilmente
il tremore della mia voce mi trad. Prenderemo le Casnoff
a calci in culo. E, cavolo, potrei procurarmi anche un po' di
nuove cicatrici fighissime.
Mi abbracciarono forte. Ti vogliamo bene, Soph, mi disse la
mamma.
S, abbastanza, aggiunse mio padre, e io scoppiai a ridere anche
se avevo lo stomaco attorcigliato come quei palloncini con i quali si
fanno le forme degli animali.
Mi allontanai prima che altre lacrime mi mettessero in imbarazzo
e presi Jenna per mano. Aislinn e Finley se n'erano gi andate.
Pronti?, chiesi io.
Pronti, dissero loro a mezza voce. Lanciai un'occhiata alle mie
spalle, ai miei genitori. Sorrisi, vedendo che si cingevano reciprocamente
la vita.
Poi feci un passo avanti. Fui avvolta dalle tenebre e mi sentii
di nuovo terribilmente immobile. Tuttavia, in un battibaleno, mi
ritrovai nel bosco di Graymalkin Island. Non capii se fu per via
della magia, che era diventata pi forte, o dell'adrenalina che mi
scorreva nelle vene, comunque l'atterraggio non fu poi cos male,
stavolta. Jenna non avrebbe potuto dire lo stesso, ma Cal, non
appena riapparve, le mise una mano sulla fronte. Il suo respiro
immediatamente rallent e un po' di colore le torn sulle guance.
Grazie, disse sospirando.
Da qualche parte, in lontananza, mi sembr di udire un ululato.
Okay, ragazzi, siete pronti a mettervi in moto?, chiesi, rivolta a
tutti. Izzy pareva ancora un po' scossa, ma mi prese prontamente
per mano. Jenna afferr l'altra e Cal mi si piazz alle spalle, cingendomi
la vita con le braccia.
Chiusi gli occhi e mi concentrai. Un soffio di aria fredda e ci ritrovammo
in piedi sul prato di Hex Hall. E nel mezzo della terza
guerra mondiale.
Non appena aprii gli occhi, un lampo di magia mi si fiond addosso.
Alzai le mani giusto in tempo per deviarlo, ma subito dopo
ne segu un altro. Quello colp Izzy alla spalla sinistra, e lei grid.
Cal fu al suo fianco in un secondo e la trasport subito verso gli
alberi, dove sarebbe stata pi protetta. Io provai a comprendere
l'incubo che si stava svolgendo intorno a me. C'erano demoni
ovunque. Lupi mannari demoniaci, con gli occhi e gli artigli rossi
di sangue. Fate demoniache, che sbattevano le ali nere ed emanavano
una luce sinistra. Stavano combattendo, e io in un primo
momento cercai Finley e Aislinn, pensando che fossero nella mischia.
Invece no, quei demoni stavano solo combattendo gli uni
contro gli altri.
Scossi il capo: non riuscivo a credere ai miei occhi. Avevo solo visto
una quindicina di demoni nello scantinato. Su quel prato, per,
ce n'erano dozzine, e Finley e Aislinn non si vedevano.
Cercai di fare mente locale. Avevo bisogno di entrare nell'edificio
e trovare il rituale. Ma sulla soglia svolazzava una fata demoniaca,
quindi probabilmente passare di l era fuori questione.
Quindi seguii Cal e Izzy in mezzo agli alberi, e Jenna mi venne dietro.
Ci accucciammo tutti e quattro l, sforzandoci di metabolizzare
la scena infernale che si stava svolgendo davanti ai nostri occhi.
Che stanno facendo?, si chiese Cal.
Osservai i demoni che sibilavano, si graffiano e si mostravano i
denti a vicenda. Stanno combattendo, mormorai. Sono fatti cos.
Non sono certo creature facili da controllare. Dio, mi sa che nemmeno
Lara si rende conto di cosa ha scatenato.
Trasalii quando una fata si abbatt contro una figura familiare:
Daisy. Pensai che un tempo la fata potesse essere stata Nausicaa,
ma era difficile stabilirlo con certezza. Le ali, una volta verdi,
adesso erano blu scuro e avevano le estremit zigrinate e affilate
come rasoi. Mentre le guardavo, ferirono le braccia di Daisy, che
le aveva sollevate.
Deglutendo un nodo di paura, scossi la testa e dissi: Non importa.
L'unica cosa importante  trovare il rituale e le Casnoff, e....
Urlai. Qualcosa aveva tentato di piombarmi addosso. Anzi, non
addosso, dentro.
Elodie.
La mia magia la cacci via e il suo fantasma fluttu a pochi passi
da me, agitando le mani. Scusa, scusa, mi disse, muovendo le labbra.
Avevo fretta. Il rituale non  in casa. Ce l'ha Lara.
Cosa?
Sapeva che stavate arrivando. Non so come, ma lo sapeva. Sophie,
sono tutti demoni. Tutti. Li ha trasformati.
A scuola c'erano pi di cento ragazzi.
Dov' Lara?
Nella cava. Sta lavorando ancora su qualcuno.
Quelle parole mi fecero rabbrividire: sta lavorando. Izzy, come
stai?.
Era ancora appoggiata a Cal, ma si infil una mano sotto la giacca
e ne estrasse una scaglia di vetro demoniaco. Bene.
Ne dubitavo, ma le presi la mano. Useremo un incantesimo di
trasporto che ci porter dritto alla cava. Ma una volta che saremo
l.... Lanciai un'occhiata a ognuno di loro. La situazione peggiorer.
E di molto, probabilmente.
Ce la caveremo, disse Cal.
S, concord Jenna, con un sorriso tremante. Anche noi siamo
dei tipi tosti.
Le strinsi la mano. Maledettamente tosti.
Ci abbracciammo, e anche se ero esausta a causa delle magie che
avevo fatto, sentii lo stesso quella familiare ondata di calore.
Non appena atterrammo, mi resi conto che eravamo nel posto
giusto. La pelle mi formicolava e i denti mi facevano male a causa
di tutta la magia che ci pulsava intorno. Aprii gli occhi e vidi l'apertura
della cava che io e Archer avevamo visitato in estate. Allora
non era altro che un grosso buco per terra. Adesso invece ne
fuoriusciva una brillante luce verde. Lara era in piedi sul ciglio,
con il piccolo pezzo di pergamena tutto stropicciato in mano. A
quella vista ebbi un tuffo al cuore. Il rituale. Mi alzai in piedi. Alle
mie spalle sentii un cane che abbaiava, in lontananza. Avevamo
solo pochi minuti prima che almeno alcuni dei demoni di Lara si
fiondassero su di noi.
Lara mi vide. Il suo volto era illuminato da quell'inquietante
bagliore verdastro, che rendeva il suo sorriso ancor pi sinistro.
Sophie, disse. Avevo la sensazione che ci saremmo riviste.
Se pensava che mi sarei dilungata in convenevoli, si sbagliava. Sollevai
una mano e mi portai l'altra alla cintura, per prendere il grimorio.
Stavo per scagliarle addosso un potentissimo incantesimo
di distruzione.
Il potere mi si diffuse a partire dalle piante dei piedi, poi risal alle
caviglie, su per le gambe e il busto e infine lungo le braccia, fino
alla punta delle dita.
Ah, s, fece Lara, stringendosi il rituale al petto. Distruggimi.
Distruggi l'incantesimo. Chiudi la cava. E poi tutti i tuoi amici demoni
torneranno normali.
Concentrai il potere. Doveva essere una magia perfetta. Non avrei
avuto una seconda possibilit.
Mi dispiace per la tua famiglia, ovviamente.
Aprii gli occhi, confusa. Poi seguii lo sguardo di Lara dentro la cava
e mi sentii prosciugare non solo di tutta la mia magia, ma anche
di tutto il sangue che mi scorreva nelle vene.
Laggi sul fondo, incoscienti, giacevano Finley e Aislinn.


CAPITOLO 32

Udii il gemito di Izzy, alle mie spalle. Mi voltai e vidi Jenna che
andava ad abbracciarla, mormorandole qualcosa. Tuttavia i suoi
occhi incontrarono i miei, al di sopra della testa di Izzy, e io compresi
a che cosa stava pensando. Quella era la mia unica opportunit
di finirla. Uccidere Lara e distruggere il rituale. Chiudere
quell'orrenda cava, in modo che mai pi nessuno potesse essere
trasformato in un mostro. Era questo che Finley e Aislinn avrebbero
voluto.
Il fine giustifica i mezzi.
Vedendomi esitare, Lara scoppi a ridere. Vedi? Ecco perch la
tua famiglia non  tagliata per dettar legge. Mette sempre gli altri
davanti al bene della propria specie.
 questo il problema, giusto?, le chiesi ed ebbi la soddisfazione
di vederla rabbuiarsi. Sei arrabbiata perch tuo pap ha deciso
che i suoi amici demoni gli piacevano di pi delle sue stesse figlie.
Non fai che parlare di tutto ci che ha sacrificato, di tutto ci a cui
avete dovuto rinunciare in nome della causa. Che cosa include
questo tutto, Lara? Tua madre? Non mi sembra di aver mai sentito
parlare di mamma Casnoff.
Chiudi la bocca, sibil lei, muovendo le dita verso di me. Non
mi fu difficile bloccare il suo incantesimo.
E Mrs Casnoff era sposata. Che cosa  successo a suo marito?
Ammettilo. Tuo padre vi ha tolto tutto, a entrambe, e poi ha messo
mio padre a capo del Consiglio. Scossi il capo. Questo non
 altro che il capriccio di una pazza, solo che ci sono gi state delle
vittime e io non voglio che aumentino. Nessun altro morir a
causa tua.
Detto questo, puntai il dito sulla cava, concentrando tutta la mia
magia su Finley e Aislinn. In quel frangente, vidi un lampo magico
provenire da dietro di me, sicuramente lanciato da Cal. Tuttavia, i
suoi poteri erano prevalentemente curativi e i suoi incantesimi di
attacco molto deboli. Il lampo rimbalz su di Lara, lasciandola incolume.
Lei invece tese entrambe le braccia in direzione di Cal, Izzy e Jenna
producendo un impulso magico che li costrinse ad arretrare di
qualche metro. Li udii gemere, mentre atterravano al suolo. Poi vidi
Lara scagliare qualcos'altro in direzione del cielo: ci fu una specie
di fiammata, poi spar. Io digrignai i denti, ma non osai smettere
di concentrarmi. La magia che proveniva dalla cava era cos forte
e cos oscura che ogni mia singola cellula si impegn a distruggerla.
Non avrei saputo dire se fosse la cava stessa a trattenerle, o se si
trattava invece di un incantesimo di Lara.
Comunque, lentamente, Aislinn e Finley cominciarono a muoversi
verso l'apertura. Solo quando furono a qualche metro dal bordo
del fossato, ricorsi ai miei poteri per farle delicatamente distendere
al suolo.
Sia Izzy che Cal corsero da loro. Izzy fiondandosi su quei corpi
inermi, Cal provando a farle tornare coscienti. Io trattenni il fiato
finch alla fine non vidi le palpebre di Aislinn fremere e le dita di
Finley cominciare a muoversi.
Jenna mi venne accanto e mi pos una mano sul braccio. Hai fatto
la cosa giusta, mi disse. Guardando Izzy che abbracciava sua
madre e sua sorella, mi resi conto che aveva ragione. Ma quando
i tonfi e gli ululati e i ruggiti si fecero pi vicini, ebbi un istante di
tentennamento.
Ti sei mai ritrovata in mezzo a un'orda di demoni prima d'ora,
Jenna?, le chiesi.
Sguainando il suo pugnale di vetro demoniaco, scosse il capo. No.
Ma immagino che sar una cosa super violenta.
Forse possiamo provare a parlargli, dissi io, strofinandomi il naso
con il dorso della mano. Farci una chiacchierata.
Prenderci un t magari.
Ooh, s, con delle belle porcellane e quei piccoli sandwich senza
crosta.
Cal ci raggiunse. Aislinn e Finley si stavano rialzando in piedi, ma
di certo non erano nel pieno delle loro forze di Brannick. Io non
voglio uccidere quei ragazzi, disse Cal.
Nemmeno io. Ma non voglio neanche che siano loro a uccidere
me.
In ogni caso non sono sicura che quello che noi vogliamo abbia
una qualche importanza, osserv Jenna. Io rivolsi lo sguardo in
direzione degli alberi e udii il destino farsi sempre pi vicino.
Ecco qual era il fatto. Sapevo che avrei dovuto essere coraggiosa,
che avrei dovuto usare la magia pi a lungo che potevo e fare l'eroina,
tipo Braveheart - Cuore impavido. Ma non volevo. Mi veniva
da piangere. Volevo riabbracciare mio padre e mia madre. Volevo
vedere Archer. Ed essere certa di aver fatto qualcosa di pi che ritardare
di qualche minuto la morte di Aislinn e Finley.
Insomma, non c'era una tipa stoica e tosta ad affrontare l'orda di
demoni, ma solo una ragazza con le lacrime che le rigavano il volto,
i suoi due migliori amici al fianco e ogni genere di creatura infernale
che le correva incontro.
Individuai la sagoma di una delle fate demoniache che si dirigeva
verso di noi. Mi ricordai delle sue ali affilate e del modo in cui avevano
tagliato il braccio a Daisy, e il mio trem quando lo sollevai.
La magia che avevo usato per tirar fuori Aislinn e Finley dalla cava
aveva prosciugato gran parte delle mie forze e adesso i miei poteri
erano notevolmente pi deboli. Tuttavia riuscii a canalizzarli e a
servirmene. Udii il frullio delle ali della fata che si avvicinava sempre
di pi e feci partire un incantesimo di attacco dalla punta delle
dita. Tuttavia, prima che potessi colpirla, qualcosa afferr la fata
per la caviglia. Sembrava una frusta argentata. La fata cadde a terra,
urlando, e il mio cuore cominci a battere all'impazzata.
Oddio, disse Jenna. Non dovette aggiungere altro. Sia io che
lei avevamo visto un'arma simile in passato, quando l'Occhio aveva
fatto incursione in un club di Prodigium di Londra.
 l'Occhio, feci io, incredula. E allora, probabilmente per la
prima volta nella storia dei Prodigium, un demone, uno stregone
e un vampiro si sorrisero a vicenda e ripeterono:  l'Occhio!.
E in effetti dal bosco, pi o meno dal punto in cui si trovava
l'Itineris, stavano arrivando dei tizi vestiti di nero. Com' possibile?,
chiese Cal. A quel punto, uno dei ragazzi in nero ci corse incontro.
Per un momento pensai che fosse possibile che si trattasse di un
altro membro allampanato della setta con i capelli ricci e scuri, ma
mi fiondai lo stesso verso di lui.
Archer e io ci scontrammo cos forte che rimasi quasi senza fiato,
ma non mi importava. Avrei ricominciato a respirare in un secondo
momento.
Pensavo che avresti avuto bisogno di un po' d'aiuto, mi disse, la
bocca premuta contro la mia tempia. Siamo una ventina, gli unici
che sono riuscito a coinvolgere. Ma  pur sempre qualcosa, no?.
Lo abbracciai stretto. Meglio di niente.
Anche se mi sarebbe piaciuto restare l per sempre, stretta a lui,
non era proprio il momento giusto. Mi ritrassi e dissi: Cerchiamo
di non ucciderli, okay?.
Archer inarc un sopracciglio e io immediatamente alzai una mano.
No. Non c' tempo per le chiacchiere. Cerca solo di non farli
fuori, va bene? Forse abbiamo ancora la possibilit di salvarli.
Per una volta nella vita, Archer non si mise a discutere. Anzi, per
la verit non apr proprio bocca. Si limit a correre in direzione dei
combattimenti. Io mi voltai, pronta a dare la caccia a Lara.
Tuttavia, non ce ne fu bisogno.
Lei era infatti di nuovo sul ciglio del fossato, solo che questa volta
non aveva l'aria soddisfatta n divertita. E non era sola. Accanto a
lei c'era Mrs Casnoff, i capelli ancora bianchi come la neve ma acconciati
in modo elaborato. Indossava uno degli abiti blu della Hecate
Hall e la sua espressione non era affatto vacua. Tese una mano
e Lara si raggel, come bloccata da un qualche tipo di incantesimo.
Questa scuola  sempre stata un rifugio per quelli della nostra specie,
grid Mrs Casnoff. Aveva la voce roca, ma riuscii lo stesso a
cogliervi le tracce della donna che un tempo avevo conosciuto. E
tu l'hai trasformata nell'inferno in Terra, Lara.
L'ho fatto per noi, replic quest'ultima. Era ci che voleva nostro
padre.
Ma Mrs Casnoff non se l'era bevuta pi di quanto avessi fatto io.
Questa storia deve finire, disse. Il suo tono trasudava anni e anni
di tristezza. Questa storia deve finire, ripet. Oltre il fossato, i
nostri sguardi si incrociarono, e io capii cosa dovevo fare.
Con le mani che mi tremavano, estrassi il grimorio da dietro la
gonna e lo sfogliai fino alla pagina in cui si trovava l'incantesimo
che avrebbe chiuso per sempre l'ingresso della cava. Ne sussurrai
le parole, tuttavia esse mi bruciarono lo stesso in bocca. La luce
verde che proveniva dall'interno dell'antro cominci ad affievolirsi.
No, disse Lara, pi confusa che arrabbiata. Era ancora raggelata
sul ciglio, le braccia incatenate al petto.
Mrs Casnoff la abbracci. Mi dispiace, le disse. Poi rivolse di
nuovo lo sguardo verso di me. Mi dispiace.
Premette la mano sulla schiena della sorella. Ci fu un singolo sprazzo
di luce viola. Poi entrambe caddero nella buca.
A quel punto stavo piangendo senza ritegno, continuando a pronunciare
le parole dell'incantesimo sempre pi veloce, mentre la
terra intorno a noi cominciava a tremare. Sophie!, sentii Jenna
gridare, ma non potevo muovermi finch non avessi finito. Quel
rituale aveva reso i membri della mia famiglia dei mostri, che avevano
ucciso un sacco di gente, e adesso finalmente veniva distrutto.
Ed ero io a farlo.
Ero cos concentrata che non mi accorsi che il terreno sotto i miei
piedi aveva iniziato a cedere.
Qualcuno grid il mio nome, forse Izzy. Poi caddi nella buca.
Atterrai male e sentii la caviglia scrocchiare. Provai dolore e freddo,
un freddo incandescente e gelido allo stesso tempo, e urlai. Il
grimorio mi scivol di mano. Una pioggia di terriccio mi cadde addosso.
Feci un unico, breve tentativo di ricorrere alla mia magia
per uscire di l, ma il potere che mi teneva l sotto era troppo forte.
I miei, che tra l'altro si erano indeboliti, non potevano niente
contro di esso.
Chinai il capo, tremando per la paura e il dolore, e mi sforzai di
ripetermi che andava tutto bene. Dopotutto, stavo morendo in nome
di un bene maggiore. Nick, Daisy e persino Anna e Chaston sarebbero
tornati a essere dei ragazzi normali - o delle streghe e degli
stregoni. Nessuno sarebbe pi stato trasformato in un demone.
Giacqui per terra, ritraendomi dalla vista degli occhi vuoti e ciechi
di Mrs Casnoff, fissi su di me. Il fine giustifica i mezzi, mormorai,
mentre le pareti della cava si richiudevano su se stesse.
Quando sentii una mano sulla caviglia, cacciai un urlo e tirai
subito indietro la gamba, anche se questo mi provoc dei dolori
lancinanti. Quasi mi aspettavo di vedere Lara Casnoff o uno dei
demoni suoi schiavi che mi afferrava. Ma non si trattava di nessuno
dei due.
Era Cal.
Non appena i suoi poteri guaritori si riversarono su di me e le ossa
della caviglia tornarono tutte al loro posto, mi misi a sedere. Che
stai facendo?, urlai, al di sopra di tutto quel frastuono.
Lui si limit a scuotere il capo e a farmi alzare in piedi. Dopodich
accadde tutto cos in fretta che non mi resi conto di ci che stava
facendo finch non mi ritrovai le sue mani sotto i piedi e venni tirata
su dall'alto, da altre mani.
No!, gridai, quando Aislinn e Finley mi portarono al sicuro. La
cava stava collassando su se stessa, sempre pi velocemente. Io mi
misi a grattare nella terra, per tendere una mano a Cal. Raccolsi tutti
i poteri che mi erano rimasti e feci un incantesimo cos potente
che persino gli alberi l intorno scricchiolarono. Fuori!, gridai.
Fuori di l!.
Ci fu una scarica di magia, ma ormai era troppo tardi. Il terreno
trem per un'ultima volta e si apr un enorme squarcio nella bocca
del cratere. Cal barcoll indietro e and a sbattere contro la parete
pi lontana. In quel preciso istante i suoi occhi incrociarono i miei.
Io giacevo l a pancia in gi, le braccia ancora tese in avanti, ansimante.
Va tutto bene, Sophie, disse. Va tutto bene.
Ci fu un accecante lampo di luce e un rumore simile a quello di
una montagna che implode. Jenna mi tir indietro proprio mentre
la cava collassava. Sembr quasi che tutta l'isola tremasse e io mi
chiesi se di disgusto o di sollievo.
Poi cal il silenzio.


CAPITOLO 33

Qualcuno mi stava scuotendo. Sophie, mi disse una voce all'orecchio.
Svegliati.
Disorientata, rotolai su me stessa. Avevo ancora alcune ciocche
di capelli attaccate alle guance umide. Avevo pianto. Di nuovo. Mi
misi a sedere e per un momento fu facile credere che le ultime settimane
non fossero mai esistite. Ero di nuovo nella mia stanza, nel
quartier generale delle Brannick, e il sole del primo mattino filtrava
da una finestra stretta. Forse non me n'ero mai andata da l, pensai,
frastornata. Forse avevo sognato tutto.
Ma no. Jenna era seduta sul bordo del mio letto, con l'aria preoccupata,
e Archer era in piedi sulla soglia. E da qualche parte al
piano di sotto c'erano mia madre e mio padre, le Brannick, Nick
e Daisy...
Ma non Cal.
Stesso sogno?, mi chiese Archer, e io annuii, strofinandomi
la faccia con entrambe le mani. Sin dalla notte in cui avevamo
usato l'Itineris per scappare da Hex Hall, con l'intera isola che
tremava come se stesse per affondare nell'oceano, io avevo avuto
gli incubi.
Mio padre diceva che c'era da aspettarselo, considerando quello
che avevo passato. Ma era trascorso un mese. Quando sarebbero
finiti?
Stavo urlando di nuovo?, chiesi, gettando via le coperte.
Piangevi e basta, disse Jenna, comprensiva. Molto.
Cercai di ricordarmi il sogno, ma era gi scivolato via. C'era ancora
una volta Cal, nella cava, il terriccio che gli pioveva addosso.
E Lara, con lo sguardo vacuo. Rabbrividii.
Jenna mi prese la mano, io per mi alzai, facendole il mio miglior
sorriso della serie: Va Tutto Bene, No, Davvero, Tutto Bene.
Era solo un sogno, le dissi. Archer apr la bocca per dire
qualcosa, ma io alzai una mano. Solo un sogno, ripetei. Piuttosto,
c' gi qualcuno di sotto? Perch non so voi due, ma io sto
morendo di fame.
Non era vero. Il pensiero del cibo mi faceva contrarre lo stomaco
e avevo perso cos tanto peso che ero stata costretta a ricorrere
alla magia per restringermi i vestiti. Superai Archer, e mentre gli
passavo accanto, lui mi mise una mano tra le scapole. Andr tutto
bene, Mercer, mi disse all'orecchio, e per un istante io mi concessi
di appoggiarmi a lui, di approfittare del suo affetto, della sua
presenza. Poi mi raddrizzai ed esclamai: Avanti, scendiamo. Nick
e Daisy finiscono sempre il bacon.
Come volevasi dimostrare, quando raggiungemmo la cucina, ne
erano rimaste solo due fette. Nick e Daisy sedevano al tavolo di
frmica, i piatti quasi vuoti, mentre Aislinn, dietro di loro, preparava
uova strapazzate. Rimasi sulla soglia, a metabolizzare quella
scena: una Brannick che preparava la colazione a due demoni. Chi
avrebbe mai potuto immaginarlo?
Nick mi vide e mi sorrise. Be', ci prov. Come me - diavolo, come
tutti noi - aveva ancora uno sguardo strano, che faceva s che tutte
le sue espressioni amichevoli risultassero tristi. 'giorno, Sophie. Ti
ho lasciato una fetta di bacon. E una anche a te, Jenna, disse, lanciando
un'occhiata dietro di me. I suoi occhi guizzarono su Archer.
Mi dispiace, amico, sei stato sfortunato.
Archer fece un sorrisetto divertito, ma entr in cucina con fare
sospettoso. Poi, per sedersi, scelse la sedia pi lontana da Nick.
Non ero sicura che tra loro due avrebbe mai potuto esserci qualcosa
di simile a un rapporto normale, ma in fin dei conti c'era da
aspettarselo. Dopotutto, i genitori di Nick avevano ucciso quelli di
Archer, e lo stesso Nick aveva provato a uccidere Archer, non una
volta, bens due.
Il che rendeva poco probabili eventuali future riunioni di famiglia.
Non aiutava nemmeno il fatto che la gente che Archer ora considerava
la propria famiglia era determinata a far fuori Nick.
Soph?, fece Aislinn, strappandomi dai miei pensieri. Uova?
Mmm... no, grazie. Mangio qualcosa pi tardi.
Quasi tutti i presenti si accigliarono alle mie parole, cos per placarli
afferrai la fetta di bacon e la divisi a met. Sedendomi di fronte
a Daisy, cominciai a masticarla e dissi: Qualche novit?.
Era la stessa domanda che ognuno di noi poneva ogni mattina, da
quando avevamo lasciato Hex Hall. I primi giorni c'erano state anche
delle risposte: S, l'isola  ancora l. S, abbiamo trovato Nick
e Daisy e possiamo portarli qui. S, l'Occhio ha messo una taglia
sulla testa di Archer pari al prezzo di un'isola intera.
Quell'ultima novit Archer non l'aveva presa molto bene. A quanto
pareva, la sua piccola squadra di membri dell'Occhio era tornata
dalla loro capa e le aveva detto che Archer aveva fatto ricorso a un
qualche espediente magico per costringerli a seguirlo. Era quella
l'unica ragione per la quale avevano combattuto a fianco dei Prodigium.
 vero?, avevo chiesto ad Archer. Lui aveva distolto lo sguardo
dal mio e aveva scrollato le spalle con foga eccessiva.
Lo avevo preso come un s.
Dopodich non era successo pi niente. Nessuna novit su come
il resto del mondo Prodigium avesse accolto gli eventi di Hex Hall.
Nessuna novit su quello che era successo agli altri ragazzi che avevamo
liberato.
Stessa cosa quella mattina. Aislinn sospir e disse: No, nessuna
novit.
Forse  un bene, osserv Daisy, spalmando il burro sul suo toast.
Forse se ne sono solo... andati.
Adesso che non era pi un demone, Daisy non era nemmeno una
Prodigium, ma solo una normalissima ragazza che le Casnoff avevano
trasformato in un mostro. Comprendevo il suo desiderio di
lasciarsi tutta quella storia della magia alle spalle.
Si protese in avanti e appoggi il capo sulla spalla di Nick. Be',
forse non proprio tutta quella storia. Ero contenta che Nick avesse
Daisy. Dopo quel che aveva passato, ne aveva bisogno. Tuttavia,
c'era un'ombra nei suoi occhi che mi spingeva a chiedermi se, anche
se libero dall'influenza delle Casnoff, avrebbe potuto mai essere
un bravo ragazzo.
Sentii il clangore del metallo contro il metallo provenire dall'esterno
e ne dedussi che Finley e Izzy fossero gi sveglie e che si stavano
allenando. Pensai di unirmi a loro. Non per mettermi a brandire
una spada o altro, ma magari per permettere loro di bloccare qualche
mio incantesimo. Per loro sarebbe stato un buon modo di fare
pratica, e io avrei avuto qualcos'altro da fare a parte sedere nella
mia stanza e ripensare sempre e continuamente a quell'ultima notte
a Hex Hall.
Stavo quasi per alzarmi quando mio padre entr in cucina. Era in
pigiama, cosa molto insolita. Pap non scendeva mai a colazione
prima di essersi vestito di tutto punto. Naturalmente i suoi pigiami
avevano tanto di taschino e fazzoletto, quindi forse aveva comunque
l'impressione di indossare un abito.
Aveva un pezzo di carta in mano e lo stava fissando, con gli occhi
sgranati.
James, lo salut Aislinn. Sei un po' in ritardo stamattina. Grace
sta ancora dormendo?.
Pap alz lo sguardo, e potrei giurare che arross. Mmm? Oh.
S. Be'. Comunque. Mmm... non  di questo che volevo parlare.
Non farci caso, dissi ad Aislinn. Pap  cos british che sta andando
in tilt. Invece di essere disgustata, ero stranamente felice al
pensiero che i miei genitori fossero... insomma... Okay, in effetti
ero anche un pochino disgustata. D'altro canto, il fatto che si fossero
riconciliati era l'unica cosa buona derivata da tutto quel macello.
Be', oltre al fatto che avevamo salvato il mondo.
Mio padre scosse il capo e mi porse dei fogli. Non sono sceso per
discutere delle mie faccende... personali, ma perch stamattina dal
Consiglio mi  arrivata questa.
Mi appoggiai allo schienale della sedia. Il Consiglio? Il Consiglio-Consiglio?
Ma non esiste pi! Forse ti sei sbagliato. Magari si
tratta del Consiglio-su-quali-cereali-mangiare-a-colazione....
Sophie. Mio padre mi interruppe con un'occhiataccia.
Scusa. Attacco di nervi.
Lui mi rivolse un piccolo sorriso. Lo so, tesoro. E in tutta onest,
probabilmente ne hai tutto il motivo.
Mi porse i fogli e mi resi conto che si trattava di una specie di lettera
ufficiale. Era indirizzata a mio padre, ma lessi il mio nome nel
primo paragrafo. La poggiai sul tavolo, in modo che gli altri non si
accorgessero che mi stavano tremando le mani.  arrivata via gufo?,
mormorai. Ti prego, dimmi....
Sophie!, gridarono praticamente tutti i presenti. Persino Archer
esclam: Avanti, Mercer!.
Trassi un profondo respiro e cominciai a leggere. Quando giunsi
a met pagina, mi fermai, gli occhi sgranati, il cuore che mi batteva
fortissimo. Lanciai un'occhiata a mio padre. Dicono sul serio?
Credo di s.
Rilessi. Accidenti.


CAPITOLO 34

Uscii dalla macchina, facendo scricchiolare sotto i piedi la ghiaia
del vialetto, e fissai la casa che incombeva di fronte a me. Be'?,
fece pap, smontando dalla parte del passeggero.
Alle mie spalle, Archer e Jenna scesero dai sedili posteriori dell'auto
e mi si piazzarono accanto, una da una parte e l'altro dall'altra.
Sollevando gli occhiali da sole sulla testa, dissi: Meglio di quel
che pensavo. Cio,  sempre inquietante, ma almeno  tornata a un
livello di spaventosit normale.
Hex Hall risplendeva sotto una mano di intonaco fresco e le finestre
erano state riparate. Le erbacce che circondavano la porta
d'ingresso erano state estirpate e sostituite da verdi piante lussureggianti,
e qualcuno aveva aggiustato l'avvallamento che si era creato
nel tetto del portico. Tuttavia, gli alberi l intorno erano ancora
neri e l'erba grigia.
Probabilmente questo posto non sar mai pi lo stesso, disse
mia madre, girando intorno all'auto per raggiungere me e pap.
Forse  meglio cos, feci io con un sospiro.
Cosa pensate che ne faranno?, chiese Jenna, studiando l'edificio.
Io vorrei che gli dessero fuoco, comment Archer. Magari facendo
anche affondare l'isola.
Mentre ci avvicinavamo alla casa, la brezza salmastra mi arruff
i capelli. L dentro non si respirava pi il senso di decadimento di
un tempo, ma pensai che comunque quegli ambienti mi avrebbero
sempre fatto sentire un po' triste. O forse ero solo io. Passammo
sotto la vetrata e alzai lo sguardo, contenta di constatare che tutti
avevano di nuovo la propria testa e che i vetri colorati risplendevano
nella luce autunnale. Potevo gi sentire i mormorii provenienti
dalla sala da ballo, alla quale ci stavamo avvicinando. Mamma mi
prese la mano. Nervosa?
Naa, replicai, ma dal momento che il mio fu una specie di belato,
dubitai di averla convinta.
Tutti i tavoli spaiati sui quali mangiavamo erano spariti. Al loro
posto c'era un mare di sedie nere, tutte vuote. Laddove un tempo
sedevano gli insegnanti, c'erano invece dodici scranni che probabilmente
sarebbe stato meglio definire troni. Erano tutti occupati
tranne uno.
Non appena entrai nella stanza, i nuovi membri del consiglio scattarono
in piedi, ma io alzai subito le mani. Oddio, vi prego, non
fatelo. Sono gi abbastanza spaventata cos.
Una delle fate, un omone enorme con le ali verde smeraldo, mi
guard accigliato. In qualit di presunto erede a capo del Consiglio,
meriti un certo grado di rispetto.
Mi sento rispettata anche se state seduti, tranquilli.
Pensai che si sarebbero messi a discutere, invece alla fine si riaccomodarono.
Hai considerato la nostra offerta?, chiese una donna. Immaginai
fosse una strega, ma era difficile esserne certi.
Anzich risponderle, mi sedetti su una delle sedie nere. Posso chiedervi
una cosa, ragazzi?. Nessuno annu, ma io proseguii lo stesso.
Perch avete scelto proprio me? Insomma, certo, sono un demone,
ma anche Nick lo . Perch non avete chiesto a lui? Per via della
storia che una volta ha sbroccato e ha ucciso un botto di gente?.
L'uomo dalle ali verdi mi fiss. Be', soprattutto.
Ma non  questa l'unica ragione, intervenne la donna. Intrecci
le dita, posandosele in grembo, e io intravidi delle piccole scintille
viola. Una strega. Il coraggio, la forza d'animo e... lo spirito
d'iniziativa che hai dimostrato nell'opporti a Lara Casnoff ci hanno
molto impressionato. In particolare considerando che sei cos
giovane. Non hai lasciato che la paura ti accecasse e hai fatto ci
che dovevi. Lanci un'occhiata ai suoi colleghi. Dovremmo tutti
prendere esempio da te.
Dunque, disse un uomo alto con i capelli bianchi, hai preso
la tua....
Perch avete rimesso a posto Hex Hall?.
L'intero Consiglio sospir. Perch, disse la strega, Hecate Hall
 sempre stata un'istituzione utile per noi e non avevamo alcuna
intenzione di lasciare che queste... sfortunate circostanze uccidessero
una tradizione che dura da pi di cent'anni. Il mese prossimo
tutti gli studenti condannati a frequentare questa scuola vi faranno
ritorno e ogni cosa torner alla normalit.
Mi veniva da ridere. Normalit. Come se l ci fosse mai stato
qualcosa di normale.
Comunque. Mi aveva pur sempre dato una risposta.
Trassi un profondo respiro e mi alzai. Okay, s, accetto la vostra
offerta di diventare capo del Consiglio.
I volti di alcuni dei membri vennero illuminati da un sorriso, ma
io alzai una mano. A due condizioni.
I sorrisi svanirono.
Diventer capo del Consiglio, ma non prima di aver finito gli
studi.
Certo, disse la strega, possiamo organizzare immediatamente
il tuo trasferimento al Prentiss.
Il Prentiss era il decorato collegio al quale venivano spediti i figli
delle streghe e degli stregoni pi abbienti. Praticamente l'opposto
di Hex Hall sotto ogni punto di vista. Scossi il capo. No, non intendevo
dire gli studi dei Prodigium. Parlavo degli studi veri, del
college. Un college normale, umano.
L'uomo con le ali verdi si accigli. Ma devi fare ancora un altro
anno prima di poter andare al college, giusto? Non  cos che funziona?
E se non vuoi frequentare il Prentiss, dove intendi studiare?
Una normale scuola umana non  un'opzione che si possa prendere
in considerazione.
Un altro profondo respiro. Lo so.  questa la mia seconda
condizione. Voglio che riapriate Hex Hall. Non come un riformatorio,
o una scuola punitiva, ma com'era in origine. Un posto
sicuro. Che possono frequentare tutti i Prodigium che lo desiderino.
Anche se, devo ammetterlo, dopo quest'ultimo anno, potrebbero
non essere in tanti. Ma possiamo provarci. Queste sono
le mie condizioni.
Rimasi l in piedi, le mani giunte. Ancora una volta pensai a Cal
che diceva: Va tutto bene, va tutto bene, mentre la cava si richiudeva
su di lui. Aveva dato la sua vita per la mia. Dovevo ricordarlo.
E lui amava Hex Hall. Ci credeva, se ne prendeva cura,
la considerava casa propria. Il minimo che potessi fare era rimetterla
in funzione.
Per Cal.
Quindi, quando la strega mi guard dritto negli occhi e disse: Accettiamo,
quello che provai non fu paura, terrore o rimpianto. Fu
soddisfazione.
Mamma, pap, Jenna e Archer mi stavano aspettando fuori dalla
sala da ballo. Prima che qualcuno di loro potesse aprire bocca,
presi per mano i miei genitori e dissi: Ne possiamo parlare mentre
facciamo ritorno a casa, promesso. Adesso ho bisogno di stare
un po' da sola, okay?.
Mio padre mi strinse la mano e cinse con l'altro braccio la vita di
mamma. Certo.
Va bene, disse Jenna.
Archer annu. Fa' quello che devi.
Io li superai e uscii sul porticato antistante l'ingresso. I gradini
mi cigolarono sotto i piedi mentre scendevo sul prato. Andai verso
una delle querce giganti e mi appoggiai al tronco, restando a fissare
la scuola.
Ero ancora l quando sentii una presenza al mio fianco. Elodie
fluttu accanto a me, i capelli rossi che le svolazzavano davanti al
viso. Ciao, le dissi a bassa voce.
Quindi adesso diventerai il grande capo?.
Aprii la bocca per fare qualche commento sarcastico, ma non ne
venne nessuno. Quindi mi limitai a rispondere: Gi.
Lei fece un piccolo cenno d'assenso. Sarai brava. Ma se riferisci
a qualcuno quello che ho appena detto ti uccido.
Ridacchiai. Va bene. Per un lungo momento guardai lei che osservava
la casa. Poi, molto piano, dissi: Se sei pronta perch io...
non so, ti liberi, adesso posso. Almeno credo.
Elodie si volt verso di me, i piedi che fluttuavano a pochi centimetri
dal suolo. E dove potrei andare?
Non lo so.
Potresti.... Si interruppe, e se non l'avessi conosciuta abbastanza
bene, avrei giurato di scorgere un lampo di nervosismo sul suo
volto. Poi le sue labbra si mossero cos in fretta che non riuscii a
cogliere nessuna delle parole.
Ehi, rallenta. Non sono cos brava a leggere il labiale.
Lei si fece pi vicina. Ho detto che se tu resterai a Hex Hall, allora
ci rester pure io.
Sbattei le palpebre. Davvero? Vuoi rimanere legata a me per l'eternit?
Sappi per che non intendo permetterti mai pi di entrare
nel mio corpo, nemmeno per un secondo.
Non voglio pi farlo, disse, con una smorfia. Mi faceva schifo.
Comunque, voglio solo rimanere qui. Per il momento.
Perch?.
Lei alz le mani. Perch tu sei mia amica, okay? Perch aiutare
te e quegli sfigati dei tuoi amici nelle ultime settimane  stato...
be', uno spasso. Mi sono divertita pi di quanto credevo fosse possibile
da morta.
Mi sentivo stranamente toccata, quindi cercai di mantenere un
tono di voce gentile quando le dissi: Elodie, ho capito. E, in tutta
onest, il pensiero di eliminarti da questo mondo mi rende....
Mi sal un nodo alla gola e mi sforzai di trasformarlo in un colpo di
tosse. Ma non posso tenerti legata a me per sempre. Non sarebbe
giusto per nessuna di noi due.
Esiste un modo per trasferire il legame?, mi chiese. Tutti gli
altri fantasmi che si aggirano da queste parti sono legati all'isola.
Potresti fare questo per me?.
Ci pensai su e la magia cominci a vibrarmi dentro. S, credo
di s. Ma, Elodie, questo significherebbe che rimarresti bloccata a
Graymalkin Island per sempre. Insieme a qualsiasi altro fantasma
che aleggi in zona.
Elodie svan e io alzai gli occhi al cielo. Oh, andiamo!.
Al che riapparve a qualche metro di distanza, su una collina che
poi digradava fino al laghetto. Mi fece cenno di seguirla con un
braccio, poi fluttu via e la persi di vista.
Con un sospiro, mi arrampicai sulla collinetta e, una volta giunta
in cima, dovetti schermarmi gli occhi per proteggermi dal riflesso
del sole sulla superficie dell'acqua. Wow, dissi, fermandomi
accanto a lei. Questo posto non mi era mai apparso tanto
bello. Guarda, l'erba non sembra nemmeno morta proprio l, in
quel....
Qualsiasi cosa stessi per dire mi mor in gola e dovetti portarmi
una mano davanti alla bocca.
Cal stava passeggiando lungo la riva del lago. Be', il suo fantasma,
per meglio dire. Era un'ombra cos debole che a stento riuscivo a
distinguerla, ma le sue lunghe falcate erano inconfondibili. Si chin
e fece scorrere una mano su una macchia d'erba secca, che tutt'a
un tratto acquist un vivido color verde smeraldo.
Guard verso la collina sulla cima della quale mi trovavo e alz
una mano, facendomi un breve cenno di saluto. Io mi ritrassi, le
lacrime che mi rigavano il volto. Pu vedermi?, chiesi a Elodie.
O sta salutando te?
Ti vede, replic lei. Poi un po' mestamente aggiunse: Non credo
che a me farebbe quel genere di sorriso. Fece una smorfia maliziosa.
Almeno non ancora. Ho tutta l'eternit per convincerlo a
cambiare opinione su di me.
Sapevo che stava scherzando, tuttavia io ero serissima. Prenditi
cura di lui, okay?.
E la sua espressione si rivel sorprendentemente dolce quando
replic: Senz'altro.
Alla fine, lasciar andare Elodie e legarla all'isola fu molto
semplice. Per quando sentii che la catena che ci teneva unite si spezz,
devo ammettere che provai un moto di tristezza.
Una volta che Archer e Jenna mi raggiunsero, Elodie era sparita.
E anche Cal, nonostante l'erba tutt'intorno al laghetto fosse di
nuovo verde.
Eccoti, disse Jenna, quando lei e Archer apparvero sulla cima
della collinetta.
S, scusatemi, replicai, incamminandomi verso di loro. Avevo
un sacco di cose a cui pensare.
Ci scommetto, fece Archer, cingendomi la vita con un braccio.
Quindi gli hai detto che accetti.
Gi. Credi che sia stupido?
Credo che sia pericoloso, disse lui, facendomi girare per guardarmi
in faccia. E credo che tu sia pazza. Ma la pericolosit e la
pazzia sono due delle cose che pi mi piacciono di te. Quindi no.
Non  stupido. Anche se mi ha deluso il fatto che tu abbia posto
come condizione la riapertura di Hex Hall e non, per esempio, un
viaggio ai Caraibi con il tuo ragazzo.
Chin il capo per baciarmi e Jenna si schiar la voce. Ehi, ciao?
Anche lo scagnozzo vampiro si sarebbe meritata una qualche gratifica,
comunque.
Archer le diede una spallata. Sai che ti dico, quando torniamo
dai Caraibi, Sophie ti pu accompagnare in Transilvania. Come ti
sembra?.
Lei gli assest un pugno sul braccio, ma in modo affettuoso, e a
me venne subito voglia di rimettermi a piangere. Per cui mi scostai
da Archer e dissi: Tutte le vacanze dovranno aspettare la fine
dell'anno scolastico.
Entrambi mi fissarono, e aggiunsi: Be', s, questa  l'altra condizione.
Quando riapriranno Hex Hall io star qui. Fino alla fine
dell'anno, mi affrettai a precisare. Non per tutta la vita, ecco. E
l'accordo prevede anche che vada al college. Ma, insomma, potremo
restare in contatto. Ci sono un sacco di incantesimi che lo consentono.
Jenna e Archer si scambiarono un'occhiata. Perch mai avremmo
bisogno di restare in contatto?, mi chiese lei.
Be', perch... sentite, non posso chiedervi di restare a Hex Hall
per un altro anno intero. Jenna, tu hai Vix e Archer, tu hai... gi in
effetti chi hai tu?
Te, ribatt lui in tono deciso. E un'orda di cavalieri sacri che
vogliono uccidermi.
Vix pu venirmi a trovare, disse Jenna. E la scuola diventer un
bel posto, quindi passarci un altro anno non sar poi una tortura.
Comunque, aggiunse, accigliandosi, devo ammettere che quest'isola
 messa proprio male. Non so come faremo a risistemarlo.
Guardando il laghetto, lo sguardo fisso sull'erba verde smeraldo,
io feci una risatina. Non credo che dovremo preoccuparci dell'isola,
dissi, asciugandomi una lacrima con il dorso della mano.
Verr guarita.
Be', tutto risolto, disse Archer. Vix pu venire a trovarti, l'isola
alla fine non sar poi cos deprimente e io non ti lascer un'altra
volta.
Gi, e dobbiamo ancora fare i conti con il fatto che quelli
dell'Occhio sono... be', come sono, e che io devo imparare a fare
il capo del Consiglio, e ci probabilmente significa un sacco di
libri noiosi e....
Archer premette la sua bocca sulla mia, zittendomi e baciandomi
con passione. Quando si ritrasse, stava sorridendo. E tu hai un
arrogante e malmesso ex demone che si  stupidamente innamorato
di te.
E un ansioso vampiro pronto ad andare all'inferno con te. Anzi,
che  gi andato all'inferno con te, aggiunse Jenna, piazzandosi
accanto a me.
E dei genitori che ti vogliono bene e che probabilmente sono in
macchina a pomiciare, disse Archer, facendomi scoppiare a ridere.
Insomma, fece Jenna, prendendomi a braccetto, di che altro
hai bisogno?.
Spostai lo sguardo da Archer a Jenna, due delle persone che pi
amavo al mondo. La brezza mosse l'erba alta intorno al laghetto e
io pensai di riuscire a sentire la risata di Elodie.
Di niente, dissi loro, stringendo la mano a entrambi. Di niente.
...
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...
FINE.
...
.
...
RINGRAZIAMENTI
...
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...
Un enorme e magico grazie a Disney-Hiperion e a tutti i membri del
Team Hex. Jennifer Corcoran, tu puoi anche definirti una pubblicitaria,
ma io credo che la parola pi adatta sarebbe supereroe. Lo stesso
vale per Hallie Patterson, Ann Dye e Dina Sherman. E ovviamente per la
decana del Team Hex, la mia Favolosa Editor di Bellezza, Catherine On-
der, la cui guida e la cui saggezza mi hanno aiutato - almeno lo spero - a
giungere fino alla fine della serie di Hex Hall. Non so come ringraziarti!
Gratitudine massiccia, ai limiti dell'oscenit, va alla mia agente Holly Root,
perch... be', perch  Holly Root. Sei la migliore in assoluto e sono
felice che Sophie e io ti abbiamo incontrato.
Grazie anche alle mie compagne di scrittura, che mi hanno dato consigli,
abbracci e, quando  stato necessario, anche qualche metaforica sberla,
mentre scrivevo questo romanzo. Chantel Acevedo, Lindsey Leavitt,
Myra McEntire, Ashley Parsons e Victoria Schwab, mi avete tutte tenuto
per mano, una cosa stupefacente e anche un po' problematica dal punto
di vista logistico. Vi voglio bene.
Grazie alla mia famiglia e ai miei amici, grazie per avermi capita mentre
ero sprofondata a Librolandia e per non avermi odiato a causa di tutte
quelle chiamate perse, email senza risposta e cene takeaway.
Un ultimo ringraziamento, ma non in ordine di importanza, a miei lettori.
Senza di voi, non ci sarebbe stata nessuna Sophie, nessuna Hex Hall,
nessun Archer (che pensiero orribile!). Il vostro amore e il vostro supporto
a questa serie ha significato tantissimo per me. Sono felicissima di avere
tante persone stupende per le quali scrivere!
...
.
...
FINE.